Appartenente a una famiglia nobile abruzzese di lunga tradizione, incarnava la tipica figura del gentiluomo dalla personalità bizzarra e fantasiosaConosciamoci e facciamoci conoscere. Teramani noti e meno noti, Alida Scocco Marini, pag. 159. Fu uno dei più forti piloti automobilistici nelle competizioni in salita locali e nazionali e nelle cronoscalate conseguì i più importanti risultati agonistici. Per la sua abilità venne soprannominato il Re della Montagna, o anche il Marchese Volante.

Biografia La famiglia ed i primi anni Nacque terzogenito di Adolfo, marchese di Cermignano (a sua volta nato a Napoli il 27 settembre 1849 e quindi quarantanovenne alla nascita di Diego), e di Anna Henrici, che vivevano a Penne. La famiglia de Sterlich sembra essere di origine austriaca, legata alla casa regnante d'Austria e giunta a Napoli all'inizio del XVI secolo. È presente dal secolo successivo nell'Abruzzo teramano, ove detiene la signoria su Scorrano e Cermignano. Tramite il possesso di Scorrano, i de Sterlich possono essere collegati ai signori di Scorrano, feudatari di questo piccolo borgo dal XII secolo e poi, in qualche modo, estinti nei de SterlichFrancesco Savini, "Le famiglie feudali della regione Teramana nel Medioevo", Roma, 1917. Alla famiglia, insignita nel 1706 del titolo di marchese di CermignanoVittorio Spreti, "Enciclopedia storico - nobiliare italiana", sub voce de Sterlichtitolo trasmissibile ai maschi primogeniti concesso, con la conferma del possesso del borgo, dalla Regia Camera della Sommaria. Con il medesimo titolo la famiglia de Sterlich figura iscritta nel Registro dei Feudatari e nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922., appartenne lo studioso illuminista Romualdosulla famiglia de Sterlich in generale vedi anche: "Il testamento del barone di Cermignano, Romualdo de Sterlich, 1696" di Adelmo Marino, in Documenti dell'Abruzzo Teramano, La valle del medio e basso Vomano - II, 1, Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo - De Luca Editore, 1986.

I primi anni di vita di Diego furono funestati da gravi lutti, perché egli perdette tre sorelline. Fu poi adottato dallo zio barone Diego Aliprandi (Penne, 1819 - 1910), sindaco di Penne e deputato , ultimo discendente del ramo abruzzese di un'antica famiglia lombarda, scesa in Abruzzo nel XVI secoloAndrea Borella, "Annuario della Nobiltà Italiana", Edizione XXXI, Teglio (SO), 2010, S.A.G.I. Casa Editrice, vol. 1, pag. 183. Il barone Aliprandi, che aveva sposato la prozia paterna di Diego, Caterina sorella minore del nonno Luigi, aveva perso in pochi anni tutti i quattro figli.

Il giovane Diego divenne quindi unico erede dei beni sia della sua famiglia di origine sia di quella adottiva, sparsi tra la provincia di Teramo (tra i quali parte di Castellammare Adriatico, parte di Spoltore, parte di Castilenti con l'intero borgo di Villa San Romualdo, l'intera Cermignano, l'intero territorio di Scorrano e Montegualtieri, parte di Penne, parte di Atri, parte di Mosciano Sant'Angelo) e quella di Chieti, oltre a alcune proprietà nell'aquilano (riferibili alla parentela tra i marchesi De Sterlich e i conti Alfieri di Poggio Picenze) e nel Lazio. Tra le proprietà vi erano numerosi immobili di pregio tra cui il palazzo Aliprandi a Penne, la torre di Montegualtieri, i palazzi de Sterlich a Cermignano e Castilenti, il castello Aliprandi a Nocciano, la Torre di Cerrano, il Convento di Santa Maria di Monte Oliveto di Castilenti, un palazzo a Chieti, un palazzo nel quartiere Salario a Roma e un palazzo a Napoli.

Diego si sposò giovanissimo, nel 1916, con Dirce Cassini (originaria di Mortara, dove nacque il 10 aprile 1897), con un matrimonio combinatoLa ragazza, figlia del sottoprefetto di Penne Anselmo Cassini, era già fidanzata con il poeta Luigi Polacchi, che partì volontario per la guerra. Da questo matrimonio nacque nel 1920 un maschio, Adolfo, la cui morte nell'anno seguente costituì un evento che sconvolse la vita di Diego, poco più che ventenne.

