Leccidio di Salussola consiste nella fucilazione per rappresaglia preceduta da sevizie di venti partigiani ad opera di soldati repubblichini avvenuta il 9 marzo 1945 a Salussola (Bi).
Storia Alla fine di febbraio 1945 il Comando della Brigata Garibaldi fece rientrare i distaccamenti della 109ª Brigata che si trovavano ancora nel Monferrato. Durante la marcia il distaccamento "Zoppis" composto da 33 partigiani, fermatosi a riposare in una cascina presso Livorno Ferraris, fu sorpreso e arrestato nelle prime ore dell'alba del primo marzo da una compagnia del Comando "OPAbbreviazione per "Ordine Pubblico" Macerata" di Clusone. I trentatré uomini furono condotti in diversi presidi; infine un gruppo di ventuno venne prelevato dal Battaglione "M" di Montebello della GNR e condotto verso Biella, con la scusa di realizzare uno scambio tra prigionieri con soldati tedeschi. Invece a Salussola, dopo un'intera notte di sevizie e violenze documentate dall'unico sopravvissuto, i prigionieri vennero uccisi a colpi di mitragliatrice all'alba del 9 marzo. La strage voleva essere una rappresaglia all'attacco condotto alcuni giorni prima da partigiani, probabilmente della 75ª Brigata, ai danni di alcuni camion militari della "Montebello" transitati presso Salussola. Nell'attacco un camion era stato distrutto e quattro militari uccisi. La vicenda viene ricostruita da Cesarina Bracco nel libro La Staffetta Garibaldina (1999).
Una dettagliata ricostruzione storica narra che all'inizio un gruppo di 33 partigiani appartenente alla 109ª brigata Garibaldi (XII divisione) che si trovava in pianura allo scopo di sfuggire ai vari rastrellamenti, fu catturato in una cascina tra Bianzè e Livorno Ferraris. Tutti arrestati, furono portati al presidio di Tronzano Vercellese, luogo ove vennero subito separati: 12 vennero accompagnati a Vercelli, 21 rimasero a disposizione del comando fascista per gli interrogatori. La sera dell’8 marzo fu fatto credere loro, come già detto, che dovevano partire per uno "scambio" e furono caricati su diversi camion destinazione Salussola, dove furono consegnati ad un reparto fascista che era di pattuglia in paese dal 6 marzo 1945, formato da una compagnia della “Montebello”, (compagnia dell’O.P. Macerata) e vi era anche una compagnia di militari tedeschi. Quattro uomini della GNR Montebello furono uccisi mentre era in corso un rastrellamento operato nei dintorni di Zimone; al rientro a Salussola, la sera dell’8 marzo, nonostante a quanto testimoniato addirittura il parere contrario del comandante tedesco tenente Zwintek, (Zwinkel?) decisero che avrebbero fucilato dei partigiani prigionieri fatti venire da un'altra località. Don Giuseppe Dotto (1898-1975), nativo di Chiavazza, canonico a Sant'Antonio abate nella frazione salussolese di Vigellio su questo fatto fece testimonianza, in seguito, ai carabinieri in data 19 ottobre 1945. Ottenuto il permesso da un altro ufficiale tedesco, il ten. Limart, alle cinque del mattino i fascisti cominciarono le fucilazioni, complessivamente 20 partigiani, i cui cadaveri mostravano evidenti segni di percosse e torture precedenti. Erano presenti la sera dell’8 marzo 1945 il capitano Giuseppe Beretta responsabile della strage, due tenenti, il tenente medico, il tenente cappellano e il maggiore Alessandro Marchesi che comandava il raggruppamento “Montebello”. I fascisti andarono via da Salussola alle sei del mattino del 9 marzo.
I 20 Martiri
Nel periodo che andava dal dicembre 1943 fino al 28 aprile 1945 operò compiendo stragi e violenze nel Biellese il 115⁰ battaglione "Montebello", articolato su quattro compagnie. Al suo comando si avvicendarono il tenente colonnello Aurelio Languasco, il maggiore Alessandro Manfredi, il capitano Fernando Travaglini e il maggiore Eugenio Sanchini. All’epoca dei fatti, come riferito dal parroco don Dotto di Salussola, doveva esserne a capo il maggiore Alessandro Manfredi. È più che probabile che fossero presenti ad assistere la 115ª brigata della GNR responsabile della strage, i tenenti nazisti Zwinkel e Limart.
