La spada nella roccia (The Sword in the Stone) è un film d'animazione del 1963 diretto da Wolfgang Reitherman.

È prodotto da Walt Disney Productions e uscito negli Stati Uniti il giorno di Natale del 1963, distribuito da Buena Vista Distribution. È il 18º Classico Disney, fu l'ultimo ad essere distribuito prima della morte di Walt Disney (avvenuta tre anni dopo, nel 1966) ed è stato anche l'ultimo a essere prodotto tutto sotto la supervisione di quest'ultimo. Fu anche il primo film d'animazione Disney a contenere canzoni dei fratelli Sherman, che in seguito scrissero musica per altri film Disney come Mary Poppins (1964), Il libro della giungla (1967) e Pomi d'ottone e manici di scopa (1971).

Il film è basato sul romanzo omonimo di T. H. White, rielaborazione della storia dell'infanzia di Re Artù narrata nella Materia di Bretagna, pubblicato la prima volta nel 1938 e ripubblicato nel 1958 come primo libro della tetralogia Re in eterno. Walt Disney acquisì per la prima volta i diritti cinematografici del romanzo nel 1939 e vari tentativi di sviluppo del film durarono due decenni prima che la produzione effettiva iniziasse ufficialmente.

Trama Inghilterra, VI secolo. Il re Uther Pendragon muore senza lasciare eredi. I cavalieri del regno si preparano a combattere per il trono, ma per fortuna un prodigio salva il paese dalla guerra: a Londra appare la "spada nella roccia", una spada conficcata in un'incudine sulla quale c'è una scritta che recita: "Chiunque estrarrà questa spada da questa roccia e da questa incudine sarà di diritto re d'Inghilterra". Molti uomini tentano con tutte le loro forze di estrarre la spada, ma nessuno di loro riesce a smuoverla neanche di un centimetro, ed alla fine la spada prodigiosa viene dimenticata e l'Inghilterra sprofonda nei secoli bui.

Molti anni dopo, un ragazzino orfano di nome Artù, soprannominato "Semola" per i suoi capelli biondi, è in formazione per diventare uno scudiero. Un giorno, nel mese di luglio, mentre sta accompagnando il fratello maggiore adottivo Caio in una battuta di caccia, Semola si arrampica su un grosso ramo, ma finisce per cadere addosso al fratello mentre egli si apprestava a colpire una femmina di cervo con arco e frecce. Per farsi perdonare, il ragazzo si addentra nella foresta per recuperare la freccia e, dopo averla avvistata, si arrampica su un albero per tentare di prenderla. Il ramo però si rompe e Semola cade giù dall'albero, finendo nella casa del mago Merlino il quale, essendo dotato di poteri di chiaroveggenza, sapeva che il giovane sarebbe arrivato e lo stava aspettando. Egli, appassionato cultore di tutte le scienze, ritiene che un ragazzo come Semola debba necessariamente avere un'istruzione accademica e decide di diventare il suo precettore. I due vanno a casa del giovane, un castello gestito da Sir Ettore, padre di Caio e tutore del giovane. All'inizio il signorotto non vuole permettere a Merlino di educare Semola, ma poi cambia idea dopo aver visto il mago evocare una bufera di neve al chiuso e gli consente di alloggiare nella torre più pericolante e fatiscente del castello. Quella stessa notte di pioggia arriva un cavaliere amico di Ettore, Sir Pìlade, il quale annuncia che il giorno di Capodanno si terrà a Londra un torneo cavalleresco il cui vincitore sarà proclamato re. Sentendo ciò, Ettore decide di far allenare Caio per il torneo in modo che possa essere nominato cavaliere a Natale ed annuncia a Semola che potrà fare da scudiero al fratello solo se farà bene il proprio dovere.

