Agiografia Poco si sa della sua vita. Nominato vescovo di Bordeaux sotto il regno di Teodosio come successore del vescovo Orientale, Delfino si adoperò per l'evangelizzazione della diocesi di Bordeaux e l'affermazione della dottrina cattolica. Partecipò al Concilio di Saragozza del 380, nel quale furono condannate le dottrine del Priscillianesimo, e convocò un concilio a Bordeaux nel 384, sempre contro Priscilliano e i suoi seguaci (tra i quali Instanzio, che fu deposto dall'episcopato).
. Si conservano ancora cinque lettere di Paolino di Nola, scritte dal 393 al 401, indirizzate a Delfino dove questi è definito "padre e maestro". La sua fama si estendeva oltre i confini della sua diocesi; fu amico di Febadio di Agen, che difese la fede cattolica durante la , ed ebbe corrispondenza regolare con Ambrogio di Milano.
Morì il 24 dicembre di un anno compreso tra il 401 e il 403.
Le testimonianze sulla vita di Delfino ci sono giunte dalla Cronaca di Sulpizio Severo, dalle lettere di Paolino di Nola, da un biglietto di Ambrogio di Milano e dall'Epitoma Chronicon di Prospero di Aquitania.
Culto Secondo il Martirologio Romano, il giorno dedicato al santo è il 24 dicembre:
Nella diocesi di Bordeaux è attualmente onorato il 30 dicembre.
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