I suoi scritti celebrano i sensi, l'ateismo filosofico, l'edonismo e il piacere (senza rinunciare a una decisa impronta etica e politica), e la figura del "filosofo-artista" nella tradizione dei pensatori greci, che affermarono l'autonomia della vita e del pensiero.. Ostentando un ateismo senza concessioni, egli sostiene che le religioni sono indifendibili in quanto strumenti d'oppressione e di frattura con la realtà o di elusione da essa... Onfray considera come mitici i racconti evangelici, ritenendo che Gesù non sia mai esistito: si tratterebbe, di un personaggio concettuale, per dare concretezza alla predicazione di un gruppo di ebrei “eretici”: attualmente è uno dei pochi intellettuali di una certa importanza a sostenere la cosiddetta tesi mitista sulle origini del cristianesimo.

Michel Onfray ritiene che la filosofia non possa esistere senza l'ausilio apportato dalle scienze naturali, dalla psicoanalisi (sebbene abbia successivamente rifiutato Sigmund Freud, preferendogli Pierre Janet e gli "psicoanalisti non-freudiani") e dalla sociologia in una coniugazione del sapere scientifico con quello filosofico. Secondo lui, un filosofo pensa in modo coerente solo se dispone di adeguati strumenti del sapere, altrimenti le sue analisi si collocano al di fuori della realtà. Grazie a un linguaggio ricco e fluente, riesce a spiegare efficacemente le sue teorie nel corso di trasmissioni televisive o radiofoniche; come divulgatore della filosofia, è sovente invitato anche da emittenti di stampo conservatore perché egli ricopre il ruolo di "ateo di servizio" (athée de service, secondo una definizione da lui coniata).

Onfray appartiene a una classe di intellettuali vicina a correnti di pensiero individualiste e libertarie ma anticapitaliste, di cui tenta il recupero dell'afflato originario attraverso lo studio dei filosofi cinici, atomisti, cirenaici ed epicurei, ma anche tramite tutta la storia della filosofia, dai pensatori libertini, illuministi radicali, utilitaristi, anarchici, alcuni esponenti della Scuola di Francoforte, ma anche Nietzsche, con cui condivide la "rivolta dionisiaca", e gli esistenzialisti atei.Tra i filosofi di riferimento di Onfray: Diogene di Sinope, Leucippo, Democrito, Aristippo, Epicuro, Filodemo di Gadara, Diogene di Enoanda, Michel de Montaigne, Baruch Spinoza, d'Holbach, Helvetius, Julien Offray de La Mettrie, gli anarchici come Bakunin, Proudhon, Godwin, Stirner ecc., e infine Jeremy Bentham e Albert Camus Egli, è, alla maniera di molti suoi ispiratori, un materialista leggermente ottimista, senza gli eccessi di pessimismo che alcune correnti irreligiose hanno manifestato..

È stato avvicinato anche, dai mass media, alla variegata corrente del "Nuovo ateismo", gruppo assai eterogeneo a cui sono stati associati vari pensatori, scienziati e scrittori, come Richard Dawkins, Sam Harris, Daniel Dennett, Christopher Hitchens e Piergiorgio Odifreddi.

Biografia Michel Onfray è nato a Chambois, piccolo comune della Bassa Normandia nel dipartimento dell'Orne, da una famiglia di contadini normanni, da padre, Gaston Onfray (1920-2009), operaio e bracciante, e madre, Hélène, cameriera e addetta alle pulizie delle case di benestanti locali, proprietari anche della fattoria dove lavorava il padre. Suo zio fu un membro della Resistenza francese, arrestato, torturato e internato in un campo di concentramento nazista durante la seconda guerra mondiale.M. Onfray, Il post-anarchismo spiegato a mia nonna, Parte I: "Autoritratto con bandiera nera", Capitolo III

