La basilica concattedrale di San Pietro (in francese cathédrale Saint-Pierre de Saintes) è una chiesa cattolica situata nel centro storico di Saintes, nel dipartimento della Charente Marittima, in Nuova Aquitania, in Francia. Antica cattedrale della diocesi di Saintes, dal 1852 è concattedrale della diocesi di La Rochelle e Saintes e possiede inoltre il titolo di basilica minore.

L'edificio attuale è il risultato di numerose fasi di costruzione, distruzione e ricostruzione. Gli scavi archeologici hanno rivelato sotto la chiesa resti di edifici dell'Alto Medioevo; il braccio meridionale del transetto conserva importanti strutture della cattedrale romanica del XII secolo; gran parte dell'aspetto esterno odierno deriva invece da un'ambiziosa ricostruzione del XV e dell'inizio del XVI secolo in stile gotico fiammeggiante.

Questa ricostruzione fu violentemente interrotta durante le Guerre di religione francesi. Nel 1568 le truppe ugonotte saccheggiarono la cattedrale e fecero crollare una parte considerevole della navata scalzandone i pilastri. La successiva ricostruzione, eseguita con mezzi molto più limitati, spiega l'aspetto insolito dell'edificio: all'esterno sopravvivono gli alti archi rampanti del progetto gotico, mentre la navata centrale fu ricostruita a un'altezza notevolmente inferiore.

Il massiccio campanile-portico occidentale, rimasto incompiuto, domina il centro della città. Alla sua base si apre un elaborato portale scolpito del XV secolo. La chiesa è classificata Monumento storico di Francia dal 1862; le parti superstiti del chiostro canonicale furono classificate il 9 giugno 1937.

Storia

Gli edifici altomedievali e la cattedrale romanica

Saintes fu sede episcopale fin dalla tarda antichità, ma la successione dei primi edifici cristiani sul sito dell'attuale cattedrale è meno certa di quanto ritenuto dalla storiografia più antica.

La tradizione attribuiva al vescovo Palladius, attivo intorno al 600, la costruzione di un primo santuario sul luogo. Le indagini archeologiche del XXI secolo hanno tuttavia mostrato una successione più complessa.

Durante la chiusura della cattedrale nel 2012-2013 l'Inrap realizzò undici saggi archeologici. A circa due metri sotto il pavimento attuale furono rinvenuti diversi pavimenti decorati a mosaico associati ad almeno un muro e a una struttura coperta da lastre.

I mosaici, composti da tessere bianche, rosse e nere e forse anche da elementi dorati, sono datati fra il VI e il IX secolo. Le scoperte indicano inoltre che a questo primo complesso altomedievale succedette almeno un altro edificio prima della cattedrale romanica.

Una vasta ricostruzione è tradizionalmente collegata al vescovo Pierre de Confolens, in carica dal 1112 al 1127, che nel 1117 promosse la costruzione di un nuovo edificio.

Secondo la ricostruzione proposta dallo storico dell'architettura Christian Gensbeitel, la cattedrale romanica era un edificio di notevoli ambizioni, con una navata a tre vasi, un transetto fortemente sporgente e un coro allungato.

Il principale elemento ancora riconoscibile di questa fase è il braccio meridionale del transetto, con una cupola impostata su pennacchi e murature romaniche.

Un'analisi archeologica delle strutture in elevato condotta nel 2014 ha ulteriormente modificato la conoscenza dell'edificio. Furono studiati ventiquattro spazi e riconosciute sedici fasi successive di evoluzione architettonica. L'analisi stratigrafica non identificò murature conservate attribuibili con certezza a una fase anteriore a quella del vescovo Bernard, databile fra il 1142 e circa il 1165.

La cattedrale fu coinvolta anche nelle lotte dell'epoca plantageneta. Cronache medievali riferiscono che cavalieri e arcieri ribelli contro Enrico II d'Inghilterra la utilizzarono come caserma e deposito prima di esserne espulsi. Una nuova dedicazione dell'edificio da parte dell'arcivescovo di Bourges ebbe luogo fra il 1183 e il 1186.

Nel XIII secolo furono aggiunti un chiostro canonicale e gli edifici destinati al capitolo.

