Capace funzionario omayyade, ricoprì importanti cariche governatorali nell'amministrazione all'epoca del califfo Hishām b. ʿAbd al-Malik.
Discendente di un'importante famiglia araba e fratello del governatore d'Iraq, Khālid b. ʿAbd Allāh al-Qasrī, Asad ottenne la prima nomina a Wālī nel 724, dopo il disastroso "Giorno della sete" in cui i Turchi Turgesh avevano inflitto una pesante disfatta alle forze omayyadi in Transoxiana, mantenendo la carica fino al 727.
Asad si adoperò per riconciliare i Sogdiani di Transoxiana con i musulmani, avviò riforme fiscali atte a placare il grave malcontento delle popolazioni indigene convertite all'Islam (mawālī) ma ancora gravate delle imposte cui erano invece tenuti i sudditi "protetti" (jizya e kharāj) e s'impegnò a rafforzare le relazioni con molti nobili del posto che, grazie a lui, cominciarono ad abbracciare la religione dei conquistatori. Le sue spedizioni militari nel corso del suo primo governatorato ebbero come obiettivo in gran parte la riottosa nobiltà locale, evitando con cura un diretto confronto coi Turchi Turgesh.
Dopo essere stato rimosso da Governatore, i suoi successori rovesciarono del tutto la sua linea politica di riconciliazione, provocando una ribellione anti-araba su vasta scala tra i Sogdiani. Una nuova disfatta si ebbe anche contro i Turgesh nella battaglia della strettoia, da cui derivò il collasso pressoché generale delle posizioni arabo-islamiche in Transoxiana e la propagazione nello stesso Khorasan della rivolta, per opera del murgita al-Harith ibn Surayj.
Nominato una seconda volta Governatore del Khorasan a fine 734, Asad portò truppe siriane fresche nella sua provincia e tentò di metter fine alla rivolta di Ibn Surayj nel 735–736, sebbene il capo ribelle stesso riuscisse a sfuggire alla cattura. Una spedizione in Khuttal nel 737 provocò l'intervento del Kaghān Turgesh Su Lu alla testa di un esercito. Malgrado un iniziale rovescio arabo e la conseguente invasione Turgesh del Khorasan, Asad riuscì a infliggere una disfatta al Kaghān in persona nella battaglia di Kharīstān e a respingere l'esercito Turgesh nei suoi territori.
Malgrado la morte pochi mesi dopo di Asad, questo successo fu strumentale per salvaguardare il ruolo islamico nell'Asia centrale, facilitato dalla morte del Khagān, assassinato pochissimi mesi dopo lo scontro a Kharīstān, che trascinò con sé nella rovina il potere Turgesh. Allo stesso tempo la politica conciliante di Asad verso le popolazioni del posto comportò la loro accettazione del governo musulmano e l'islamizzazione dell'Asia centrale.
Origine Asad era un membro del clan dei Qasr clan, un sottogruppo dei B. Bajīla. Il suo bisnonno, Asad ibn Kurz al-Qasrī sarebbe stato, secondo alcune tradizioni, il Sayyid dei Bajīla ai tempi del Profeta e ne sarebbe diventato presto Compagno. Altre tradizioni, tuttavia, ostili alla famiglia, affermano (secondo una trita "accusa" dei musulmani) che egli fosse ebreo e uno schiavo fuggito al proprio padrone. Il nonno di Asad, Yazīd, fu uno dei primi importanti sostenitori degli Omayyadi nella Prima Fitna che condusse alla battaglia di Ṣiffīn, mentre il padre di Asad, ʿAbd Allāh, seguì la causa di ʿAbd Allāh b. al-Zubayr nella Seconda Fitna, ma fu infine perdonato dal Califfo ʿAbd al-Malik (reg. 685–705).Crone, 1980: p. 102Hawting, 1997: pp. 925–926
Primo governatorato del Khorasan
Nel 724, immediatamente dopo l'ascesa al califfato di Hisham ibn 'Abd al-Malik (reg. 724–743), il fratello di Asad, Khalid al-Qasri, fu nominato Governatore d'Iraq, con potestà sull'intero Oriente islamico, che egli esercitò fino al 738. Khālid nominò il fratello Governatore del Khorasan e i due fratelli, come dice Patricia Crone,divennero così "tra i più importanti uomini del periodo marwanide".Gibb, 1986: p. 684 L'arrivo di Asad a Balkh avvenne in un grave momento per la provincia: il suo predecessore, Muslim ibn Sa'id al-Kilabi, aveva infatti concluso nel peggiore dei modi una campagna militare contro la Valle del Ferghana, subendo una pesante sconfitta nel cosiddetto "Giorno della sete", ad opera dei Turchi Turgesh e dei principati sogdiani di Transoxiana, insorti contro il prepotente dominio islamico.Blankinship, 1994: pp. 125–127Gibb, 1923: pp. 65–66