Ecco l'elenco completo delle 20 vittime e del 21⁰, scampato miracolosamente alla fucilazione.
Francesco Buscaglino detto “Barbera”, di Antonio e Francesca Protti, nato a Villata il 30 agosto 1902, residente a Pray, XII divisione, 109ª brigata “Tellaroli”. Partigiano Luigi Costa detto “Gigi”, nato a Masserano il 01 aprile 1918, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Bruno Foglia detto “Ebano”, di Mario, nato a Portula il 12 agosto 1926, residente a Crevacuore, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Walter Marchesini detto “Orlando”, di Daniele e Maria Fabbri, nato a Mesola nel 1925, ivi residente, XII divisione, 110° brigata “Fontanella”. Partigiano Gino Menti detto “Colaussi”, di Leopoldo ed Elisabetta Dalbuono, nato a Pray il 23 febbraio 1914, ivi residente, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Angelo Lorenzo Nicolini, detto “Budda”, di Giovanni Serafino e Lorenzina Bertona, nato a Cureggio il 13 agosto 1925, ivi residente, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Giovanni Ortoleva, detto “Jaco”, di Francesco e Nicolina Scelsi, nato a Isnello il 14 aprile 1921, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Francesco Pela detto “Cirillo”, di Antonio e Rosa Bellardone, nato a Vigliano Biellese il 20 dicembre 1893, residente a Pray, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Giuseppe Picco detto “Trento”, di Giovanni e Angela Picco, nato a Roasio il 06 novembre 1916, ivi residente in via D’Azeglio 16, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Guido Riboldazzi detto “Pulcino”, di Costantino e Maddalena Derivi, nato a Villata (Vc) il 07 luglio 1924, ma residente a Crevacuore, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Florindo Rocca detto “Lince”, di Sisto e Modesta Greggio, nato a Monselice il 22 aprile 1920, residente a Vallemosso (Valdilana), XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Giulio Rocca detto “Gino”, di Sisto e Modesta Greggio, nato a Monselice il 22 aprile 1920, residente a Vallemosso, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Antonio Rocchi detto “Figaro”, di Basilio e Acea Farinelli, nato ad Ariano nel Polesine il 30 marzo 1920, residente a Lessona, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Gaudenzio Sesia detto “Balilla”, di Pietro e Giuseppina Ragate, nato a Vespolate il 09 novembre 1925, residente a Casalgiate (frazione comune di Novara), XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Gerardo Salis detto “Palmiro”, di Luigi e Teresa Solari, nato ad Asigliano Vercellese il 30 luglio 1926, ivi residente. XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Edo Tempia Valenta detto “Brunello”, di Ercole e Luigia Stasia, nato a Mezzana Mortigliengo il 20.02.1926, ivi residente, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Enrico Tondi detto “Vecio”, nato a Torino il 13 settembre 1906, residente a Lessona, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Dante Tondi detto “Legnano”, di Clemente e Carmela Patritti, nato il 16 giugno 1915 a Oleggio, residente residente a Cossato, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano Valentino Tosin detto “Bissa”, di Angelo e Maria Bittante, nato in Austria il 8 aprile 1911, residente a Mezzana Mortigliengo, XII divisione, 110° brigata “Fontanella”. Partigiano Rolando Tugnolo detto “Dispari”, di Domenico e Rosa Bellan, nato a Taglio di Po nel 1926, residente a Collobiano, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano
L'unico, il 21⁰, scampato fortunatamente alla strage: Sergio Canuto Rosa detto “Pittore”, di Giacomo e Maddalena Vigorone, nato a Caprile il 19 aprile 1920, ivi residente, XII divisione, 109° brigata “Tellaroli”. Partigiano
La testimonianza di Sergio Canuto Rosa (1920-2013 "Pittore") Il partigiano Sergio Rosa Canuto, nome di battaglia Pittore, fu l'unico a salvarsi. Questa la sua testimonianza dei fatti Testimonianza di Sergio Canuto Rosa "Pittore" depositata alcuni giorni dopo l'eccidio, al Comando della Zona Libera. Conservata nel Museo laboratorio di Salussola. depositata, alcuni giorni dopo l'eccidio, al Comando della Zona Libera di Sala Biellese.
