Biografia Nato a Cescheto di Sessa Aurunca il 6 Aprile del 1914 da Alfonso ed Emilia Andreoli, trascorse la sua giovinezza impegnato negli studi al Liceo Ginnasio di Caserta e nella militanza nella squadra di calcio U.S. Sessana, in cui giocava anche suo fratello Ugo. Conseguita la maturità classica, si iscrisse alla Facoltà di Lettere dell'Università di Napoli, dove fu allievo di maestri del calibro di Giuseppe Toffanin. Nel 1935 conseguì la laurea in Lettere con la tesi “I limiti teoretici del Romanticismo italiano”, e nell'anno successivo vinse il concorso alla cattedra di lettere italiane, latine e greche e alla cattedra di storia e geografia nei ginnasi inferiori e superiori. Dal 1937 insegnò sia negli istituti magistrali che nei licei classici e prese in moglie Armida d'Ari, insegnante di applicazione tecnica alle scuole medie, da cui ebbe tre figlie: Emilia, Adriana e Marina. Nel 1940 fu arruolato come Sottotenente di complemento e assegnato per il servizio di prima nomina al 62º Reggimento di Fanteria motorizzata, combattendo fra il giugno e luglio sulla frontiera alpina occidentale. Qualche mese dopo, venne dichiarato non idoneo al servizio militare per gravi problemi di salute, e congedato nel 1941. Nel 1944 venne incaricato Preside del Liceo “Agostino Nifo” di Sessa Aurunca fino al 1946, quando chiese il trasferimento al Liceo classico statale Antonio Genovesi di Napoli. Nel 1949 conseguì la libera docenza in letteratura italiana; ternato nel concorso a cattedra di Filologia dantesca bandito dall'Università di Firenze, nel novembre dell'anno successivo fu nominato professore incaricato di storia della grammatica e della lingua italiana presso l'Istituto di Magistero di Salerno e docente di letteratura italiana presso l'Università di Napoli, dove insegnò fino al 1953, anno in cui, dopo una forte crisi personale, fu inviato dal Ministero degli Affari Esteri quale lettore di lingua e letteratura italiana presso l'Università Ebraica di Gerusalemme. Dopo due anni si trasferì a Buenos Aires, dove fu preside del liceo italiano, mentre nel 1959 venne inviato a Bogotà quale direttore dell'Istituto Italiano di Cultura con funzioni di addetto culturale dell'ambasciata. Ritornato in Italia, nel 1960 gli fu assegnata la presidenza dapprima del Liceo di Agropoli, poi di Nocera Inferiore e di Napoli; nel 1961 ebbe il premio ministeriale dell'Accademia dei Lincei per le scienze filologiche, critica letteraria e artistica, che lo collocò fra gli studiosi di riferimento per l'Umanesimo e il Rinascimento. Nel 1962 fu proclamato commissario governativo presso l'Istituto San Gabriele di Roma. Nello stesso periodo riprese gli incarichi anche all'Università di Napoli e all'Ateneo salernitano, dove, nel 1968 venne nominato professore straordinario di lingua e letteratura italiana, cui si aggiunsero le cattedre di letteratura umanistica e filologia dantesca. Dal 1969 fu impegnato anche come direttore della Biblioteca, direttore dell'Istituto di letteratura italiana ed infine prorettore dell'Università degli studi di Salerno. Per la complessità e varietà dei suoi impegni, beneamato dagli alunni e dai colleghi, diventò ordinario nel 1972, dopo una notevole relazione dell'ordinariato a cura del professore Sanguineti, da cui emerge il fervore dell'attività didattica di Paparelli, la stima dei docenti internazionali e il seguito appassionato degli studenti che assiduamente frequentavano le sue lezioni. Gli anni Settanta furono centrali per la sua vita accademica: fra l'altro, nel 1971 fondò con un gruppo di giovani e promettenti allievi la rivista Misure Critiche e nel 1974 la collana Riscontri, edita dai fratelli Conte in Napoli. Un'altra collana di profili, saggi e testi fondata da Paparelli nel 1991, è "Civiltà Letteraria Italiana", presso l'Edisud di Salerno. Proprio in questa collana, nel 1992, pubblicò la terza edizione ampliata, l'ultima ne varietur, del libro sull'autore a lui più caro, che considerava il suo alter ego: "Storia della 'lirica' foscoliana". Fra il 1977 e 1978 collaborò con Il Mattino di Napoli; nei suoi interventi affrontò gli argomenti più disparati: dalla poesia contemporanea ai movimenti d'avanguardia, dall'estetica a Foscolo e Quasimodo, dal romanzo popolare alla letteratura sportiva. Nel 1982 cominciò a collaborare con l'Istituto pareggiato di magistero “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, accettando una supplenza alla cattedra di lingua e letteratura italiana. Gli venne conferita la medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte il 2 giugno 1984. Due anni dopo fu collocato fuori ruolo e nel 1989 a riposo. Morì il 27 luglio 2000, in una piccola casa di riposo a Cava dei Tirreni.