Il nonno Adolfo morì un paio di settimane dopo, colpito da trombosi. Il poeta Luigi Polacchi, già fidanzato della moglie, dedicò una poesia al bambino, Epicedio per il bimbo della donna che non fu mia, secondo la quale i coniugi de Sterlich, dopo la morte del bimbo, in preda alla disperazione, sarebbero fuggiti a folle velocità su un'auto da corsa.. Diego iniziò a condurre una vita sregolata, dedicandosi in maniera sfrenata alla passione per le donne e per le corse dei cavalli, che abbandonò presto per l'automobilismo. La nuova vita, che lo conduceva spessissimo lontano da Penne, si ripercosse pesantemente sul matrimonio, e qualche anno dopo si separò dalla moglie. Nel mondo dell'automobile iniziò anche occuparsi di imprese finanziarie che, insieme alla grande generosità che lo contraddistingueva, e ad un sostanziale disinteresse per la gestione del proprio ragguardevole patrimonio, lo portarono a in breve a sperperarlo completamente.

La passione sportiva e i successi

L'esordio di De Sterlich nelle corse automobilistiche avvenne nel Gran Premio Vetturette di Brescia del 1923, dove il venticinquenne pilota gareggiò con una Bugatti. Iniziò poi a condurre le Diatto, nella cui squadra corse era attivo come pilota e progettista Alfieri Maserati; nacque così un rapporto molto importante per ambedue i protagonisti che indusse de Sterlich a condurre di preferenza, dal 1927, auto Maserati. Nel corso della sua carriera de Sterlich si aggiudicò alcune impegnative corse in salita a cronometro, affermandosi come uno specialista di queste competizioni, vincendone diverse e battendo anche piloti importanti come Tazio Nuvolari (nella Vittorio Veneto-Cansiglio del 1926), Enzo Ferrari e Mario Tadini (nella Castel di Lama - Ascoli Piceno del 1930).

Competizioni disputate:

1923 29 giugno, Gran Premio delle Vetturette (Brescia) su Bugatti Type 22; non classificato (quarto arrivato, ma fuori tempo massimo). 29 luglio, IV Aosta-Gran San Bernardo su Bugatti 2000; secondo classificatoA. Acerbi, M. Acerbi, 1920-1957: Aosta-Gran San Bernardo, Edizioni Tipografia La Vallée.. (data sconosciuta) VIII Susa-Moncenisio. 25 novembre, III Circuito del Garda su Bugatti; ritiratoIII Circuito del Garda..

1924 13 aprile, I Circuito del Tigullio, Bugatti 22; terzo classificato 27 luglio, V Aosta-Gran San Bernardo su Bugatti; terzo classificatoCarli Emanuele Alberto, ' 'Settant'anni di gare automobilistiche in Italia' ', Automobile Club d'Italia e L'Editrice dell'Automobile, 1967.. 9 novembre, IV Circuito del Garda, Bugatti 30; ritirato.

1925 (data sconosciuta), II Terni - Passo della Somma su Diatto 20 S; primo classificatoL'Auto Italiana, 1924, pag 53 Questa fonte retrodata la vittoria all'anno precedente. 10 maggio, Sorrento - S. Agata su Diatto/Hispano 5900; terzo classificato; 5 luglio, IX Susa-Moncenisio su Diatto/Hispano 5900; primo classificato; 26 luglio, VI Aosta-Gran San Bernardo su Diatto/Hispano 5900; primo classificato; 16 agosto, Coppa del Montenero su Diatto/Hispano 5900, quarto classificato (terzo nella categoria); 23 agosto, Coppa delle Colline Pistoiesi su Diatto/Hispano 5900, secondo classificato 27 dicembre, I Coppa di Natale, su Diatto/Hispano 5900, primo classificatoLa gara fu organizzata da un comitato presieduto dal principe Caracciolo di Forino, del quale lo stesso de Sterlich faceva parte, e si svolgeva sul tracciato in salita Bivio Cartiera - Loreto Aprutino - Penne; vedi La Coppa di Natale.