Come ha scritto lo storico H.A.R. Gibb, questa disfatta musulmana "contrassegna un periodo nella storia delle conquiste arabe. Essa fu in pratica l'ultima spedizione aggressiva degli Arabi in Transoxiana per quindici anni, ma di assai maggiore importanza fu il colpo inferto al prestigio arabo. I ruoli furono rovesciati; da quel momento in poi gli Arabi si trovarono sulla difensiva e furono gradualmente espulsi dalla maggior parte di ogni distretto al di là dell'Oxus".Gibb, 1923: p. 66 In questa situazione, Asad seguì una politica di consolidamento e di limitata attività militare, attento a rafforzare il controllo musulmano sui locali potentati minori ed evitando un diretto confronto col più importante nemico dei musulmani, i Turgesh.Blankinship, 1994: p. 123 Così nel 107 E. (725 o 726) Asad effettuò una campagna militare contro Namrūn, re dell'al-Gharshistān (NE di Herat), che egli forzò alla sottomissione e alla conversione, prima di soggiogare la regione del Ghūr (Afghanistan centrale).Blankinship, 1989: pp. 25–26 L'anno successivo, Asad scese in campo contro il Principato di Khuttal, in Ṭokhāristān, dove si scontrò col Khagān, chiamato in soccorso dal locale governante, al-Sabal. Una tradizione afferma che egli si sia dovuto ritirare al di qua dell'Oxus e che abbia combattuto con successo in Ghūr l'anno dopo, ma secondo un'altra tradizione avrebbe subito una pesante sconfitta per mano dei Turgesh.Blankinship, 1989: pp. 30–32, 34 Comunque siano andate le cose, le imprese belliche di Asad ebbero un successo solo moderato e, cosa più importante, non riuscirono ad avere la meglio sul crescente potere dei Turgesh, che con l'appoggio dei principi del luogo, minacciò di espellere gli Arabi al di qua dell'Oxus.Blankinship, 1994: p. 127Gibb, 1923: p. 68
Allo stesso tempo, Asad provò a riconciliare al governo omayyade la popolazione indigena esasperata dalle inique tassazioni cui era sottoposta, sperando d'impedirne il sostegno ai Turgesh. Continuò la politica del suo predecessore di nominare uomini noti per la loro onestà come agenti del fisco (ʿāmil, pl. ʿummāl). Le sue riforme tentarono di arrestare la discriminazione di cui erano vittime i mawālī, i convertiti del posto all'Islam, mettendo fine all'esazione della jizya a loro carico. Questa misura trovò la veemente contrarietà degli Arabi insediati in Khorasan, che vedevano diminuire drasticamente i loro introiti, ma secondo Khalid Yahya Blankinship "ciò può aver aiutato a scoraggiare i Turchi per un paio d'anni dal trascinare i Transoxiani musulmani dalla loro parte".Gibb, 1923: p. 67 A dispetto degli sforzi di Asad e dalle sue buone relazioni con i locali proprietari terrieri iranici, i dehqān, il livello di tassazione rimase un pesante fardello per le popolazioni assoggettate, e l'avidità e la crudeltà dei percettori delle imposte arabi e iranici significò la trasformazione del Khorasan in terreno fertile per lo Sciismo e per la daʿwah abbaside.Gibb, 1923: pp. 68–69 Tra i nobili locali, si dice che Asad abbia convertito Saman Khuda, l'eponimo della dinastia Samanide che governerà in seguito quelle regioni, dapprima come vassalla dei Tahiridi e poi in prima persona, soggetta al formale potestà del Califfato abbaside. Il figlio primogeniti di Saman sarebbe stato chiamato Asad proprio in onore del Governatore.Gibb, 1986: p. 685Frye, 1975: p. 136
Nel 726 Asad ricostruì la città capitale di Balkh, che era stata distrutta da Qutayba ibn Muslim in seguito a una rivolta, e vi trasferì la guarnigione araba dalla vicina Barūqān.Gibb, 1986: pp. 684–685Blankinship, 1989: pp. 26–27 Asad riprese, domo circa un decennio, la pratica di spedire inviati alla corte cinese. Questa mossa viene messa in collegamento, ovviamente, con la minaccia rappresentata dai Turgesh, dal momento che essi erano vassalli dei Cinesi e considerati dai Transoxiani come agenti dell'Imperatore cinese, inviati per liberarli dal giogo arabo.Gibb, 1923: pp. 66–68 Si dice anche che avesse edificato il villaggio di Asadābād, presso Nishapur, che i suoi discendenti tennero fino all'età tahiride.
