Il lignaggio dei Cinquantasette Patriarchi o Gojushichi Butsu rappresenta la Trasmissione del Dharma da una generazione all'altra. Nelle versioni relative ai templi ed ai monasteri in cui è adottato, viene recitato all'inizio o alla fine di tutte le sedute di meditazione quotidiane per aiutare a ricordare ai monaci e ai praticanti laici, discepoli di un maestro Zen la validità dell'insegnamento che, da cuore a cuore, da Shakyamuni a Mahakashapa ad oggi, lega attraverso i secoli gli illuminati del passato con quelli attuali. Per rimarcare ulteriormente questa continuità e l'equivalenza di ogni realizzazione tra i Buddha leggendari del passato e i capostipiti dei monasteri delle varie scuole, spesso, in varie tradizioni viene aggiunto al nome di ogni maestro l'appellativo Daiosho, ovvero grande illuminato o grande maestro.

Venne sviluppato perlopiù in Cina, durante la dinastia Tang, incorporando grandi nomi del buddismo indiano e del buddismo mahayana, ma venne pubblicato per la prima volta alla fine di questo periodo.McRae, 2003, p. 5

Storia della composizione dell'opera L'idea di comporre un elenco di patriarchi per il buddismo Chan viene documentata dallEpitaffio per Fărú (法如 638–689), un discepolo del Quinto Patriarca Hóngrĕn (giapponese. Daiman Konin 弘忍 601–674). Nel Trattato delle Due Entrate e delle Quattro Pratiche ( inese: Èrrù sìxíng lùn giapponese. Ninyū shigyō ron, 二入四行論) e nel Continuazione delle Biografie di Monaci Eminenti (cinese: Xù gāosēng zhuàn, giapponese: Zoku kōsō den, 續高僧傳), i maestri Daoyu e Huìkě sono documentati come i soli discepoli identificati di Bodhidharma. L'epitaffio per Farù fornisce un elenco di discendenze che identifica Bodhidharma come primo patriarcaDumoulin, 1993, p. 37Cole, 2009, pp. 73-114

Seguono nel VI secolo d.C. raccolte di biografie di monaci famosi, da cui deriveranno i nomi che si trovano oggi riconosciuti nei lignaggi Chan e Zen.Yampolski, 2003, pp. 5-6 Secondo il buddhologo americano John R. McRae, questo schema venne sviluppato nel corso dei diversi secoliMcRae, 2003, p. 4 e rappresenta un prodotto combinato della cultura cinese e indiana, con alcuni elementi ereditati "dalla grande tradizione del Buddismo Mahayana dell'Estremo Oriente", come la citazione dei sette Buddha leggendari del passato.

Il sistema di lignaggio cinese venne pubblicato certamente intorno al 952 d.C.

Daisetsu Teitarō Suzuki aggiunse che le scuole del buddismo Chan, che avevano acquisito popolarità tra il VII e il VIII secolo d.C., attrassero presto delle critiche dal mondo intellettuale cinese, poiché, nel suo rifiuto delle forme e di rigore intellettuale, non conservavano come invece era uso delle scuole filosofiche dell'Impero di Mezzo, una registrazione della trasmissione diretta del Chan autorizzata dai propri fondatori. Quindi venne aggiunto Bodhidharma come ventottesimo patriarca del buddismo proprio per rispondere a questo tipo di accuse.Suzuki, 1949, p. 168

Composizione del lignaggio

I Sette Buddha dell'Antichità

I sei buddha dell'Antichità sono stati probabilmente scelti dai Ventisei Buddha citati nel Buddhavamsa, presente nel Canone Pali Theravada, dove vengono raccolte le biografie di quegli uomini illuminati del passato che avevano previsto e trasfigurato, nelle loro esistenze, la nascita e il risveglio del Saggio degli Shakya, Siddartha Gautama, che difatti viene citato come settimo, in quanto Buddha dell'epoca presente. Le loro biografie riflettono molte somiglianze con quella attribuita al Buddha Storico, se non per la manifestazione di poteri sovrannaturali e le caratteristiche straordinarie che vengono loro attribuite. Dei ventisei raccontati nel Sutta Pitaka, sono stati scelti oltre a Shakyamuni, per rappresentare una continuità, gli ultimi sei, tra l'ultima kalpa immediatamente precedente e quello presente.

