Eviternità, o aevum, Ospitato su sites.google.com. è la dimensione o stato intermedio tra il tempo e l'eternità.
L'eviternità è un ossimoro teologico che coniuga due termini tra loro contraddittori: evi- da evo, cioè lungo tempo o temporalità (in latino aetas); -ternità da eternità o tempo infinito perenne.
Nell'escatologia cristiana è il tempo di attesa degli spiriti defunti, veloce e leggero,Il piano del Padre, in . nell'aldilà, prima dell'ultima risurrezione, quando cioè non si gode ancora pienamente della vita eterna che verrà dopo il giudizio finale, ma si rimane in una sorta di esistenza precaria, soggetta alla possibilità di una seconda morte per i più empi.
L'eviternità è anche riferita alla vita degli angeli,Angelogia isidoriana, in . che seppur perpetui non partecipano totalmente dell'eternità divina.
Il termine in quanto tale appartiene all'escatologia cristiana, ma lo stato intermedio è contemplato in molte religioni, tra cui quella islamica dove è chiamato barzakh, buddista (bardo), ecc.
Escatologia eviterna
Secondo l'escatologia cristiana ed islamica al momento della morte l'anima può scegliere tra due esistenze non terrene: comunione con Dio, nella contemplazione dell'essenza divina, situazione in cui l'anima è completamente purificata, tradizionalmente definita come paradiso; attaccamento all'orgoglio e atto di superbia con il conseguente rifiuto della comunione con il divino, situazione in cui l'anima attua un rifiuto cosciente fissandosi sulla volontà di persistere in un'esistenza definita come inferno.
Implicazioni teologiche L'eviternità sottolinea la possibilità dell'esistenza in una situazione intermedia che non è né tempo né eternità. L'anima, abbandonato il tempo relativo, sceglie tra la liberazione verso il divino in un atto di amore incondizionato o la ferma decisione di vivere un'esistenza fatta di sofferenza. In questo caso la sofferenza è vista, in ambito cristiano, coma dannazione o pena eterna. La scelta di restare attaccata a qualsiasi forma di esistenza è dovuta alla presenza nella coscienza del peccato capitale della superbia, che agisce e spinge alla falsa illusione di libertà.
Buddismo
Nel Buddismo il concetto di eviternità è definito come Bardo, che è lo stato intermedio dopo la morte ma anteriore alla prossima reincarnazione. La coscienza in questo stato entra in contatto con le visioni generate dalle azioni compiute e che rientrano nella Legge del KarmaHum, il sentiero dell'integrazione, in ..
Lo stadio intermedio nel Buddismo tibetano, descritto nel libro Bardo Thodol,Il Bardo del momento che precede la morte, nel . dura quarantanove giorni terrestri e si divide in sette settimane, ognuna corrispondente ad un preciso stato di coscienza che potrebbe influire sulla futura reincarnazione.Consiglio del cuore sull'aiuto ai morenti, in .
Induismo Come nel Buddismo il concetto centrale dello stato intermedio è la possibilità di una nuova reincarnazione per effetto del Karma. Nell'Induismo l'accento è posto sulla similitudine con lo stato di veglia e quello di sonno profondo. In questo stato il filo che lega la coscienza al corpo si spezza generando l'attrazione verso un nuovo corpo. Lo stato intermedio o eviternità è lo stato in cui lo yogi realizzato padroneggia le cause dell'ignoranza o avidyā. e genera il progetto come impressione o samskara, per la nuova reincarnazione.
Note
Bibliografia Fonti cristiane
Fonti buddhiste
Fonti induiste
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