Con omosessualità e cultura di destra s'intende il rapporto intercorrente, nel corso del tempo, tra personalità omosessuali e mondo della cultura di destra. La connessione tra conservatorismo e omosessualità è antica ma percorre soprattutto l'epoca contemporanea.

Epoche arcaiche Platone, che nei suoi Fedro e Simposio descrive ampiamente la realtà dell'attrazione tra persone dello stesso sesso, per poi nelle Leggi rifiutarla e condannarla.

In ordine all'omosessualità nell'Antica Roma, essa si riduce ad una pratica, se realizzata da un forte e potente su un debole e sottomesso, che non intacca minimamente il valore guerresco: indispensabile è preservare le sembianze di mascolinitàMarco Fraquelli, Omosessuali di destra, Rubbettino, pag. 98-99..

D'altra parte tutti (tranne Claudio) gli imperatori romani della dinastia giulio-claudia ebbero esperienze omosessuali : Giulio Cesare soprannominato la Regina di Bitinia e la moglie di tutti i mariti; Augusto il quale quand'era ancora Ottaviano veniva chiamato con disprezzo Ottavia; Tiberio che a Capri prediligeva ragazzini appena puberi e li chiamava i suoi "pesciolini"; Caligola bisessuale e incestuoso; Nerone il quale sottopone a castrazione il suo schiavo adolescente Sporo e poi lo incorona come sposa reale; ma anche tra i successivi imperatori: Galba; Vitellio, soprannominato buco; Domiziano, che ha avuto varie relazioni con uomini; Adriano, che ha fatto diventare il suo giovane amante Antinoo un dio; Eliogabalo, che a 18 anni tentò l'autocastrazione per potersi considerare una donna.

Per passare all'Asia, l'orientalista Leonardo Vittorio Arena indica nella vita promiscua all'interno dei monasteri buddhisti del IX secolo l'origine dell'omosessualità giapponese-samuraicaL.V. Arena Samurai Mondadori 2033; a differenza della pederastia greca occidentale però qui è invece propriamente al giovane che viene consigliato di prendere l'iniziativa nella scelta di un compagno più maturo: questo legame tra monaco e novizio passa poi all'omoerotismo dei samurai, fino a giungere al seppuku di Yukio MishimaOmosessuali di destra, prefazione di Giorgio Galli pag.XIII-XIV.

Età moderna

Estetica neoclassica e romantica e omoerotismo George Mosse afferma che esiste una precisa continuità nel paradigma di bellezza e mascolinità che parte dal critico d'arte tedesco omosessuale Johann Joachim Winckelmann per giungere ad esempio ad Arno Breker, artista nazista per eccellenza, o all'architetto prediletto da Adolf Hitler, ossia Albert Speer: "l'arte nazista era in realtà omoerotica quanto quella di tutti i nazionalismi moderni..."Lo stesso storico George Mosse ha dimostrato nel suo "Sessualità e nazionalismo" gli strettissimi legami che intercorrono tra il cosiddetto terzo sesso e il carattere totalitario: G. Mosse Sessualità e nazionalismo, Laterza 1986..

A proposito della sua venerazione per la scultura greca, Winckelmann però (assieme ad August von Platen e Michelangelo Buonarroti) nega che vi sia un rapporto tra la bellezza perfetta e il desiderio di avere con questa bellezza relazioni sessualiG. Mosse Sessualità e nazionalismo, p. 15. Mosse conclude però notando l'ironia "nel fatto che un omosessuale, Winckelmann, avesse adattato l'arte greca ai gusti delle classi medie e abbia fornito il modello per lo stereotipo maschile nazionale". Noto è del resto l'episodio narrato da Giacomo Casanova in Storia della mia vita: un giorno andato a far visita a Winckelmann che risiedeva a Roma, trova un giovane e bel ragazzetto "intento a tirarsi su le braghe, lesto lesto, in un evidente tentativo di ricomporsi in fretta e furia" (Casanova, Storia della mia vita, Mondadori vol.IV, pp. 262-3.. Invero, il Neoclassicismo non si limita a riesumare esclusivamente l'ambito estetico dell'epoca classica, ma ne ripropone anche nella sua interezza l'ideologia comportamentale, compreso quindi anche il lato dei rapporti sociali-interpersonali-sessuali. Da qui l'enfatizzazione della pederastia greca la quale occupa un posto centrale perfino nelle discussioni filosofiche antiche: omosessualità e passione per il classicismo saranno per molto tempo considerate intrinsecamente interconnessePaolo Zanotti, Classici dell'omosessualità, BUR, 2006.