Vipassī Buddha (sanscrito: Vipasyin Buddha, giapponese: 毘婆尸佛, Bibashibustsu), il buddha della Chiara Visione Sikhī Buddha (sanscrito: Sikhi Buddha, giapponese: 尸棄佛, Shikibutsu), il Buddha della Conoscenza vestito con le tinte di una fiamma. Vessabhū Buddha (sinhala: වෙස්සභු බුද්ධ, Wessabhu Buddha, giapponese: 毘舍浮佛, Bishafubutsu) Kakusandha Buddha (sanscrito: Krakucchandha Buddha, cinese: 拘留孙佛, Ju Liù Sun Fò giapponese: 拘留孫佛, Kurusonbutsu), primo buddha del kalpa attuale. Predisse al Re Khema, una delle reincarnazioni precedenti del bodhisattva successivamente rinato come Siddartha Gautama, il suo futuro Risveglio. Koṇāgamana Buddha (sanscrito:Kanakamuni Buddha, cinese:那含牟尼, Jū nà hán móu ní Fò, giapponese: Kunagonmunibutsu), secondo grande risvegliato dell'attuale Kalpa Kassapa Buddha (sanscrito: Kashyapa Buddha, cinese: 迦葉佛, Jia Ye Fò, giapponese: Kashobutsu), terzo grande risvegliato del kalpa attuale, il cui stupa viene tramandato come una delle meraviglie dell'architettura buddista. Shakyamuni Buddha, Siddartha Gautama (cinese: 釋迦牟佛,Shì Jiā Móu Fó, giapponese: Shakamunibutsu), buddha storico e iniziatore della tradizione buddista.

I patriarchi indiani, dal Buddha Shakyamuni a Bodhidharma

Questa parte di lignaggio raccoglie i discendenti indiani che, da maestro a discepolo, sono stati riconosciuti come ricettori e, a loro volta, maestri degli insegnamenti Chan e Zen. Partendo da Maha Kashapa, che, secondo la famosa leggenda, cogliendo intuitivamente la realizzazione della Natura di Buddha da Shakyamuni stesso, viene considerato l'iniziatore del ChanH. Dumoulin, Zen Buddhism: A History. vol. 1: India and China, New York, MacMillan, 1988, pp. 8–9., viene fatta seguire una selezione di importanti maestri buddisti, come quello del compositore dei Buddhacarita, la prima biografia del buddha esistente, Asvaghosa. Successivamente, grandi patriarchi del buddismo Mahayana come Nagarjuna e Vasubandhu, evidenziano ancora più specificatamente la natura dell'insegnamento che Bodhidharma svilupperà da loro. Il Denkoroku, la "Trasmissione della Lampada" tramandata a noi dal patriarca Soto Keizan Jokin, mostra i nomi di Ventotto Patriarchi in questa sequenza:

Mahākāśyapa (pali: Mahakassapa; cinese: 大迦葉 Dà Jiā Zè, giapponese: Makakasho), discepolo diretto del Buddha, primo successore come guida del Dharma dopo la sua morte e primo maestro Zen. Ananda (cinese: 阿難陀, Ānánduò, giapponese: Ananda), cugino del Buddha e suo secondo successore, viene anche chiamato Custode del Dharma, perché, come attendente di Gautama, ne aveva memorizzato ogni insegnamento. A lui si fanno risalire le fonti orali da cui venne poi composto il Canone pāli Śānavāsa (cinese: 商那和修,Shāngnàhéxiū, giapponese: Shonawashu), discepolo diretto di Ananda. Upagupta (cinese: 優婆掬多, Yōupójúduō, giapponese.: Ubakikuta). Èritenuto essere il maestro dell'imperatore Ashoka. L'assenza del suo nome nei testi Theravada successivi fanno supporre che fosse un monaco della scuola Sarvāstivāda. Drhtaka (cinese: 提多迦 Dīduōjiā, giapponese: Daitaka) Micchaka (cinese: 彌遮迦 Mízhējiā, giapponese: Mishaka) Fu uno dei maestri che diffuse il Dharma nell'India del Nord. Vasumitra (cinese: 婆須密 Póxūmì, giapponese: Bashumitsu). A questo nome sono attribuite almeno dieci figure note del Buddismo indiano, compreso uno dei compilatori dell'Abhidharma Buddhanandi (cinese: 浮陀難提, Fútuónándī, giapponese: Butsudanandai) discepolo di Mishaka, fu un monaco della Scuola dei Nikaya di Kamarupa nell'India del Nord. Buddhamitra (cinese: 浮陀密多 Fútuómìduō, giapponese: Fudamitta) Una delle figure autorevoli femminili più antiche del buddismo. Vissuta intorno al 60 d.C., fu una monaca Sarvāstivāda vissuta nell'Impero Kushan e un'abile diplomatica. La sua esistenza è testimoniata da un'iscrizione su uno dei monumenti di Kosam, oggi conservato nel museo di Allahabad. Pārśva (cinese: 婆栗濕婆 Pólìshīpó, giapponese: Barishiba) Punyayaśas(cinese: 富那夜奢 Fùnàyèshē, giapponese: Funayasha) Anabodhi o Aśvaghoṣa (cinese:阿那菩提 Ānàpútí o 馬鳴 Mǎmíng, da cui i rispettivi giapponesi Anabotei e Memyo). Discepolo di Barishiba ed illustre maestro Mahayana, viene ricordato come il compositore dei Buddhacarita e di altri testi importanti del canone cinese e della tradizione tibetana. Fu ricordato anche come uno dei migliori poeti epici dei suoi tempi. Kapimala (cinese: 迦毘摩羅 Jiāpímóluó, giapponese: Kabimora) Discepolo di Asvaghosa. Vissuto a Pataliputra, nel Magadha, si narra che fu un abile retore con poteri sovrannaturali. Nāgārjuna (cinese: 龍樹 Lóngshù giapponese: Ryuju o Nagyaharajuna) Fondatore della scuola Madyamika ed ideatore della dottrina del śūnyatā, o Vacuità. Figura chiave del Buddismo Mahāyāna, fondò la grande università buddista di Nālandā Āryadeva, detto anche Kanadeva (cinese:聖天 Shèngtiāno 迦那提婆Jiānàtípó, giapponese: Shonen o Kanadaiba) Filosofo, fondatore della scuola Mādhyamika e seconda guida dell'università di Nālandā Rāhulata (cinese: 羅睺羅多 Luóhóuluóduō, giapponese: Ragorata) Sanghānandi (cinese: 僧伽難提 Sēngqiénántí, giapponese: Sogyanandai) Sanghayaśas (cinese: 僧伽舍多 Sēngqiéshèduō, giapponese: Sogyayasha o Kayashata) Kumārata (cinese: 鳩摩羅多 Jiūmóluóduō, giapponese: Kumorata) Śayata (cinese: 闍夜多 Shéyèduō, giapponese: Shayata) Vasubandhu (cinese: 世親 Shìqīn, giapponese: Bashubanzu) Grande filosofo Mahayana, fondatore della scuola Cittamātra o Yogācāra Manorhita (cinese: 摩拏羅 Mónáluó, giapponese: Manura) Haklenayaśas (cinese: 鶴勒夜那夜者 Hèlèyènàyèzhě, giapponese: Kakurokuna) Simhabodhi (cinese: 師子菩提 Shīzǐpútí, giapponese: Shishibodai) Vasiasita (cinese: 婆舍斯多 Póshèsīduō, giapponese: Bashashita) Punyamitra (cinese: 不如密多 Bùrúmìduō, giapponese: Funyomitta) Prajñātāra (cinese: 般若多羅 Bānruòduōluó giapponese: Hannyatara) Brahmano convertito al Buddismo. In alcune tradizioni, è di genere femminile. Bodhidharma (cinese: 菩提達摩 Pútídámó, giapponese: Bodaidaruma) Leggendario fondatore della Scuola Chàn in Cina.

