Questa voce racconta la storia della Puteolana 1902 dalla fondazione del Puteoli Sport ai giorni nostri.
Il principio e gli anni dieci Il calcio a Pozzuoli nacque agli inizi del Novecento grazie soprattutto ai dipendenti del cantiere inglese Armstrong, che contribuirono a diffondere questo sport nella cittadina campana. Nel 1902 sorse il Puteoli Sport, un circolo sportivo sito in via Napoli, che organizzava diverse attività, fra le quali il calcio, che veniva praticato nell'ambito cittadino e comunque a livello essenzialmente amatoriale.
Nel 1909 divenne Puteoli Sport Club e come colori assunse una casacca a strisce verticali bianco-rosse.La denominazione per esteso di Puteoli S.C. era Puteoli Sport Club e non Puteoli Sporting Club, come dimostra Il Calcio - Bollettino ufficiale della FIGC del 15 ottobre 1914, p. 8. La società non praticava unicamente il gioco del calcio ma anche altri sport, come la pallanuoto (dove giunse a disputare anche il campionato nazionale), il ciclismo e il podismo. Nel 1911 un articolo del quotidiano L'Operaio fa menzione di una partita del Puteoli che affrontò e batté l'Audacia e Liberi di Napoli per 3-0. Il quotidiano diede in seguito conto di svariate altre gare del club flegreo, svolte per amichevoli e tornei regionali. Dopo diverse gare a carattere amatoriale, nella stagione 1913-14 debuttò per la prima volta in un campionato ufficiale FIGC disputando il campionato di Terza Categoria, chiudendo al terzo posto dietro a Vomero e Bagnolese. L'anno successivo disputò il campionato di Promozione Campania, classificandosi inizialmente al primo posto davanti a Bagnolese e Società Sportiva Napoli.Cfr. articolo "Nella Campania - Il campionato vinto dal Puteoli subjudice" pubblicato da La Gazzetta dello Sport del 8 marzo 1915, che dimostra peraltro che fu la S.S. Napoli, e non la seconda squadra del Naples, a partecipare, smentendo la tesi di Gaudino e Lubrano (che nei tabellini della Promozione 1914-15 riportano erroneamente la seconda squadra del Naples al posto della S.S. Napoli). Tuttavia fu penalizzato di due punti per il tesseramento irregolare di alcuni giocatori provenienti dal disciolto Vomero, rendendo necessario lo spareggio per il primo posto con la Bagnolese, perso 0-1 il 9 maggio 1915 a causa di una sfortunata autorete di De Rosa.Cfr. articolo "l'U.S. Bagnolese vince il campionato" pubblicato su La Gazzetta dello Sport del 10 maggio 1915. A causa del conflitto bellico l'attività calcistica fino al 1918 si svolse in ambito prettamente amichevole, mentre a partire dal 1919 ripartì l'attività ufficiale e la squadra assunse il nome di Unione Sportiva Puteolana adottando una maglia interamente rossa.
Anni venti
Nel 1919 la Puteolana partecipò, per la prima volta, al campionato di Prima Categoria (il massimo livello nazionale), venendo inserita nel girone campano insieme alle veterane Naples e Internazionale di Napoli e alle neopromosse Pro Napoli e Pro Caserta: l'impatto con il nuovo campionato fu positivo e, chiudendo il girone campano al secondo posto con undici punti, dietro soltanto all'Internazionale, la squadra riuscì nell'impresa di qualificarsi ai gironi di semifinale dell'Italia centro-sud.Italy - Championship History 1898-1923 Rsssf.com Il campionato della Puteolana si concluse nelle semifinali interregionali: inserita nel Girone A con i romani della Fortitudo e i toscani del Pisa, i Diavoli Rossi (così all'epoca era chiamata la Puteolana) si rivelarono di livello nettamente inferiore perdendo per 5-0 entrambe le trasferte, mentre in casa subì un'altra sconfitta, questa volta di misura (1-2), contro i forti romani; gli unici due punti giunsero a tavolino per la rinuncia del Pisa ormai estromesso dalla finale e pertanto demotivato ad affrontare una lunga e dispendiosa trasferta ferroviaria di circa 500 km per disputare una partita ormai ininfluente. La Puteolana concluse il girone al secondo posto a pari punti con il Pisa, staccata di ben sei punti dalla Fortitudo prima nel girone e perciò qualificata alla Finale contro la vincente dell'altro girone. Quando il presidente della FIGC Francesco Mauro visitò Napoli nel corso di un viaggio di propaganda per il Meridione, volle congratularsi con la Puteolana per la prestazione offerta nelle semifinali centro-meridionali.Cfr. Il Mezzogiorno del 29-30 maggio 1920. La formazione della Puteolana 1919-20 schierata nella partita di esordio nella massima serie era: Rinetti; Lobianco, Saviano; Forte, Pizzo, Cassese; Furlanetto, Peluso, Acuto, Parodi, De Martino.
