è un romanzo scritto da Haruki Murakami.

La prima edizione originale è stata pubblicata nel 2013. La traduzione italiana, effettuata da Antonietta Pastore, è stata pubblicata da Einaudi nel 2014.

Trama Tsukuru Tazaki è un uomo di 36 anni che vive a Tokyo, con due caratteristiche distintive: una profonda passione per le stazioni ferroviarie (tanto da essersi laureato in ingegneria per lavorare alla loro costruzione e manutenzione) e il fatto che, durante il secondo anno di università, i suoi amici di gioventù decisero, senza dargli spiegazioni, di interrompere ogni contatto con lui.

Durante una cena con Sara Kimoto, una donna che ha iniziato a frequentare da poco e che lavora in un'agenzia di viaggi, Tsukuru le racconta del gruppo inseparabile che aveva ai tempi del liceo a Nagoya: Ao, Aka, Shiro e Kuro. Ognuno portava nel nome un colore (rispettivamente blu, rosso, bianco e nero), a differenza di lui, il cui cognome era privo di qualsiasi riferimento cromatico. Erano inseparabili, come le cinque dita di una mano. Ma un giorno, all'improvviso, ricevette una telefonata in cui gli veniva detto che non volevano più vederlo né avere contatti con lui. Tsukuru ne fu devastato e sprofondò in una crisi profonda, arrivando a sfiorare il suicidio.

All'università riuscì lentamente a riemergere grazie all'amicizia con Haida, un ragazzo riflessivo il cui cognome conteneva il colore grigio. I due svilupparono un legame intenso, ascoltando insieme musica classica — in particolare Anni di pellegrinaggio di Franz Liszt — e condividendo conversazioni profonde e inquietanti. Una sera, Haida gli raccontò una strana vicenda riguardante suo padre: da giovane, aveva abbandonato temporaneamente l'università per lavorare in una locanda termale dove aveva incontrato un misterioso pianista jazz, Midorikawa (letteralmente "fiume verde"), che gli confidò di aver accettato un "pegno di morte" secondo cui gli restavano due mesi di vita, a meno che qualcuno non si fosse offerto di prenderne il posto; da quel momento Midorikawa aveva sviluppato una sensibilità straordinaria, arrivando persino a percepire l'aura colorata delle persone. Questo racconto turba profondamente Tsukuru, che inizia a confondere i confini tra sé stesso, Haida, il padre di Haida e Midorikawa. Quella stessa notte, Tsukuru sogna di avere un incontro erotico con Shiro e Kuro, dove ha un rapporto sessuale completo con Shiro che si trasforma in Haida proprio nel momento culminante. Poco tempo dopo, Haida scompare misteriosamente, lasciando dietro di sé solo un cofanetto con i CD di Anni di pellegrinaggio.

Sara, intuendo che il passato irrisolto lo trattiene, lo invita a fare chiarezza: solo così, gli dice, potrà davvero costruire qualcosa di autentico con lei. Tsukuru, che non usa Internet, accetta il suo aiuto, così Sara rintraccia i suoi ex amici e gli organizza un viaggio per incontrarli.

La prima tappa di Tsukuru è Nagoya, la sua città natale. Qui ritrova Ao, un tempo giocatore di rugby e oggi venditore per la casa automobilistica di lusso Lexus. Con sincero rammarico, Ao gli rivela che l'allontanamento era nato da un'accusa gravissima: Shiro lo aveva accusato di stupro. La notizia li aveva scioccati e li aveva spinti a tagliare ogni legame con lui, convinti fosse la scelta più sicura. Shiro era poi diventata una talentuosa insegnante di pianoforte, ma sei anni prima era stata uccisa, strangolata in circostanze mai chiarite.

Il giorno successivo Tsukuru incontra Aka, ora un ricco ma infelice formatore aziendale. Aka gli confessa che, in realtà, l'accusa di Shiro era sembrata da subito priva di fondamento, ma nessuno aveva trovato il coraggio di contraddirla apertamente a causa della sua fragilità, dato che sembrava aver perso la gioia di vivere già molto tempo prima di morire. Aka rivela anche di aver affrontato un matrimonio fallito e di aver compreso tardi la propria omosessualità, sentendosi alienato da un ambiente che non lo accetta, anche da Ao, soprattutto a causa dei suoi metodi di formazione ispirati al suo tirocinio in una banca e alle tecniche psicologiche usate nelle sette religiose, nei seminari di illuminazione spirituale, nelle direttive di servizio di imprese statunitensi di successo, in numerosi libri di psicologia e in manuali di addestramento delle SS e dei marines americani. Tsukuru lo rassicura dicendogli che gli vuole ancora bene, e se ne va.

