Corinto () fu una polis dell'antica Grecia situata nell'omonimo istmo.
Miti di Corinto
Origini di Corinto Uno dei miti più antichi su Corinto è raccontato da Pausania nel II secolo d.C.,Pausania, Description of Greece ii. 1.6 e 4.7. secondo cui sarebbe sorta una disputa tra Poseidone ed Elio sul possesso dell’istmo di Corinto. Per risolvere la controversia fu chiamato in causa Briareo, uno degli Ecatonchiri. Il suo verdetto fu che l'istmo di Corinto appartenesse a Poseidone mentre l'acropoli di Corinto (Acrocorinto) appartenesse ad Elio che poi la cedette a Afrodite. Così, i greci dell'età classica rappresentavano il culto arcaico del sole-titano nella parte più alta del sito e legato a Poseidone lungo la costa, esiste infatti un antico santuario di Poseidone a Istmia vicino a Corinto (che fu un santuario panellenico).
Secondo il mito ellenico, la città fu fondata da Corinto, un discendente del dio Elio (il Sole), mentre altri miti suggeriscono che la città fu fondata dalla dea Efira, una figlia dell'Oceano, per questo il primo nome della città era proprio Efira.
Sisifo
Sisifo figlio di Eolo invece è il mitico capostipite dei re di Corinto. A lui è legato anche il mito della fonte più famosa della città antica. Egli infatti mentre cercava di risolvere il problema della scarsità dell'acqua a Corinto, si ritrovò nei pressi della rocca di Corinto dove vide Zeus con una bella ninfa di nome Egina che era figlia del dio fluviale Asopo, rapita dallo stesso Zeus.
Il dio Asopo si presentò allora a Sisifo nelle sembianze di un vecchio e gli chiese notizie di sua figlia. Sisifo disse di averla vista, senza però rivelare subito chi l'aveva rapita preferendo chiedere una fonte d'acqua per la sua città in cambio dell'informazione. Asopo promise che gli avrebbe dato la fonte e Sisifo mantenendo il patto rivelò che la ninfa era stata rapita da Zeus. Soddisfatto, Asopo fece dono al re della sorgente perenne detta Pirene.Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, libro III. 12. 6 su theoi.com (in inglese).
Bellerofonte Bellerofonte, figlio di Glauco, a sua volta figlio di Sisifo, commise un delitto senza volerlo, uccidendo Bellero, re di Corinto, benché secondo un’altra fonte avesse ucciso il fratello Deliade. Per purificarsi da tale delitto giunse ospite presso Preto, re di Tirinto, dove vi era un sacerdote in grado di purificare le anime. Stenebea, moglie di Preto, si invaghì di lui, venendo però rifiutata. Assetata di vendetta, la donna istigò il marito ad uccidere Bellerofonte, raccontandogli di essere stata sedotta da costui. Ma le leggi greche dell'ospitalità (la Xenia) impedivano l'uccisione di un commensale; pertanto Preto inviò Bellerofonte da Iobate, re di Licia (e padre di Stenebea), con la scusa di consegnargli una lettera (che ne richiedeva, in realtà, l'uccisione). Anche Iobate però ospitò Bellerofonte, e per le solite leggi, non se la sentì di assassinarlo direttamente richiedendo, invece, al giovane di uccidere la Chimera, un mostro che sputava fiamme, con la testa di leone, il corpo di caprone e la coda di serpente.
Per compiere questa impresa Poliido disse a Bellerofonte che avrebbe avuto bisogno del cavallo Pegaso il quale si abbeverava abitualmente presso la Fontana di Pirene ma era del tutto indomabile. Egli quindi suggerì a Bellerofonte di dormire presso il tempio di Atena attendendo un segnale della dea. Mentre Bellerofonte dormiva, sognò infatti Atena mettere una briglia d'oro accanto a lui. Quando si svegliò trovò effettivamente la briglia d'oro con cui riuscì a catturare e domare il cavallo presso la fonte, permettendogli poi di compiere l'impresa della chimera.
Altri miti Polibo, uno dei re di Corinto, accolse presso la sua corte un bambino trovato in mezzo agli alberi, quel bambino prese il nome di Edipo, poi re di Tebe, da cui si svilupperà il famoso mito.