Nella stagione 1920-21 la Puteolana dominò il campionato regionale vincendo sia il girone preliminare A, sia il girone finale campano. Conquistata così ancora una volta sul campo la qualificazione alle semifinali dell'Italia Centro-Sud, ne venne però estromessa a tavolino dal Comitato Regionale Campano che punì i diavoli rossi per l'invasione di campo dei propri tifosi nel corso dell'ultima partita contro il Naples (sospesa a dieci minuti dalla fine sul punteggio di 3-0 per i napoletani) squalificandoli e togliendoli dalla classifica; la società fu inoltre multata di migliaia di lire, il suo campo ad Arco Felice fu squalificato e alcuni dei suoi giocatori ricevettero pesanti squalifiche (il portiere Rinetti fu addirittura squalificato per due anni, mentre Moretti e Parodi furono squalificati per molti mesi).Cfr. articolo "Il football in Campania" pubblicato sul numero 7 del 20 maggio 1921 del periodico Moto e vita - Organo ufficiale dello Sport Club Lucera. Si qualificò così al suo posto alle semifinali interregionali la Bagnolese. La stampa filoputeolana gridò al complotto accusando il Comitato Regionale Campano di essere costituito soprattutto da dirigenti delle società napoletane invidiosi per il dominio della Puteolana e sostenendo che l'invasione di campo fu solo il pretesto per estromettere i diavoli rossi dal campionato e garantire così la partecipazione alle Semifinali della partenopea Bagnolese; giustificò inoltre l'invasione del campo per mano dei tifosi puteolani con la rabbia per il costo proibitivo del biglietto e per l'arbitraggio, ritenuto favorevole al Naples, di Mario Argento. La stampa filopartenopea, invece, applaudì l'operato del Comitato Regionale accusando la Puteolana di comportamento antisportivo e i suoi dirigenti per non aver saputo o voluto prevenire l'invasione di campo e i conseguenti incidenti. La Puteolana presentò reclamo alla Presidenza Federale, la quale, tuttavia, confermò l'esclusione dalle Semifinali, pur revocando la squalifica del campo e riducendo notevolmente le squalifiche dei giocatori coinvolti, permettendo così a Rinetti, inizialmente squalificato per due anni, di prendere parte al campionato 1921-22. La formazione tipo della Puteolana 1920-21 era: Rinetti; Manfrenati, Elia; Paolino, Lasala, Moretti III; Lobianco, Peluso, Doglioli, Cavalieri, De Carluccio.
Nell'estate 1921 le maggiori 24 squadre settentrionali e tutte le squadre meridionali uscirono in massa dalla FIGC e crearono un loro campionato, quello CCI, suddiviso in due leghe, la Lega Nord e la Lega Sud, con finalissima nazionale tra le vincitrici delle due leghe.
Nel campionato CCI 1921-22 la Puteolana dominò ancora una volta il girone campano di Prima Divisione vincendo tutte le dodici gare disputate e qualificandosi così alla Fase Finale della Lega Sud contro gli altri campioni regionali del Centro-Sud. La Puteolana fu sorteggiata in Semifinale Lega Sud contro i campioni delle Marche dell'Anconitana, che il 14 maggio 1922 ebbero la peggio per 3-0, con reti di Elia al 9°, di Ponzone al 15° e di Parodi al 23°. Con questa vittoria la Puteolana si qualificò alla Finale di Lega Sud contro i romani della Fortitudo: il vincitore della partita avrebbe avuto l'onore, in qualità di campione del Sud, di contendere ai Campioni del Nord lo scudetto nella finalissima nazionale. La Finale di Lega Sud avrebbe dovuto disputarsi a Livorno, ma la Puteolana, per problemi organizzativi, rinunciò al beneficio del campo neutro.Cfr. Il Popolo Romano del 3 giugno 1922, p. 3. La finale di Lega Sud del 4 giugno 1922 si disputò dunque a Roma allo Stadio Nazionale e fu vinta dalla Fortitudo per 2-0: un'autorete del puteolano Lobianco al 20° e una rete del romano Bramante nella ripresa posero fine alle velleità della Puteolana di conquistare il titolo di campione del Sud e qualificarsi alla Finalissima per lo scudetto contro la Pro Vercelli. La formazione della Puteolana 1921-22, che sfiorò la qualificazione alla Finalissima per lo scudetto, era composta da: Rinetti; Farina, Lobianco; Cassese, Fiore, Moretti III; Elia, Polisano, Ponzone, Parodi, Paolino.
In quegli anni la squadra era una delle più competitive del meridione, ottenendo anche l'onore di affrontare il blasonato in amichevole il 16 aprile 1922 perdendo solo per 2-1 in un campo Armstrong pieno di spettatori (4.000): fu la Puteolana a portarsi a sorpresa in vantaggio già al 1º minuto (rete di Parodi), ma il Genoa pareggiò allo scadere del primo tempo per poi vincere grazie a una rete siglata a tre minuti dalla fine.Cfr. Il Popolo Romano del 18 aprile 1922. I giocatori più competitivi della Puteolana dell'epoca erano Nicola Cassese, che in seguitò militò nel Napoli, Giuseppe Lobianco e Angelo Parodi, soprannominato "figlio del diavolo" dal campione del Genoa, il "figlio di Dio" De Vecchi, rimasto impressionato dalla foga agonistica mostrata da Parodi e dalla Puteolana nell'amichevole tra le due società già citata. Fu in questo periodo che la Puteolana ottenne dalla stampa il soprannome di Diavoli Rossi.
Il raggiungimento della Finale di Lega Sud 1921-22 fu, però, il canto del cigno per i Diavoli Rossi: dopo aver svolto alcune importanti amichevoli, fra cui quella col Genoa e la prima internazionale con la Unirea Bucarest (progenitrice della Dinamo), nell'ottobre 1922 la Puteolana non ebbe le forze economiche per proseguire le attività, e, dopo un vano tentativo di fusione con la Bagnolese, si sciolse.Cfr. articolo "Grave crisi nella Puteolana" pubblicato su La Gazzetta dello Sport del 23 ottobre 1921. Dalle sue ceneri sorse in via provvisoria la Unione Sportiva Flegrea, che inglobò di fatto la Bagnolese, e disputò essenzialmente amichevoli nella prima metà del 1923. Fallito l'accordo tra gli elementi puteolani e bagnolesi per rendere definitiva la fusione, nell'estate 1923 la Fregrea fu sciolta e risorsero separatamente Puteolana e Bagnolese.Il Mezzogiorno del 25 agosto 1923.