Il corpo virile greco, riscoperto tramite le descrizioni di Winckelmann, diverrà immediatamente l'ideale normativo sbandierato dai nazionalismi europeiPaolo Zanotti, Il gay, 2005 Fazi editore, p. 135.. La componente omosessuale delle personalità che hanno avuto un ruolo da protagonisti nel percorso che ha portato alla formazione e all'ideologia dei regimi totalitari non è, in molti casi, trascurabile... personalità che formeranno gli anelli di una catena che dal secolo dei lumi giunge fino all'epoca dei regimi totalitariOmosessuali di destra, p. 23.. Una continuità sconcertante che dal culto del bello di Winckelmann conduce direttamente ai lager nazistiNicola Barilli, "Per una traiettoria storica del corpo umano", pubblicato online .

I membri della nobiltà conservatrice germanica sono stati indiscussi protagonisti del Grand Tour nei paesi europei del Sud, in primo luogo Italia e Grecia: poteva evolvere in una sorta di autentico turismo sessuale ante litteram, praticato anche da nomi importanti del mondo industriale, della politica nonché della letteratura; mete principali erano Capri, Venezia, Roma, Firenze, Napoli e la Sicilia. Dopo Winckelmann (morto accoltellato a Trieste da un prostituto), il poeta August von Platen (che si prese il colera a Siracusa nel 1835), lo scrittore Frederik Rolfe detto "Baron Corvo", il magnate dell'acciaio Friedrich Alfred Krupp (suicida nel 1902 a seguito dell'accusa rivoltagli di praticare orge con i ragazzini italiani). Vi è infine il barone Wilhelm von Gloeden che a Taormina è uno dei creatori del nudo maschile nella fotografia con i suoi ragazzi siciliani.

Seguirono l'esempio tedesco del viaggio verso il paradiso della libertà erotica omosessuale vigente in Italia anche Lord Byron, Goethe, Hans Christian Andersen, Marcel Proust, E. M. Forster, Norman Douglas, fino a giungere al musicista Cole Porter. Daniel Defoe scriveva già all'inizio del '700: "La lussuria scelse la torrida zona d'Italia, dove il sangue fermenta in violenza e sodomia"Omosessuali di destra, pag.59-60.

Nello stesso momento in cui Friedrich Engels, uno dei padri fondatori del comunismo e stretto collaboratore di Karl Marx, lanciava i suoi strali contro l'abominevole vizio dei pederasti in "L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato" (1884) denunciando l'antichità greca a causa dell'estrema sgradevolezza provocata dal loro amore nei confronti dei ragazziFriedrich Engels: Der Ursprung der Familie, des Privateigentums und des Staats. In: Karl Marx/Friedrich Engels - Werke. Band 21, 5. Auflage. (Karl) Dietz Verlag, Berlin/DDR 1975, S. 36–84., proprio Nietzsche, che alcuni politici nazisti avevano tentato di spacciare come "uno dei pilastri del pensiero di destra" (allo scopo di tentare di dare un alone di legittimità al 'pensiero' nazifascista), affermava invece nell'aforisma 259 di Umano, troppo umano (Un libro per spiriti liberi, 1879):

La Germania pre-nazista pioniera dell'attivismo gay

È l'impero tedesco della seconda metà del XIX secolo la culla del primo movimento omosessuale ed è qui che incontriamo i pionieri dell'attivismo per i diritti dei gay. Padre riconosciuto è Karl Heinrich Ulrichs, avvocato e giornalista; nel 1867 osa dichiarare pubblicamente le proprie preferenze sessuali chiedendo l'abrogazione delle leggi repressive vigenti: muore in auto-esilio all'Aquila nel 1895.

Suo successore è il medico ebreo Magnus Hirschfeld il quale nel 1897 crea un Wissenschaftlich-humanitäres Komitee (Comitato scientifico e umanitario) nel 1897 e un centro di ricerca sulla sessualità (Institut für Sexualwissenschaft) nel 1919; quest'ultimo dotato di museo ed una vastissima biblioteca che a partire dal 1919 diventa anche centro medico, di sostegno psicologico e servizio di assistenza legale per tutti gli omosessuali. L'Istituto sarà incendiato e saccheggiato nel 1933 dai nazisti.