Il giorno dopo, Merlino inizia a istruire il ragazzo. Come prima lezione, i due si trasformano in pesci e nuotano nel fossato del castello per conoscere la fisica. Semola viene improvvisamente attaccato da un luccio affamato e viene salvato da Anacleto, il permaloso gufo di Merlino. Dopo aver ripreso le sue sembianze umane, Semola racconta ciò che è accaduto a lui e al mago a Sir Ettore, ma non viene creduto e per essersi assentato troppo a lungo, viene mandato a lavare una montagna di piatti sporchi in cucina per punizione. Mentre Semola sta lavorando, Merlino lancia un incantesimo sulle stoviglie in modo che esse comincino a lavarsi da sole e porta con sé il ragazzo per la seconda lezione. I due si trasformano in scoiattoli per conoscere la gravità: Semola viene quasi divorato da un lupo, che già in precedenza aveva tentato invano di ucciderlo, ma per fortuna viene salvato da un giovane scoiattolo femmina, che però si innamora di lui; la stessa cosa accade a Merlino con una femmina di scoiattolo più anziana. Mentre quest'ultimo e Semola riacquistano le sembianze umane e si dirigono verso il castello, la cuoca di Sir Ettore trova la cucina incantata e ne rimane inorridita. Merlino fa ritorno e annulla l'incantesimo che aveva fatto sulle stoviglie. Purtroppo però, il furibondo Sir Ettore rimprovera Merlino per aver usato la magia nel castello e mette in punizione Semola togliendogli il ruolo di scudiero di Caio, passandolo ad un altro giovane, Polidoro.

Per la sua terza lezione, il giorno seguente, Merlino trasforma Semola in un passero e Anacleto gli insegna a volare, dopo esser stato nominato suo nuovo tutore a seguito di un battibecco con il padrone. Volando, Semola viene improvvisamente attaccato da un falco e per salvarsi è costretto a volare giù per una canna fumaria, che sfortunatamente porta alla casa della fattucchiera Maga Magò, la cui magia, al contrario di quella di Merlino, è finalizzata sull'inganno anziché sulla competenza scientifica. Mentre lei, trasformatasi in un gatto, si appresta ad uccidere Semola ancora sotto le sembianze di uccellino, Merlino arriva sul posto e accetta di battersi con la strega in un duello a colpi di magie: i due maghi si trasformano in vari animali tentando di distruggersi a vicenda. Durante il duello, però, Magò infrange le regole da lei stessa stabilite: prima scompare e poi si trasforma in un drago viola (giustificandosi dicendo che aveva proibito quelli verdi). Proprio mentre tutto sembra perduto, Merlino si trasforma nel germe di una malattia di nome Malignalitaloptereosis, con il quale mette la strega fuori gioco infettandola e facendola ammalare, dimostrando come il cervello prevalga sempre sui muscoli. Avendo imparato la lezione, Semola promette a Merlino di continuare a studiare seriamente.

Cinque mesi dopo, alla nevosa vigilia di Natale, Caio viene nominato cavaliere, ma quella stessa notte, durante la cena in suo onore, Polidoro si ammala di orecchioni. A questo punto, Ettore nomina nuovamente Semola come scudiero di Caio, rendendo il ragazzo molto felice. La mattina dopo, però, Merlino si arrabbia nel vedere che Semola preferisce i giochi di guerra anziché quelli accademici. Disperato, Semola gli spiega che, essendo un orfano, non può diventare cavaliere, quindi per lui diventare scudiero è il massimo a cui può ambire e non saprebbe come fare altrimenti per andare avanti nella vita. Sentir ciò fa arrabbiare ancora di più Merlino il quale, ritenendo il ragazzo un ingrato, si trasforma in un razzo e vola verso Honolulu (all'epoca non ancora scoperta), gridando "Honolulu arrivo!" e abbandonando Semola e Anacleto.

