è un videogioco d'avventura del genere visual novel thriller sviluppato da Spike.

Inizialmente pubblicato esclusivamente in Giappone per PlayStation Portable, il videogioco è stato convertito per iOS e Android e ha ricevuto un sequel dal titolo Danganronpa 2: Goodbye Despair. Il gioco ha raggiunto il mercato europeo e statunitense dopo una conversione per PlayStation Vita distribuita dalla Nippon Ichi, e successivamente anche per Microsoft Windows, PlayStation 4, Nintendo Switch e Xbox One.

Per lo sviluppo il produttore Yoshinori Terasawa si è ispirato al videogioco Illbleed per Sega Dreamcast e al film Saw - L'enigmista.

Trama Danganronpa: Trigger Happy Havoc è ambientato in una prestigiosa accademia, la , all'interno della quale sono ammessi solamente i ragazzi che eccellono in una determinata categoria.Gli studenti sono chiamati "Super Duper", "Super High School" o "Ultimate", seguiti dalla caratteristica che li contraddistingue. Il protagonista, Makoto Naegi, è uno studente normale che, sebbene non brilli in nessuna attività, si trova ad essere invitato presso l'accademia, dopo che il suo nome è stato estratto a sorte, come liceale particolarmente fortunato.

Appena entrato all'interno dell'accademia, perde conoscenza e al suo risveglio si ritrova in una delle classi. Ben presto realizza di essere intrappolato all'interno dell'edificio con ingressi e finestre sbarrate, insieme agli altri studenti della Hope's Peak Academy. Dietro il sequestro c'è , un robot a forma di orso, metà bianco e metà nero, che convocherà gli studenti in palestra per spiegare le regole dell'accademia. Consegnando una sorta di tesserino elettronico agli studentiTale strumento permette nel gioco di accedere alla mappa dell'edificio o al profilo degli studenti., spiega che essi sono bloccati all'interno della scuola e per liberarsi, dovranno uccidere uno dei propri compagni senza essere scoperti.

Dopo aver tentato invano di distruggere Monokuma, Mondo Owada litiga inizialmente con Byakuya Togami, per poi colpire violentemente Makoto, mandandolo k.o.. Qualche ora dopo, il giovane si risveglia nella propria stanza e s'imbatte in Sayaka Maizono, ragazza che conosce fin dalle scuole medie, con cui instaura fin da subito un forte rapporto e che si offre di ricoprire il ruolo di suo assistente.

Nel frattempo Monokuma, qualche giorno dopo, tenta di dare un incentivo agli studenti affinché commettano un omicidio: consegna alcuni DVD relativi ai loro affetti, esortandoli ad uccidere uno dei loro compagni per scoprire cos'è successo ai propri cari. Quella stessa sera Sayaka, iniziando a temere per la sua incolumità, chiede a Makoto di scambiare le chiavi delle relative stanze. Tuttavia durante la notte la ragazza diventerà la prima vittima della scuola, e il cadavere verrà scoperto nella doccia del bagno di Makoto.

Alla vista del corpo Makoto perde nuovamente i sensi e si risveglia in palestra, dove tutti gli studenti sono stati radunati da Monokuma, che spiega che per verificare che l'assassino che ha commesso il delitto sia riuscito a non lasciare indizi che lo incriminerebbero, si terrà un processo obbligatorio in cui la giuria è composta dagli stessi studenti, e che se riuscirà a non farsi scoprire potrà ottenere la propria libertà. Tuttavia Junko Enoshima si rifiuta di partecipare al processo, arrivando ad aggredire Monokuma che, per punizione, la trafigge a morte con numerose lance.