La ricostruzione gotico-fiammeggiante

All'inizio del XV secolo la cattedrale romanica versava in cattive condizioni. Nel 1420 il crollo parziale delle volte causò la morte di un uomo e contribuì alla decisione di ricostruire quasi completamente l'edificio.

I lavori procedettero sotto il vescovo Guy de Rochechouart e i suoi successori. La nuova cattedrale fu concepita in stile gotico fiammeggiante, con una navata assai più alta di quella attuale, articolata su tre livelli: grandi arcate, triforio e finestre alte.

Un monumentale campanile-portico e un elaborato portale scolpito costituivano la nuova facciata occidentale. Il cantiere era ancora in corso quando Luigi XI di Francia visitò Saintes nel 1472.

Particolarmente ambizioso era il portale occidentale, con quattro archivolti figurati popolati da angeli, apostoli, ecclesiastici, guerrieri, musicisti e personaggi dell'Antico Testamento. Lo storico dell'arte Markus Schlicht ha sottolineato come l'impiego di quattro archivolti scolpiti fosse ormai raro nei grandi portali del XV secolo e ha messo in rilievo l'elevata qualità tanto dell'architettura quanto della scultura di Saintes.

Il progetto non fu mai portato a compimento. Il grande campanile occidentale avrebbe dovuto essere coronato da una guglia in pietra, che non venne realizzata.

Le guerre di religione e le ricostruzioni

La nuova cattedrale era ancora incompleta quando le guerre di religione raggiunsero Saintes.

Nel 1568 le truppe ugonotte guidate da François de Coligny d'Andelot presero e saccheggiarono l'edificio. Le sculture del portale furono mutilate e una statua di Carlo Magno posta presso l'ingresso venne spezzata. Il mobilio liturgico fu saccheggiato e diverse cappelle radiali del coro furono distrutte o gravemente danneggiate.

Gli assalitori fecero inoltre scalzare i pilastri della navata, provocando il crollo di una parte considerevole del corpo centrale.

La ricostruzione iniziò nel 1585, ma il capitolo non disponeva dei mezzi necessari per ricostituire il progetto gotico nella sua forma originaria. La navata fu ricostruita soltanto a circa due terzi dell'altezza precedente. Il triforio e le alte volte gotiche non furono ripristinati.

Per questo motivo gli archi rampanti quattrocenteschi si innalzano ancora oggi molto al di sopra della copertura della navata, rendendo visibile l'altezza prevista dal progetto tardomedievale.

Una nuova campagna di lavori ebbe luogo nel XVII secolo. Il coro fu ricostruito a partire dal 1660 e ricevette una copertura lignea il cui profilo è tradizionalmente paragonato alla carena capovolta di una nave.

Nel 1761-1762 furono aggiunte volte in mattoni sotto parte della struttura lignea; tali aggiunte furono poi eliminate durante restauri del XX secolo.

Dalla Rivoluzione alla concattedrale

La chiesa non subì distruzioni paragonabili a quelle del 1568 durante la Rivoluzione francese, ma le istituzioni ecclesiastiche che vi facevano capo furono profondamente trasformate.

Pierre-Louis de la Rochefoucauld, ultimo vescovo di Saintes dell'Ancien Régime, rifiutò il giuramento previsto dalla Costituzione civile del clero. Imprigionato a Parigi, fu ucciso il 2 settembre 1792 durante i Massacri di settembre.

Con il Concordato del 1801 l'antica diocesi di Saintes fu soppressa e nel 1802 il centro episcopale venne trasferito a La Rochelle; San Pietro perse quindi il titolo di cattedrale.

Con un breve apostolico del 22 gennaio 1852, papa Pio IX autorizzò il vescovo di La Rochelle e i suoi successori ad assumere anche il titolo di vescovo di Saintes. San Pietro recuperò così il rango di cattedrale come concattedrale della diocesi.

Il titolo di basilica minore le fu conferito con decreto dell'8 aprile 1870.

Archeologia e conservazione nel XXI secolo

Il cattivo stato di alcune parti della cattedrale è divenuto un importante problema di conservazione.

