Alitalia - Società Aerea Italiana è stata la compagnia aerea di bandiera dell'Italia dal 1946 al 2021. Aveva sede a Fiumicino presso il proprio hub principale, l'aeroporto di Roma-Fiumicino. Il secondo hub era l'aeroporto di Milano Linate.
Fondata nel 1946 come Aerolinee Italiane Internazionali - ALI da British European Airways e Istituto per la ricostruzione industriale, la compagnia iniziò le operazioni il 5 maggio 1947, mutando la propria ragione sociale in Aerolinee Italiane Internazionali - Alitalia. Seguirono decenni di espansione, con l'incorporazione della concorrente Linee Aeree Italiane nel 1957, fino alla decisione che portò alla parziale privatizzazione dell'azienda nei primi anni '90.
A gennaio 2018 la compagnia è stata riconosciuta come la più puntuale al mondo nel periodo selezionato, nonché la più puntuale del mondo nei primi cinque mesi del 2019.
Posta in amministrazione straordinaria sotto l'egida del Ministero dell'economia e delle finanze nel 2017, con l'emanazione del decreto Cura Italia nel 2020 venne prevista la costituzione di una nuova società, ITA Airways, che ha sostituito Alitalia dal 15 ottobre 2021, acquisendone il marchio.
Storia
Dalla nascita alla fusione con LAI L'8 giugno 1946 il Ministero della difesa italiano e la compagnia aerea britannica statale British Overseas Airways Corporation (BOAC) giunsero ad un accordo per costituire una nuova società aerea civile operante in Italia ed in altri paesi. Il 16 settembre successivo fu costituita la società per azioni Aerolinee Italiane Internazionali - ALII con un capitale sociale di 900 milioni di lire ripartito per il 60% all'Istituto per la ricostruzione industriale (IRI) e per il 40% a British European Airways (BEA).
Nel 1947 la ragione sociale fu modificata in Aerolinee Italiane Internazionali - Alitalia e la compagnia iniziò le operazioni il 5 maggio dello stesso anno con un volo tra Torino, Roma e Catania operato da un Fiat G.12. Due mesi dopo seguì il primo volo internazionale tra Roma e Oslo con un Savoia-Marchetti S.M.95 mentre nel marzo 1948 fu inaugurato il primo volo intercontinentale, della durata complessiva di 36 ore, tra Milano e Buenos Aires con scali intermedi a Roma, Dakar, Natal, Rio de Janeiro e San Paolo. I primi aeromobili, quattro Fiat G.12 ed un Savoia-Marchetti S.M.95, erano stati prestati dall'Aeronautica Militare.
Nel corso degli anni Cinquanta vengono introdotte le prime assistenti di volo, con divise disegnate dalla casa di moda Sorelle Fontana, ed entrano nella flotta quattro quadrimotori Douglas DC-4. Sua principale concorrente era Linee Aeree Italiane (LAI), controllata anch'essa da IRI e dalla compagnia aerea statunitense Transcontinental & Western Air (TWA), che a differenza di Alitalia poteva contare sul supporto del socio statunitense. Nel 1957 LAI fu messa in liquidazione e a partire dal 1º novembre dello stesso anno Alitalia subentrò sia nella gestione del traffico aereo sia nella proprietà di impianti, mezzi e dipendenti precedentemente controllati dalla LAI, assumendo la denominazione di Alitalia - Linee Aeree Italiane. L'Alitalia, dopo l'assorbimento della LAI, contava circa 3000 dipendenti e una flotta di 37 aerei; contestualmente fu acquistato un immobile a Roma, nel quartiere Pinciano, per ospitare gli uffici e la sede principale mentre l'hub della compagnia fu posto presso l'aeroporto di Roma-Ciampino. Il capitale sociale era quindi ripartito: 88,77% allo Stato italiano (di cui 6,07% dal Ministero delle partecipazioni statali e 82,7% dall'IRI), 6,75% a società private britanniche (4,5% a British European Airways e 2,25% a British Overseas Airways Corporation) e 4,48% a società private italiane (3,5% a FIAT, 0,61% a Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali, 0,19% a Società Italiana Ernesto Breda, 0,06% a Società Nazionale Trasporti Fratelli Gondrand, 0,05% a Fiumeter, 0,05% a Le Assicurazioni d'Italia e 0,02% a SIAI-Marchetti).