Nel susseguente processo, grazie all'aiuto della misteriosa studentessa Kyoko Kirigiri, Makoto dapprima riesce a difendersi dalle accuse di essere il colpevole, dato che la scena del crimine era la sua stanza, e in seguito a ricostruire gli eventi che hanno portato Leon Kuwata ad uccidere Sayaka. Dagli indizi e dalle testimonianze emerge infatti che Sayaka ha attirato Leon con l'inganno nella stanza di Makoto con l'intento di ucciderlo utilizzando un coltello da cucina, scambiando le targhette tra la sua stanza e quella del protagonista, per farlo risultare colpevole. Tuttavia il suo piano è stato rovinato dalla pronta difesa di Leon che, usando una spada che la stessa Sayaka aveva suggerito a Makoto di portare in stanza, le ha prima fratturato il polso e poi l'ha accoltellata a morte nel bagno. Usando le sue ultime forze la ragazza è riuscita tuttavia ad incastrare Leon, scrivendo nella doccia il suo nome con il sangue. Spronati dalla ricostruzione dei fatti, gli studenti votano all'unanimità per la colpevolezza di Leon, che viene giustiziato da Monokuma con una brutale esecuzione: il giovane battitore viene legato ad un palo e colpito ripetutamente da una miriade di palle da baseball.

Il giorno seguente Monokuma convoca gli studenti in palestra e rivela loro che ogni processo superato con successo permette di avere accesso a ulteriori aree della Hope's Peak Academy. Nel secondo piano i ragazzi scopriranno la presenza di una piscina e di una biblioteca, dove troveranno una lettera proveniente dalla direzione dell'accademia in cui si annuncia la chiusura a tempo indeterminato della struttura. Qualche tempo dopo, poi, Monokuma convoca nuovamente gli studenti per presentare nuovi moventi per incentivarli all'omicidio, e quindi distribuisce ad ognuno di loro una busta contenente un personale segreto imbarazzante, minacciando di svelarli pubblicamente se non fosse stato commesso un crimine nelle successive 24 ore. Nonostante il tentativo di Kiyotaka Ishimaru di far condividere il contenuto della lettera tra gli studenti, onde sventare la minaccia, alcuni ragazzi rifiutano di confessare il loro segreto. La mattina seguente, poi, Makoto e Byakuya scoprono il corpo senza vita di Chihiro Fujisaki, crocifissa nello spogliatoio femminile della piscina. Una frase scritta con il sangue sul muro dietro il cadavere porta i ragazzi a ritenere che dietro l'omicidio ci sia il serial killer Genocide Jack.

In seguito, non appena cominciato il processo, Togami accusa Toko Fukawa di essere il serial killer, spiegando che quest'ultima è affetta da disturbo dissociativo dell'identità e che la studentessa, dopo essere svenuta a causa dell'emofobia alla vista del cadavere, quando ha ripreso i sensi ha iniziato a comportarsi in maniera bizzarra; rivela inoltre che lei stessa gli ha rivelato il suo segreto. A questo punto Toko perde conoscenza e si trasforma in Genocide Jack, che continuerà ad essere accusata da Byakuya, finché interviene Makoto, che fa cadere le accuse notando differenze nel modus operandi tra lei e l'assassino del caso, giacché, infatti, il serial killer è solito uccidere solo persone di sesso maschile.

Successivamente emerge che Chihiro è in realtà un ragazzo e, grazie ad uno stratagemma di Kyoko, Mondo Owada viene spinto a tradirsi da solo, confessando l'assassinio, e viene indicato come colpevole. Al termine del processo, Monokuma spiega che il giovane si era macchiato di tale crimine, a causa del movente ricevuto: mentre, infatti, Chihiro era intenzionato a svelare a tutti il suo segreto e diventare più forte, Mondo non aveva la forza di ammettere la sua responsabilità nella morte del fratello. Per questo motivo, quando i due si erano incontrati nello spogliatoio maschile per allenarsi assieme, e il compagno gli aveva rivelato il suo segreto, Mondo, invidioso della sua forza di voler superare la sua debolezza, l'aveva colpito a morte con un manubrio e aveva nascosto il cadavere nello spogliatoio femminile. Era stato poi Byakuya, scoperto il corpo, a disporlo in maniera crocifissa e a lasciare la scritta sul muro per far cadere la colpa su Toko, mentre il biker si sbarazzava delle prove. In seguito Monokuma condanna Mondo, legandolo a una motocicletta e facendolo sfrecciare in una gabbia della morte, che elettrifica per liquefare il suo corpo, trasformandolo con un apposito macchinario in un vasetto di burro.

