Pignataro Maggiore è un comune italiano di abitanti della provincia di Caserta in Campania. Posto ai piedi dei Monti Trebulani, Pignataro si sviluppa tra le pendici della collina di San Pasquale e l'Appia.

Geografia fisica Territorio

Pignataro Maggiore sorge in una zona precollinare, di struttura geologicamente composita, con tufiti piroclastiche sovrapposte e formazioni calcaree preappenniniche. Alle spalle della cittadina, si innalzano da ovest verso est, il Monte Morata (301 m), il Monte Pozzo (419 m), il Monte Trone (350 m) e il Monte S.Angelo (278 m), che fanno parte del massiccio dei Monti Trebulani.Inquadramento geo-topografico. Il territorio si estende dal preappennino fino alla Pianura Campana, delimitato a nord dal Vulcano spento di Roccamonfina e a sud dal fiume Volturno. Il punto più alto del paese è il convento di Santa Croce, posto sulla collina di San Pasquale, a circa 170 m s.l.m. Pignataro confina a nord-ovest e a ovest con Calvi Risorta (5.5 km), a nord-est con Giano Vetusto (4.5 km), a est con Pastorano (2.5 km), a sud con Grazzanise (17 km), a Sud-Ovest con Sparanise (9.5 km) e Francolise (12 km).

La vegetazione tipica che ricopre il territorio pignatarese è formata da altifusti legnosi come il pino (pino domestico, pino d'Aleppo che forma una pineta molto folta che ricopre tutta la collina di San Pasquale); l'ulivo, che ricopre un po' tutto il territorio pignatarese, la quercia, la pianta da agrumi, il melo e il pesco, di cui il paese ne è un forte produttore. Il clima favorisce, nelle aree periferiche, in pianura, gli allevamenti di bufale (Bubalus bubalis).

Classificazione sismica: sismicità di seconda categoria ording.cr.it.

Idrografia

Nel territorio pignatarese è attraversato da un solo corso d'acqua: il torrente Rio Lanzi, che delimita anche il confine con il comune di Calvi Risorta.

Clima Dalle medie termiche sotto riportate si evince che il clima di Pignataro Maggiore, secondo la classificazione di Koppen, rientra nel cosiddetto clima temperato mediterraneo d'altitudine (Csb); quest'ultimo è comune alle aree collinari delle regioni del centro Italia, della Campania, della Basilicata e alle zone di bassa montagna di Sardegna e Sicilia. Volendo soffermarci su alcune curiosità statistiche, si può notare come la differenza tra la media mensile del mese più caldo (agosto) e quella del mese più freddo (gennaio) è di 15.5 °C. È evidente, altresì, che ben 6 mesi presentano una media di temperature minime intorno e al di sotto dei 10 °C, sintomo questo della presenza piuttosto significativa del fenomeno dell'inversione termica.

Classificazione climatica: zona C, 1229 Gradi giorno confedilizia.it.

Mese ilmeteo.it Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Temperatura massima (°C) 13 14 16 18 23 26 29 30 27 22 17 14 Temperatura minima (°C) 3 4 5 7 11 15 17 17 15 12 7 5 Temperatura media (°C) 8 9 10,5 12,5 16 20,5 23 23,5 21 16 12 9,5 Precipitazione (mm) 104 81 72 69 44 28 19 47 78 118 136 103 Umidità (%) 78 76 74 75 74 72 71 70 71 74 77 78

Origini del nome L'origine della denominazione Pignataro segue diverse ipotesi: Il Borrelli faceva derivare il nome da « Pillata ad rivum », cioè, Pineta presso il Rio Lanzi; questa ipotesi è però molto erudita e perciò da scartare; inoltre essa non tiene conto che in Pinatarium, -arium è solo un suffisso. Pertanto si potrebbe avanzare un'altra ipotesi più attendibile sul piano scientifico- filologico: il nome deriverebbe da un Pinetarium = Luogo di una pineta; il termine Pignataro, sia come nome del Casale, sia come cognome di una famiglia capuana, fin dalle testimonianze angioine, era qual è oggi (non ha subito cioè alterazioni), è più lecito pensare che il paese prendesse il nome da una famiglia, per esempio, quella capuana, citata nella pergamena trovata dal Penna; ancora un'altra ipotesi vorrebbe far derivare il nome dal mestiere dei pignattari (= fabbricanti di pignatte) in relazione al mestiere dei primi abitanti del paese; si pensi, a tal proposito, alla lavorazione degli oggetti di creta o terracotta degli antichi Caleni, una parte dei quali avrebbe dato origine al nostro paese. Sito ufficiale Comune di Pignataro Maggiore.