1926 25 aprile, XVII Targa Florio su Diatto/Hispano 5900; ritirato 9 maggio, Sorrento - Sant'Agata, su Diatto/Hispano 5900; primo classificato. 30 maggio, III Coppa della Perugina su Diatto/Hispano 5900; ritirato 13 giugno, III Terni - Passo della Somma su Diatto/Hispano 5900; primo classificato 3 luglio, Vittorio Veneto-Cansiglio su Bugatti; primo classificato; 17 ottobre, Tolentino - Colle di Paterno su Diatto/Hispano 5900;

1927 31 maggio, IV Coppa della Perugina su Maserati; ritirato 10 luglio, IV Terni - Passo della Somma su Maserati; secondo classificato (primo nella categoria) 12 giugno, III Gran Premio Reale di Roma su Maserati 26B; nono classificato 3 luglio, IV Cronoscalata Vittorio Veneto-Cansiglio su Maserati; primo classificato; 6 agosto, Coppa Acerbo su Maserati 26B; ritirato 18 settembre, IV Trento-Bondone (18 settembre) su Maserati 26B, primo classificato 2 ottobre, Vermicino - Rocca di Papa (Coppa Leonardi) su Maserati; primo classificato.

1928 6 maggio, XIX Targa Florio su Maserati 26 B; fuori tempo massimo 10 giugno, IV Gran Premio Reale di Roma su Maserati 26B; ritirato

1929 (data sconosciuta), Chilometro lanciato a Saint MoritzLa competizione si è tenuta in due edizioni, nel 1929 e nel 1930, vinte rispettivamente da Hans Stuck su Austro-Daimler ADR 3.0 e Louis Chiron su Bugatti T47; mancano riferimenti sugli altri concorrenti ed i loro piazzamenti. (data sconosciuta), Corsa in salita del Klausen su Maserati, primo classificato categoria "auto da corsa fino a 2000cc". 9 giugno, Circuito Automobilistico del Mugello su Maserati 26B, quattordicesimo classificato 14 aprile, Gran Premio di Monaco su Maserati 26B, ritirato

1930 11 maggio, Castel di Lama - Ascoli Piceno, su Alfa Romeo; vincitore.

In ambito automobilistico de Sterlich fu attivo anche come organizzatore ed imprenditore. Iniziò nel 1924, acquistando cento azioni della Società SIAS impegnata nella costruzione dell'Autodromo di Monza; sempre nel 1924 fu tra i soci fondatori dell'Automobile Club d'Abruzzo, e nel mese di giugno, insieme ad alcuni amici appassionati di automobilismo, organizzò la Coppa Acerbo, competizione di velocità che si svolgeva a Pescara, alla cui prima edizione aderirono i più famosi piloti del momento.

Ma l'intervento più importante nel mondo delle corse fu il sostegno dato ai fratelli Maserati per la nascita della loro casa. Nel 1925, infatti, il ritiro della Diatto dalle competizioni spinse de Sterlich ad acquistare dieci telai, che fece avere ad Alfieri Maserati, allora suo compagno di scuderia nella Diatto. Fu questo l'atto di nascita della Scuderia Maserati. Sembra che, per sostenere questo intervento, de Sterlich vendette 300 ettari di terreno (l'aiuto economico verrà ripetuto per altre due volte). Il marchese ispirò poi anche il logo della famosa casa automobilistica, suggerendo di utilizzare il tridente della statua di Nettuno della fontana di piazza Maggiore di Bologna. Da quel momento de Sterlich guidò molto in gara auto Maserati, modello 26, del quale acquistò nel tempo 4 esemplari: una tipo 26, due tipo 26B ed una tipo 26BMMMario Semproni, Le Maserati del Marchese de Sterlich, Cantagalli, 2012.

Il ritiro dalle corse, la povertà e gli ultimi anni Dopo il 1930 de Sterliche non partecipò più a gare automobilistiche. Le ragioni del distacco dal mondo delle competizioni sono da ricercarsi principalmente nelle conseguenze della disinvolta gestione del proprio patrimonio, che si era drasticamente ridotto e non gli consentiva più di sostenere le spese necessarie. In dieci anni era riuscito a dilapidare una fortuna che sembrava essere inesauribile. Da quel momento le necessità della vita lo costrinsero via via a disfarsi di tutto ciò che gli restava, da antiche collezioni d'arteLe ceramiche di Castelli della collezione Aliprandi furono acquistate nel 1936 da Giacomo Acerbo per la sua collezione della ceramica abruzzese a Loreto Aprutino, ove sono a tutt'oggi visibili a palazzi e costruzioni, tra le quali la Torre di CerranoLa Torre di Cerrano, nel comune di Pineto, è oggi la sede di un importante Parco Marino, in un'area protetta, spesso affidandosi a persone le quali conducevano le transazioni in maniera disinvolta, approfittando del fatto che il marchese stesso ignorava la consistenza dei suoi averi.