La Chenillette Renault UE era un trattore d'artiglieria e veicolo portamunizioni cingolato prodotto dalla francese Renault tra il 1932 e il 1940. Il mezzo fu usato, oltre che dall'Armée de terre, da diversi eserciti durante la seconda guerra mondiale, tra i quali lo Heer e il Regio Esercito.
Nel 1930 la fanteria francese decise di sviluppare un veicolo blindato leggero per il traino e il rifornimento di cannoni leggeri e mortai. Nel 1931 la Renault ricevette il contratto per la produzione del suo Renault UE, combinato con il suo rimorchio Renault UK. Nel 1937, tra un ristretto numero di competitori, la versione migliorata Renault UE2 venne scelto per la produzione in larga scala. Furono prodotti oltre 5.000 veicoli di entrambi i modelli, che divennero parte dell'equipaggiamento standard di tutte le divisioni di fanteria francesi. La maggior parte delle Renault UE francesi era disarmata; gli esemplari di preda bellica immessi in servizio dalla Wehrmacht furono spesso equipaggiate invece con mitragliatrici, cannoni anticarro e razzi d'artiglieria.
Storia Sviluppo I comandi della fanteria francese fin dal 1922 perseguirono la politica della meccanizzazione di massa dei propri reparti. Le restrizioni di bilancio rendevano irrealistico equipaggiare completamente tutte le unità con veicoli trasporto truppe, ma la produzione di massa di blindati più piccoli da usare come portamunizioni e porta-armi (mitragliatrici e mortai) sembrava fattibile. Per alcuni anni la decisione di produrre questi mezzi venne rimandata, ma dopo il 1929 si decise di sviluppare un singolo mezzo per rispondere a questi diversi requisiti. Nella primavera del 1930 vennero valutati diverse opzioni, tra le quali un autocarro da 3,5 t e gli esistenti semicingolati Citroën-Kégresse. Nel frattempo la Brandt, un'azienda armiera senza esperienze nel campo veicolare, dava inizio ad una cooperazione con la britannica Vickers per realizzare un veicolo per il proprio mortaio Brandt 81 mm Mle 1927; essa propose alle forze armate francesi il tankette Carden-Loyd prodotto su licenza, oltre ad un veicolo più grande ed uno più piccolo con i relativi rimorchi, sempre della Vickers, rispettivamente come veicolo porta-arma e veicolo da rifornimento. Il 24 luglio 1930 la "Commissione di Vincennes" rigettò l'autocarro ed i semicingolati, in quanto troppo pesanti, mentre fu soddisfatta dalle prestazioni del piccolo veicolo porta-arma tipo Vickers. Il 7 ottobre venne deciso di sviluppare tale veicolo sotto il nome di Type N. I prototipi vennero ordinati nel dicembre 1930 a tre aziende: Renault, Citroën e Brandt. La Renault tuttavia dichiarò che non era intenzionata ad acquistare licenze di produzione a meno che il Governo non compensasse totalmente la spesa; le tre compagnie vennero quindi invitate a produrre un veicolo simile al Vickers e non una copia. Gli ordini riguardavano trattori corazzati con relativi rimorchi cingolati e rimorchi pesanti per il trasporto del trattore stesso al gancio di autocarri.
Il primo prototipo ad essere terminato era quello della Renault, che anch'essa aveva ricevuto l'ordine di sei set completi. Esso fu testato tra il 15 ed il 23 aprile 1930. Alcuni difetti riscontrati vennero corretti, dopo di che il prototipo fu nuovamente provato il 3 giugno. Un secondo prototipo, dotato di cingoli di gomma, fu testato tra il 28 aprile ed il 12 maggio, ma si rivelò troppo fragile. Il progetto ricevette il nome di fabbrica Renault UE, un codice alfabetico cronologico senza altri significati; il rimorchio venne indicato come Renault UK; il rimorchio per trasporto trattore era un Renault VV, a quattro ruote con balestre. Il mezzo montava il treno di rotolamento tipo Vickers, con guide a doppio binario. Per la Renault questo tipo di cingoli, brevettato nonostante le chiare origini Vickers, rappresentava la soluzione per i gravi problemi che aveva incontrato cercando di adattare le esistenti sospensioni con guide a singolo binario a veicoli ad alta velocità. La Renault prevedeva di sviluppare la UE in un carro armato leggero, aggiungendo una torretta; per questo motivo lo scafo ricordava più un carro armato che un veicolo da rifornimento.