Rientrato a Tokyo, Tsukuru e il suo collega Sakamoto fanno visita a un capostazione la cui storia gli ricorda quella del padre di Haida. Durante una cena con Sara, Tsukuru capisce che per chiudere davvero il cerchio deve incontrare anche Kuro, che ora vive in Finlandia. Mentre si prepara alla partenza compra dei regali per le due figlie di Kuro e, per caso, vede Sara per strada mano nella mano con un uomo più grande, vedendola ridere con una gioia che non gli ha mai mostrato. Tsukuru non prova gelosia, quanto piuttosto una profonda tristezza.

Giunto a Helsinki, Tsukuru si rivolge a Olga, un'amica di Sara, per rintracciare Kuro, che trascorre l'estate in una casa al lago nella periferia di Hämeenlinna. Tsukuru viene calorosamente accolto dal marito di Kuro, Edvard Haatainen, un ceramista, che poco dopo esce con le figlie per fare compere, lasciandolo solo con la moglie. Finalmente Kuro rivela a Tsukuru tutta la verità, chiedendogli di usare per lei e Shiro i loro veri nomi, rispettivamente Eri e Yuzu.

Yuzu soffriva di disturbi mentali. L'accusa di stupro verso di lui era falsa, ma il gruppo aveva deciso di proteggerla temendo che un confronto diretto con Tsukuru potesse peggiorare la sua condizione. Tuttavia, Yuzu era stata davvero violentata ed era rimasta incinta; aveva deciso di crescere da sola il nascituro anche perché disapprovava suo padre, che praticava l'interruzione di gravidanza, ma ebbe un aborto spontaneo. Della gravidanza e dell'aborto erano a conoscenza solamente Eri e la sorella maggiore di Yuzu. Eri confessa a Tsukuru di essere stata innamorata di lui e di essersi sentita in qualche modo rifiutata poiché lui non aveva mai notato i suoi veri sentimenti, e che forse questo aveva parzialmente influenzato il comportamento di Yuzu, l'unica alla quale aveva confidato quello che provava. In seguito all'aborto, Yuzu sviluppò l'anoressia nervosa per evitare nuove gravidanze, rifiutando il proprio corpo, ma grazie a uno psicanalista riuscì a guarire. Nonostante ciò, lo shock per quello che aveva passato la segnò per il resto della sua vita, trovando momenti di serenità soltanto nell'insegnare pianoforte ai bambini. Il gruppo scelse di sacrificare Tsukuru credendolo il più forte emotivamente, colui che avrebbe potuto sopportare l'esclusione meglio degli altri. Qualche tempo dopo Eri, che aveva passato cinque anni a prendesi cura di Yuzu, avendo capito che nemmeno lei contava più qualcosa per l'amica, decise di prendersi del tempo per sé stessa e, appassionatasi alla ceramica, frequentò la facoltà di Arti industriali dell'Accademia dell'Aichi, dove conobbe Edvard, venuto con una borsa di studio. Eri seppe da Ao che Yuzu era stata uccisa quando lei era già in Finlandia, ma era incinta della prima figlia e quindi non poté andare al suo funerale, rimanendone annientata; decise allora che se fosse nata una femmina l'avrebbe chiamata Yuzu, e che non sarebbe più tornata in Giappone. Poco dopo il trasferimento di Eri in Finlandia, Yuzu si trasferì ad Hamamatsu per vivere da sola (ufficialmente per lavoro, sebbene a Nagoya non le mancassero opportunità), una decisione considerata da Eri al pari di un suicidio. L'omicido di Yuzu, strangolata con la cintura di un vestito nel suo appartamento, non era a scopo di rapina, né sembrava che lei avesse opposto resistenza; l'omicidio fu compiuto durante una sera piuttosto fredda e piovosa di maggio, e il cadavere fu trovato tre giorno dopo, riverso in cucina. Non c'era alcun segno di effrazione, quindi o era stata Yuzu ad aprire o l'assassino aveva un doppione della chiave. Al di fuori della scuola di musica, Yuzu non frequentava nessuno, tranne visite occasionali della sorella e della madre. Non si capì mai il movente del delitto, e l'inchiesta venne infine archiviata.

