La prima battaglia di Stockach avvenne il 25 marzo 1799, quando gli eserciti francese e austriaco, guidati rispettivamente da Jean-Baptiste Jourdan e dall'arciduca Carlo, combatterono per il controllo della regione geograficamente strategica dell'Hegau, oggi nel Baden-Württemberg. In un contesto militare più ampio, questa battaglia costituisce una chiave di volta nella prima campagna in Germania sud-occidentale durante la guerra della seconda coalizione, parte delle guerre rivoluzionarie francesi.

Fu la seconda battaglia tra i francesi dell'Armata del Danubio, comandata da Jean-Baptiste Jourdan, e l'esercito asburgico sotto l'arciduca Carlo; gli eserciti si erano già scontrati pochi giorni prima, tra il 20 e il 22 marzo, fra i campi paludosi a sud-est di Ostrach e i rilievi di Pfullendorf. La superiore forza dell'esercito austriaco, in una proporzione di oltre tre a uno, aveva costretto i francesi a ritirarsi.

A Stockach i francesi concentrarono le loro forze in linee più corte, creando le condizioni per combattimenti intensi sul fronte principale; inizialmente, le linee dell'arciduca Carlo erano più estese, ma ben presto egli richiamò truppe supplementari dalle sue riserve per rafforzare il suo fronte. Quando una piccola forza francese comandata dal generale francese Dominique Vandamme stava per aggirare l'esercito austriaco sul fianco, l'intervento personale dell'arciduca fu cruciale per gli austriaci facendo guadagnare il tempo necessario per l'arrivo dei rinforzi. Il generale Jourdan, nel tentativo di radunare i suoi uomini, rischiò quasi di essere calpestato a morte. In definitiva, i francesi furono respinti sul Reno.

Contesto storico

Sebbene le forze della prima coalizione avessero ottenuto numerose vittorie iniziali sui campi di Verdun, Kaiserslautern, Neerwinden, Magonza, Amberg e Würzburg, l'importante successo nel 1794 delle armate rivoluzionarie francesi nella battaglia di Fleurus in Belgio ma soprattutto gli sforzi e le brillanti vittorie di Napoleone Bonaparte nell'Italia settentrionale e centrale, avevano respinto le forze austriache portando alla negoziazione della pace, prima con l'accordo preliminare di Leoben (17 aprile 1797) e quindi col successivo trattato di Campoformio (ottobre 1797), sancendo di fatto la sconfitta della prima coalizione..

Questo trattato fu però di difficile applicazione perché l'Austria fu lenta a cedere alcuni dei territori veneziani concordati ed era rimasta nel vago la destinazione dei territori sulla riva sinistra del Reno riconosciuti alla Francia; un congresso convocato a Rastatt alla fine del 1797 per decidere quali degli Stati tedeschi sud-occidentali sarebbero stati mediatizzati al fine di risarcire le case dinastiche delle perdite territoriali, non fu parimenti in grado di fare alcun progresso. Nel frattempo, supportati dalle forze repubblicane francesi, gli insorti svizzeri scatenarono diverse rivolte, causando alla fine il rovesciamento della Confederazione Svizzera dopo diciotto mesi di guerra civile..

L'Austria, sempre più a disagio e particolarmente preoccupata di trovarsi la Francia alle sue frontiere, moltiplicò i contatti segreti in Germania e in Russia, rafforzando in modo significativo le sue truppe ai confini portandole fino a 353 000 uomini, di cui 58 000 cavalieri, ripartiti tra Italia, Tirolo, Germania e i domini ereditari dell'imperatore Francesco II. Questi poteva anche contare su 20 000 soldati in Baviera e Svevia oltre che su 30 000 russi messi a disposizione dallo zar Paolo I. A questi numeri bisognava aggiungere le truppe della Gran Bretagna, del Regno di Napoli e del granduca di Toscana, rendendo formidabile la forza che poteva essere messa in campo dalla seconda coalizione..