Fu anche a Corinto che Giasone, il capo degli Argonauti, giunse con Medea. Qui Giasone chiese in sposa al re Creonte la figlia Glauce. Medea vedendosi tradita da Giasone ordì una vendetta. Come dono di nozze le offrì un vestito e dei gioielli con un sortilegio. Quando questi furono indossati da Glauce presero fuoco e morì insieme al padre Creonte che aveva provato a soccorrerla. La vendetta di Medea si concluderà con l'uccisione dei figli avuti da Giasone in modo che egli non avesse discendenza. Medea poi fuggirà ad Atene su un carro del Sole.
I Corinzi parteciparono sotto la direzione di Agamennone alla guerra di Troia. Storia Prima fondazione e crescita
Abitata dai tempi del Neolitico e l'età del bronzo antica, è provato che la città fu distrutta intorno al 2000 a.C. Alcuni nomi antichi come quello di Corinto provengono dalla lingua pre-greca dei Pelasgi. Sembra probabile che il sito di Corinto ospitasse una città-palazzo dell'età del bronzo micenea, come a Micene, Tirinto o Pilo.
Secondo la leggenda, la città fu fondata da Sisifo nel XV secolo a.C., precisamente nel 1429 a.C. Tra il XV e il XII secolo a.C. nel pieno splendore della civiltà micenea Corinto fu una delle principali città nella Corinzia ma fu poi conquistata dai Dori, calati dal nord, che si insediarono nel Peloponneso.
La popolazione che abitava a Corinto apparteneva infatti al gruppo linguistico dorico, e ciò è affermato tramite il mito che fa discendere la dinastia semi-leggendaria dei tiranni Bacchiadi da Eracle attraverso Bacchiade, che non partecipò alle spedizioni degli Eraclidi.
Divenuti re di Corinto durante l'età arcaica, i Bacchiadi in seguito decisero di abolire la monarchia e sostituirla con un'oligarchia familiare con a capo un pritano che veniva eletto (da non confondere con l'omonima carica ateniese).
Fu proprio durante il potere di questa famiglia (tra il 747 e il 657 a.C.), che furono fondate le importantissime colonie di Siracusa (datazione incerta, tra il 758 e il 710 a.C.) fondata dal Bacchiade Archia (secondo la maggior parte delle fonti antiche) e che fu indubbiamente la più potente poleis siceliota, arrivando ad avere un proprio governo tirannico (i Dinomenidi) e poi democratico, e fondando sub-colonie come Kamarina, Casmene e Leucade; vi sono poi le colonie di Corcira (oggi Corfù), Ambracia, Potidea, Epidamno (oggi Durazzo) ed Apollonia.
La colonizzazione, però, non fu che la conseguenza di un arricchimento della polis con il commercio, in particolar modo la fiorente esportazione di vasi in ceramica, allora di stile protocorinzio. Corinto godeva di una posizione geografica ideale, affacciandosi sia sul Mar Ionio dal golfo di Corinto che sul Mar Egeo dal golfo Saronico tramite i suoi due porti: Cencrea (), da dove partivano le rotte commerciali verso il Mar Egeo, e Lecheo () che gestiva i traffici verso le colonie di Corinto in Magna Grecia. I due porti alloggiavano, inoltre, la flotta militare della polis.
Corinto aveva inoltre diretto controllo sul santuario di Poseidone situato nella vicina città di Istmia, uno dei quattro santuari panellenici (gli altri erano situati a Delfi, Olimpia e Nemea), a differenza di questi ultimi non ci furono lotte di nota per il suo controllo, e fu saldamente nelle mani di Corinto, che organizzò anche i giochi istmici.
In seguito, dal 657 al 628 a.C., s'instaurò una dinastia tirannica (i Cipselidi) iniziata da Cipselo, Bacchiade da parte di madre. Quest'ultimo, oltre a rinforzare i legami commerciali della città con le colonie e il resto della Grecia, sconfisse la città di Argo che aveva instaurato un'egemonia su quasi tutto il Peloponneso.Erodoto, Storie.
Questa situazione si protrasse per più di mezzo secolo con il figlio Periandro (uno dei Sette Savi). Sotto di lui Corinto fece parte del contingente greco che stabilì la base commerciale di Naucrati, all'incirca durante il regno del faraone Psammetico I.
Si passò in seguito a un'aristocrazia "moderata", che guidò la polis nelle guerre al fianco inizialmente della lega panellenica contro gli Achemenidi e poi di Sparta contro Atene; Corinto fu infatti la potenza marittima della Lega peloponnesiaca.