Dal 1960 al 2000 Nel 1960, Alitalia diventa sponsor ufficiale dei Giochi della XVII Olimpiade di Roma. Nello stesso anno, vengono introdotti i primi aerei a reazione, mentre l'anno successivo segna l'apertura dell'Aeroporto di Roma-Fiumicino, nel quale la compagnia posizionerà il suo hub principale. Dieci anni dopo la compagnia diventa la prima europea ad avere in flotta solo aerei a reazione e, con la consegna del primo Boeing 747-100, adotta un nuovo logo, la classica "A" tricolore che verrà riportata su tutte le code degli aerei in quanto parte della nuova livrea simultaneamente adottata.
Negli anni Settanta e Ottanta prosegue lo sviluppo di flotta e network della compagnia con l'introduzione dei Douglas DC-10, dei McDonnell Douglas MD-80 e degli Airbus A300 con l'apertura di rotte da Roma verso l'estremo oriente, come Tokyo.
A metà degli anni Novanta venne presa la decisione politica di privatizzare Alitalia: nel 1993 si cominciò a dialogare con Air France, ma questa interruppe le trattative a causa delle proteste sindacali che fecero dimettere l'allora presidente della compagnia di bandiera francese, Bernard Attali. Nel 1997 iniziarono i dialoghi con KLM per una fusione che partì sotto forma di joint-venture integrale nel novembre 1999. L'accordo di fusione prevedeva lo spostamento dell'hub da Roma-Fiumicino a Milano-Malpensa e la conseguente chiusura di tutti i voli dallo scalo di Milano-Linate, eccezion fatta per i voli verso Roma. Il 28 aprile 2000, KLM comunicò ad Alitalia la scelta di interrompere l'alleanza immediatamente in quanto venne bocciata dal consiglio di amministrazione. Fu costretta a pagare una penale da 250 milioni di euro.
Il XXI secolo: la privatizzazione e l'ingresso di Etihad Airways A luglio 2001 Alitalia, dopo aver siglato un accordo, entra nell'alleanza globale SkyTeam. L'anno successivo inizia la sostituzione dei Boeing 747 con i nuovi Boeing 777-200ER.
Nel 2006 vince la gara per l'acquisto di Volare Airlines, che si aggiunge all'altra controllata della compagnia, Alitalia Express, la divisione regionale. Nello stesso anno, oltre a essere presentato il restyling della livrea, iniziano i tentativi di privatizzazione, che si protrarranno fino al 2007, quando viene accettata in forma esclusiva l'offerta di Air France-KLM. Il gruppo però ritirò l'offerta nel 2008, in quanto Silvio Berlusconi non garantì di accettare l'offerta del gruppo franco-olandese in caso di sua vittoria alle imminenti elezioni politiche.
Intesa Sanpaolo, nel luglio 2008, entrò nella società Resco Uno s.r.l., che a seguito di una ricapitalizzazione di 1,1 miliardi di euro divenne Compagnia Aerea Italiana S.p.A., alla cui presidenza venne nominato Roberto Colaninno. Diverse società italiane entreranno a far parte di C.A.I., che dopo aver acquistato a dicembre 2008 Air One, ormai prossima alla bancarotta, il 12 gennaio 2009 acquista gli assets di Alitalia-LAI, ormai entrata in amministrazione straordinaria. CAI viene quindi ridenominata in Alitalia-Compagnia Aerea Italiana S.p.A., e il giorno dopo inizia le attività di vettore aereo a marchio Alitalia-AirOne; mentre i debiti della LAI rimangono nella vecchia società pubblica, che si trova a tutt'oggi in amministrazione straordinaria a distanza di oltre 10 anni.
Non tutto il personale di terra e di volo ebbe la possibilità di essere assunto con un nuovo contratto nella nuova Alitalia; vi furono infatti cospicui tagli al personale: diverse migliaia di lavoratori rimasero in LAI, e finirono in cassa integrazione. Gli ex dipendenti Air One mantennero invece tutti il posto di lavoro, senza dover essere assunti nuovamente con un altro contratto dalla nuova Alitalia, in quanto la ditta Air One S.p.A. si fuse completamente con CAI l'11 dicembre 2008, che ereditò così anche i dipendenti Air One.