La mattina successiva, durante l'esplorazione delle nuove stanze accessibili dell'edificio, come l'infermeria e il terzo piano, Makoto, giunto nel magazzino dell'aula d'arte, trova una foto in cui sono ritratti Mondo, Leon e Chihiro sorridenti all'interno di un'aula senza lastre metalliche alle finestre. Una volta terminata l'ispezione dei nuovi locali, nel corso della riunione in sala mensa Aoi Asahina, che non si era unita all'esplorazione, racconta che durante la notte si è imbattuta nel fantasma di Chihiro all'interno dello spogliatoio adiacente al sentō. Quando gli studenti decidono di verificare le affermazioni di Hina, scoprono in realtà che ella si è imbattuta in un portatile nascosto in uno degli armadietti. Dopo che emerge che quello è stato riparato da Chihiro e nascosto lì nell'unica stanza dell'accademia priva di telecamere, prima di morire, all'interno del computer trovano un'avanzatissima intelligenza artificiale chiamata Alter Ego, che racconta di essere stato creato dal programmatore al fine di decifrare alcuni file presenti sul disco rigido e aiutarli ad uscire dalla scuola.

Dopo essere stati convocati in palestra da Monokuma che promette come movente una grossa somma di denaro, alcuni giorni dopo, gli studenti scoprono che il portatile è scomparso. Kiyotaka Ishimaru e Hifumi Yamada, i quali avevano sviluppato un certo attaccamento verso l'intelligenza artificiale, si accusano a vicenda. Dopo che gli studenti si ripromettono di partire l'indomani con le ricerche del computer, il giorno successivo, Makoto, assieme ad Hina e Sakura Ogami, si imbattono in Celestia Ludenberg all'interno della sala ricreativa del terzo piano che racconta di essere stata attaccata con un martello, lasciato sul pavimento, da un aggressore mascherato che ha rapito Hifumi, come testimonia una foto da lei stessa scattata. Il giovane viene trovato poco dopo in biblioteca, ferito alla testa e sanguinante, dopo l'attacco di , come ha denominato l'aggressore, che ha utilizzato un altro martello di legno. Dopo aver accompagnato in infermeria l'otaku, i ragazzi si dividono per l'accademia in cerca dell'aggressore. Tuttavia sentono le urla di Hifumi e accorrono in infermeria: il suo corpo viene ritrovato in una grande pozza di sangue, accanto ad un terzo martello. Mentre Celeste e Hina rimangono al primo piano, Makoto sale al terzo per avvisare gli altri, ma giunto all'interno del deposito del laboratorio di fisica, scopre il cadavere di Taka, anch'egli circondato dal sangue.

Ad un certo punto i due corpi scompaiono misteriosamente e, dopo una ricerca da parte degli studenti sopravvissuti, vengono ritrovati all'interno del magazzino dell'aula d'arte. Le ultime parole di Hifumi prima di morire sembrano indicare come colpevole Yasuhiro Hagakure, che durante il Periodo d'Indagine viene scoperto all'interno di un armadietto della piscina, con indosso il costume di Robo Justice. Nonostante i tentativi di discolparsi, il ragazzo viene fin da subito considerato il maggior sospettato, anche per la presenza nella sua stanza dei progetti del travestimento.

Durante il processo, tuttavia, Makoto e Kyoko discolpano Hiro e, tramite numerosi indizi, fanno notare che questo era stato incastrato dal vero colpevole. Nel corso del processo si scopre, quindi, che Hifumi è stato in realtà complice dell'assassino, col quale aveva collaborato durante la notte per uccidere Ishimaru; inoltre quando era stato trovato per la prima volta il suo corpo, egli aveva finto la sua morte e poi, una volta rimasto solo e approfittando che i compagni erano distratti, era scappato via per trasportare il corpo di Taka nel magazzino d'arte.