La Costituzione siciliana del 1848 (ufficialmente Statuto fondamentale del Regno di Sicilia) fu la costituzione, ispirata al costituzionalismo inglese, adottata quell'anno nel neonato Regno di Sicilia, la parte siciliana del Regno delle Due Sicilie nel corso della rivoluzione siciliana del 1848, moti popolari esplosi per il "vessatorio dispotismo" dei BorboneMaria Morelli, Per la storia delle costituzioni siciliane, Urbino, 2006, pagina 314. Emanata dal parlamento siciliano, quindi non ottriata, restò in vigore come statuto costituzionale nel nuovo Regno di Sicilia (che era stato proclamato nel febbraio 1848), fino al maggio 1849 quando l'isola fu riconquistata dall'esercito di Ferdinando II delle Due Sicilie.
Storia Lo statuto del 1812
La prima carta costituzionale siciliana fu lo statuto costituzionale promulgato il 12 luglio 1812 sul modello ingleseGian Savino Pene Vidari, Storia del diritto: Età contemporanea, Giappichelli, Torino, pagina 82, adattato alle esigenze locali. Le dodici basi o principi generali, dopo la loro approvazione da parte del Parlamento, furono sottoposte al re Ferdinando, che, pur molto lontano dall'entusiasmarsene, fu costretto ad accettarle. La Costituzione fu approvata dal parlamento siciliano e promulgata dal reggente, Francesco I. Appena poté, tuttavia, il re evitò di applicarla. Tornato a Napoli dopo la caduta di Gioacchino Murat, non convocò più il Parlamento siciliano e così, anche senza formale abrogazione, la costituzione siciliana cadde disapplicata, avendo soppresso nel dicembre 1816 il Regno con la contemporanea nascita del Regno delle Due Sicilie.
Questa Costituzione fu reintrodotta dal parlamento siciliano nel corso dei moti del 1820-21 per poi essere definitivamente soppressa con la repressione dei moti.
La promulgazione Il re Ferdinando, nel tentativo di frenare la rivoluzione siciliana del 1848, il 10 febbraio fece promulgare lo statuto del 1812, da lui stesso abrogato. Le elezioni per i deputati furono convocate dal Comitato generale per il 15 marzo nei comuni e il 18 nei distretti, e il parlamento si riunì il 25 marzo per la prima seduta, dopo 33 anni, nella chiesa di San Domenico.
Una nuova costituzione, che riprendeva solo in parte quella del 1812, fu emanata il 10 luglio 1848 dal parlamento generale di Sicilia, presieduto da Vincenzo Fardella di Torrearsa con il nome di Statuto fondamentale del Regno di Sicilia, fu perciò votata e non ottriata (cioè concessa da un sovrano). In essa si "ponevano le fondamenta per fare della Sicilia uno Stato sovrano, libero ed indipendente, e prepararla a diventare membro dell'auspicata federazione italiana"Maria Morelli, cit., pagina 309.
Principi Si sopprimeva la Camera dei Pari (vitalizia) e per la prima volta entrambe le camere divengono elettive (dei deputati e dei senatori).
Questi i principi più importanti: Il re dei Siciliani non potrà regnare o governare su nessun altro paese. Sono elettori tutti i cittadini che abbiano compiuti 21 anni, e che sappiano leggere e scrivere. Per ogni comune di abitanti sarà scelto un deputato mentre i senatori saranno 120. La legge fatta dal parlamento sarà nello spazio di trenta giorni promulgata dal re, o con apposite osservazioni rimandata al parlamento. Il potere esecutivo sarà esercitato dal re per mezzo dei ministri responsabili di sua nomina. Nessun atto del re sarà valido se non controfirmato da almeno un ministro. La parola e la stampa sono libere. L'insegnamento è libero. Il pubblico insegnamento sarà gratuito e regolato da apposita legge. Nessuna norma dello statuto può essere modificata senza il concorso di due terzi dei votanti presenti di ciascuna camera. Un apposito titolo della costituzione elenca i diritti dei cittadini.
Note
Bibliografia Francesco Renda, Storia della Sicilia dalle origini ai giorni nostri, 3 voll., Sellerio, 2003. Maria Morelli, Per la storia delle costituzioni siciliane, Urbino, 2006 Salvo Di Matteo, Storia dell'antico Parlamento di Sicilia (1130-1849), Palermo, Mediterranea, 2012 Francesco Brancato, L'assemblea siciliana del 1848 – 49, Firenze, Sansoni, 1946 Carlo Calisse, Storia del Parlamento in Sicilia dalla fondazione alla caduta della Monarchia, Torino, Utet, 1887 Carlo Piazza, Il Parlamento siciliano dal secolo XII al secolo XIX, Palermo, Flaccovio, 1974 Vincenzo Fardella di Torrearsa, Ricordi sulla rivoluzione siciliana degli anni 1848 e 1849, Palermo, Tip. Statuto, 1887 Giuseppe La Farina, Istoria documentata della rivoluzione siciliana e delle sue relazioni co' governi italiani e stranieri (1848 - 1849), Capolago, Tip. Elvetica, 1850 Angelo Grimaldi, La revolución y el estatuto constitucional siciliano del año 1848, Misión Jurídica, Vol. 12 Núm. 17, Bogotà,Colombia, Unicolmayor, 2019
Voci correlate Regno di Sicilia (1848-1849) Costituzione siciliana del 1812
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