Il 15 dicembre 1862 è stato aggiunto al nome del paese il termine Maggiore, dall'omonimo monte che si trova alle sue spalle, per distinguerlo dall'altro Pignataro che si trova vicino a Cassino e che a sua volta assunse poi il nome di Pignataro Interamna.

Storia Dalle origini all'età romana

La storia di Pignataro, in età romana, è ricondotta a quella della città antica di Cales. Zona di cuscinetto tra il Lazio e il Sannio, Cales, come le altre città della Campania, era contesa da entrambi per la sua posizione strategica. Nel 420 a.C. i Romani, sconfitti i Sanniti che l'occupavano, la ridussero a Colonia romana con diritto di conservare cittadinanza ed amministrazione propria e facoltà di battere moneta. Paradossalmente fu proprio da colonia romana che Cales attraversò un periodo di grande prosperità. Purtroppo tale prosperità non durò a lungo, perché poco più di un secolo dopo, la fiorente colonia romana cadde di nuovo sotto il dominio dei Sanniti nel 298 a.C., e di Annibale poi, nel 211. Per colmo di sventura, trasferitasi la guerra punica dall'Italia nella Spagna, Cales dovette subire anche rappresaglie delle milizie romane per non avere fornito a Roma i richiesti aiuti militari e flnanziari. Iniziò così per Cales il periodo oscuro della decadenza. I suoi abitanti (ormai pochi superstiti), esposti per secoli a continui saccheggi ed incursioni, decimati da epidemie e terribili calamità naturali (alluvioni, terremoti, ecc.), oppressi dai barbari prima e dai saraceni poi, alla fine dell'VIII secolo d.C., abbandonarono la loro patria, ormai distrutta, per cercare scampo altrove. Sorsero così i primi nuclei di quelli che sarebbero stati in seguito i futuri centri abitati di Calvi Risorta, Sparanise, Francolise e Pignataro Maggiore.

Medioevo fino al XVII secolo In che epoca sia sorto Pignataro Maggiore non è possibile asserirlo con certezza. I documenti più antichi a disposizione ci testimoniano l'esistenza di un Casale di Pignataro in territorio capuano, negli anni 1275-1277; una pergamena dell'archivio arcivescovile di Capua fa menzione di una villa Pignataro per l'anno 1268. Dunque Pignataro già esisteva nel XIII secolo. Se poi prendiamo in considerazione alcune testimonianze architettoniche (chiesette di San Giorgio e di Grazzano) siamo indotti a spostare indietro di alcuni secoli l'origine del paese: le due chiesette infatti, a giudizio degli intenditori, ci riportano intorno all'anno Mille.

E nulla vieta di collocare l'origine di Pignataro addirittura nel IX secolo se il sorgere del paese si mette in relazione con la dispersione dei Caleni dopo la distruzione di Calvi ad opera dei Saraceni verso 840 o anche prima. Tanto che don Salvatore Palumbo avanzava l'ipotesi che i Saraceni, dopo aver fondato Pignataro presso Cassino, ritirandosi, abbiano potuto dar vita ad un altro agglomerato presso la Calvi distrutta. Nel 1647, al tempo della rivoluzione di Masaniello, Calvi e Pignataro furono saccheggiate dalle truppe di Diomede Carafa. La casa vescovile fu quasi diroccata e l'archivio incendiato; il vescovo di allora, Gennaro I, trasferì la sede vescovile a Pignataro. Su Pignataro esistono scritti risalenti al 1771-1773 del vescovo Zurlo ove il paese è descritto:

così il vescovo Zurlo continua nell'elencare molteplici attività che danno dell'epoca lo spaccato di un paese ricco ed operoso, quasi autosufficiente, tanto da fornire tutto il circondario e oltre di pasta, carne, olio e ottimo vino.

