LEfebo di Maratona è una scultura greca bronzea datata all'incirca al 340-330 a.C rinvenuta nel mar Egeo al largo della baia di Maratona nel 1925, da allora è conservata al museo archeologico nazionale di Atene.
Il soggetto ritratto potrebbe essere il vincitore di una gara di atletica leggera ai giochi olimpici antichi; grazie alla muscolatura alquanto morbida e all'esagerato contrapposto, il suo stile è stato immediatamente associato con la scuola di Prassitele. Il braccio alzato e la distribuzione del peso indicano che nel suo contesto originale questa raffigurazione di efebo doveva star appoggiata ad un supporto verticale, che poteva essere ad esempio una colonna andata perduta.
Storia La statua è stata recuperata dal fondo marino nel mese di giugno 1925, dopo essersi impigliata tra le reti dei pescatori di spugne localiPubblicazione : Konstantinos Rhomaios, Archaiologikon Deltion numero 9 (1924-1925), pag.145-187..
Un'esplorazione approfondita condotta nel 1976 da un team franco-britannico è riuscita a individuare la "nave relitto" sul luogo della scopertaRidgway, pag.342.. È possibile che la statua avesse appena decorato la villa di Erode Attico con vista sulla baiaKalligas, numero 38 ; Ridgway, pag.342 e pag.360 nota 38..
Descrizione
La scultura rappresenta un ragazzo nudo in piedi a grandezza leggermente inferiore a quella naturale, misurando un'altezza di 130 cm. Il suo atteggiamento risulta essere abbastanza complesso; appoggiato sulla gamba sinistra, il piede della gamba libera è posto dietro, sul bordo, secondo le regole del contrapposto di Policleto. L'ondeggiare delle anche è tuttavia più pronunciato che in quest'ultimo, e il design dei muscoli - sporgenti nel petto e nella parte inferiore del ventre - è invece meno marcato. La testa, rivolta verso sinistra, indossa una fascia che è attaccata ad una forma di foglia decorativa del tutto simile ad un corno. Il braccio con la mano sinistra sta a mezz'aria come galleggiando nello spazio, come spesso accade per le opere del secondo periodo classicoRidgway, pag.344.. La stabilità dell'insieme è assicurata da una colata di piombo all'interno della gamba sinistra; il canale di entrata è ancora visibile nell'alluceRidgway, pag.360, nota 38 ; Pasquier, pag.112.. Le tracce di strappo sulla pianta del piede e le prime tre dita mostrano anche che il piombo è stato inserito solamente nella gamba sinistraPasquier, pag.112.. La punta del piede destro, mancante, è stato restaurato in tempi moderniDafas, Kosmas A. (2019). Greek Large-Scale Bronze Statuary: The Late Archaic and Classical Periods, Institute of Classical Studies, School of Advanced Study, University of London, Bulletin of the Institute of Classical Studies, Monograph, BICS Supplement 138 (London), pp. 84-96..
Leggermente piegato il braccio destro è sollevato sopra la testa, mentre quello sinistro è bloccato lungo il torace, con l'avambraccio piegato ad angolo retto. Un attento esame del bronzo dimostra che la mano destra non teneva nulla in mano. Al contrario, il palmo (anatomia) della mano sinistra è montato a mortasa e il tenone restante conserva tracce di piombo. La superficie interna della parte più lunga e l'esterno dell'avambraccio sinistro presentano tracce che dimostrano come l'efebo fosse in possesso di un attributo di forma lunga e piatta di circa 20 centimetri il quale giungeva fino all'incavo del gomitoRidgway, pag.342 ; Pasquier, pag.112..
Il lavoro col bronzo è stato eseguito particolarmente bene: la giunzione delle sezioni non è visibile, ad eccezione di quella delle braccia. Questi sono stati riportati a diversi livelli, il che ci fa pensare che entrambi avevano subito restauri antichiOpinione dei conservatori del museo riportata da Houser, pag.104; John Boardman "Greek Sculpture: the Late Classical Period", Paris, Thames & Hudson, al., "The Universe of Art", 1998 (prima edizione 1995) (ISBN 2-87811-142-7), pag.70., o almeno alla parte inerente al braccio sinistroKalligas, numero 71; ipotesi riportata da Pasquier, pag.112.. Tuttavia, questo fatto di per sé non è incompatibile con le tecniche di fusione utilizzate al tempo: la differenza di altezza della giunzione potrebbe essere spiegato dalla differenza in posizione e peso di ciascun braccioRidgway, pag.343-344.. In mancanza di una approfondita analisi tecnica del bronzo, non è possibile concludere con certezza l'esatta opera di lavorazione.
Gli occhi sono in pietra bianca, mentre le iridi vengono rappresentate da un disco di pasta di vetro giallo chiaro; la pupilla è invece andata perduta. Sono state inserite lunghe ciglia sotto le palpebre. I capezzoli sono intarsiati di rame puro.
