Il contratto di rete è un tipo di contratto introdotto nell'ordinamento giuridico italiano nel 2009, che permette di realizzare raggruppamenti di imprese per la collaborazione reciproca. L'iniziativa legislativa è stata favorita dall'adozione, in sede europea dello Small Business Act che, individuando nella piccola e media impresa la spina dorsale della produttività europea individuava nell'ottavo principio la costituzione di reti d'imprese per aumentarne la competitività. Le imprese, con il contratto di rete, possono realizzare progetti ed obiettivi condivisi, incrementando la capacità innovativa e la competitività sul mercato, mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità.
La collaborazione tra imprese permette di:
divenire un soggetto di dimensioni tali da poter affrontare meglio il mercato, anche estero ampliare l'offerta dividere i costi accedere a finanziamenti e contributi a fondo perduto godere di agevolazioni fiscali partecipare alle gare per l'affidamento dei contratti pubblici impiegare il distacco del personale tra le imprese: l'interesse della parte distaccante sorge automaticamente in forza dell'operare della rete assumere in regime di codatorialità il personale dipendente secondo le regole di ingaggio stabilite nel contratto di rete
A differenza delle associazioni temporanee di imprese che si presentano come forma di associazionismo puramente interno, la rete di imprese non si limita ad una integrazione di tipo orizzontale, né nasce per suddividere in fasi l'esecuzione di un'opera unitaria. La rete di imprese nasce su un terreno strettamente economico in quanto il suo scopo è accrescere le potenzialità di ciascuna impresa che ne fa parte. Quanto detto vale a differenziare la rete dai consorzi, dal momento che la struttura consortile nasce per la "disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese".Anche rispetto ai gruppi di impresa od ai cluster le reti si differenziano perché non necessariamente nella rete vi è un'impresa leader e comunque, per quanto le imprese appartenenti possano non essere paritetiche, debbono comunque essere in grado di accrescere, individualmente oltre che collettivamente, la propria posizione sul mercato.Lorenzo Zanni e Massimiliano Bellavista "Le reti di impresa" Una guida operativa per l'avvio di partnership imprenditoriali Franco Angeli 2012 Codice ISBN 9788856847512 Infine, lo strumento si pone l'obiettivo di favorire l'accesso ai mercati internazionali da parte delle PMI.
Nel settore agricolo il contratto di rete presenta una disciplina speciale, poiché può essere impiegato non solo per coordinare attività e strategie, ma anche per organizzare l’esercizio in comune di attività produttive. In questo schema la produzione ottenuta nell’ambito della rete può essere ripartita tra i partecipanti “a titolo originario”, senza che la distribuzione della quota integri di per sé un trasferimento di beni tra imprese; ciò consente di mantenere l’autonomia giuridica e gestionale dei retisti, pur realizzando una produzione comune. Sul piano formale, la rete richiede la stipulazione in forma scritta e l’iscrizione nel Registro delle imprese per l’efficacia verso i terzi, con la conseguente rilevanza della pubblicità legale anche per le successive modifiche del programma di rete.
Note
Voci correlate Associazione temporanea di imprese Codice dei contratti pubblici Consorzio GEIE Operatore economico
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Categoria:Diritto commerciale Categoria:Pubblici registri italiani