Biografia Giorgio Carta è stato l'ideatore di uno dei più grandi poli industriali metallurgici italiani, localizzato nel Sulcis, nella costa sud-occidentale della Sardegna.
Nei suoi anni giovanili è stato xilografoScrive P. A. MANCA nell'articolo Panorama artistico della Sardegna all'interno dellAlmanacco degli artisti del 1932: "Il diciassettenne Giorgio Carta la cui xilografia è stata classificata dallo stesso Oppo, in visita a Cagliari, per la mostra «sorprendente», non è una promessa?"., allievo di Remo Branca; nel 1934 alcuni dei suoi lavori sono stati esposti alla Biennale di Venezia altri a RomaAlcuni suoi lavori sono stati esposti a Roma nel Palazzo Reale (oggi Palazzo del Quirinale), in occasione del concorso voluto dalla Regina Elena per celebrare il contributo dato dall’Italia nella prima guerra mondiale: notizia tratta da: , pag. 158.
Si laurea in ingegneria civile a Roma nel 1937.
Comincia la sua carriera professionale nelle società minerarie sarde diventando dirigente nella Carbosarda o S.M.C.S. (Società Mineraria Carbonifera Sarda). Gli viene infatti affidata la direzione della miniera di Cortoghiana e successivamente delle miniere di Seruci e di Nuraxi Figus. Studiando i sistemi avanzati di estrazione utilizzati negli Stati Uniti li adottò per l'estrazione del carbone nei giacimenti della Sardegna.
Sotto la sua direzione e su suo progetto viene costruita la centrale termoelettrica di PortovesmeNell'articolo "Decisa la Costruzione a Carbonia della grande centrale termoelettrica" di G. Ghirotti su La Stampa del 1º ottobre 1960 si dice: "Il progetto, elaborato dal direttore generale della Carbosarda, ingegner Giorgio Carta, con alcuni altri tecnici, è arditissimo: si tratta di trasformare in energia un quantitativo imponente di carbone del Sulcis (praticamente incommerciabile), circa 670 milioni di tonnellate di minerale. Si tratta inoltre di lanciare questa energia sul mercato nazionale attraverso un cavo di di lunghezza..." la c.d. "Supercentrale" (1960-1965). Alla posa della prima pietra della centrale, il 30 ottobre 1960, presenzia il Ministro degli Esteri Antonio Segni (poi diventato Presidente della Repubblica).
Successivamente progetta l'elettrodotto Sardegna-Corsica-Italia (SACOI), un sistema misto di cavi in linea aerea () e sottomarino () che collega la Sardegna con la Toscana. L'elettrodotto ha lo scopo di trasferire parte dell'energia prodotta dalla Supercentrale nella penisola. Il SACOI è stato, all'epoca, il più lungo elettrodotto del mondo per dimensioni (superando quello che collegava l'isola di Gotland e la Svezia) in Gazzetta del Sulcis-iglesiente del 3 giugno 2010 n. 488
Nel 1963 con la nazionalizzazione dell'energia elettrica la Supercentrale passa dall'EnelSi veda a proposito l'articolo "Sulcis: ostacolato il passaggio all'Enel" dell'Unità del 15 gennaio 1964 di Giovanni Salis, con intervista a Giorgio Carta.. Negli anni successivi per sfruttare l'energia della Supercentrale Carta punta sull'alluminio e costituisce a Portoveseme la Alsar (successivamente acquisita dalla Alcoa), uno stabilimento per la produzione di alluminio primario. Negli stessi anni sotto la sua direzione la Alsar accordandosi con altre società straniere fa nascere l'Eurallumina per costruire il più grande stabilimento europeo di produzione di ossido d'alluminio, poi utilizzato dalla Alsar per produrre alluminio. La Alsar raggiunge capacità produttiva annua di tonnellate di alluminio primario all'anno.
Nel corso degli anni '70 fu chiamato da Pietro Sette ad assumere la carica di direttore generale dell'Efim. Nel 1972 l'Efim assume il monopolio della produzione di alluminio in Italia, mettendo insieme la MCS (Mineraria Carborifera sarda, un'impresa dell'Efim) e la Alumetal, azienda in cui la Montedison aveva concentrato le sue attività nel settore dell'alluminio, il polo di Portovesme, l'Eurallumina, l'Alsar, oltre alla Sava a Porto Marghera. Giorgio Carta diventa poi presidente dei cantieri navali di Porto Marghera (1968-1972), dei quali dirige dei lavori di ristrutturazione. È anche amministratore di altre società controllate dalla stessa Efim (ad esempio era consigliere di amministrazione delle Cartiere Riunite Donzelli e meridionali).
Il suo nome compare nella lista degli iscritti alla loggia massonica P2.
Per tutta la sua carrieraRisale al 24 dicembre 1974 un articolo di Lina Tamburrino pubblicato su l'Unità, dal titolo "Le miniere di carbone da salvare , la giornalista intervista Giorgio Carta nella sua qualità di membro della commissione interministeriale chiamata a valutare l'utilizzo del carbone Sulcis a fini energetici., ma soprattutto negli ultimi anni della sua vita, continua a studiare la gassificazione del carbone (1989-1992).
La sua figura, schiva, quasi distaccata di "ideatore e portatore di grandi intuizioni industriali ha segnato la storia nel Sulcis e della Sardegna"Sergio Usai nell'articolo Cgil, Cisl e Uil: «Una piazza dedicata a Giorgio Carta» pubblicato ne "La Nuova Sardegna" del 12 maggio 2000. L'articolo così si conclude: "Cgil Cisl e Uil propongono che Carbonia, Gonnesa e Portoscuso dedichino all'ingegner Giorgio Carta una piazza, una via, e che la direzione Carbosulcis intitoli alla Sua memoria una struttura mineraria al fine di rinnovare nel tempo il giusto rilievo tecnico, storico e culturale di figura emblematica per il Sulcis Iglesiente"..
Note
Bibliografia Maria Stella Rollandi, Miniere e minatori in Sardegna, Cagliari, Edizioni della Torre, 1981. Alberto Vacca, Carbonia e i problemi dell'industria carbonifera sarda (1936 – 1976), Edizioni Della Torre, Cagliari, 1985 Massimo Carta, Perché Carbonia, Gasperini Editore, Cagliari, 1981 Manlio Brigaglia, Storia della Sardegna, Edizioni della Torre, 1998 S. Ruju, Società, economia, politica dal secondo dopoguerra a oggi (1944-98), in Storia d'Italia. Le regioni dall'Unità a oggi. La Sardegna, a cura di L. Berlinguer e A. Mattone, Torino 1998, pp. 777–992. A. Boscolo, M. Brigaglia, L. Del Piano, La Sardegna contemporanea, Cagliari 1974 (riedito nel 1995) Prima Relazione dell'Organo Permanente per la Sicurezza nelle Minière di Carbone, CECA, 1959 Second report of the mines safety commission - European Coal and steel community, 1961
Voci correlate Portovesme Alcoa Eurallumina Appartenenti alla P2
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Appartenenti alla P2