Dall'inizio del 1799 il Direttorio francese aveva cominciato a dimostrarsi insofferente verso le tattiche attendistiche e le manovre diplomatiche e militari intraprese dall'Austria contro la Prima Repubblica, ma era ben lontano dal poter mettere in campo una forza altrettanto consistente: per finanziare la campagna d'Egitto di Napoleone, erano state disarmate le principali fortezze e impoverite tutte le armate. Arsenali e magazzini erano vuoti. Il 27 settembre 1798, su insistenza di Jean-Baptiste Jourdan, era stato approvato il reclutamento di 200 000 coscritti, ma il Direttorio non poteva permettersi di dar loro da mangiare né di equipaggiarli. La Francia contava in quel momento meno di 300 000 uomini sotto le armi.. Cinque armate si stavano tuttavia formando: due in Italia, due in Germania e una in Svizzera. Le ultime tre, l'Armata di Magonza, la cosiddetta Armata di Osservazione del Reno e l'Armata di Helvetia, erano sotto il comando esclusivo di Jourdan..

La rivolta di Napoli sollevò ulteriori allarmi mentre i recenti sviluppi in Svizzera, dove i Grigioni avevano accolto nelle loro valli gli austriaci., e in Austria, dove il cancelliere austriaco Johann von Thugut aveva autorizzato le truppe russe ad attraversare il territorio asburgico., innescarono la reazione del Direttorio che, nonostante l'inferiorità di forze, decise che il momento fosse opportuno per avventurarsi in un'altra campagna nel nord Italia e nel sud-ovest della Germania..

Il preludio alla battaglia Le forze in campo Il 1º marzo, appena conclusosi l'inverno del 1799, il generale Jean-Baptiste Jourdan e il suo esercito di 25 000 uomini, la succitata Armata di Osservazione, ruppero gli indugi e attraversarono il Reno tra Basilea e Kehl., con l'ordine di inoltrarsi per la Foresta Nera fino alle sorgenti del Danubio.. Questo attraversamento violava ufficialmente il trattato di Campoformio.; nell'attesa però che il Direttorio formalizzasse la dichiarazione di guerra ufficiale, a Jourdan fu ordinato di non ingaggiare il nemico limitandosi solo a rispondere a eventuali attacchi. Il 2 marzo l'armata fu rinominata Armata del Danubio, e posta agli ordini diretti del Direttorio francese; ... L'esercito incontrò poca resistenza e avanzò lungo la Foresta Nera in quattro colonne, attraverso la Höllental (valle dell'HölleUna profonda e stretta valle - in alcuni punti una vera e propria gola - nello Stato del Baden-Württemberg in Germania.), via Oberkirch, per Freudenstadt e sul limitare meridionale del foresta, lungo la riva settentrionale del Reno. Il 3 marzo l'Arciduca Carlo, che aveva svernato col suo esercito nel Bavarese e nel Salisburghese, sul lato orientale del Lech, attraversò il fiume forte di 78 000 uomini e marciò contro l'armata di Jourdan.. Disponendo di una forza notevolmente superiore a quella del suo avversario francese, la sua intenzione era di affrontarlo prima possibile in una singola battaglia decisiva..

Il dispiegamento delle truppe francesi

Il 22 ventoso anno VII (12 marzo) il Direttorio spedì a Jourdan la dichiarazione di guerra ufficiale, con l'ordine di attaccare immediatamente il nemico. Jourdan uscì dalle gole della Foresta Nera nella regione compresa fra il Danubio e il lago di Costanza che formano tra loro un angolo che va aprendosi via via che ci si inoltra nel territorio tedesco. Continuando ad avanzare, anche per congiungersi alla sua destra con l'Armata di Helvetia agli ordini di Andrea Massena che lo stesso giorno aveva scacciato gli austriaci dal Cantone dei Grigioni, era conscio che le sue linee si sarebbero assottigliate pericolosamente.. Sebbene la prudenza avrebbe consigliato di stabilire una posizione protetta dal versante orientale dei rilievi intorno, il generale francese preferì seguire gli ordini del suo governo; . e continuò a procedere spingendosi attraverso la pianura del Danubio, prima prendendo posizione tra Rottweil e Tuttlingen e poi allargandosi fino all'Ostrach e l'Aach, due torrenti immissari uno del fiume, l'altro del lago che, nascendo nella stessa zona, formano una linea dietro la quale attestò la sua armata in posizione strategica.

