Età antica Il territorio
L'ambiente naturale attorno a Ravenna era paragonabile a quello di Venezia e Chioggia. Allo stesso modo, l'insediamento di Ravenna era circondato dal mare. A differenza della laguna veneta, l'ambiente attorno a Ravenna era costituito da una serie di piccole lagune. Le acque delle lagune non comunicavano direttamente col mare: tra esse e il mare vi era un cordone di dune sabbiose (tali dune sopravvivono oggi in alcuni punti). Ravenna fu fondata su un lembo di cordone litoraneo. Per tutta l'antichità, la città fu a contatto diretto col mare.
Ravenna preromana
Quando i romani vennero in contatto con Ravenna, la città era abitata da genti umbreIl geografo Strabone definisce Ravenna “colonia umbra”.. Però la ricerca archeologica ha supposto la presenza di genti etrusche in epoche anteriori. Il reperto più antico rinvenuto nel sito di Ravenna infatti è un bronzetto etrusco. Si tratta del “bronzetto di Leida”Il reperto è conservato al Rijksmusesum della città olandese., una statuetta databile 540-520 a.C. che raffigura un guerriero, la divinità etrusca Laran (il Marte italico), depositata come offerta da un abitante di Volsinii.
Le ricerche archeologiche hanno riportato alla luce i resti di un villaggio palafitticolo: sono stati ritrovati reperti di origine greca ed etrusca (ceramica del V secolo a.C.), oltre a bronzetti votivi paleoveneti (V-IV sec. a.C.).
L'insediamento preromano era probabilmente costituito da una serie di nuclei disposti su isolette sabbiose tra loro vicine, in corrispondenza dell'estuario di alcuni corsi d'acqua. Il principale di essi era senza dubbio un fiume (il Padenna) che si distaccava dal ramo meridionale del Po.
Il villaggio fu risparmiato, nel IV secolo a.C., dalle invasioni dei Galli, i quali non si spinsero fino al litorale Adriatico.
Ravenna romana
Nel III secolo a.C. Ravenna entrò nella sfera d'influenza di Roma, non opponendosi all'avanzata del suo esercito nella campagna di conquista della Gallia Cisalpina. Dopo la vittoria definitiva sui Galli Boi (191 a.C.), i romani la accettarono come "città alleata latina" (civitas fœderata), condizione che le garantì a lungo una relativa autonomia dall'Urbe.
Ravenna distava solo 17 km dalla foce del ramo meridionale del Po, cui era collegata tramite il fiume Padenna, affluente del Po. I romani lo denominarono Padus Messanicus. La città fu costruita al centro di una laguna costiera ed era attraversata da una canalizzazione internaLa canalizzazione fu tombata solo nella seconda metà del XV secolo dai Veneziani.. Il castrum militare romano fu impiantato nell'isola centrale. Il Padenna scorre da nord a sud: la zona scelta fu quella della confluenza nel Padenna del Lamone, che scorreva da ovest ad est (le attuali via Maggiore e via Cavour ricalcano il letto dell'ultimo tratto del Lamone). Ravenna romana aveva l'aspetto di un oppidum, con la struttura quadrata e un impianto di strade ortogonale. Sul lato nord l'abitato era protetto dal Lamone; le mura ad est erano guardate dal Padenna. Le mura della città si sviluppavano per una lunghezza di 2,5 kmDelle antiche mura romane restano solo alcuni tratti, alcune porte (poi rifatte) e nessuna delle torri di difesa..
A partire dal II secolo a.C. i romani realizzarono le strade di collegamento tra i principali centri da loro fondati nella pianura cispadana. Per quanto riguarda il territorio di Ravenna, l'opera fu resa difficile dalla presenza di vasti specchi d'acqua. Scelsero di tracciare una via di comunicazione lungo il cordone dunoso litoraneo. Una strada preesistente (etrusco-umbra) collegava il villaggio di Ravenna al centro umbro di Butrium, situato 8,8 km a nord. Tale strada fu prolungata in linea retta sia verso Spina e il territorio venetico a nord, sia verso sud (Ariminum). La via di comunicazione fu completata nel 132 a.C. e prese il nome di via Popilia. Lunga complessivamente 81 miglia, copriva la distanza tra Rimini e Ravenna su un tracciato interamente terrestre, poi continuava verso nord con un itinerario promiscuo, in parte via terra e in parte su natanti, fino ad Adria.
Nell'89 a.C. Ravenna ottenne lo status di municipium all'interno della Repubblica romana. Nella guerra civile tra Mario e Silla la città si schierò con Mario. Nel 49 a.C. Ravenna fu il luogo dove Giulio Cesare riunì le sue forze prima di attraversare il Rubicone.
Alla fine del I sec a.C. l'imperatore Augusto decise di fare del porto di Ravenna un'importante base militare. Vi stanziò una flotta militare (la Classis RavennatisIl termine latino per "flotta" è Classis: tale nome rimase nei secoli e indica ancora oggi la località dove al tempo dei romani sorgeva il porto cittadino.), una delle due flotte militari permanenti di stanza in ItaliaL'altra fu insediata a Miseno, porto naturale nel golfo di Napoli.. Contestualmente fu realizzato il collegamento fluviale tra Ravenna e Classe. I romani sfruttarono il letto del Padenna per costruire un canale artificiale. Il canale, detto Fossa Augusta, traeva le sue acque dal fiume e scorreva parallelamente alla via Popilia verso sud. Costeggiava le mura di Ravenna e terminava a sud-est, congiungendosi allo scalo portualeFonte: Plinio (I secolo d.C.).. Poi fu realizzato il collegamento dal Padenna-Fossa Augusta alla laguna veneta e al sistema portuale di Aquileia. Divenne così possibile navigare ininterrottamente da Classe ad Aquileia (circa 250 km) in acque calme e a regime costante.