XVIII e XIX secolo Il 20 maggio 1815 a Casa Lanza, nel comune confinante di Pastorano, fu firmato il trattato di pace tra Gioacchino Murat e l'Austria. Il 15 gennaio 1826 il re di Napoli, Francesco I, con la regina, visitò il convento di S. Pasquale. Nel 1869 veniva fondata la Congregazione di Carità (= Ente Comunale Assistenza). La Banda Musicale fu costituita nel 1878, nel 1882 l'avv. Bartolomeo Scorpio fondava la Società Operaia « Libertà e Lavoro » e nel 1886 dava vita alla Banca Popolare Cooperativa « Previdenza e Risparmio ». Il 5 aprile 1900 moriva il pittore Luigi Toro, ospite presso la casa del futuro storico N. Borrelli. Il campo sportivo fu costruito nel 1929-1933; il 14 febbraio 1923 vi furono trasportati i resti mortali dei nostri antenati, sepolti nel vecchio cimitero di S. Pasquale. Nel maggio 1923 si ebbe l'illuminazione elettrica che sostituiva i lampioni a petrolio. Nel 1925, il palazzo Scorpio diveniva la nuova sede municipale. L'edificio scolastico a Monte fu costruito tra il 1920 e 1930. L'Asilo infantile fu fondato nel 1911. Nel 1932 sorse il Monumento ai Caduti; nel 1924 era stato aperto il viale della Rimembranza per onorare la memoria dei 15 pignataresi caduti nella prima guerra mondiale.

Gli eccidi nazisti del 1943 Il 12 e il 14 ottobre del 1943, nei pressi di alcune abitazioni rurali delle contrade Taverna (12 ottobre) e Arianova (14 ottobre) di Pignataro Maggiore, sono avvenute due stragi naziste che costarono la vita a 20 civili, tra uomini, donne, ragazzi e un bambino di pochi mesi. Due stragi accompagnate da altri cinque delitti isolati perpetrati, nel centro abitato, con fredda determinazione dagli uomini della Goering. Le vicende sono state oggetto di una compiuta ricerca documentaria e di uno studio analitico in grado di far comprendere a pieno tutta l’importanza che esse rivestono nella storia della resistenza civile sviluppatasi durante l’occupazione nazista della Campania. Il testo, intitolato Eccidi Nazisti - Pignataro Maggiore ottobre 1943. Una Comunità ferita si racconta, è stato curato dal prof. Giovanni Borrelli e pubblicato dall'associazione culturale "La Città del Sole" nel 2010. Esso costituisce un significativo contributo storiografico ed un ulteriore progresso nel recupero della conoscenza della storia della seconda guerra mondiale in Terra di Lavoro. Come scritto dallo storico Felicio Corvese, si è giunti ad "un risultato che si ottiene sia attraverso i documenti di storia orale presentati, frutto di un lungo e paziente lavoro di raccolta e trascrizione delle testimonianze di sopravvissuti e di familiari delle vittime, sia con una rilettura più completa ed attenta del materiale cartaceo esistente e consultabile, compresi i resoconti, inediti, che accompagnano alcuni reportages di guerra alleati".

Il recupero della memoria de "La Città del Sole" è poi proseguito negli anni successivi con una serie di iniziative di sensibilizzazione. In ordine cronologico, la diffusione della storia sugli organi di informazione nazionali a partire dal 2010, l'intitolazione di "via 12 e 14 ottobre 1943" nel 2011 e, in ultimo, la pubblicazione di Per una memoria pubblica - Spunti e riflessioni sugli eccidi nazisti di Pignataro Maggiore. Nell'ottobre del 2016 il Comune di Pignataro Maggiore ha ufficialmente richiesto alle autorità competenti un'onorificenza al merito civile per il gonfalone civico, come riconoscimento morale per la popolazione. Con decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 22 novembre del 2017 viene concessa a Pignataro Maggiore la medaglia d'argento al merito civile per gli eccidi nazisti del 12 e 14 ottobre del 1943. Infine, il 20 aprile del 2018 il prefetto di Caserta Raffaele Ruberto consegna al Comune l'onorificenza, oggi collocata sul gonfalone comunale.

Simboli