Interpretazione
La posizione del giovane non è ben compresa; non è dissimile da quella degli atleti che si stanno versando dell'olio sul corpo, ma in questo caso la posizione della mano destra non consente di vederla come gestualità appartenente ad un coppiere. Lo sfiorarsi del pollice e dell'indice potrebbe d'altronde significare anche uno schiocco delle dita.
Si è tentati inoltre di vedere un qualche collegamento tra i rispettivi gesti compiuti dalle mani sinistra e destra, il giovane in tal caso avrebbe potuto avere in braccio un neonato (così come accade nell'Hermes con Dioniso), oppure un gallo appena ricevuto in regalo dall'amante adulto (come accade nella tradizione antica della pederastia greca).
Se fosse una rappresentazione del dio Ermes da adolescente avrebbe potuto tenere in mano una tartaruga, suo attributo
Attribuzione Lo stile del giovane si riferisce senza dubbio al secondo classicismo. Il suo fascino e la grazia evocano più precisamente lo stile di Prassitele le cui composizioni maschili inclinano i fianchi in modo da effeminato, oltre alla modellazione dei muscoli, all'età poco più che adolescenziale del modello e l'inclinazione della testa; la statua sembra molto simile al tipo del Satiro versante o "Satiro coppiere" di Torre del Greco. La scelta del materiale in effetti non è incompatibile con l'assegnazione prassiteliana in quanto, anche se il maestro ateniese ha lavorato principalmente in marmo, le fonti antiche affermano che eccelleva anche con il bronzoPlinio il Vecchio (Historia naturalis VII, 127 ; XXXIV, 69 et XXXVI, 20)..
Altri reperti subacquei Con l'avvento delle immersioni subacquee si è avuta la possibilità di cominciare a recuperare reperti di vario genere, tesori artistici ed archeologici che si erano fino a quel momento preservati dalla distruzione umana, proprio a causa del loto sprofondamento in mare.
Altre famose statue in bronzo sono state recuperate, generalmente da siti in cui si erano verificati antichi naufragi, in tutta l'area del mar Mediterraneo: con l'inizio del nuovo secolo nel 1900 nei pressi di Antikythera è stato rinvenuto, oltre alla cosiddetta macchina di Anticitera, anche lEfebo di Anticitera; nel 1907 un satiro in bronzo, l'Efebo di Mahdia al largo della costa della Tunisia nei pressi della moderna città di Mahdia; nel 1926 al largo di capo Artemision nel nord dell'isola Eubea è stato ritrovato il Cronide di Capo Artemisio; lAtleta di Fano è stato dragato al largo della costa di Fano in Italia; mentre i Bronzi di Riace sono stati ripescati nel 1972 in Calabria.
Ancora un esemplare di Apoxyómenos è stato recuperato dal mare della Croazia al largo dell'isola di Lussino nel 1999; infine il Satiro danzante di Mazara del Vallo del 2003 proviene direttamente dal canale di Sicilia.
Note
Bibliografia (en) Caroline Houser, Greek Monumental Bronze Sculpture from the 5th to the 2nd Century BC, Thames & Hudson, Londres, 1983 (ISBN 978-0500233788) p. 102 et 104-107. (en) P. G. Kalligas, Mind and Body: Athletic Contests in Ancient Greece (éd. Olga Tzachou-Alexandri), Ministère grec de la Culture, Athènes, 1989, p. 179-181. (he) Angelos Papaioannou, « Ho ephebos tou Marathonos », Archaiologike Ephemeris no 123 (1984), p. 191-215. Alain Pasquier, « Praxitèle aujourd'hui ? La question des originaux », dans Praxitèle, catalogue de l'exposition au musée du Louvre, 23 mars-18 juin 2007, éditions du Louvre & Somogy, 2007(ISBN 978-2-35031-111-1), p. 93-95 et 112-115. (en) Brunilde Sismondo Ridgway, Fourth-Century Styles in Greek Sculpture, Madison, University of Wisconsin Press, 1997 (ISBN 0-299-15470-X), p. 343-344. Claude Rolley, La Sculpture grecque, vol. II: La période classique, Manuels d'art et d'archéologie antiques, Picard, 1999 (ISBN 2-7084-0506-3), p. 248, fig. 241 et 242. Kosmas A. Dafas, Greek Large-Scale Bronze Statuary: The Late Archaic and Classical Periods, Institute of Classical Studies, School of Advanced Study, University of London, Bulletin of the Institute of Classical Studies, Monograph, BICS Supplement 138, London, 2019, pp. 84–96, pls 72-81.
Voci correlate Apollo Choiseul-Gouffier Apollo Licio Hermes con Dioniso Efebo di Selinunte Satiro in riposo Scultura greca classica
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