Nei primi secoli dell'Impero l'agglomerato urbano di Ravenna si espanse raggiungendo un'estensione circa quattro volte superiore all'età repubblicana. Ad Est, oltre il Padenna, fu realizzato un grande sobborgo tra la città e il mare, denominato "Cæsarum". Il fiume Padenna, che un tempo si trovava ai confini della città, ora scorreva all'interno dell'abitato. Anche a Nord furono costruiti nuovi edifici al di là delle mura. Sorse così il quartiere Domus Augusta, la zona imperiale di Ravenna.
Capitale dell'Impero romano
Nel 402 Onorio, figlio di Teodosio I, decise di trasferire a Ravenna la residenza dell'Impero romano d'Occidente da Mediolanum, troppo esposta agli attacchi barbarici. Ravenna fu scelta come nuova capitale perché godeva di una migliore posizione strategica (più vicina all'Oriente); inoltre, data la sua condizione di città marittima (avvantaggiandosi dell'incontrastato dominio romano sul mare), godeva di una maggiore difendibilità. Con l'insediamento della corte imperiale, da centro di periferia, Ravenna si trasformò in città cosmopolita, fulcro di gravitazione politica, culturale e religiosa.
Monumenti fatti erigere da Onorio Quando Onorio giunse a Ravenna, la città era già stata dotata di alcune importanti chiese. Nel 380 il vescovo Orso aveva cristianizzato una basilica romana, che da lui prese il nome di Basilica Ursiana. L'edificio venne ampiamente ristrutturato alla metà del V secolo per volontà del vescovo Neone, che vi aggiunse, a fianco, il Palazzo vescovile e il battistero (chiamato oggi Battistero Neoniano)Nel 1732 la basilica è stata demolita per fare posto all'attuale cattedrale..
In seguito al trasferimento della corte imperiale, Onorio fece erigere la basilica di San Lorenzo in Cesarea. Localizzata a meridione della città, all'esterno dell'area urbanaL'odierna via in S. Lorenzo in Cesarea prende il nome dal luogo in cui si trovava l'antica basilica., si trattava presumibilmente di una chiesa cimiteriale. La sua realizzazione dovrebbe collocarsi attorno al 425; doveva essere un edificio molto imponente e riccamente decoratoPaola Novara, Le cento chiese di Ravenna, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2023, pag. 30.
All'attività di Onorio si deve anche la fondazione dellApostoleion, ovvero una chiesa dedicata ai Dodici apostoliL'edificio, modificato ampiamente attorno all'anno Mille, oggi è noto con l'intitolazione di Chiesa di San Francesco. e della Moneta, ovvero l'edificio destinato alla coniazione delle monete dell'impero.
Alla morte di Onorio, l'erede diretto alla successione al trono era Costanzo III. Morto prematuramente anche quest'ultimo, la vedova Galla Placidia riuscì ad ottenere la reggenza dell'Impero in nome del figlio Valentiniano III, di soli 6 anni. Galla Placidia giunse a Ravenna nel 424 e continuò l'azione di monumentalizzazione della città, che aveva avviato Onorio, per un quarto di secolo, fino al 450.
Monumenti fatti erigere da Galla Placidia La sovrana commissionò la costruzione della Basilica di San Giovanni Evangelista, con la quale scioglieva un voto fatto durante il viaggio che l'aveva condotta da Costantinopoli a Ravenna via mare. L'edificio è ancora in essere, anche se nella sua parte anteriore ha subito un pesante intervento di restauro, resosi necessario all'indomani dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
Forse all'imperatrice madre è da attribuire anche la committenza della chiesa di Santa Croce. L'edificio, che oggi è visibile solo parzialmente, era legato al sacello che generalmente viene denominato «mausoleo di Galla Placidia». La sovrana fece costruire il mausoleo per sé, per il marito Costanzo e per il fratello Onorio, ma non vi trovò sepoltura. Morì infatti a Roma il 27 novembre 450 e fu sepolta nella città eterna.
Nello stesso periodo fu eretta la nuova cinta muraria. La lunghezza complessiva del perimetro raggiunse i . Si ritiene che la struttura difensiva fosse alta 9 metri ed avesse uno spessore di . Le mura di Ravenna erano, in Occidente, seconde solo a quelle di Roma e Milano. Fu deviato il fiume Lamone che, proveniente da Faenza, passava a pochi km dalla città. Un ramo fu fatto scorrere lungo la cinta muraria per alimentare i fossati, mentre il corso principale venne arginato e fu fatto girare attorno alle mura di settentrione per poi riprendere il suo percorso verso Nord. Era successo infatti che, con gli anni, la Fossa Augusta si era interrata, a causa dell'apporto continuo di materiale dal Po e dai suoi affluenti.
La Porta Aurea rimase in piedi fino al XVI secolo, ultima delle vestigia imperiali a cadere. Le colonne del manufatto vennero riusate per nuovi i templi di Ravenna; una parte di esse venne spedita a Venezia. Sculture di epoca romana decorano ancora la chiesa di San Giovanni in Fonte.
Capitale del Regno dei Goti (V-VI secolo)
A Ravenna si decisero le sorti dell'Impero d'Occidente allorché il 4 settembre 476 venne deposto l'ultimo imperatore, Romolo Augusto, per mano di Odoacre, re degli Eruli. Le insegne imperiali furono inviate a Zenone, imperatore d'Oriente, che nominò Odoacre patricius, riconoscendo e autorizzando il suo dominio sull'Italia. Pertanto la città divenne la capitale degli Eruli.