Tra i firmatari della petizione lanciata da Hirschfeld, che invoca l'abrogazione del Paragrafo 175 il quale fa incarcerare le persone risultate colpevoli di atti "contro natura", ci sono Stefan Zweig, Rainer Maria Rilke, Arthur Schnitzler, Albert Einstein, Lev Tolstoj, Émile Zola, Lou Salomé (amica di Nietzsche prima e seguace di Freud dopo), Hermann Hesse, George Grosz e Thomas Mann. Ma a seguito dello scandalo Harden-Eulenburg tra il 1907-09 tutto si bloccò, portando ad un'ondata di omofobia nei confronti della Germania, considerata culla della perversione (in Francia si parlerà apertamente di "vizio tedesco")Omosessuali di destra, pag.56-58..

Nel 1896 intanto era stato fondato da Adolf Brand, giornalista e insegnante, il primo periodico omosessuale della storia intitolato Der Eigene ("Lo speciale" o "L'Unico"): Brand fu un militante radicale decisamente contrario alle idee socialiste di Hirschfeld e i suoi scritti sono spesso reclamati da romantici anarchici (che però evitano di citarne le teorie razziali, elitarie e fortemente nazionalistiche). Brand propose l'"outing" di allora famosi uomini gay, molto prima che venisse coniato il termine stesso. Nel 1904 ha sostenuto tramite articoli di stampa che Friedrich Dasbach, uno dei delegati del partito centrista nonché prete cattolico, frequentava abitualmente ragazzi dediti alla prostituzione maschile; Dasbach minacciò pertanto di citare in giudizio per diffamazione l'autore, ma raggiunsero in tempo un accordo extra-giudiziale.

Un'altra personalità di simpatie conservatrici ed anti-socialiste è Benedict Friedländer, un sociologo, sessuologo ed economista di origini ebraiche, che fu un attivo militante e teorico dell'ala di destra del primo movimento di liberazione omosessuale tedesco.

Nel 1903 viene pubblicato Sesso e carattere del giovane filosofo Otto Weininger, viennese di lingua tedesca e madre ebrea, suicida ventiquattrenne per una crisi depressiva indotta pare da un'omosessualità latente e non accettata: la sua opera è il testo basilare dell'antifemminismo, dell'antisemitismo e dell'ostilità nei confronti della democraziaOmosessuali di destra, prefazione di Giorgio Galli pag.XV.

Gustav Wyneken, pedagogo e scrittore, non è stato mai ufficialmente affiliato alla destra più radicale, ma neppure alla sinistra progressista; riformatore dell'educazione, fautore del libero pensiero e leader carismatico, le sue idee e pratiche in materia d'istruzione e socializzazione giovanile sono state molto influenti tra i suoi contemporanei, ma anche controverse a causa della loro palese posizione a favore della pederastia, seppur in parte idealizzata. Wyneken coniò due termini che ebbero molta influenza ai suoi tempi, ma anche oltre: "Jugendkultur"-cultura giovanile e "Pädagogischer Eros"-eros pedagogico; quest'ultimo è il nome dato all'attrazione erotica e al sentimento d'amore, che deve esserci sempre (per Wyneken) tra un maestro adulto e il suo allievo adolescente.

Col termine di cultura giovanile s'indicava invece l'idea che, ove questo fosse stato possibile, gli adulti avrebbero dovuto evitare d'intromettersi troppo nelle sfere di potere dei gruppi giovanili, cercando invece di lasciare ai giovani stessi la guida e la preparazione dei nuovi ragazzi a loro affidati. Questo concetto ebbe una profondissima influenza su tutto il movimento giovanile tedesco d'inizio '900, ma in particolar modo sui Wandervogel e sull'organizzazione "Gemeinschaft der Eigenen" fondata da Adolf Brand. È anche noto per aver influenzato la cerchia che ruotava attorno al poeta austriaco Stefan George, certe idee di Bruno Bettelheim e l'istituzione della scuola di Casarsa della Delizia nel 1944 da parte dell'allora giovane maestro Pier Paolo Pasolini, così come anche tutto il periodo successivo d'insegnamento di Pasolini.