Il 10 ed il 17 dicembre 1930 la Brandt aveva ottenuto un ordine per sei set completi di trattore, rimorchio e rimorchio per trasporto trattore. Per onorare l'accordo con la Vickers, i rimorchi ed uno dei trattori vennero realizzati in Gran Bretagna. Avendo poca esperienza nel settore, la Brandt, pur di produrre in Francia, delegò per il progetto la Latil, azienda specializzata nella produzione di mezzi pesanti. Il prototipo della Latil, presentato il 7 agosto 1931, ricalcava le linee del modello Carden-Loyd e somigliava molto alla successiva Universal Carrier: era un mezzo completamente cingolato e gran parte del veicolo era costituito da una sovrastruttura rettangolare a cielo aperto, per assicurare la maggior superficie di carico possibile; solo l'abitacolo del pilota ed il vano motore erano chiusi superiormente. Il 17 luglio la commissione giudicò il modello pronto per le prove sul campo con le truppe.
Citroën aveva ricevuto ordini per sei prototipi di trattore: tre cingolati e tre semicingolati. Il primo prototipo ad essere completato si discostava abbastanza dal Carden-Loyd: era infatti un piccolo semicingolato con treno di rotolamento tipo Kégresse, con un solo uomo di equipaggio, il pilota, che sedeva in una cupola corazzata dotata di feritoie sul lato sinistro del mezzo, con il motore alla sua destra; solo il muso del veicolo era corazzato. Venne presentato alla "Commissione di Vincennes" il 24 luglio 1931 e testato il 29 luglio. La commissione annotò che il sistema di raffreddamento non funzionava e che non c'era possibilità di sganciare il rimorchio da dentro la cabina del pilota. Il 31 luglio altri due semicingolati vennero consegnati con i primi due rimorchi. Il materiale venne rigettato per l'eccessiva vulnerabilità. Citroën interruppe lo sviluppo di veicoli completamente cingolati ma ricostruì uno dei prototipi semicingolati nel prototipo della più grande autoblindo semicingolata Citroën-Kégresse P28, in seguito prodotta in una cinquantina di esemplari.
In ottobre 1931 il "Conseil Consultatif de l'Armement", pressato dai vertici dell'arma di fanteria per raggiungere una rapida decisione, autorizzò la produzione del veicolo Renault, anche se il processo di verifica sul campo non era stato completato. Il 9 dicembre venne emesso un ordine per cinquanta Chenillette de ravitaillement d'Infanterie Modèle 1931 RIn italiano: "tankette da rifornimento per la fanteria modello 1931 R".. Il 26 marzo 1932 venne ordinata una pre-serie di 50 rimorchi porta-trattore, il primo dei quali consegnato a giugno. Grazie ad altri ordini successivi, nella seconda metà del 1934 iniziò la produzione di massa. I veicoli di serie differivano dai primi per un pannello di identificazione come veicolo di traino (triangolo giallo) fissata superiormente, per nuovi ganci di traino e per una lunga cassa di stivaggio sul lato sinistro. Gli ordini raggiunsero un totale di 793 mezzi il 1 gennaio 1936 e di 1.200 a giugno 1936, 700 dei quali consegnati entro giugno 1936, 920 entro ottobre 1936 e 976 entro il 1º gennaio 1937. In dicembre 1936 il ramo militare della Renault venne nazionalizzato come AMX, che continuò la produzione fino ad un totale di 2.200 esemplari, cui si aggiunsero 100 esemplari realizzati dalla Berliet e 300 dalla Fouga. In totale le Modèle 31 superarono i 2.600 pezzi.
