Scrisse anche sotto gli pseudonimi: A. Krištof, Andrej Ogrod, Pavel Havran, Brkoslav, Gama, Gamma, N.Gorod, Pavel Hronec, Vacek, Xenon.
Biografia Nacque dalla famiglia del sarto Samuel Novomeský e di sua moglie Irma nata Príkopová. I genitori si trasferirono da Senica a Budapest, ove Ladislav nacque e iniziò a frequentare le scuole. Nel 1919 si ritrasferirono nella città di origine della famiglia e Ladislav proseguì gli studi a Senica, poi all'istituto magistrale di Modra, ove nel 1923 conseguì la maturità.
Incominciò a lavorare come insegnante e si iscrisse come studente esterno alla facoltà filosofica dell'Università Comenio di Bratislava, dove si appassionò all'attività letteraria e politica. Nel 1925 si iscrisse al Partito Comunista di Cecoslovacchia, lasciò lo studio e l'insegnamento, e si stabilì a Ostrava, ove divenne redattore del giornale comunista Pravda. Fino al 1924 il giornale si era chiamato Pravda chudoby ("La verità della povertà") ed era pubblicata a Vrútky, in seguito la redazione si era trasferita a Ostrava sotto la direzione di Klement Gottwald. Con l'arrivo di Novomeský nel 1925 il giornale divenne l'organo ufficiale del Partito Comunista di Cecoslovacchia in Slovacchia.
Dal 1929 lavorò alla redazione di Rudé právo a Praga. Inoltre collaborava ad altri giornali di orientamento comunista sia cechi sia slovacchi. Durante la Guerra civile spagnola fu autore di reportage da Valencia, da Barcellona e da Madrid Peter Bilý, Prípad Novomeský, 8 settembre 2016, Pravda,.
Quando a Gottwald fu data la qualifica di "rivoluzionario professionista", che compariva anche nelle sue biografie ufficiali Múzeum školstva a pedagogiky, Klement Gottwald, prezident Československej republiky, Online , a Novomeský, nonostante il fatto che anche lui avesse vissuto gli ultimi 21 anni come rivoluzionario, fu affibbiato nell'ambiente praghese il cliché di "comunista da caffetteria".
A Praga si affiliò al gruppo slovacco di avanguardia di sinistra dei Davisti, che si riunivano nella redazione del giornale DAV, uscito dal 1924 al 1937. Nel 1939 si trasferì a Bratislava, dove nonostante fosse vietato proseguì l'attivismo comunista. Nell'agosto del 1943 con l'amico più giovane Gustáv Husák divenne membro della Quinta direzione centrale illegale del Partito Comunista Slovacco, guidata da Karol Šmidke. Fu uno dei primi organizzatori dell'Insurrezione nazionale slovacca. Fu cofondatore e vicepresidente del Consiglio nazionale slovacco di Banská Bystrica (1944). Dopo la guerra fu membro del comitato centrale del Partito Comunista di Cecoslovacchia, responsabile del dipartimento per la scuola e l'istruzione (1945 – 1950).
Nella crisi del Partito comunista slovacco del 1950 fu accusato del cosiddetto "nazionalismo borghese" e fu incarcerato nel 1951. Nel 1954 fu condannato a 10 anni di reclusione in un processo farsa. "Ammise" gli addebiti, perché secondo le sue stesse parole, non sopportava la finzione. In questo periodo non gli fu permesso di pubblicare nulla. In carcere scrisse 4000 poesie su cartine per sigarette, ma ne fumò la maggior parte. Il 22 dicembre 1955 fu rilasciato sotto condizione. Da allora e fino al 1962 lavorò al Museo letterario nazionale (Památník národního písemnictví) di Praga.
Nel 1963 fu pienamente riabilitato. Si trasferì a Bratislava, dove lavorò al Dipartimento di letteratura slovacca dell'Accademia slovacca delle scienze. Dopo l'invasione della Cecoslovacchia dal Patto di Varsavia il 21 agosto 1968 ritornò a essere membro del Comitato Centrale del Partito Comunista slovacco e nello stesso anno divenne presidente della Matica slovenská. Nel 1970 si dimise dal Comitato Centrale e in breve tempo si ammalò gravemente. Nel luglio dello stesso anno un ictus lo escluse totalmente dalla vita pubblica. Le opinioni divergono sul fatto che sia stato almeno inizialmente fautore della normalizzazione culturale e politica sulla scia di HusákP. Blažek et al., Odvaľujem balvan. Bratislava 2013, in Daniela Čižmárová, Slovenská tvár normalizácie , MagistraHistoria, 27 december, 2014, oppure se non abbia mai fatto parte dei politici "normalizzatori".