In un momento catartico, Eri chiede a Tsukuru di abbracciarla. Eri confida a Tsukuru che alla fine aveva scelto di allontanarsi da Yuzu e dai suoi problemi poiché, pur volendole bene, era ormai esausta e non voleva uscire di senno anche lei. Eri ammette che l'altro motivo per cui si è allontanata è stato perché non aveva fiducia in sé stessa come donna, e sapeva che per quanto amasse Tsukuru, lui non l'avrebbe mai presa in considerazione, e quindi è stato anche per spezzare il sentimento che la legava a lui se ha supportato l'accusa di Yuzu, ben sapendo che lui era innocente. Eri ammette di essersi comportata in maniera ignobile e chiede a Tsukuru perdono dal profondo del suo cuore. Tsukuru le dice che anche se lei gli avesse confessato i suoi sentimenti, lui non le avrebbe creduto perché ritiene di essere una persona banale e senza personalità, di cui nessuna ragazza avrebbe potuto innamorarsi; tuttavia, anche se avessero avuto una relazione, le loro vite avrebbero comunque preso altre strade per via delle loro differenze, pur rimanendo buoni amici. In effetti Tsukuru, che ha avuto parecchi sogni erotici con Eri e Yuzu, sognava di avere rapporti sempre e solo con quest'ultima, implicando un'effettiva attrazione verso la ragazza, ma questo dettaglio lo tiene per sé per non mortificare Eri. Inoltre, Eri rivela a Tsukuru che Aka dona annualmente un'importante somma di denaro alla scuola cattolica dove tutti loro aveva fatto volontariato, ma che per qualche ragione preferisce mantenere la reputazione "da duro", e anche Ao mantiene la stessa purezza d'animo di una volta; vivere nel mondo di oggi è difficile, per questo lei capisce che entrambi hanno sentito l'esigenza di indurire, almeno all'apparenza, il carattere. Anche loro due, Eri e Tsukuru, hanno il compito di continuare a vivere. Tsukuru parla di Sara, ed Eri lo esorta a non lasciarserla scappare. Inoltre dichiara che lui ha molto più carattere e forza di quanto creda, e che l'unica cosa che gli manca è la fiducia in sé stesso e il coraggio per vivere. Non deve rischiare di perdere una persona a cui tiene per paura o per orgoglio.

Queste rivelazioni ribaltano l'idea che Tsukuru aveva sempre avuto di sé: quella di essere una persona "incolore", semplice, senza valore. Tsukuru torna in Giappone con una nuova consapevolezza, domandandosi se Yuzu si sia rivoltata contro di lui perché era stato il primo a lasciare il gruppo dei cinque amici, una scelta preventiva dettata dall'incapacità di sopportare l'idea che, prima o poi, si sarebbero comunque separati. Contro il consiglio di Eri, decide di chiedere a Sara se sta frequentando un altro uomo, e lei gli risponde che ha bisogno di tre giorni prima di dare una risposta. Il romanzo si conclude con Tsukuru che, dopo averle dichiarato il proprio amore telefonicamente nel cuore della notte, rimane ancora in attesa.

Personaggi Tsukuru Tazaki Sara Kimoto Yoshio Oumi (Ao) Kei Akamatsu (Aka) Shirane Yuzuku (Shiro) Eri Kurono (Kuro) Fumiaki Haida Padre di Haida Midorikawa Capostazione Sakamoto Olga Edvard Haatainen Figlie di Eri e Edvard

Temi La vicenda segue i canoni della narrativa di Haruki Murakami, basata su una complessa e sottile simbologia e sulla ricerca interiore come esperienza di maturazione e salvezza.

Numerosi i riferimenti musicali, in particolare al brano di Franz Liszt Le mal du pays, evocativo della nostalgia e della tristezza per qualcosa di irrimediabilmente perduto.

Edizioni Haruki Murakami, L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio, traduzione dal giapponese di Antonietta Pastore, Giulio Einaudi Editore, 2014, pp. 260, ISBN 978-88-06-21977-2.

Haruki Murakami, L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio, Mondolibri, 2014.

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