I primi sei patriarchi cinesi

I primi sei patriarchi del Buddismo Chán rappresentano la fondazione, più o meno verosimile, della scuola buddista in Cina, e fino al sesto patriarca Huìnéng, sono comuni a tutte le scuole esistenti oggi in Giappone. Nonostante questo, le raccolte di memorie dalle quali si possono derivare i lignaggi attuali divergono per alcuni motivi, tra i quali la discendenza dell'Epitaffio di Farù, che riconosce come legittimo erede Farù stesso, e di almeno altri due lignaggi a noi tramandati dalla scuola che si sviluppò dal secondo erede del Quinto Patriarca Daman Hongren, Yuquan Shenxiu (玉泉神秀 giapponese Jinshu), fondatore della scuola settentrionale del Chàn cinese, e non appunto dal rivale Huineng, da cui si sviluppò invece la scuola meridionale da cui, a loro volta, deriveranno le scuole dello Zen giunte sino a noi. Nelle righe seguenti troverà posto il lignaggio come tramandato nelle scuole attuali, seguito dalle versioni alternative di altre fonti.

Bodhidharma è considerato sia come ultimo patriarca indiano sia come primo patriarca cinese Dazu Huiké (慧可, giapponese Taiso Eka) Successore diretto di Bodhidharma, la sua esistenza è avvolta nella leggenda. Jianzhi Sengcan (僧璨 giapponese Kanchi Sosan) Gli fu attribuito lo XiXin Ming, di cui però non è riconosciuto come autore. Dayi Daoxin (僧璨 giapponese Daii Doshin) Daman Hongren (僧璨 giapponese Daiman Konin) Dajian Huineng (惠能 giapponese Daikan Eno)

Nonostante ciò:

La Continuazione delle Biografie di Monaci Eminenti (Xù gāosēng zhuàn 續高僧傳) di Dàoxuān(道宣) coincide con il lignaggio tramandato nei monasteri Zen, tranne che per la citazione di un Sesto Patriarca dopo Hóngrěn Nella Raccolta della Trasmissione del Gioiello del Dharma (Chuán fǎbǎo jì 傳法寶記) di Dùfěi (杜胐), dopo Bodhidharma, il Secondo patriarca è il discepolo Dàoyù (道育), mentre Huiké figura come suo successore. Inoltre, essendo l'autore probabilmente legato alla Scuola Settentrionale, questa versione trova Fǎrú come erede di Hóngrěn, e un Settimo Patriarca nel rivale diretto di Huìnéng, Yuquan Shenxiu