Biografia Nato a Matera, studiò alla scuola d'arte di Firenze, col grado di tenente dei bersaglieri partì volontario nella guerra di Libia, dove perse la mano destra a causa dei combattimenti e fu decorato con prima con la medaglia di bronzo al valor militare, successivamente trasformata in medaglia d'argentoCfr. alle pp. 32-33 da un articolo di Dante Pariset, a cura di Alter in Fiamma Cremisi, periodico dell'Associazione nazionale Bersaglieri, marzo-aprile 2013. Nel 1918 dopo reiterate richieste riuscì a tornare sul fronte, destinato alla propaganda presso la 45ª divisione mobilitata, nel settore di Fagarè. Dopo la battaglia del solstizio fu decorato sul campo dal re con un'altra medaglia d'argento al valor militare e successivamente con la croce di guerra al valor militare.

Sebbene sia sua l'esortazione patriottica «Tutti eroi! O il Piave, o tutti accoppati!», gli viene attribuita anche quella di «È meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora» (nonostante il Pisciotta non amasse parlarne), successivamente utilizzata da Benito Mussolini in un suo celebre discorsoCfr. in Antonio Pannullo, “Meglio vivere un giorno da leone…” Storia del bersagliere che ispirò il Duce sul Secolo d'Italia del 27 dicembre 2015. e, grazie all’enorme fama ottenuta in seguito, di essa circolarono diverse rivendicazioni di paternitàCfr. in Stefano Lorenzetto, Chi (non) l'ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate, Venezia, Marsilio Editore, ISBN 9788829703241.Cfr. in Paolo Rampa, La verità di mio nonno contro la retorica del regime – Una storia del novecento, su "Il quarto re", 22 gennaio 2017..

Tuttavia, la reale primogenitura di quest’ultima frase rimane dubbia dal momento che l'origine della stessa è di molto antecedente alla battaglia del solstizio (quando il Pisciotta dipinse anch’essa sul muro di una casa diroccata dai bombardamenti a Sant'Andrea di Barbarana, presso Ponte di PiaveCfr. la foto sull'archivio di Cinecittà Luce S.p.A.), motto che parrebbe derivare addirittura da un antico proverbio arabo passato dapprima in ambito culturale, poi militare italiano durante il periodo risorgimentaleSi veda Il Risorgimento italiano. Biografie storico-politiche d'illustri italiani contemporanei, per cura di Leone Carpi, vol. II, Milano, Vallardi, 1886, a p. 241, mentre, in merito alla scritta sul muro della casa diroccata si veda il «Corriere della Sera» del 31 luglio 1918, dove, nella sua corrispondenza di guerra, Arnaldo Fraccaroli scrive sulla frase vista dopo la battaglia del Solstizio, riformulandola.Cfr. in Michele Cortelazzo, Meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora del 20 febbraio 2016, nella sua rubrica: Parole. Opinioni, riflessioni, dati sulla lingua per il suo blog (http://cortmic.myblog.it)..

Pisciotta fu quindi promosso maggiore e congedato, salvo poi essere nuovamente richiamato in servizio presso il Museo storico dei bersaglieri a Milano, ed essere infine congedato definitivamente con il grado di generale. Pensionato, visse brevemente in Argentina; tornato in Italia, dimorò fino all'età di 94 anni presso una casa di riposo di Sanremo.

A lui è dedicato un museo storico di Matera.

La sezione dei bersaglieri del comune di Bernalda è a lui intitolata.

Come scultore usò lo pseudonimo di Aldo Cadigge, mutuato dalla moglie di Maometto, CadigiaCfr. in Arrigo Pozzi, Quando l'arte diventa eroismo. Vita avventurosa di Ignazio Cadigge, sul "Corriere Padano" del 9 novembre 1939.; tenne diversi studi, in periodi differenti, a Firenze, Bologna e Milano.

Onorificenze

Note

Bibliografia Anna Ascenzi, Maila Di Felice e Raffaele Tumino, <<SANTA GIOVINEZZA!>> Lettere di Luigi Bertelli e dei suoi corrispondenti (1883-1920), Alfabetica Edizioni, Macerata, 2008, p. 498 Adriana van Deurs, Marcelo Gustavo Renard, Esteban Moore, Italian Sculpture at the National Museum of Fine Arts, Asociación Amigos del Museo Nacional de Bellas Artes, Museo Nacional de Bellas Artes (Argentina), 2002, pag. 117 pag. 104 CATALOGO, Associazione degli artisti italiani, Palazzo Strozzi, Firenze, 1912 Memoria. Anexos. Buenos Aires, Volume 3, Argentina, Ministerio de Justicia e Instrucción Pública, 1913, pag.745 Il Secolo XX: rivista popolare illustrata, Società editoriale italiana, 1917, pag. 239

Collegamenti esterni

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