Tecnica
La Chenillette (ovvero "cingoletta" o "tankette"), o tracteur blindé ("trattore blindato") come la Renault preferiva chiamarlo, era un veicolo dalle dimensioni estremamente ridotte: lungo 280 centimetri, largo 174 ed alto al tettuccio soli 103 cm, che diventavano 125 cm al punto più alto (la sommità delle cupole). La capacità di carico era limitata: il piccolo cassone rettangolare posteriore era lungo 145 cm (l'intera larghezza dello scafo), largo 60 cm ed alto 36 cm, con una capacità di 350 kg circa (inferiore alle specifiche, che richiedevano 500 kg); la sponda posteriore era incernierata inferiormente ed il cassone poteva essere inclinato per favorire lo scarico. Il carico principale era trasportato dal rimorchio cingolato, una fedele copia del modello Vickers, con cassone largo 145 cm, largo 110 cm ed alto 35 cm; pesava a vuoto 775 kg, con una portata di 600 kg (le specifiche richiedevano solo 400 kg); il cingolo poteva essere rimosso per il traino su strada ed il carrello si muoveva così su quattro ruote stradali.
Il cassone formava il compartimento posteriore del veicolo; il compartimento frontale, più grande, era occupato dall'equipaggio e dal motore. Il propulsore Renault 85 quadricilindrico da 38 hp era posizionato al centro, con il conduttore alla sua sinistra ed il capocarro alla destra. Il cambio a sei marce avanti e due retro, il differenziale e la trasmissione erano davanti al motore. Queste parti meccaniche erano protette da due carter che sporgevano dalla piastra frontale dall'accentuata inclinazione, rimovibili per le ispezioni e le riparazioni. I due membri dell'equipaggio sedevano sotto una cupola corazzata, dotata di feritoie, che costituiva l'unico accesso alle postazioni ed avevano ognuno un serbatoio carburante alle spalle, per una capacità totale di 56 l ed un'autonomia di 100 km. Il tubo di scappamento correva di fronte al capocarro a destra e terminava in un silenziatore sul lato sinistro del mezzo; nei veicoli di ultima produzione era protetto da una blindatura, che però tendeva a surriscaldarsi e venne quindi infine prodotta con feritoie di raffreddamento.
Per ridurre l'altezza del veicolo, esso era costruito in modo che fosse impossibile per l'equipaggio retrarre le teste al di sotto del tettuccio, che erano quindi protette da due cupole corazzate emisferiche (calottes), dotate di feritoie. La metà anteriore della cupola ruotava indietro come una visiera, permettendo una maggiore visibilità in condizioni non di battaglia. Per accedere alle due postazioni, veniva aperto il tettuccio dell'abitacolo, costituito da una sezione incernierata posteriormente, sulla quale era fissata la cupola, e da una sezione incernierata anteriormente, che congiungeva la piastra inclinata frontale con il bordo della calotta. Una caratteristica originale del mezzo era il sistema di comunicazione interno tra pilota e capocarro: quando le cupole erano chiuse i due erano completamente separati dal vano motore e non potevano quindi comunicare direttamente, né il mezzo era dotato di interfono. Veniva quindi utilizzato un sistema di spie luminose bianca, blu, verde e rossa, lampeggianti o continue, usate dal capocarro per dare ordini al pilota secondo un preciso codice: avanti: luce continua bianca. a sinistra: luce continua blu. a destra: luce continua verde. indietro: luce bianca lampeggiante. rallentare: luce rossa lampeggiante. stop: luce rossa continua. sganciare il rimorchio: luce alternata bianca e rossa. ribaltare il cassone: luce alternata verde e bianca.