Nel 2012 le condizioni del braccio meridionale del transetto imposero la chiusura temporanea dell'edificio per motivi di sicurezza. San Pietro riaprì nell'ottobre 2013 dopo interventi sull'impianto elettrico e il consolidamento della cupola meridionale.

La chiusura rese possibili gli undici saggi archeologici che portarono alla scoperta dei mosaici altomedievali. L'analisi archeologica delle elevazioni condotta nel 2014 contribuì inoltre a rivedere profondamente la storia della fase romanica.

Un bilancio sanitario redatto nel 2017 dai servizi regionali del patrimonio rilevò problemi di stabilità nel transetto sud e classificò San Pietro come edificio «in pericolo», con un tasso di degrado valutato al 90%. Nel 2018 il costo dei soli lavori di consolidamento del braccio meridionale del transetto fu stimato in circa 1,69 milioni di euro, con il livello di rischio più elevato fra i monumenti di proprietà della città di Saintes.

La Chambre régionale des comptes constatò nel 2025 che, oltre alle puntellature d'emergenza, non erano ancora stati realizzati interventi strutturali di grande portata dopo quella diagnosi. Il rapporto sottolineava inoltre la necessità di migliorare l'evacuazione delle acque meteoriche intorno all'edificio, considerate in parte responsabili dei dissesti. La programmazione finanziaria comunale aggiornata nel 2024 prevedeva complessivamente 440.000 euro fino al 2026 per studi e primi interventi sul transetto meridionale.

Nel programma delle Giornate europee del patrimonio del settembre 2026 la cattedrale era ancora descritta come un «monument aujourd'hui fragilisé» nell'ambito di un percorso dedicato ai patrimoni in pericolo.

Descrizione generale

Il campanile Uno degli elementi più riconoscibili della cattedrale è il grande campanile-portico occidentale, che domina il paesaggio urbano di Saintes. Secondo l'ufficio del turismo cittadino raggiunge quasi 58 metri di altezza.

Il progetto tardogotico prevedeva una grande guglia in pietra, che non fu mai realizzata. Rimasta incompiuta, la torre fu infine coperta da una cupola metallica, responsabile della sua caratteristica silhouette. Una scala a chiocciola del XV secolo permette di raggiungere i livelli superiori.

Il portale Il portale occidentale si apre alla base del campanile-portico sotto una profonda arcata ogivale. Il programma scultoreo si distribuisce su quattro archivolti popolati da angeli, apostoli, personaggi dell'Antico Testamento, ecclesiastici, guerrieri e musicisti.

Numerose figure furono mutilate durante il saccheggio ugonotto del 1568, ma l'insieme conserva ancora una parte considerevole del programma tardogotico.

Lo storico dell'arte Markus Schlicht ha sottolineato il carattere eccezionalmente ambizioso del portale. Nel XV secolo l'uso di quattro archivolti figurati era ormai poco comune nei grandi portali gotici; Schlicht considera notevoli tanto la concezione architettonica quanto la qualità della scultura di Saintes.

La navata La navata di quattro campate è stata severamente danneggiata durante le guerre di religione. Ricostruita ai due terzi della sua altezza iniziale nell'ultima parte del XVI secolo, ha perso il suo triforio e le sue volte a crociera di ogiva. Un'opera di carpenteria lasciata a vista copre l'insieme dal 1926. La navata centrale è affiancata da due navate laterali più basse coperte da volte esapartite. Larghe aperture ad armatura in gotico fiammeggiante ricordano l'edificio del XV secolo.

Gli organi Installati su una tribuna dominante la navata centrale, i grandi organi sono stati posti nella cattedrale nel 1626. Marché entre le Chapitre de Saint-Pierre et Jean Ourry, facteur d’orgues à Poitiers, pour la fourniture d’un orgue de huit pieds Opere del fabbricante Jehan Ourr, sono stati ripresi nel XVIII secolo. Le dimensioni del buffet sono 3.34 metri di altezza su 6.24 a, metri di larghezza e 1.57 metri di spessore.

È caratterizzato da una decorazione rococò comprendente una statua del re Davide mentre suona l'arpa.