Flaminia berlina Il prototipo di pre-serie Al XXXVIII Salone dell'automobile di Torino che si apre il 21 aprile 1956 viene esposta la capostipite di tutte le Lancia Flaminia, la berlina. La Lancia Flaminia è caratterizzata da una carrozzeria che trae la sua impronta stilistica dalle fuoriserie Florida realizzate nel 1955 dalla carrozzeria Pininfarina su meccanica Aurelia e che si distacca completamente da quella della progenitrice, facendosi immediatamente notare per la forma del frontale, dove il classico scudo che da anni distingueva la produzione Lancia sparisce per lasciare posto ad una calandra più moderna ma se vogliamo più anonima, a sviluppo orizzontale.Quattroruote numero 4 anno 1956 da pagina 28Motor Italia numero 34 anno 1956 da pagina 38
Meccanicamente, la nuova vettura non presenta innovazioni di particolare rilevanza in quanto il suo progettista, il famoso professor Antonio Fessia (che aveva assunto la direzione tecnica della Lancia nel 1955) ritiene che il motore, un 6 cilindri a V di 60° , seppur ridisegnato, possa ricalcare lo schema costruttivo di quello montato sulla Aurelia che ha sempre fornito ottimi risultati. Vengono modificate però le dimensioni di alesaggio e corsa, che qui hanno valori quasi uguali (alesaggio mm 80 e corsa mm 81,5) e che conducono ad una cilindrata di quasi 2 litri e mezzo (contro i 2,3 litri dell'ultima berlina Aurelia) e ad una potenza di 98 HP (contro 87).
La sola vera novità telaistica risiede nell'architettura della sospensione anteriore, dove è stato abbandonato il classico avantreno ad elementi telescopici, un sistema che, seppur impeccabile sotto l'aspetto della tenuta di strada, presentava però alcuni punti deboli, quali la variazione di carreggiata in fase di scuotimento di ciascuna ruota, la necessità di un asse di collegamento tra i due elementi di sospensione ed una certa pesantezza di guida (quest'ultimo difetto era imputabile ai perni dei fusi a snodo che erano collegati da una barra di accoppiamento). Per la Flaminia, di conseguenza, viene disegnata una nuova sospensione anteriore di tipo più convenzionale ma meno problematica, con bracci trapezoidali e molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici e barra stabilizzatrice. Sostanzialmente immutato, invece, il retrotreno (assale rigido tipo De Dion, balestre longitudinali semiellittiche, gruppo frizione-cambio in blocco col differenziale e tamburi dei freni posti all'interno anziché alle ruote). L'esemplare apparso al XXXVIII Salone dell'automobile di Torino è però da considerare come un prototipo di pre-serie: la versione definitiva, che viene esposta in anteprima mondiale al XXVII Salone dell'automobile di Ginevra del marzo 1957 e le cui consegne ai clienti iniziano nel giugno successivo, si differenzia dal prototipo in diversi particolari ma soprattutto per l'allargamento della carrozzeria e per le portiere, che non sono più con l'apertura cosiddetta “ad armadio” ma sono tutte incernierate anteriormente. Meccanicamente invece le differenze più rilevanti sono costituite da un incremento della potenza (da 98 a 102 HP) e della coppia (da 19 a 19,5 kgm) e dalla sincronizzazione di tutti i rapporti del cambio
La Flaminia berlina prima serie
Esposta al salone dell'automobile di Ginevra nel marzo del 1957, la berlina Flaminia "definitiva" presenta, rispetto al prototipo dell'anno prima, queste variazioni: 1. incremento della potenza del motore, da 98 a 102 HP; 2. incremento del valore di coppia massima, da 19 a 19,5 kgm; 3. sincronizzazione di tutti i rapporti del cambio; 4. adozione di una nuova barra stabilizzatrice all'avantreno ed al retrotreno; 5. chiave di accensione motore con bloccaggio automatico del motorino d'avviamento se il motore è in moto; 6. diverso incernieramento delle portiere (ora tutte e quattro a cerniera anteriore); 7. incremento di 8 cm. della larghezza della carrozzeria; 8. diversi dischi ruote; 9. diversa strumentazione; 10. schienale sedile anteriore ora ribaltabile; 11. adozione di volets (deflettori) laterali posteriori, comandati a pulsante - con un originale sistema pneumatico - dal posto di guida; 12. sincronizzazione dell'azione dei tergicristalli con il lavavetri; 13. aumento della cubatura del bagagliaio. 14. rapporto di riduzione al ponte 12/47 (3,92:1) anziché 10/39 (3,90:1) La Flaminia berlina inizia effettivamente la sua vita sul finire del primo semestre del 1957, epoca in cui grosso modo viene avviata la produzione regolare. I dati di immatricolazione in Italia nel 1957 sono eloquenti: 2 unità a marzo, poi, dopo un vuoto di quattro mesi, 1 a luglio, 36 ad agosto, 68 a settembre, 105 a ottobre. Un successo crescente. A fine anno le Flaminia vendute in Italia saranno 371. L'anno successivo saranno quasi il doppio. La Flaminia si presenta dunque con una linea che molti giudicano assai positivamente e che si distacca decisamente dai contemporanei modelli italiani ma anche da quelli di ispirazione americana. Particolarmente azzeccata la parte posteriore della carrozzeria, in cui spiccano pinne di non grandi dimensioni che terminano con una fanaleria di forma triangolare.