Biblioteca personale
La biblioteca privata del professor Paparelli è giunta nel Biblioteca centrale Eduardo Renato Caianiello dell'Università di Salerno alla fine degli anni Novanta, per interessamento del professore Sebastiano Martelli, il quale, nel 2016 ha donato all'istituzione anche un prezioso carteggio fra Paparelli e il poeta Quasimodo. L'insieme si può definire una biblioteca d’autore, poiché, anche se mutila, è una raccolta di testi e testimonianze accorpata in maniera funzionale alla propria attività da un soggetto significativo per la comunità culturale, i cui documenti sono legati da un vincolo che la caratterizza in quanto insieme e tali da restituire sia il profilo del soggetto produttore che momenti della nostra storia culturale. Il fondo bibliografico consta di più di duemilacinquecento titoli e centinaia di estratti ed opuscoli che riflettono gli interessi di ricerca del critico, i quali spaziano dalla filologia dantesca agli studi umanistico-rinascimentali, dalla letteratura ottocentesca fino ai <<voli d'aquila>> ermeneutici dei poeti a lui contemporanei; Dante, Ariosto, Quasimodo, Croce, Manzoni, Foscolo, Enea Silvio Piccolomini, Neruda sono i nomi che ricorrono con frequenza in questa collezione libraria. Non mancano testi che confermano il suo interesse per la narrativa di genere e la poesia giapponese, alla letteratura sportiva e alla poesia dialettale, il tutto a testimoniare la pluralità d'interessi di una personalità autentica dai tratti antiaccademici, spesso autoironica e improntata al rispetto della libertà di pensiero.
Pubblicazioni Monografie Tra Umanesimo e Riforma, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1946. L'Umanesimo sul soglio di Pietro, Bari, Laterza, 1950; nuova edizione, Ravenna, Longo, 1978. Dante fra latino e volgare, Salerno, Editrice "Hyppocratica", 1951. Carducci e il Novecento. Introduzione allo studio della lingua poetica contemporanea, Napoli, Istituto Editoriale del Mezzogiorno, 1953. Feritas, Humanitas, Divinitas. Le componenti dell'Umanesimo, Messina-Firenze, D'Anna, 1960; nuova ediz. Feritas, Humanitas, Divinitas. L'essenza umanistica del Rinascimento, Napoli, Guida, 1973; rist., Salerno, Edisud, 1993. Paolo Beni e l'Anticrusca, Napoli, Liguori, 1964. Questioni dantesche, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1966. Introduzione all'Umanesimo, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1970. Problemi di filologia dantesca, Salerno, Edizioni Beta, 1970. Antologia della critica dantesca (in collaborazione con T. Pisanti), Milano, Signorelli, 1970. La letteratura italiana. Orientamenti critici (in collaborazione con T. Pisanti), Milano,, Signorelli, 1970. Storia della lirica foscoliana, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1971. Da Dante al Seicento, Salerno, Beta, 1971. Callimaco Esperiente (Filippo Buonaccorsi), Salerno, Beta, 1971. Dante e il suo secolo, Salerno, Beta, 1971, pp. 5–92. Humanitas e poesia. Studi sulla letteratura italiana dell'Ottocento e del Novecento, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1973. Il canto XII del Paradiso e altri studi su Dante, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1973. Critica e filologia, Napoli, Società editrice napoletana, 1974. Ideologia e poesia di Dante, Firenze, Olschki, 1975. Poesia e critica, Salerno, Cooperativa Universitaria editrice, 1976. Storia della "lirica" foscoliana, II ed. riveduta e ampliata, Napoli, Società editrice napoletana, 1976. Callimaco Esperiente (Filippo Buonaccorsi), II ed., Roma, Edizioni Nuova Società, 1977. Cultura e poesia, Napoli, De Simone, 1977. Da Ariosto a Quasimodo, Napoli, Società Editrice Napoletana, 1978, II ed., Salerno, Edisud, 1994. Leonardo umanista e altri saggi, Napoli, De Simone, 1979. Umanesimo critico, Napoli, De Simone, 1981. Machiavelli e l'Umanesimo, Napoli, De Simone, 1982. Carducci e il Novecento, III ed., Napoli, De Simone, 1982.