La vecchia flotta di proprietà che la nuova Alitalia acquistò dalla LAI, immatricolata in Italia e costituita principalmente da Boeing 767-300ER per il lungo raggio e McDonnell Douglas MD-80 per il medio raggio, venne gradualmente sostituita con nuovi aerei in leasing da società irlandesi, come la Aircraft Purchase Fleet Limited, società fondata a Dublino l'8 dicembre 2008 dal Gruppo Toto (ex proprietario di Air One fino al 10 dicembre 2008). La nuova Alitalia si è dotata principalmente di Airbus A330-200 per il lungo raggio e Airbus A320-200 per il medio raggio.
Ciò nonostante, in seguito anche all'abbandono dell'hub di Milano-Malpensa, anche i bilanci della nuova Alitalia continuano ad essere in perdita. Nel giro di cinque anni, la compagnia cambia tre amministratori delegati: Rocco Sabelli, Andrea Ragnetti e Gabriele Del Torchio. Nell'ultimo trimestre 2013 si rende necessaria una ricapitalizzazione della società, nella quale Air France non partecipa, diminuendo così la sua partecipazione in Alitalia. Complessivamente, nel periodo 2009-2014 Alitalia ha avuto bisogno di un apporto di capitale di 1,5 miliardi di EUR e di un’ulteriore sottoscrizione di debiti per 1,2 miliardi di EUR.
A febbraio 2014, dopo che Etihad Airways mostrò interesse in Alitalia, il Presidente del Consiglio Enrico Letta, in visita di Stato nella Penisola Arabica, mediò con il governo di Abu Dhabi per portare avanti le trattative tra le due compagnie. Una successiva ricapitalizzazione a luglio 2014, sotto il neo-insediato governo Renzi, vide l'ingresso in Alitalia di Poste italiane, con un contributo pari a 75 milioni di euro, mossa necessaria per il salvataggio della compagnia.
L'8 agosto 2014, Etihad Airways annuncia che avrebbe acquisito il 49% di Alitalia. Nel novembre successivo arriva il nulla osta dell'Unione europea per il completamento dell'acquisizione, completata ufficialmente in Alitalia il 1º gennaio 2015. L'azienda fu rinominata Alitalia - Società Aerea Italiana, con trasferimento degli asset operativi di Alitalia - CAI, che fu rinominata CAI e divenne proprietaria del 51% della neonata Alitalia - SAI; il restante 49% fu acquistato da Etihad Airways. Il 2% di CAI era detenuto da Poste Italiane, il 10% da Monte dei Paschi di Siena.
La crisi del 2017 e la cessazione delle attività Dopo il rinnovo di marchio e livrea avvenuti nel giugno 2015, nel 2017 Alitalia si ritrovò a fronteggiare una nuova crisi finanziaria, che rese necessari una ricapitalizzazione e un nuovo piano industriale. Il piano di risanamento fu rivisto da due esperti indipendenti, segnatamente Roland Berger e KPMG, sulla base dei dati economici degli esercizi passati e delle previsioni del 2016.
Il piano venne però respinto dai dipendenti attraverso un referendum aziendale. Secondo il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, la vittoria del "no" fu dovuta al fatto che si fosse diffusa «anche per responsabilità di qualche sindacato che si è mosso in modo poco trasparente, l’idea, sbagliata, che Alitalia possa essere nazionalizzata e che ci siano i contribuenti a saldare i conti». Contemporaneamente attaccò il management della Compagnia: «Questo management, Ball più che Hogan, ha non solo sbagliato il modello di business della compagnia, ma certe volte avuto anche un approccio un po' arrogante, se posso dirlo, che non ha giovato a nessuno nemmeno sull'esito del referendum».
Il 2 maggio seguente l'assemblea dei soci della compagnia aerea approvò quindi l'ingresso in amministrazione straordinaria dell'azienda, decretando quindi l'uscita di Etihad e di tutti i soci di minoranza dalla società.