Ettore, Caio, Pilade, Semola e Anacleto si recano a Londra per il torneo di sette giorni dopo. Prima che la competizione abbia inizio, il ragazzo si rende conto di aver dimenticato la spada di Caio alla locanda, che in quel momento è chiusa per il torneo. In quel momento Anacleto nota la spada nella roccia nel retro di una chiesa e Semola, volendo in qualche modo procurare una spada al fratello, prova a sfilarla dall'incudine e ci riesce senza alcuno sforzo, avverando inconsapevolmente la profezia incisa sull'incudine. Quando Semola ritorna con la spada, Ettore e il cavaliere Black Bart scoprono che si tratta della spada nella roccia e il torneo viene interrotto. Per essere sicuri che sia stato proprio Semola a estrarla, Ettore rimette la spada nell'incudine: inizialmente Caio si mette in mezzo, convinto di poter estrarre facilmente la spada ora che è già stata estratta, ma fallisce e così anche gli altri che si propongono, e dunque Pilade decide che a provare dovesse essere Semola, dato che è stato lui ad estrarla con successo la prima volta. Così il ragazzo, senza alcuno sforzo, estrae nuovamente la spada, di fronte a tutti.

Tutti i cavalieri gridano "Viva re Artù!" e la folla si inginocchia davanti a lui, primo fra tutti Ettore, che si scusa con Semola per averlo sempre maltrattato, seguito da Caio su incitamento del padre. Semola, incoronato re, si siede nella sala del trono, in compagnia di Anacleto, sentendosi impreparato ad assumersi le responsabilità reali. Dopo aver cercato di fuggire senza successo, re Artù esclama "Come vorrei che Merlino fosse qui!". Proprio in quel momento, Merlino torna dalla Honolulu del XX secolo prima con abiti moderni, che si trasformano nella sua solita tunica da mago. Merlino si mostra euforico nello scoprire che Semola è il re che aveva visto nel futuro e dichiara con disappunto di essersi reso conto che il XX secolo non è poi così migliore del Medioevo, ma soltanto "un bel guazzabuglio moderno". Merlino dice al nuovo re di aver visto, sempre guardando nel futuro, che egli guiderà i cavalieri della Tavola rotonda, diventando una figura leggendaria e molto popolare nel cinema e nella letteratura. Artù accetta il suo destino e fa restare con sè Merlino e Anacleto che lo aiuteranno a essere il grande eroe che è destinato a essere ricordato nella storia.

Personaggi

Artù (Arthur) soprannominato Semola (in originale Wart, che significa "verruca"): protagonista del film, è un ragazzo orfano di 12 anni ed è il discendente del re d'Inghilterra Uther Pendragon e di Lady Igraine, nonché il futuro Re Artù. Molto magro, goffo e sgraziato, è allo stesso tempo buono, amichevole e cortese. Si fida rapidamente di Merlino ed è piuttosto indulgente con Anacleto e Sir Ettore. Ha una grande immaginazione e spera un giorno di diventare un cavaliere. La sua bontà d'animo lo rende degno di estrarre la spada dalla roccia. Nell'edizione originale Artù venne doppiato da tre attori diversi, il che porta a cambiamenti notevoli nella voce tra le scene. Inoltre, le tre voci hanno accenti di Brooklyn, nettamente in contrasto con l'ambientazione inglese del film e gli accenti pronunciati da tutti gli altri personaggi. Mago Merlino (Merlin): il leggendario mago che aiuta ed educa il futuro Re Artù. Egli venne animato da alcuni dei Nine Old Men, tra cui Milt Kahl, Frank Thomas, Ollie Johnston e John Lounsbery. Kahl disegnò il personaggio, affinando gli schizzi dello storyboard di Bill Peet. Merlino può essere riconosciuto dalla barba bianca e massiccia, che spesso gli causa problemi incastrandosi, dal lungo vestito blu con cappello a punta e dal paio di occhiali che indossa. Egli è il mago più potente del mondo: sa fare qualsiasi tipo di magia (anche se, per propria scelta, usa la magia solo a fin di bene) e ha il potere di vedere e vivere, viaggiando nel tempo, ciò che accadrà nel futuro. È molto saggio e crede nella filosofia del "cervello sulla forza", poiché dà valore all'istruzione in contrapposizione alle filosofie di addestramento bellico condivise da gran parte della società. Nonostante la sua saggezza, può essere distratto, smemorato e comicamente goffo.