Secondo le disposizioni di Jourdan, il generale Laurent de Gouvion-Saint-Cyr fu posto con l'ala sinistra a Mengen; Joseph Souham col centro, a Pfullendorf dove Jourdan pose il suo quartier generale; Pierre Marie Barthélemy Ferino, con la destra, a Barendorf; Jean Joseph Ange d'Hautpoul alla riserva. A François Joseph Lefebvre fu affidato il comando dell'avanguardia posta presso il villaggio di Ostrach che, situato all'origine dei due torrenti, presentava paludi e un lungo argine facile ad essere attraversato, costituendo il punto il più accessibile della linea.. Il comandante in capo francese aveva anche previsto la creazione di un corpo di rinforzo al fianco sinistro, che mise agli ordini del brigadiere generale Dominique-Joseph René Vandamme, col compito di osservare i movimenti che il nemico avrebbe potuto fare nel Ducato di Württemberg e prevenire l'eventuale arrivo di forze imperiali da Stoccarda; .. L'obiettivo di Jourdan era semplice e diretto: affrontare l'armata austriaca al comando dell'arciduca Carlo sull'altopiano di Ostrach per tagliare la linea austriaca al confine degli Stati tedeschi del sud-ovest e la Svizzera, impedendo quindi alla Coalizione di utilizzare il territorio svizzero come facile percorso via terra tra l'Europa centrale e meridionale; ; . L'isolamento dei due teatri avrebbe impedito agli austriaci di muoversi e coadiuvarsi strategicamente dall'uno all'altro; ovviamente dall'altro lato, se i francesi fossero riusciti a mantenere il possesso dei passi interni in Svizzera, avrebbero potuto continuare a utilizzare agevolmente queste vie per spostare le proprie forze tra i due teatri. conservando due sbocchi strategici: uno permetteva, come aveva fatto per le truppe di Jourdan, di aggirare la Foresta Nera e dilagare facilmente nell'alto Danubio, l'altro di scendere attraverso i passi alpini del Canton Vallese e giungere direttamente nel Nord Italia.

Anche se quello di Jourdan poteva sembrare un buon piano, la sua scelta del terreno di scontro gli avrebbe in seguito creato diversi problemi. La pianura sottostante Pfullendorf era costellata di torrenti e ruscelli come l'Ostrach, affluente del Danubio, che era alimentato dalle paludi e dagli acquitrini circostanti il villaggio; nella primavera della maggior parte degli anni, questo non era il miglior terreno da scegliere per una battaglia campale. Anche se da Pfullendorf e dai rilievi a nord del villaggio di Ostrach, Jourdan avrebbe potuto stabilire vantaggiose posizioni di artiglieria, la morbidezza del terreno paludoso avrebbe diminuito l'impatto e l'effetto dell'artiglieria sulle linee austriache. La palude era anche particolarmente soggetta a foschie e nuvolosità, che avrebbero ostacolato la pianificazione visiva e le tattiche da essa dipendenti. Inoltre, la morbidezza del terreno avrebbe reso complicato l'utilizzo della cavalleria, le cui manovre sarebbero comunque state rese più difficili dall'alta probabilità di presenza di nebbia. Infine, come Jourdan ben sapeva perché egli aveva precedentemente inviato agenti in Germania con istruzioni per identificare la posizione e la forza del suo futuro avversario, la maggior parte dell'esercito dell'arciduca Carlo aveva svernato immediatamente a est del Lech. Questo fiume era a meno di 64 chilometri di distanza dal luogo previsto dal generale francese per lo scontro e il passaggio degli austriaci sul Lech era stato facilitato dalla disponibilità di ponti, sia di costruzione permanente che pontoni temporanei, e comunque favorito da una traversata che si era svolta senza intoppi tutta in territorio amico; ; .

Lo scontro a Ostrach