Monografie in collaborazione e a cura di L'Umanesimo e l'idea di Roma, edito a cura del R. Liceo-Ginnasio "A. Nifo" di Sessa Aurunca, Santa Maria Capua Vetere, per i Tipi di Francesco Feola e Figli, 1943. E. S. PICCOLOMINI (PIO II), Le miserie della vita di corte, prima traduzione italiana, con introduzione e note di G. Paparelli, Lanciano, Carabba, 1943; II ediz. Salerno, Beta, 1970. Antologia foscoliana, Napoli, Conte, 1946. E. S. PICCOLOMINI (PIO II). La Germania, a cura di G. Paparelli, Firenze, Fumi, 1949. Ugo Foscolo, I La vita, II L'Opera, in Corso di preparazione ai concorsi magistrali, Napoli, Conte, 1950, pp. 29–74. Antologia foscoliana, seconda edizione riveduta, Milano-Messina, Principato, 1957. Il canto XIX del Purgatorio, in Lectura Dantis Scaligera, Firenze, Le Monnier, 1964, pp. 5–70. Prefazione a A. CAPUTI, Anche i morti vedono il sole (poesie), Napoli, Morano, 1964. Ugo Foscolo, Lezioni di Letteratura italiana raccolte da Carlo Chirico, Salerno, Edizioni Hermes, 1965. Ugo Foscolo. I Sepolcri, Lezioni di Letteratura italiana raccolte da Carlo Chirico, Pompei, I.P.S.I., 1966. Antologia foscoliana, Milano-Messina, Principato, 1968. Ugo Foscolo fra il 1803 e il 1806, Lezioni di Letteratura Italiana, anno accademico 1968-69, Napoli, Libreria Scientifica Editrice, 1969. Il canto I del Purgatorio, in Purgatorio. Letture degli anni 1976-1979, Casa di Dante, Roma, Editore Bonacci, 1970, pp. 9–41. Il canto XIX del Purgatorio, in Nuove letture dantesche, Firenze, Le Monnier, 1970, pp. 267–308. Problemi di filologia dantesca, Corso di lezioni anno acc. 1969-70, Salerno, Edizioni Beta, 1970. R. DA VERONA, Giunta all' "Orlando innamorato", a cura di G. Paparelli, Salerno, Beta, 1971. D. CARAFA, Dello optimo cortesano, introd., testo e note a cura di G. Paparelli, Salerno, Beta, 1971. Una probabile fonte dell'Ariosto, in Saggi. di Letteratura Italiana in onore di Gaetano Trombatore, Milano, Cisalpino-Goliardica, 1973, pp. 343–356. C. CHIRICO — G. PAPARELLI, Preliminari allo studio della letteratura italiana, Salerno, Libreria internazionale, 1973. L. ARIOSTO, Orlando Furioso, 2 voll., a cura di G. Paparelli, Milano, Rizzoli, 1974; III ed. 2000. Piccolomini Enea Silvio, in Dizionario critico della letteratura ítaliana,Torino, UTET, 1974 (ad vocem). Storia della letteratura italiana, vol. I, a cura di G. Paparelli e C. Scibilia, Napoli, Conte, 1976; vol. II, a cura di G. Paparelli e S. Di Zenzo, ivi, 1978; vol. III, a cura di G. Paparelli e L. Reina, ivi, 1978. Humanitas e poesia del Pascoli, in Letteratura e critica. Studi in onore di Natalino Sapegno, vol. IV, Roma, Bulzoni, 1977, pp. 605–620. Note sulla fortuna del Boccaccio a Napoli nel periodo aragonese, in Il Boccaccio nelle culture e letterature nazionali, Firenze, Olschki, 1978, pp. 547–561. G. PAPARELLI, C. SCIBILIA, Letteratura italiana del Novecento, Napoli, Conte, 1978. A. GRANESE, G. PAPARELLI, Storia e metodologie della critica letteraria, Napoli, Conte, 1978. Reinterpretazione di Francesca, in Letture classensi, Ravenna, Longo, 1979, vol. VII, pp. 27–50. Il canto I del Purgatorio, in Purgatorio. Letture degli anni 1976-79, Roma, Bonacci, 1979, pp. 9–41. Due modi opposti di leggere Dante: Petrarca e Boccaccio, in Giovanni Boccaccio editore e interprete di Dante, Firenze, Olschki, 1979, pp. 73–90. A. CARDILLO, G. PAPARELLI, Introduzione allo studio della letteratura italiana, Napoli, De Simone, 1979.