Fu sposato con Karla Marešová, da cui ebbe la figlia Elena.
Attività Pubblicò le prime poesie sui giornali, fra cui Vatra, Svojeť, Nový rod. Nella sua attività fin dagli esordi si allineò alla letteratura proletaria. Con le sue opere ha influenzato lo sviluppo della poesia in Slovacchia tra le guerre mondiali e nel secondo dopoguerra. Negli anni 1930 e 1940 arricchì la sua opera poetica con elementi di poeticismo e simbolismo. Oltre alla sua poesia, si occupava anche della traduzione dalla letteratura russa (Boris Pasternak) e di giornalismo.
Riconoscimenti 1964: titolo di "artista nazionale" 1964: eroe della Repubblica cecoslovacca 1964 e 1974: laureato al Premio di Stato K. Gottwald 1968: medaglia d'oro dell'Alta scuola d'arte musicale 1968: Ordine di Klement Gottwald 1968: Premio cecoslovacco per la pace e premio di Stato 1968: Premio giornalistico Ľudovít Štúr 1969: Premio nazionale per la letteratura 1969: titolo di Eroe della Repubblica Socialista Cecoslovacca 1969: Ordine di Lenin 1973: Ordine della Repubblica 1974: Premio di stato per la letteratura
Opere Poesia 1927 – Nedeľa ("Domenica"), raccolta di poesie 1932 – Romboid ("Romboide"), raccolta di poesie, esprime tristezza per le contraddizioni sociali del mondo 1939 – Svätý za dedinou ("Il santo dietro il villaggio"), raccolta di poesie 1935 – Otvorené okná ("Finestre aperte"), raccolta di poesie 1949 – Pašovanou ceruzkou ("Con una matita di contrabbando"), raccolta di poesie 1963 – Vila Tereza ("Villa Teresa"), poema 1963 – Do mesta 30 minút ("La città è a 30 minuti"), poema 1964 – Stamodtiaľ a iné, raccolta di poesie 1964 – Nezbadaný svet ("Mondo invisibile") 1966 – Dom, kde žijem ("La casa dove vivo"), ciclo di poesie liriche
Pubblicistica e saggi 1933 – Marx a slovenský národ ("Marx e il popolo slovacco") 1949 – Výchova socialistického pokolenia ("Educazione della generazione socialista") 1969 – Znejúce ozveny ("Echi confusi") 1969 – Čestná povinnosť ("Dovere onorevole") 1970 – Manifesty a protesty ("Manifesti e proteste") 1970 – Slávnosť istoty ("Celebrazione della certezza") 1972 – Zväzky a záväzky ("Volumi e impegni") 1971 – O Hviezdoslavovi ("Su Hviezdoslav") 1971 – O literatúre ("Sulla letteratura") 1974 – Nový duch novej školy ("Il nuovo spirito della nuova scuola")
Traduzioni 1969 – Prebásnenie veršov v diele Borisa Pasternaka Doktor Živago ("Versi poetici nel Dottor Živago di Boris Pasternak")
Onorificenze Onorificenze cecoslovacche
Onorificenze straniere
Note
Bibliografia L. Perný, Modernista, ktorý chcel zmeniť slovenské myslenie , in Nové Slovo, 2014. Elena Bútorová-Novomeská, Vzpomínání, in: Vertigo, časopis o poézii a básnikoch, 2014, č. 4, pp. 7 – 12. M. Pekník, E. Petrovičová, Laco Novomeský – kultúrny politik, politik v kultúre, Bratislava: Ústav politických vied SAV, 2006. ISBN 80-224-0902-2 M. Válek, Laco Novomeský - Vo výbere Miroslava Válka, Kruh milovníkov poézie, Bratislava, Slovenský spisovateľ, 1979 S. Šmatlák, Básnik Laco Novomeský, 1967.
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