Si stabilisce a Stoccolma nel 1943. Fece studi di canto a Milano e fu cantante lirico oltre che pittore. Come archeologo diresse scavi a Pompei e nel sottosuolo della Basilica di San Pietro.

È noto in particolare per essere stato il pioniere della psicofonia, chiamata anche da François Brune, noto studioso di questa materia, «transcomunicazione strumentale», ovvero della registrazione delle voci provenienti dall'aldilà con i moderni strumenti che la tecnologia oggi fornisce. Nel caso di Jürgenson tali esperimenti si svolsero con l'aiuto dei soli registratori e radio.

La scoperta di tale possibilità è stata fatta per caso da Jürgenson il 12 giugno 1959 a Stoccolma (Svezia). Da allora raccolse voci di defunti conosciuti da lui stesso, ma molte altre voci provenivano da persone defunte che però gli erano totalmente sconosciute.

Poi a partire dal 1964 fu la volta di un fisico e ingegnere, Konstantin Raudive, a dare un ulteriore apporto a queste ricerche pionieristiche del Jürgenson.

In seguito Jürgenson si avvalse come collaboratori, in successivi esperimenti, del professor Hans Bender, direttore dell'Istituto di Parapsicologia dell'Università di Friburgo in Brisgovia, dell'Istituto Max Planck di Monaco, del Deutsches Institut für Feldphysik a Northeim, e del professor William G. Roll, presidente dell'Associazione parapsicologica americana.

L'incontro con Konstantin Raudive Dopo l'incontro con Konstantin Raudive, costui inizialmente non rimase convinto dalle tesi di Jürgenson, il quale allora, per sincerarsi che il suo scetticismo non fosse pregiudiziale, volle fargli condurre tali esperimenti in prima persona, e questi alla fine lo conquistarono alla causa.

Interpretazione degli esperimenti Benché gli esperimenti condotti da Jürgenson e Raudive siano simili, diverse invece sono le interpretazioni che essi danno del fenomeno.

Mentre Jürgenson è giunto alla conclusione che si tratti di voci di trapassati che tentano di comunicare con parenti e persone da loro conosciuti in vita, Raudive invece non condivide questa conclusione e propende invece per un'interpretazione che si basa sull'ipotesi della scienza fisica denominata teoria degli universi paralleli, per cui queste voci sarebbero le voci dei doppi di coloro che muoiono. Quest'ultima tesi presenta somiglianze con le conclusioni a cui è giunto un altro "esploratore" dell'aldilà: Robert A. Monroe.

In seguito alla sua scoperta della possibilità di comunicare con l'aldilà, Jürgenson si dedicò con conferenze, articoli e un libro (Dialoghi con l'aldilà, 1967) a divulgare le sue esperienze in merito.

Note

Bibliografia Dialoghi con l'aldilà (1967), trad. it. di Paola Giovetti, Eco, 2002 ISBN 9788881131341.

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