Il palazzo arcivescovile di Urbino è la residenza dell'arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado, sede di alcuni uffici diocesani, come l'archivio della curia e del capitolo, e del Museo diocesano Albani.
Storia Un primo nucleo del palazzo fu eretto nel 1062, quando la sede del vescovo fu spostata all'interno delle mura, nell'adiacente chiesa di Santa Maria del Castello. In precedenza nel sito sorgeva parte dell'antica cinta muraria romana, i cui resti, in opus quadratum, risalenti al periodo tra il IV ed il II secolo a.C., permangono, inglobati, sulla facciata occidentale ed in alcuni locali seminterrati del palazzo, verso il giardino interno. Mura che in questo sito dovevano essere ancora in uso almeno fin verso il 1219. Nello stesso secolo subì una prima ristrutturazione.
Sul finire del XV secolo, sotto il vescovo Arrivabene, avvenne una nuova ristrutturazione, in concomitanza con la costruzione della cattedrale martiniana. Lavori che s'intensificarono verso il 1573, in occasione dell'elevazione della diocesi alla dignità metropolitica. Però già nella prima metà del XVII secolo gli arcivescovi risiedevano nel Palazzo Ducale, perché quello arcivescovile cadeva in rovina. Un primo intervento di ristrutturazione, soprattutto interna, fu operato nella seconda metà dello stesso secolo.
Però dato che il palazzo continuava a presentare criticità strutturali, un più ampio progetto di risistemazione fu attuato nel 1703, grazie all'intervento del Papa urbinate Clemente XI, il quale affidò al suo architetto di fiducia, Carlo Fontana, il progetto di ristrutturazione del palazzo. Progetto che non fu seguito integralmente, anche se almeno il portale principale sembra corrispondere al progetto del FontanaMazzini, 2000, p. 97.. Proprio sull'architrave del portale fu apposta la data in cui furono terminati i lavori, nel 1708, come recita l'iscrizione "CLEMENS XI PONT. MAX. - PONT. ANNO VIII", ottavo anno di pontificato di Papa Albani. In occasione di questa ristrutturazione fu liberata la facciata principale sull'odierna via Beato Mainardo, con la demolizione dei fabbricati legati ai palazzi signorili prospicenti.
Nel 1768 il palazzo si ampliò con l'acquisizione di un fabbricato sul lato posteriore. Pochi anni dopo, sotto l'arcivescovo Monti, furono attuati dei lavori di consolidamento di alcuni muri maestri. Invece verso la metà del XIX secolo, sotto l'arcivescovo Angeloni, s'ipotizzò una nuova ristrutturazione e a tal scopo, verso il 1859, fu acquistata una casa con orto sempre sul lato posteriore, appartenente alla vicina Compagnia della Morte. Tra il 1950 ed il '62 si ebbero altri interventi di ristrutturazione. Agli inizi del XXI secolo furono ristrutturate le sale del piano terra, occupate dal Museo diocesano Albani, che vide anche ampliata la superficie espositiva ad altri ambienti del palazzo, incluso un ingresso esterno autonomo, corrispondente al secondo ingresso del palazzo. In seguito al terremoto del 2016 il palazzo, come l'adiacente cattedrale, riportò alcune lesioni, che costrinsero a sottoporlo a lavori di restauro e ristrutturazione per la messa in sicurezza sismica. I lavori sono terminati verso il 2023.
Nel pianterreno il Museo diocesano Albani, occupa i locali adiacenti alla cattedrale, posti sui lati sud-occidentali. Anche l'archivio diocesano e l'ufficio tecnico sono al piano terra, negli ambienti posti sul lato orientale. Il piano nobile è occupato, nella parte sud-occidentale, dagli uffici beni culturali (per questo ufficio l'ingresso è dalla porta secondaria, al civico n. 1 su piazza G. Pascoli) ed economico-amministrativi dell'Arcidiocesi, mentre il resto è ad uso residenziale, come anche l'intero secondo piano.
Descrizione È situato sulla cima del colle del Poggio. Ha la propria facciata principale su piazza Giovanni Pascoli e in via Beato Mainardo (lato est), mentre una facciata secondaria prospetta in parte su via Porta Maia (lato nord) e in parte confina con altri fabbricati (angolo nord-ovest), tra cui l'Oratorio della Morte. Invece sul lato meridionale confina con la basilica cattedrale. Il palazzo ha una pianta rettangolare con un volume aggettante sulla facciata occidentale in corrispondenza della parte confinante con la cattedrale, occupato dalle due sacrestie antiche del Duomo (piano terra) e dalla quarta cappella dell'Oratorio della Grotta (piano seminterrato) oltre ad altri piccoli ambienti di servizio. Si sviluppa su quattro piani con due cortili interni, in forma rettangolare. La facciata posteriore prospetta sul giardino interno che si affaccia su Corso Garibaldi.
La facciata principale, in laterizi a vista, si presenta con un grande portale lapideo e architravato, con cornice segnata da modanature lineari, sovrastata dal fregio e da una cornice superiore in forte aggetto, che funge da base per un balcone, delimitato da una ringhiera in ferro battuto, con balaustri in forma di girali vegetali ondulati e al centro vi è lo stemma del cardinal Albani. Il portale ha una posizione fortemente decentrata sulla facciata, verso la parte meridionale, perché posto in prossimità della cattedrale ed in asse con piazza Pascoli. In corrispondenza dell'atrio principale si apre il primo cortile, più piccolo rispetto a quell'altro che si sviluppa al centro della porzione più settentrionale. Le finestre sono tutte architravate, mentre le cornici di quelle del piano terra (leggermente rialzato) sono in semplici laterizi, con modanature lineari; invece quelle del primo piano sono in pietra e legate insieme da una cornice marcadavanzale. Sono lapidee anche le cornici delle finestre del secondo piano, come anche la cornice che corre sotto tutta la gronda del tetto, sul prospetto principale. Il palazzo possiede anche un ingresso secondario, vicino al portale principale, attiguo all'estremità meridionale del prospetto; composto da un portale in pietra e laterizi, coronato da un arco a tutto sesto. Questo portale risulta più in alto rispetto a quello principale, perché si trova al livello del sagrato della cattedrale, a cui è collegato mediante il breve prolungamento di quest'ultimo. In corrispondenza con questo secondo accesso, dalla piazza sottostante si sviluppa anche una piccola scalinata, addossata alla facciata principale del palazzo, che consente di accedere anche al sagrato.
Note
Bibliografia
Voci correlate Arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado Duomo di Urbino Museo diocesano Albani
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Collegamenti esterni
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