Tra il 431 a.C. e il 404 a.C. si scontrò con la potenza di Atene e della lega di Delo, e proprio la colonia corinzia di Corcira fu il casus belli tra Atene e Sparta per l'inizio della guerra del Peloponneso, arrivata al termine di un felicissimo periodo per la polis, che pare arrivasse addirittura ad avere una popolazione di diverse decine di migliaia di persone, tra cui moltissimi con lo status di meteco, cifra davvero ragguardevole per l'epoca. Aiutò anche la colonia di Siracusa a difendersi dalla spedizione ateniese in Sicilia.Tucidide, Guerra del Peloponneso.
Nel caotico periodo che seguì il trionfo spartano al di sopra di Atene, Corinto ruppe lentamente l'alleanza con la città lacedemone e si avvicinò ad Atene e Tebe, guidando insieme a loro l'omonima guerra di Corinto, inizialmente una vittoria, Corinto venne sovrastata da Sparta nella sanguinosa battaglia delle Lunghe Mura di Corinto e la città si divise in due fazioni: i democratici filo-ateniesi che ancora governavano in città e gli oligarchici filo-spartani che avevano conquistato il Lecheo e stavano devastando la Corinzia. Il Lecheo venne riconquistato da Atene nella battaglia del Lecheo.
In seguito alla guerra di Corinto tra Atene e Sparta, Corinto si alleò temporaneamente con la vicina città di Argo, poi, in seguito alla vittoria di Filippo II nella battaglia di Cheronea, entrò prima nell'area di influenza macedone (chiamata appunto lega di Corinto) perdendo lentamente la propria importanza, divenendo dipendente dalla vicina Sicione.
Distruzione
Nel 146 a.C., Roma dichiarò guerra alla Lega achea e, dopo le vittorie sulle forze della lega nell'estate di quell'anno, i Romani guidati da Lucio Mummio assediarono e catturarono Corinto. Quando entrò in città, Mummio uccise tutti gli uomini e vendette donne e bambini in schiavitù prima di bruciare la città, per cui gli fu dato il cognomen Achaicus come il vincitore della Lega achea.Shipley, G. 2000. The Greek World After Alexander 323–30 BC. London: Routledge (pp. 384–385). La sconfitta dei greci in questa battaglia sancì la fine dell'autonomia delle polis greche e la loro subordinazione alla repubblica romana.
Rifondazione e città moderna
Ci sono prove archeologiche di alcune abitazioni minime negli anni successivi, ma Corinto rimase in gran parte deserta fino a quando Giulio Cesare nel 45 a.C. rifondò la città come Colonia Laus Iulia Corinthiensis ("colonia di Corinto in onore di Giulio"), poco prima del suo assassinio. In questo periodo fu costruito anche un anfiteatro.
Sotto i Romani, Corinto fu ricostruita come una città importante nella Grecia meridionale o Acaia. Aveva una grandeJosiah Russell, in "Tarda popolazione antica e medievale", stima 50.000 persone nella Corinto romana. popolazione mista di Romani, Greci ed Ebrei. La città era un luogo importante per le attività del culto imperiale, e sia il Tempio EWalbank, Mary (1989). "Pausanias, Octavia and Temple E at Corinth". The Annual of the British School at Athens. 84: 385–386. che la Basilica GiulianaScotton, Paul; Vanderpool, Catherine; Roncaglia, Carolynn (2014). Actas VIII Congreso Internacional Arqueología Clásica. p. 1629. ISBN 978-8460679493. sono stati suggeriti come luoghi di attività del culto imperiale.
Fu devastata nel 395 dai Visigoti di Alarico, tanto da non raggiungere più per molti secoli l'importanza guadagnata in epoca classica, destino peraltro condiviso dalla maggior parte delle principali antiche polis greche.
Fortificata di nuovo a seguito di vari terremoti sotto il regno di Giustiniano, si isolò ma visse comunque un periodo di prosperità economica, fu vittima di incursioni di pirati, normanni e arabi.
Seguendo gli eventi della Quarta crociata Corinto tentò di resistere agli invasori franchi, grazie al suo generale Leone Sguro, ma alla fine cadde nel 1210 e si ritrovò sul confine tra il principato d'Acaia e il ducato di Atene, e poi del despotato di Morea.