La commemorazione del Ministro della Difesa (2002) Il 10 marzo 2002, intervenendo nella commemorazione della strage, il Ministro della Difesa Antonio Martino ha così commentato: "Dal ricordo del Sig. Sergio Rosa Canuto, emerge la cronaca agghiacciante dei fatti che portarono al martirio di 20 partigiani. Le torture morali e fisiche, inflitte alle vittime prima dell'esecuzione sommaria, toccarono limiti di inaudita ferocia della quale il trascorrere del tempo non riuscirà a stemperare il ricordo. Ai martiri di Salussola va la nostra riconoscenza e la nostra ammirazione, per il coraggio e la dignità, di cittadini e di combattenti, testimoniati anche nella prova estrema."Sito del Ministero della Difesa, Attività e interventi
La commemorazione del Presidente della Repubblica Mattarella (2025) Il capo dello Stato Sergio Mattarella è intervenuto ricordando a distanza di 80 anni la strage del 9 marzo 1945 inviando una lettera al primo cittadino salussolese Manuela Chioda:
"Ricorrono gli ottant'anni dell'eccidio di Salussola. La Repubblica si inchina ai partigiani della XII Divisione Garibaldi, ferocemente torturati e poi fucilati per mano dei fascisti che, già da qualche giorno, stazionavano in paese. La XII Divisione Garibaldi si rese protagonista nell'intero Biellese - grazie all'apporto della popolazione dalle solide tradizioni operaie - dei più significativi momenti della guerra di Liberazione, impegnando, in continui combattimenti e attacchi, ingenti forze nemiche che furono sottratte al fronte di guerra. La volontà di riaffermare l'attaccamento alla libertà e agli insopprimibili diritti spinse gli operai a scendere in piazza per rendere omaggio alle vittime, il 14 marzo 1945, con uno sciopero generale organizzato dal CLN tramite l'emittente partigiana biellese ‘Radio Libertà’, che trasmetteva da Callabiana. Il loro sacrificio, i valori alla base della loro scelta, hanno dato vita ai principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale: libertà, democrazia, pace e giustizia sociale, che rappresentano la meta alla quale ambire convintamente ogni giorno"
La commemorazione del Presidente della Camera Fontana (2025) Il presidente dei deputati Lorenzo Fontana ha ricordato 80 ⁰ anniversario della strage intervenendo con un suo messaggio: "Il pensiero va alle vittime, ai loro familiari, ai partigiani che affrontarono la brutalità della repressione fascista con il coraggio di chi crede nella libertà – dice -. Il ricordo del loro sacrificio resta un monito e un dovere collettivo. In questa giornata rivolgo la mia vicinanza alla comunità locale, custode di una memoria che deve rimanere viva."
Il film-documentario "Accadde a Salussola. 9 marzo 1945" (2025) In occasione della commemorazione del 9 marzo 2025, è stato prodotto e proiettato un film-documentario del regista Manuele Cecconello che rende omaggio alla memoria dell'eccidio di Salussola. La pellicola, girata e prodotta con l'obiettivo di preservare il ricordo di questo tragico evento, offre un racconto dettagliato delle vicende che hanno segnato quella giornata.
Attraverso immagini dei luoghi interessati, il film restituisce l'atmosfera e il contesto storico in cui si consumò la strage. Inoltre, le testimonianze del partigiano Sergio Canuto Rosa, detto "Pittore" e unico sopravvissuto, si intrecciano con quelle dei familiari delle vittime e delle persone che presero parte alla ricomposizione dei corpi nei giorni successivi all'eccidio. Queste narrazioni danno voce al dolore, al coraggio e alla speranza di chi ha vissuto direttamente o indirettamente questa terribile pagina della storia.