La diocesi di Hdatta (o Haditha) è un'antica sede della Chiesa d'Oriente, suffraganea dell'arcidiocesi di Arbela, attestata dal VI all'XI secolo.
Storia Hdatta, o Haditha, è una città posta sulla riva orientale del Tigri, non molto lontano dalla sua confluenza con il Grande Zab.Encyclopédie de l'Islam, col. 30. La città conobbe un'importante fioritura nell'ultimo periodo dell'impero sasanide e durante la prima parte del califfato abbaside. Con la riforma amministrativa dell'impero, voluta da Cosroe I (531-579), Hdatta divenne capoluogo del distretto omonimo, chiamato Arḍ al-Mawṣil nella successiva epoca araba.Jullien, op. cit., p. 7.
È in questo contesto di riforma statuale che la città di Hdatta divenne sede di una diocesi della Chiesa persiana, anche per contrastare l'attività missionaria, esercitata nel nord della Mesopotamia, dalla Chiesa ortodossa siriaca.Jullien, op. cit., pp. 7 e 9-10. Nella documentazione sinodale è già attestata nel 554, nel concilio indetto dal patriarca Giuseppe, una diocesi di nome Maḥozē Ḥedata; malgrado l'omonimia, questa sede non può essere identificata con quella di Hdatta/Haditha.Jullien, op. cit., pp. 7-8. Jean-Baptiste Chabot sostiene che la sede di Maḥozē Ḥedata menzionata per l'unica volta nel concilio del 554, debba identificarsi, forse per un errore di trascrizione, con quella di Rew-Ardashir (Synodicon orientale, ed. Chabot, 1902, p. 676).
Secondo la Cronaca di Seert, Hdatta/Haditha fu provvista di un vescovo di nome Tito durante il patriarcato di Mar Ishoʿyahb I, ossia tra il 581 e il 596.Addai Scher, Histoire nestorienne inédite: Chronique de Séert. Seconde partie, in Patrologia Orientalis, tomo XIII (1919), fasc. 4, pp. 472 - 473 . Ishodenah di Basra invece, nel libro conosciuto come Liber castitatisNome dato all'opera dal suo editore, Jean-Baptiste Chabot, nel 1896., attribuisce la nomina di questo vescovo al predecessore di Isho-Yahb, Mar Ezechiele (570-581).Jean-Baptiste Chabot, Le Livre de la chasteté composé par Jésusdenah, évêque de Baçrah, Rome, 1896, p. 34, trad. p. 30, § 54. Queste due fonti sembrano riconoscere al catholicos la volontà diretta di fondare una diocesi ex novo, con territorio ricavato da quello della sede metropolitana di Arbela.Jullien, op. cit., pp. 8-9.
Tra i vescovi noti di Hdatta/Haditha, sono da menzionare Abramo di Marga, che nell'837 divenne patriarca della Chiesa d'Oriente; e Ishodad di Merv, importante autore ecclesiastico di commentari biblici in lingua siriaca, considerato «l'un des plus importants exégètes bibliques de l'Église d'Orient». Mark Dickens, Le christianisme syriaque en Asie centrale, Etudes syriaques 12, «Le christianisme syriaque en Asie centrale et en Chine», Volume édité par Pier Giorgio Borbone et Pierre Marsone, 2015, p. 16. L'ultimo vescovo conosciuto è ʿAbdishoʿ, che prese parte alla consacrazione del patriarca Makkikha I nel 1092. La diocesi è ancora menzionata agli inizi del XIV secoloNelle opere di Ébedjésus di Nisibi (†1318). Cfr. Synodicon orientale, pp. 618-619.; in seguito scompare dalla geografia ecclesiastica della Mesopotamia, probabilmente a causa delle distruzioni operate da Tamerlano.
Cronotassi dei vescovi Tito † (seconda metà del VI secolo) Simone † (menzionato nel 780) Abramo di Marga † (? - 837 eletto patriarca della Chiesa d'Oriente) Ishodad di Merv † (menzionato nell'850 circa) Ishoʿyahb † (? - circa 987/999 nominato metropolita di MosulA Mosul, nel corso dell'VIII-IX secolo, i metropoliti di Arbela avevano trasferito la loro sede.) Anonimo † (menzionato nel 1074) Davide † (? - circa 1074/1090 nominato metropolita di Kirkuk) ʿAbdishoʿ † (menzionato nel 1092)
Note
Bibliografia Jean-Baptiste Chabot, Synodicon orientale ou Recueil de synodes nestoriens, Paris, 1902, pp. 618–619 e 672 Christelle Jullien, VIe siècle, un temps de réformes en Iran. Echos dans l'Eglise syro-orientale?, in Parole de l'Orient, 2008, p. 219-232 Jean-Maurice Fiey, Pour un Oriens Christianus novus; répertoire des diocèses Syriaques orientaux et occidentaux, Beirut, 1993, pp. 86–87 E. Herzfeld, v. Ḥadītha, in Encyclopédie de l'Islam 3, Leiden, 1990, coll. 30b-31a Michel Le Quien, Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Parigi, 1740, Tomo II, coll. 1225-1228
Hdatta