La chiesa di Sant'Ambrogio è un edificio annesso all'omonima cascina, presente sul territorio di Brugherio.

Storia

Le origini: Sant'Ambrogio e Santa Marcellina

Il coenobium e le reliquie Secondo la tradizione oraleLa tradizione orale è raccolta nel libro Brugherio. La nostra gente, a cura del Movimento Terza Età di Brugherio. e letterariaGuardasi la bibliografia, l'area su cui sorge attualmente la cascina e la chiesetta era occupata, nel IV secolo, da una villaNell'accezione romana del termine, per Villa si indicava un possedimento terriero destinato, principalmente, come luogo di ritiro dalle fatiche della vita cittadina. di proprietà del vescovo di Milano, Ambrogio. Questi, volendo che la sorella Marcellina avesse a disposizione, insieme ad altre nobili vergini che si erano consacrate alla castità, un luogo adatto per la contemplazione e la preghiera, decise di donarle questo terreno. Ambrogio era solito ritirarsi in questi luoghi per meditare e scrivere, conversando e diffondendo la fede cristiana insieme alla sorella nei villaggi di campagna, ovvero nei pagi:

Ambrogio, in segno di affetto, avrebbe donato una parte delle Reliquie dei Magi (giunte a Milano come dono dell'imperatore al vescovo Eustorgio) alla sorella, reliquie che sarebbero state conservate con devozione nel corso dei secoli, finché non furono "ritrovate" dal cardinale Federico Borromeo e traslate nella chiesa parrocchialeCfr. Brugherio. Della presenza di Marcellina in un luogo fuori Milano ne parla anche Francesco Petrarca nel suo De vita solitaria, sostenendo che avesse trovato requie su di un sito ove, all'epoca del soggiorno meneghino del poeta laureato, sorgeva una "Chiesa di Sant'Ambrogio Ad Nemus".

Le testimonianze della Chiesa dal XVI al XVIII secolo

Attraverso una scarna documentazione archivistica, sappiamo che il complesso del monastero era appartenuto ad una serie di ordini religiosi: benedettine, agostiniane ed infine umiliate e che, sul sito dell'attuale chiesa, ce ne doveva essere un'altra risalente al XII secolo. Queste ultime, nel 1539, si trasferirono nel monastero di Santa Caterina la Chiusa di Milano, mantenendo sempre la proprietà del monastero, con tutti i benefici e i diritti che ne conseguivano. Tra i beni del complesso monastico, quasi sicuramente, c'era anche una cappella ove le monache si ritiravano per la preghiera. La deduzione trova attendibilità in base alla relazione della visita pastorale tenuta dal cardinale Federico nel 1596 ove si parla, quasi con taglio antitetico, da un lato del precario stato architettonico (che verrà risolto con una serie di restauri fino al 1621), dall'altro della ricchezza degli arredi sacri che essa conteneva. La chiesa sarà presente anche nelle mappe realizzate del Catasto Teresiano del 1763Nel medesimo anno ci fu anche la visita pastorale compiuta dall'arcivescovo di Milano, cardinale Giuseppe Pozzobonelli., in cui compare un edificio direttamente posto lungo la strada (attuale Via dei Mille) che collega con Carugate.

Il XIX secolo e il restauro del 1886 In seguito alla soppressione degli ordini monastici da parte di Napoleone Bonaparte, la cascina con l'annessa chiesa fu venduta a vari proprietari terrieri. La chiesetta fu restaurata, come si espliciterà meglio nella sezione dedicata all'aspetto artistico e architettonico, nel 1886. Fu in tale occasione furono rinvenuti alle pareti affreschi del XIV secolo, raffiguranti sant'Ambrogio tra i fratelli Satiro e Marcellina e i santi martiri Sebastiano e Fabiano papa.

Tra '900 e anni 2000 Nel corso del XX secolo, l'anno 1953 è significativo per la Chiesa. In occasione del 1600º anniversario della velatioVale a dire della consacrazione monastica di Marcellina, avvenuta a Roma nel 353 dalle mani di papa Liberio. di Marcellina, i proprietari della Cascina, i signori Cavajoni-Bologna, decisero di apportare una serie di ristrutturazioni agli affreschi della chiesa e alla realizzazione della lunetta che campeggia sulla facciata. Le celebrazioni culminarono il 31 ottobre, quando l'abate mitrato di Sant'Ambrogio di Milano, Monsignor Ennio Bernasconi, giunse sul luogo e tessé l'elogio non solo di Marcellina e dei suoi fratelli, ma anche la cura con cui i proprietari si preoccuparono di restaurare l'edificio. Seguirono altri restauri di minore portata nel 1959. Al giorno d'oggi, il piccolo luogo di cultoSi celebra il martedì sera alle ore 20.30 (a turno con la Chiesa di Santa Margherita (Brugherio)) la Santa Messa è oggetto d'interesse di varie iniziative culturali, tra cui spicca quella di "Ville Aperte", volta a riscoprire le bellezze di Monza e della Brianza. La Chiesa e l'omonima cascina, infatti, sono state incluse nell'edizione 2009.

Arte e architettura La facciata dopo il restauro del 1886 L'edificio che tutt'oggi possiamo osservare da Via Dei Mille risale, per l'aspetto esteriore, alla fine del XIX secolo. Nel 1886 il proprietario del cascinale di S. Ambrogio era Ercole Gnecchi, il quale restaurò la chiesa decadente. In primo luogo, il Gnecchi si occupò di rifare la facciata, ora in laterizio secondo lo stile lombardo. La facciata è divisa da una cornice marcapiano in due sezioni: la parte superiore presenta al centro una lunetta raffigurante sant'Ambrogio benedicente contornata da un arco a tutto sesto e, al fianco di tale lunetta, vi sono posizione due monofore a tutto sesto, il tutto sormontato da un timpano appena accennato; la parte inferiore della facciata presenta il portale a strombatura. Per architrave è stato usato quello originario di stile paleocristiano, raffigurante al centro una croce greca, affiancata dai simboli degli evangelisti Marco (Leone) e Giovanni (Aquila). Numerosi sono i riferimenti alla basilica di Sant'Ambrogio di Milano: il timpano e la facciata in laterizio. Il timpano della facciata è sormontato da una piccola torre.

