La chiesa di Sant'Eligio è un luogo di culto cattolico di Villaggio Prenestino, frazione di Roma Capitale rientrante all'interno della zona Lunghezza; è sede dell'omonima parrocchia appartenente alla diocesi di Roma.
Storia
Villaggio Prenestino è una frazione geografica di Roma Capitale, già borgata, situata alla periferia orientale della città e caratterizzata da una bassa densità di popolazione.
Il 25 giugno 1963, con il decreto Succrescente in dies del cardinale vicario Clemente Micara, venne eretta in tale zona una parrocchia dedicata a Sant'Eligio, i cui confini attuali sono stati determinati il 27 febbraio 1995 con un decreto del cardinale vicario Camillo Ruini.
La costruzione di un edificio di culto cominciò nel 1966 per terminare l'anno successivo, secondo il progetto dell'architetto Aldo Aloysi. La chiesa, anch'essa dedicata a Sant'Eligio, è stata oggetto di un restauro nel 1990, in occasione del quale è stata realizzata la facciata su disegno di Mario Novelli.
Descrizione Arte e architettura
La chiesa di Sant'Eligio sorge nel centro di Villaggio Prenestino, lungo via Fosso dell'Osa.
L'edificio è in stile moderno e di modeste dimensioni, commisurate alle esigenze dell'epoca in cui esso venne costruito. L'esterno è caratterizzato dalla facciata, preceduta da un sagrato. Il prospetto, opera di Mario Novelli, risale al 1990: nella parte inferiore si apre il portale, sormontato da un protiro pensile e dallo stemma in bronzo di papa Paolo VI; quella superiore, invece, presenta una griglia frangisole in calcestruzzo, dietro la quale si aprono tre finestre. Il coronamento è piatto.
L'interno è costituito da un unico ambiente a pianta rettangolare con soffitto piano e paramento murario in parte in piastrelle (fascia inferiore), in parte in intonaco chiaro (parte superiore). Nella parete di fondo, al centro, si apre l'abside quadrangolare leggermente sporgente, la cui parete di fondo ospita un moderno Crocifisso in legno con il corpo di Gesù stilizzato. Il presbiterio, rialzato di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa, ospita in posizione avanzata, sulla sinistra, l'ambone in legno, al centro l'altare con paliotto bronzeo raffigurante lUltima Cena e, sulla destra, nell'abside, la sede. Ai lati, le statue della Madonna col Bambino (a destra) e di Sant'Eligio (a sinistra).
Nel 2026 la chiesa di Sant’Eligio al Villaggio Prenestino è stata oggetto di un intervento di riqualificazione architettonica e liturgica progettato dall’architetto Marco Riso.
L’intervento ha interessato sia gli spazi interni sia il prospetto esterno della chiesa, con l’obiettivo di conferire all’edificio una nuova identità contemporanea, in continuità con i principi della liturgia cattolica emersi dal Concilio Vaticano II. Il progetto si caratterizza per un linguaggio architettonico essenziale e luminoso, fondato sull’integrazione tra spazio celebrativo, luce naturale, arte sacra e arredi liturgici.
L’aula liturgica è stata completamente ripensata attraverso una composizione unitaria caratterizzata da superfici chiare, pavimentazioni lapidee e nuovi arredi in legno dalle linee minimali. L’asse centrale della navata conduce verso il presbiterio, enfatizzato da un sistema di illuminazione integrata a soffitto costituito da linee luminose curve che accompagnano simbolicamente il percorso dell’assemblea verso l’altare.
Il presbiterio è organizzato attorno ai principali poli liturgici — altare, ambone e sede — realizzati mediante l’impiego coordinato di materiali lapidei. Sul fondo absidale trova collocazione una grande composizione artistica decorativa a carattere simbolico che costituisce il principale fulcro visivo dell’aula.
Particolare rilievo assume anche il battistero, progettato come spazio autonomo ma connesso visivamente e liturgicamente all’aula ecclesiale. La vasca battesimale, caratterizzata da forme geometriche essenziali, è illuminata da una luce zenitale che valorizza la presenza simbolica della colomba dello Spirito Santo collocata sul soffitto.
L’intervento ha incluso inoltre la realizzazione di nuove vetrate artistiche contemporanee, progettate per filtrare la luce naturale attraverso cromie leggere e dinamiche, contribuendo alla definizione dell’atmosfera spirituale dello spazio interno.
Anche il prospetto principale della chiesa è stato oggetto di riqualificazione mediante un nuovo disegno architettonico caratterizzato da un ritmo verticale di elementi aggettanti che conferiscono slancio e riconoscibilità urbana all’edificio.
La ristrutturazione rappresenta un esempio di architettura liturgica contemporanea orientata alla valorizzazione della partecipazione assembleare e alla centralità della luce, dello spazio celebrativo e del rapporto tra liturgia e architettura.
Organo a canne
Alla sinistra del presbiterio, in posizione parallela rispetto all'altare, vi è l'organo a canne della chiesa, coevo a quest'ultima ed opera dell'organaro Rosario Chichi.
Lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica ed è alloggiato all'interno di una cassa lignea priva di copertura; la consolle è sporgente dalla parte anteriore di quest'ultima ed è costituita da un'unica tastiera di 49 note e pedaliera dritta con tasti sospesi di 12 note, costantemente unita al manuale e con registro tappato di 8' costantemente inserito. I registri sono azionati da pomelli posti su fila unica al di sopra del manuale.
Note
Bibliografia
Voci correlate
Chiese di Roma Eligio di Noyon Lunghezza (zona di Roma) Villaggio Prenestino
Altri progetti
Collegamenti esterni
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