Cresciuto nella vicina cittadina di Argentan (nei cui pressi ha una casa di campagna, dove ha vissuto quasi ininterrottamente fino al 2013), a causa di problemi finanziari del padreM. Onfray, Il post-anarchismo spiegato a mia nonna, Parte I: "Autoritratto con bandiera nera", Capitolo I: "Genealogia delle viscere", pag. 11-16, la madre, donna con problemi caratteriali, che spesso diventava violenta (riflesso dell'educazione ricevuta da lei stessa, in quanto orfana di padre e affidata alla pubblica assistenza e a un istituto di suore), lo abbandonò a sé stesso; a dieci anni, fu affidato a un orfanotrofio cattolico gestito da preti salesianicome egli racconta nel capitolo introduttivo del suo libro La potenza di esistere. Manifesto edonista, intitolato Autobiografia con bambino, anche se spesso poteva tornare a casa. In questo luogo egli racconta di avere ripudiato definitivamente la religione, di avere maturato il rifiuto dell'autorità e di essersi interessato alla filosofia, anche in seguito al fatto di avere subito un «regime carcerario» di «maltrattamenti e [...] molestie» da parte dei sacerdoti («alcuni dei quali pedofili», aggiungeOnfray: La macro-politica è morta, viva la micro-politica , Micromega) che avrebbero dovuto accudirlo. Rimase dai salesiani per circa quattro anni, e successivamente ne passò tre in un altro istituto cattolico, uscendo dalla tutela dei salesiani quasi alla maggiore età, e in seguito si riconciliò con la madre.La dedica della Potenza di esistere è appunto "A mia madre ritrovata" Onfray ha anche un fratello minore, Hugues, che invece la madre tenne con sé.

Dopo avere lavorato come operaio in un caseificio locale (la prima volta a 14 anni) e in una fabbrica, divenne anarchico grazie alla conoscenza di un amico barbiere ed ex partigiano, che gli fece scoprire le idee di «una sinistra diversa, non comunista e non liberale», che «rifiuta il socialismo del filo spinato» e al contempo «vuole la fine dello sfruttamento capitalista, la felicità per gli umili e i diseredati, una società più giusta o (se si preferisce) meno ingiusta»; conseguì quindi la laurea in Filosofia all'Università statale e, dal 1983 al 2002, insegnò questa materia agli studenti dell'ultimo anno di un istituto tecnico a Caen, una scuola di proprietà cattolica, contrastato dai dirigenti per le sue idee eterodosse. Lo fa in contrasto con il programma didattico nazionale che, secondo lui, prevede solo l'insegnamento della storia della filosofia del passato, trascurando la pratica della stessa nella vita quotidiana e i più recenti sviluppi del pensiero in rapporto alle scienze. Nel 1987, a 28 anni, fu colpito da un grave infarto cardiaco, al quale sopravvisse riprendendosi molto bene. Questo evento lo spingerà a dedicarsi alla filosofia (cfr. paragrafo sull'hapax esistenziale).

Nel 2004 ebbe una ricaduta del problema cardiaco sotto forma di un episodio di cardiomiopatia: un'infezione contratta in Mauritania che gli provocò un ictus, il quale gli impedì di scrivere per qualche giorno; dopo un giorno, nonostante il cuore non avesse subito nuovi danni fisici, ebbe un aggravamento delle condizioni cardiache, uno scompenso temporaneo legato direttamente all'ictus, che più tardi egli paragonò alla sindrome tako-tsubo, cioè la cardiomiopatia da stress (un disturbo cardiaco di origine nervosa, che può manifestarsi in persone predisposte, provocando danni cardiaci o aggravando i disturbi già esistenti) dovuta - secondo lui - al dispiacere di non riuscire temporaneamente a lavorare; riuscirà a riprendersi anche da questo incidente. archivio su YouTube.

Michel Onfray, dopo essersi dimesso dall'incarico di insegnante nel 2002 (l'anno in cui Luc Ferry diventa ministro dell'Istruzione), per impegnarsi attivamente nella filosofia e nell'attivismo (anche contro un'eventuale vittoria, al ballottaggio presidenziale, del candidato di estrema destra Jean-Marie Le Pen), da allora si dedica alla ricerca in proprio.Arte, comprendre le monde. sélection livres. [archive] Ces six volumes ramassent sept années du travail effectué par Michel Onfray pour nourrir son séminaire de philosophie hédoniste à l'université populaire de Caen créée par ses soins en 2002.