Elementi architettonici interni La pianta della chiesa è caratterizzata da una piccola navata absidata, coperta da una volta a capanna sostenuta da capriate lignee aventi orditure decorate. La pavimentazione è realizzata di pianelle di laterizio, mentre le pareti sono tinteggiate di un sobrio color pergamena, rifinite con zoccolo a riquadri policromi. L'altare è preceduto da un arco a tutto sesto e sul timpano che si trova sopra l'arco ove sono raffigurati ai lati due angeli oranti dove compare un ovale che racchiude la croce raggiata Salus mundi. La volta del presbiterio è decorata da spicchi azzurri stellati e costole di mattoni. Il presbiterio racchiude sotto di sé un altare realizzato in pietra. Il presbiterio è separato dal resto della chiesa da una balaustra in stile gotico, realizzato della stessa pietra dell'altare.

Affreschi e dipinti

Gli affreschi parietali: il restauro del 1953 In occasione del restauro del 1953, il team guidato dal prof. Franco Milani fece rinvenire alla luce alcuni affreschi parietali risalenti al secolo XV. Il primo (sulla parete di sinistra) raffigura san Fabiano Papa e san Sebastiano, mentre il secondo (sulla parete di destra) i tre fratelli santi Ambrogio, Marcellina e Satiro. Gli affreschi, al momento dell'inizio dei lavori, si presentavano danneggiati dall'umidità e coperti da strati di calce. Quest'ultimo atto era compiuto come gesto di prevenzione igienica in occasione di epidemie, col risultato di danneggiare gravemente l'opera. Oltre a ciò, nel corso del tempo grossi squarci e profonde fenditure intaccarono alcune parti dell'intonaco, danneggiando ulteriormente gli affreschi. A seguito del ritrovamento, i restauratori ritennero necessario un accurato rinsaldamento delle crepe ed un consolidamento degli intonaci. Gli affreschi si presentano in discreto stato di conservazione, rappresentati da gamme di cromie chiare, mostrando un effetto decorativo che preannuncia la soave cromia lombarda quattrocentesca.

Considerazioni Conclusosi il restauro, gli storici dell'arte hanno messo in rilievo alcune analogie e/o caratteristiche particolari. In primo luogo, appare molto interessante il modello iconografico usato per raffigurare il vescovo Ambrogio: non più vecchio, ma imberbe e giovanile come il san Sebastiano raffigurato al suo fianco. Gli stilemi utilizzati per gli affreschi parietali e per le decorazioni nel complesso si avvicinano maggiormente alla sensibilità gotica (per esempio, gli ornati posti sopra la Pala sull'altare sono di stile gotico) Si può approssimare deducendo che l'artista si fosse formato sugli stilemi pittorici provenienti dall'area centro-settentrionale dell'Europa, ancorati ancora sullo stile gotico, ma poi addolciti attraverso le prime lezioni giottesche lombarde, esattamente come l'autore della cosiddetta Pala di Giusto di RavensburgCon altre parole, Vicky Porfidio (vedi Brugherio: i suoi luoghi, la sua storia, cit., p.39) scrive che: "Nonostante una certa rigidità di impianto e alcune ingenuità nella rappresentazione anatomica delle figure, tali affreschi rivelano apprezzabili tentativi di resa espressiva nei volti e la ricerca di delicati effetti cromatici"..

Note

Bibliografia Bernasconi, Ennio, Nella villa di campagna di S. Marcellina. Discorsi di Mons. Ennio Bernasconi Abbate Mitrato di S. Ambrogio nell'Oratorio di Sant'Ambrio a Brugherio, volume conservato nella Sezione di Storia Locale della Biblioteca civica di Brugherio, 1959. Biraghi, Luigi, Vita di Santa Marcellina, 1867. Brugherio: geografia, storia ed economia, volume conservato presso la Sezione di Storia Locale della Biblioteca Civica di Brugherio Ghezzi Luigi – Bagnoli Raffaele, La Cascina Sant'Ambrogio di Brugherio, Tipografia delle Missioni, Milano 1942. Movimento Terza Età (a cura di), Brugherio. La nostra gente, Brugherio 1992. Petrarca, Francesco, De vita solitaria, II, 4, pp. 430–433, in Francesco Petrarca – Prose, a.c. di Guido Martellotti – Pier Giorgio Ricci - Enrico Carrara, et alii, Riccardo Ricciardi Editore, Milano – Napoli 1955. Tribuzio Zotti, Luciana, Brugherio. Luoghi memorabili, Edizioni Parole Nuove, Brugherio 1989. Tribuzio Zotti, Luciana - Magni, Giuseppe, Una città nel segno dei Magi: Brugherio 1613-2013, edito a cura dell'Associazione Kairòs, Brugherio 2012. Sibilla, Anna Maria, La Cascina Sant'Ambrogio Velatio di Santa Marcellina, a cura delle Suore Marcelline, Edizioni Marcelline, Milano 2013 (2ª Edizione).

Altri progetti

Collegamenti esterni

Chiesa di Sant'Ambrogio, a cura di Vicky Porfidio. Chiesa di Sant'Ambrogio , RomanicoBrianza.

Orari S.Messe orario invernale in Comunità Pastorale Epifania del Signore.

Brugherio Ambrogio Ambrogio