L’eisphora (, letteralmente «versamento, contribuzione») era, nell'antica Grecia, un'imposta sul capitale richiesta eccezionalmente da una città per far fronte a particolari necessità economiche relative ad una guerra.

La maggior parte delle fonti riguardano l'Atene del V secolo a.C. ma l’eisphora è segnalata anche altrove. Per esempio, Caridemo la utilizzo in Etolia per finanziare la guerra contro Artabazo di FrigiaAristotele, Oeconomica, II, 2, 30a. ; la Beozia fece lo stesso in occasione della guerra di CorintoAndocide, III, 20 ; Elleniche di Ossirinco, XI, 4.. La stessa Sparta praticò l'inserimento di un'imposta direttaAristotele, Politica, 1271b 13-16 ; Plutarco, Vite parallele, Agesilao, 35, 6..

Ad Atene L’eisphora colpiva i cittadini (compresi i minorenni) e, almeno a partire dalla fine del V secolo a.C., i meteciBrun, p. 6.. Toccava l'intero patrimonio degli individui, mobiliari (schiavi, oggetti di valore, contante, etc.) o immobiliari (botteghe, terreni, case, etc.), ad eccezione di quelle condotte in affitto (concessioni minerarie, affitti di terreni agricoli)Brun, p. 5.. In assenza di un catasto e data la frammentazione della proprietà, solo il proprietario era in realtà in grado di dire quello che possedevaS. Isager e J.E. Skydsgaard, Ancient Greek Agriculture. An Introduction, Routledge, 1992, p. 141.. Conseguentemente, i contribuenti dovevano dichiarare il valore dei loro beni, cosa che lasciava la porta aperta a tentativi di frode.

Introduzione La data di introduzione dell'imposta non è nota con certezza. Tucidide indica l'autunno 428 a.C., con la necessità di far fronte all'assedio di Mitilene, "gli ateniesi verseranno, per la prima volta, un contributo straordinario (eisphora) di duecento talenti".Tucidide, Guerra del Peloponneso, III, 19, 1. Estratto della traduzione di Raymond Weil di Belles Lettres. Il secondo decreto di Callia II evoca già l’eisphora come una istituzioneIG I³ 52B, rr. 17 e 19.. Un gruppo di storici datano il decreto al 434-433 a.C.; secondo questi, l’eisphora del 428 a.C. fu la prima della guerra del PeloponnesoA.W. Gomme, HCT II, p. 278, eseguito da Jacqueline de Romilly nell'edizione di Tucidide in Belles Lettres (édition Bouquins, p. 314.). o la prima a raccogliere una somma così elevataS. Hornblower, A Commentary on Thucydides, 1991, p. 403-404.. Altri storici assegnano una data successiva al decreto e considerano che l’eisphora del 428 a.C. fu la prima ad essere istituitaH. B. Mattingly, Athenian Finance in the Peloponnesian War, BCH 92 (1968), p. 456–458 [450-485] ; L. Kallet-Marx, Money, Expense, and Naval Power in Thucydides' History 1–5.24, Berkeley, 1993, p. 134-136.. Nel 424 a.C., Aristofane la evoca come una scelta abitualeAristofane, Cavalieri, 921.. Nel IV secolo a.C., Demostene ne conobbe due durante i dieci anni della sua tutelaDemostene, XXVII, 37.; gli oratori attici ne parlano spesso.

Imponibile Sembra che l'imponibile fosse determinato dal possesso di un capitale fisso. Si sa che la classe più povera della classificazione di Solone, i teti, non avevano imponibileGiulio Polluce, Onomasticon, VIII, 129.. Al V secolo a.C. la classe degli zeugiti disponeva di una remunerazione di 200 dracme per annoAristotele Costituzione degli Ateniesi, VII, 4 ; Polluce, VIII, 129., da cui un capitale di 2 500 dracme, sulla base di un rendimento dell'8%Iseo, XI, 42.; al IV secolo a.C. il guadagno necessario per essere zeugiti era stato ridotto a 150 dracmeDemostene, XVLIII, 54., con un capitale di 1875 dracme. È probabile che la soglia dell’eisphora fosse identicaBrun, p. 19..

Nel 322 a.C., Antipatro abolì la democrazia e fissò a 2 000 dracme il capitale necessario per godere di tutti i diritti politici; 9 000 ateniesi rimasero cittadiniDiodoro Siculo, Bibliotheca historica, XVIII, 18, 4-5.. Su questa base, altri hanno stimato che 6 000 persone possedevano 2 500 dracme di capitale ed erano dunque imponibiliA.H.M. Jones ripreso da G.E.M. de Sainte-Croix, citato da Brun, p. 20.. Altri propendevano per un numero di contribuenti più elevato, da 14 000E. Cavaignac, L'Économie grecque, 1951, p. 86. a 22 000 (nel 428 a.C.) o 20 000 (nel IV secolo a.C.)E. Thomsen, Eisphora. A Study of Direct Taxation in Ancient Athens, 1964, p. 163-164.. Complessivamente, l’eisphora toccava "una forte minoranza di ateniesi"Brun, p. 21., meteci inclusi.