Degna di menzione l'adozione di doppi tergicristalli applicati al lunotto posteriore (che però, un po' inspiegabilmente, verranno aboliti nel 1960). Nella vista laterale, malgrado le notevoli dimensioni del corpo vettura, la Flaminia mostra una linea filante, grazie anche ad uno spigolo che percorre l'intera fiancata. Ottime le finiture, in perfetto stile Lancia, al pari dell'abitacolo, comodo e spazioso, dove l'ampio sedile anteriore a panchina (largo quasi un metro e mezzo) consente di ospitare 2 persone oltre al guidatore. Degne di nota anche le prestazioni: velocità massima di 160 km/, una accelerazione vivace (0-100 in 17" secondo il test della rivista Quattroruote), consumo (norme CUNA) litri 12,5 ogni 100 chilometri.
Successivamente, la Flaminia sarà disponibile anche con la frizione automatica tipo “Saxomat” e con i freni a disco. Anche se il successo sembra assicurato, non possono mancare gli aggiornamenti e le modifiche volte a rendere il prodotto sempre più appetibile e concorrenziale. Già alla fine del 1957 (più esattamente dal telaio nº 1352) si registra la prima modifica importante, il potenziamento dell'impianto frenante (dove effettivamente le prime Flaminia non eccellevano) che si traduce in un incremento della superficie frenante da 1525 a 1765 cm²; da notare che questa modifica potrà essere apportata alle vetture già circolanti (la casa costruttrice la effettua a fronte di un esborso di Lire 20.000).Quattroruote numero 1 anno 1959 a pagina 41
A partire dall'autunno 1958 (in concomitanza con il Salone dell'automobile di Parigi) per la Flaminia è disponibile, con un supplemento di prezzo di 100.000 Lire, la frizione automatica tipo “Saxomat”. Al Salone dell'automobile di Amsterdam (18-28 febbraio 1960) la novità Lancia è costituita dall'annuncio che anche la berlina, così come già le versioni derivate più potenti, può essere munita, a richiesta (con sovrapprezzo di 60.000 Lire), di freni a disco (tipo Dunlop) sulle 4 ruote (assistiti dal servocomando a depressione). In quello stesso periodo, la Flaminia subisce anche modifiche di lieve entità dovute all'entrata in vigore del nuovo Codice della Strada italiano: vengono variate le luci posteriori (arancioni e rosse anziché tutte rosse) mentre nell'impianto dei lampeggianti per il cambio di direzione viene aggiunto un ripetitore laterale sul parafango anteriore. Contemporaneamente viene eliminato il piccolo fanalino che si trovava alla base del deflettore posteriore. A partire dal marzo del 1960 (Salone di Ginevra) si ha, inspiegabilmente, la soppressione dei tergilunotto, un singolare accessorio che aveva destato curiosità e che aveva piacevolmente caratterizzato la prima berlina della Flaminia.Quattroruote, numero 4, anno 1960, pagina 44 Nell'estate del 1960 viene migliorato lo sterzo, dove viene inserito un ammortizzatore idraulico telescopico alla timoneria e viene aggiunto il termometro dell'olio alla strumentazione. Poi, dopo circa quattro anni e mezzo di vita, nell'ottobre 1961, la prima serie lascia il posto alla serie successiva. Periodo di produzione: approssimativamente, dal giugno 1957 al settembre 1961 Modelli: tipo 813.00, berlina 4 porte, 5-6 posti, con guida a sinistra tipo 813.03, berlina 4 porte, 5-6 posti, con frizione automatica Saxomat tipo 813.36, berlina 4 porte, 5-6 posti, con frizione automatica Saxomat, versione destinata all'esportazione negli USA. Numerazione progressiva: da 1001 a 3695 Unità prodotte: vedi Nota (1) 2695 (2616 berline 813.00, 48 berline 813.03, 31 berline 813.36). Caratteristiche principali: motore: anteriore a 6 cilindri a V di 2457,98 cm³, potenza 102 cv (DIN) a 4600-4800 giri, valvole in testa; carrozzeria: berlina 4 porte, 5-6 posti, scocca semi-portante, sospensione anteriore a ruote indipendenti, sospensione posteriore a ruote semi-indipendenti (schema De Dion); trasmissione: con trazione alle ruote posteriori, cambio a 4 rapporti+retromarcia; dimensioni e peso: passo cm 287, lunghezza cm 485,5, larghezza cm 175, peso (a vuoto) kg 1460 circa; velocità max: km/h 160. Nota (1): secondo alcune fonti, fermo restante il totale di 2.695 esemplari, le berline 813.00 sarebbero 7 in più, mentre le 813.03 con frizione Saxomat sarebbero 7 in meno.
Caratteristiche tecniche Lancia Flaminia berlina prima serie Motore