Nel corso dello stesso anno crea lUniversité populaire de Caen e numerose attività collegate, e, nel 2004, ne scrive il manifesto (La communauté philosophique, La comunità filosofica). Da allora è docente nella stessa università da lui fondata, e, quando non viaggia per promuovere la sua attività, risiede stabilmente in Normandia. Anche in Italia Onfray diviene noto, oltre che per i suoi libri (specialmente il Trattato di ateologia), per i suoi significativi interventi in convegni internazionali concernenti il pensiero filosofico, la religione e la spiritualità.

Onfray sostiene attivamente la legalizzazione dell'eutanasia e del suicidio assistito in Francia e nel 2014 ha rivelato di avere aiutato a morire la sua compagna, Marie-Claude Ruel, docente di francese e italiano conosciuta nel 1976, malata di cancro al seno da più di 13 anni, guarita una prima voltaPercorso narrato da Onfray nell'introduzione de Il corpo incantato. Una genealogia faustiana ma ormai incurabile; la Ruel è deceduta l'8 aprile 2013 a 60 anni in una clinica svizzera dove si pratica il suicidio assistito. Nel 2018 ha sposato la nuova compagna, Dorothée Schwartz.

Onfray, oltre che di insegnamento e divulgazione, si occupa della direzione di alcune collane editoriali incentrate sulla filosofia, e partecipa come ospite fisso alle trasmissioni della radio France Culture. Dirige la rivista Front populaire.

Idee politiche

Il filosofo francese si definisce "post-anarchico", anticomunista, anti-liberale, anticapitalista e simpatizzante del socialismo libertario e del mutualismo di Proudhon.Intervista al filosofo Michel Onfray a Roma per presentare "Il Crepuscolo di un idolo. Smantellare le favole freudiane", dal sito altriitaliani.it

Egli è attivo nell'area della sinistra libertaria e alternativa, sostenendo l'utilità del voto per contrastare le forze conservatrici. Come per il suo ateismo, le sue posizioni politiche, estremamente personali e difficilmente inquadrabili in una precisa ideologia (alla maniera del suo principale ispiratore, Albert Camus), hanno provocato spesso polemiche.

All'elezione per il presidente della repubblica francese svoltasi nel 2002, ha dichiarato di avere votato per Olivier Besancenot, candidato presentato dalla LCR (Ligue communiste révolutionnaire, Lega Comunista Rivoluzionaria, poi divenuta il Nuovo Partito Anticapitalista), un partito trockista e marxista (nonostante egli non sia tale e abbia ripetutamente criticato il marxismo e il socialismo scientifico), sostenendo che «la sinistra deve essere di sinistra» per combattere ciò che egli chiama «la misère sale» (la sporca miseria). Si veda anche il suo libro Politique du rebelle (politica del ribelle).

In alcune delle sue dichiarazioni pubbliche e in passi dei suoi libri Michel Onfray delinea il progetto di un «capitalismo libertario» e auspica una «gestione libertaria» dell'economia, in contrapposizione a una "gestione liberista" della stessa. Il 22 marzo 2006, invitato da Stéphane Paoli negli studi di France Inter, Michel Onfray ha sostenuto di non essere contro il capitalismo e la proprietà privata. Lo stesso anno, in un dibattito, ha appoggiato l'opportunità di un candidato unico della sinistra alternativa alle elezioni presidenziali del 2007 in opposizione a Ségolène Royal (poi sconfitta dal neo-gollista Nicolas Sarkozy) e, a dicembre, nel corso di un'intervista a Le Monde, ha dichiarato di considerare "catastrofico" il fatto che la "sinistra della sinistra" ("gauche de la gauche") non presenti un candidato unitario (riferimento ai rapporti tesi fra LCR e PCF) che avrebbe favorito, a suo dire, la candidata socialista moderata (da lui definita «il trionfo del vuoto di fondo»).

Dopo avere appoggiato il no global José Bové, ha dichiarato che avrebbe votato scheda bianca al ballottaggio tra la Royal e Sarkozy.