La riforma del 378-377 a.C. L’eisphora perse la sua giustificazione con la fine della guerra del Peloponneso. Atene riscosse una tassa chiamata anche eisphora per rimborsare il denaro preso in prestito dal Trenta tiranni per SpartaIsocrate, VII, 68 ; Demostene, XX, 11 ; Aristotele, Costituzione degli Ateniesi, 40, 3., ma non era un prelievo normaleBrun, p. 27..

I prelievi ripresero nel 395 a.C. con la guerra di Corinto, durante la quale vennero effettuati cinque o sei prelievi. Questi cessarono in occasione della pace del 386 a.C., mais ripresero nel 378 a.C. in occasione di un nuovo conflitto. Atene giurò di non richiedere tributi ai suoi alleati e l’eisphora fu oggetto di una riforma. Polibio indicò che si sarebbe proceduto ad una valutazione (timêma) di tutti i beni dell'Attica, che risultarono essere un totale di 5 750 talentiPolibio Storie, II, 62, 7. — divenuti poi 6000 talentiDemostene, XIV, 30 nel 354 a.C.; Filocoro, FGrH 328 F 46..

Questo totale è parso troppo basso a diversi storiciA. Boeckh, Staatshaushaltung der Athener, 1817, p. 601 ss., particolarmente in rapporto al tesoro ateniese del 431 a.C.6000 talenti disponibili all'Acropoli, più gli oggetti preziosi. Tucidide, II, 13, 2.. Per loro la timêma non rappresentava che una parte della ricchezza attica totale (ousia), valutata a 20 000 talenti come minimoBöckh, p. 603.. Sulla base di passaggi difficili di Giulio Polluce e di DemosteneDemostene, XXVII, 9., consideravano che l’eisphora era un'imposta progressiva, che gravava sulle classi di Solone: per i pentacosiomédimnes (la classe più ricca), l'imponibile era di un quinto del capitale totale. questa proporzione passava ad un sesto per i cavalieri e a un dodicesimo per gli zeugiti. Questa teoria è stata rigettata dagli altri storici, che valutano le fonti in maniera differenteKarl Julius Beloch, Das Voksvermögen von Attika, Hermes 20 (1885). Ripreso recentemente da Brun, p. 9-12 et 29.. Per loro, le classi di Solone non hanno più senso nel IV secolo a.C.L'ultima citazione epigrafica risale al 388 a.C., IG II² 30 1,12. Brun, p. 29. e non potevano essere utilizzate ai fini fiscali: pertanto erano fondate sui redditi, e pertanto l’eisphora era un'imposta sul capitale. Inoltre, secondo queste classi, un operaio qualificato del V secolo a.C., pagato una dracma al giorno, avrebbe dovuto essere considerato come un cavaliere, cosa che non sembra verosimileG.E.M. De Ste. Croix, recensione di Eisphora: A Study of Direct Taxation in Ancient Athens di Rudi Thomsen, CR 16/1 (marzo 1966), p. 92 [90-93]..

La principale innovazione apportata sul modo di suddividere l’eisphora. Secondo Filocoro "Gli ateniesi furono, per la prima volta, suddivisi per simmorie sotto l'arcontato di Nausinico"FGrH III B 328 F 41. Traduzione citata da Brun, p. 29.. Lo storico Clidemo indica che "Essi sono stati divisi in cinquanta gruppi che hanno chiamato naukrariai, e i cento gruppi in cui sono attualmente divisi sono chiamati simmorie".Clidemo, FGrH III B 323 F,8. Certi storici hanno dedotto che le simmorie (o gruppi fiscali) istituite erano centoIn particolare Böckh, p. 610, Beloch, p. 255 e De Ste. Croix, Demosthenes' "Timema" and the Athenian Eisphora in the Fourth Century, Classica et Mediaevalia 14 (1953), p. 56 [30-70].. Altri stimarono che erano venti, come le venti simmorie che la legge di Periandro instituì nel 357 a.C. per la trierarchia.

Note

Bibliografia

Matthew R. Christ, The Evolution of the "Eisphora" in Classical Athens, The Classical Quarterly, vol. 57, n.1 (maggio 2007), p. 53-69. Robert W. Wallace, The Athenian Proeispherontes, Hesperia, vol. 58, n.4 (ottobre-dicembre 1989), p. 473-490.

Voci correlate

cittadinanza nell'Antica Grecia

Categoria:Tributi nell'antica Atene