Asad fu rimosso dalla sua carica nel Ramadan del 109 E. (dicembre 727 o gennaio 728), quando in un impeto di collera egli aveva fatto frustare in pubblico i rappresentanti delle quattro principali tribù arabe in Khorasan, gli Ahl al-'Aliya, gli Azd, i Tamīm e i Bakr. Il Califfo Hishām pretese le sue dimissioni e nominò come suo vice al-Hakam ibn 'Awana al-Kalbi. Asad tornò quindi dal fratello in Iraq.Blankinship, 1989: pp. 35–38
Secondo governatorato del Khorasan Asad fu sostituito da Ashras b. ʿAbd Allāh al-Sulamī (727–730). Dapprima egli proseguì la politica di conciliazione di Asad, ma poi l'abbandonò, causando lo scoppio di una ribellione su vasta scala in Transoxiana, che, abbinata ai rinnovati attacchi dei Turgesh, ridusse la presenza arabo-islamica a Samarcanda e al suo circondario.Blankinship, 1994: pp. 127–128Gibb, 1923: pp. 69–72 Ashras riuscì a riprendere Bukhāra ma il suo successore, al-Junayd b. ʿAbd al-Raḥmān al-Murrī, dovette subire una pesante disfatta nella battaglia della strettoia nel 731, che mutilò l'esercito khorasanico.
Dall'epoca della morte di al-Junayd nel 734, il controllo dei musulmani sulla Transoxiana s ridusse a Bukhāra e a parti del Ṭokhāristān.Blankinship, 1994: pp. 155–161Gibb, 1923: pp. 72–76 Tali disfatte militari, le prolungate lamentele nei confronti del califfato omayyade e la violenta requisizione di alimenti da parte di al-Junayd durante la carestia del 733, condussero all'esplosione di una ribellione ai primi del 734, guidata da al-Ḥārith b. Surayj. L'insurrezione di al-Ḥārith coinvolse sia gli Arabi sia i principati locali iranici e turchi, soprattutto i principati finora fedeli del Ṭokhāristān e si diffuse rapidamente, coi rivoltosi che riuscirono a conquistare Balkh. Il nuovo Governatore, ʿĀṣim b. ʿAbd Allāh al-Hilālī, riuscì a controllare l'avanzata di al-Ḥārith sulla capitale Marw e lo costrinse ad accettare i termini della resa.Shaban, 1979: pp. 118–120Blankinship, 1994: pp. 176–178Gibb, 1923: pp. 76–77 La posizione di ʿĀṣim rimase tuttavia precaria, tanto che egli scrisse al Califfo, chiedendogli che il Khorasan fosse posto ancora una volta sotto l'autorità dell'Iraq, che fosse nominato un nuovo Governatore e un sostanziale rafforzamento della provincia con l'invio di truppe scelte siriane. Hishām accettò quelle raccomandazioni e istruì il Governatore d'Iraq, Khalid al-Qasri, affinché mandasse di nuovo Asad alla guida della provincia del Khorasan.Blankinship, 1989: pp. 111–112Shaban, 1979: p. 120 Ai primi del 735, al-Ḥārith riprese la sua ribellione. Questa volta, sia a causa delle pressioni di simpatizzanti locali del ribelle a Marw, sia come espediente per guadagnare tempo in attesa dell'arrivo di Asad, ʿĀṣim concordò una tregua con al-Ḥārith, in cui egli promise anche di sostenere le richieste del capo ribelle contro il Califfo.Shaban, 1979: pp. 120–121Blankinship, 1994: pp. 178–179