Biografia La data di nascita di Giovanni Battista di Nola Molisi non è nota: nacque a Napoli da Giovanni Domenico, appartenente a una famiglia del patriziato crotonese, e dalla nobildonna napoletana Diana di Bacio Terracina, figlia di Giacomo e di Giovanna Brancaccio, appartenente al seggio di Nido. Ebbe un fratello, Geronimo, e fu nipote del medico e giurista crotonese Giovanni Andrea de Nola. Negli atti notarili redatti a Crotone è indicato come originario della città ma napoletano di nascita, con le formule «de Neapoli» e «originarius Crotonis licet neapolitanus».
Dopo la morte del padre si trasferì con la madre a Crotone, dove è documentato fin dall'inizio del XVII secolo. Nel 1610 risultava già sposato con Geronima de Labrutis, figlia del nobile crotonese Ortensio de Labrutis e vedova di due precedenti matrimoni. Dalla loro unione non nacquero figli.
Esponente del ceto aristocratico cittadino e di una famiglia appartenente al Sedile dei nobili di San Dionigi, partecipò alla vita politica e amministrativa di Crotone: durante i moti che interessarono il Regno di Napoli nel 1647 fece parte del governo locale, schierato a sostegno dell'autorità vicereale. Nel giugno 1648, mentre ricopriva la carica di eletto dei nobili, fu incaricato dall'università cittadina di recarsi a Napoli per rappresentare al viceré le difficili condizioni economiche e demografiche della città e ottenere provvedimenti in suo favore.
Nel 1649 pubblicò a Napoli la Cronica dell'antichissima e nobilissima città di Crotone, dedicata al viceré Iñigo Vélez de Guevara e che racconta la storia, le tradizioni e la topografia di Crotone dell'antica Kroton e della città moderna. La sua pubblicazione è considerata un momento significativo della tradizione antiquaria crotonese del XVII secolo, pur presentando informazioni che la storiografia e l'archeologia successive hanno valutato con cautela.
Per la composizione della Cronica, Nola Molisi dichiarò di essersi servito anche di un manoscritto latino redatto nel 1523 dall'arcidiacono crotonese Camillo Lucifero e dedicato al vescovo Giovanni Matteo Lucifero. Secondo il suo racconto, aveva successivamente prestato il manoscritto al carmelitano Girolamo Salviati, senza riuscire a riottenerlo. La fonte, oggi perduta, potrebbe essere giunta in suo possesso attraverso la biblioteca dello zio Giovanni Andrea de Nola.
Nella prefazione all'edizione del 1649 lo stampatore Francesco Savio lo descrisse come ormai «in età senile», ultimo rappresentante della propria casata e privo di figli. Documentato a Crotone ancora nel 1652, il 23 giugno 1656 si trovava invece a Napoli, dove dettò il proprio testamento e dispose la destinazione dei suoi beni, lasciando quelli situati nel territorio crotonese al monastero di Santa Chiara di Crotone. Morì a Napoli in data non precisata, comunque anteriore al 4 aprile 1668, quando un atto notarile lo menziona come già defunto. Non avendo avuto discendenti, con lui si estinse il ramo della famiglia Nola Molise al quale apparteneva.
Opere Cronica dell'antichissima e nobilissima città di Crotone (1649).
Note
Bibliografia Giovanni Fiore, Della Calabria illustrata opera varia istorica, Napoli, 1691. Tommaso Morelli, Opuscoli storici e biografici di Tommaso Morelli, Napoli, Stabilimento tipografico del Cav. Gaetano Nobile, 1859. Erasmo Ricca, Istoria de' feudi del Regno delle Due Sicilie di qua dal faro intorno alle successioni legali ne' medesimi dal XV al XIX secolo, Napoli, Stamperia di Agostino de Pascale, 1869. François Lenormant, La Grande Grèce, Parigi, 1881-1884. Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Vol. I, 1928. Fulvio Mazza e Francesco Antonio Lucifero, Crotone: storia, cultura, economia, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1992. Atti del Convegno di studi sulla Magna Grecia, Napoli, Arte Tipografica Editrice, 1996. Annali della Scuola normale superiore di Pisa, Classe di lettere e filosofia: Quaderni, 1998. Giovanni Battista di Nola Molisi, Cronaca dell'antichissima e nobilissima città di Crotone, versione in italiano moderno, prefazione e note di Ezio Scaramuzzino, Forni, Bologna, 1998. Francesco Benigno e Nicoletta Bazzano, Uso e reinvenzione dell'antico nella politica di età moderna (secoli XVI-XIX), Manduria, Lacaita Editore, 2006.
Collegamenti esterni