Lascia ch'io pianga è una celebre aria per soprano composta da Georg Friedrich Händel.

Musica La melodia dell'aria era stata usata inizialmente come danza asiatica (sarabande) nellAlmira (1705).. La musica è stata usata poi nell'aria Lascia la spina, cogli la rosa, affidata al Piacere nell'oratorio Il trionfo del tempo e del disinganno (1707).Anthony Hicks, Rinaldo, in Stanely Sadie (a cura di), The New Grove Dictionary of Opera, Grove (Oxford University Press), New York, 1997, III, pp. 1342–1343. ISBN 978-0-19-522186-2 Haendel ha successivamente riutilizzato l'aria nel secondo atto del Rinaldo (1711), con un nuovo testo, affidato al personaggio di Almirena e rivolto al suo carceriere Argante. Il Rinaldo è stato un grande successo per Haendel, per cui l'aria è comunemente associata a tale opera ed è principalmente nota nella forma che ha in quest'ultima.

L'aria nel Rinaldo è scritta in fa maggiore, nel ritmo di sarabanda con un metro di e una indicazione d'andamento di Largo. La strumentazione prevede violini I e II, viola e basso continuo, e una esecuzione dura mediamente cinque minuti. L'aria si è affermata come pezzo da concerto, interpretata e incisa da molti grandi artisti, e compare in diversi film.Haynes, Bruce, The End of Early Music, Oxford University Press US, 2007, p. 25. ISBN 0-19-518987-6

Testo La prima versione dell'aria, dal Trionfo, è nel libretto di Benedetto Pamphilj:

Lascia la spina, cogli la rosa; tu vai cercando il tuo dolor.

Canuta brina per mano ascosa, giungerà quando nol crede il cor.

La seconda e più celebre versione, dal Rinaldo, è nel libretto di Giacomo Rossi:

Lascia ch'io pianga mia cruda sorte, e che sospiri la libertà.

Il duolo infranga queste ritorte, de' miei martiri sol per pietà.

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Composizioni di Georg Friedrich Händel Categoria:Brani d'opera