Agiografia Valeriano è stato, secondo la tradizione, un soldato della legione Tebea che, sfuggito al massacro dei suoi compagni, raggiunse Cumiana e si dedicò alla diffusione del cristianesimo, venendo per questo decapitato da un drappello di soldati. Prima di morire, inginocchiatosi su una pietra, avrebbe lasciato su di essa l'impronta delle ginocchia.

I dati biografici di san Valeriano sono di dubbia attendibilità storica. Non essendo noto il dies natalis, la sua memoria è stata fissata al 14 aprile, giorno in cui è commemorato l'omonimo martire romano, sposo di santa Cecilia.

Sul luogo del martirio, a circa un chilometro dalla frazione di Tavernette, si trovava un'edicola votiva contenente la pietra miracolosa. Tale edicola, per facilitare l'accesso dei pellegrini, è stata successivamente inglobata nell'attuale santuario intitolato al santo dove, dal 1987, si è stabilita una piccola comunità religiosa, la Fraternità monastica di Montecroce.

Poiché il 14 aprile cade frequentemente nella Settimana Santa, la celebrazione del santo è stata spostata al Lunedì dell'Angelo.

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