Biografia Agostino Pertusi nacque a Piacenza nel 1918 da Ugo e Giovanna Bassoli; il nonno materno, Gaetano, fu collaboratore di Verdi e violinista. La famiglia, che gli trasmise presto l'interesse per l'arte e la letteratura,Un ritratto del padre e note biografiche nello scritto della figlia Chiara Pertusi, Genius loci, in C.M. Mazzucchi (a c. di), Bisanzio e i Turchi nella cultura del Rinascimento e del Barocco. Tre saggi di Agostino Pertusi, Milano 2004, pp. XI-XXV. si trasferì a Milano nel 1921 e Pertusi compì nel capoluogo l'intero periodo di formazione, frequentando l'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove fu allievo del grecista Raffaele Cantarella (1898-1977).
Pertusi si laureò in Filologia bizantina nel 1941, discutendo una tesi sulle traduzioni dal latino nella cultura bizantina dal secolo V al XV. Il lavoro era già indicativo del desiderio dello studioso di condurre la ricerca storica attraverso l'analisi dei contatti culturali, religiosi e civili, tra Italia e Bisanzio.Tesi di laurea di Agostino Pertusi (rel.: R. Cantarella), Le traduzioni dal latino nella cultura bizantina dal concilio di Efeso (431) all’epoca dei Paleologi, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, anno accademico 1940/41. Gli esiti proficui delle ricerche del Pertusi riguardanti i rapporti tra Bisanzio e l’Italia hanno trovato positivo riscontro nell’opera composta in suo onore: Bisanzio e l’Italia. Raccolta di studi in memoria di Agostino Pertusi, Milano 1982. Ricoprì l'incarico di Assistente volontario di filologia bizantina nell'anno accademico 1945/6, presso lo stesso Ateneo milanese dove svolse la sua carriera professionale. Vinse il concorso per l'insegnamento nel ginnasio superiore di Macerata nel 1949 e subito dopo scelse di svolgere un anno di perfezionamento in Belgio; si recò dunque presso l'Università libera di Bruxelles, seguendo i corsi del bizantinista Henri Grégoire (1881-1964). Ritornato a Milano nel 1951, fu lettore di lingua greca negli anni accademici tra il 1951 e il 1954, incaricato di filologia bizantina nell'anno 1954/5, titolare della stessa materia dal 1955 e ordinario dal 1958 al 1973, trasferendo l'incarico in quest'ultimo anno alla cattedra di letteratura greca. Fu Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia negli anni accademici 1968-1971 e dal 1971 Direttore anche dell'Istituto di Filologia Classica.A. Bausola, Agostino Pertusi (1918-1979), in «Presenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore», n. XI, 2 (1979), p. 33; R. de Cesare, In memoria di Agostino Pertusi, in «Aevum» 1 (1979), pp. 3 s.; C.M. Mazzucchi, Agostino Pertusi (1918-1979), in «Aegyptus. Rivista italiana di egittologia e papirologia» 59 (1979), p. 265; A. Carile, Agostino Pertusi (1918-1979). Ritratto di un maestro, in «Rivista di studi bizantini e neoellenici», nn. 17-19 (1980-1982), pp. 323-350.
Collaborò con la Fondazione “Giorgio Cini”, per la quale diresse l'Istituto Venezia e l'Oriente e costituì la sezione bizantinistica e veneto-orientale della biblioteca dell'Istituto. In tale contesto ricoprì a partire dal 1963 anche il compito di Direttore della rivista Studi veneziani. Fu direttore inoltre dell'Istituto di Storia della società e dello Stato Veneziano, dal 1964 fino alla morte. Pertusi fu membro effettivo del Consiglio direttivo del Centro Italiano di Studi sull'Alto medioevo di Spoleto e dell'Istituto storico Italiano per il Medioevo in Roma. Dal 1969 svolse l'incarico di vice-Presidente della “Association Internationale des Études du Sud-Est Européen”, per cui fu anche segretario generale due anni dopo. Sempre nel 1971 assunse il segretariato generale della “Association Internationale des Études Byzantines”, incarico che ricoprì fino al 1976 quando divenne vicepresidente della stessa Associazione.A. Bausola, E. Franceschini, Agostino Pertusi (1918-1979), cit., pp. 33/27; R. de Cesare, In memoria di Agostino Pertusi, cit., p. 4; C.M. Mazzucchi, Agostino Pertusi (1918-1979), cit.; A. Carile, Agostino Pertusi (1918-1979). Ritratto di un maestro, cit., p. 325; E. Follieri, La filologia bizantina in Italia nel secolo XX, in «La filologia medievale e umanistica greca e latina nel secolo XX. Atti del Congresso Internazionale, Consiglio Nazionale delle Ricerche Università La Sapienza 11-15 dicembre 1989», Roma 1993, p. 411. La partecipazione alle attività istituzionali, didattiche e di aggiornamento, rimase per lui occasione primaria di sprone per la sua ricerca fino agli ultimi anni di vita; fin dal XIII Congresso internazionale di Studi bizantini a Oxford nel 1966 collaborò per la creazione del Corpus Fontium Historiae Byzantinae (CFHB), una raccolta di autori di storia bizantina tra secolo IV e XV, editi e commentati secondo i criteri stabiliti dall'ente promotore, la Association Internationale des Études Byzantines. Nel 1968 l'Associazione pubblicò infatti un bollettino che delineava i punti guida del Corpus tuttora validi: le opere dovevano essere nuove edizioni critiche, con introduzione sulla storia testuale e la traduzione in una lingua moderna, e inoltre ogni volume doveva essere corredato di un apparato di indici. Pertusi nello stesso anno presentò un primo opuscolo relativo allo stato dei lavori della raccolta ecdotica.
Nell'ultimo anno di vita, lo studioso lavorò per presentare una sintesi delle sue ricerche in un seminario presso il Dumbarton Oaks di Washington. La malattia gli impedì di raggiungere la sede americana, ma il suo scritto fu pubblicato nei Dumbarton Oaks Papers.Per la collaborazione del Pertusi al CFHB cfr. A. Pertusi, Lo stato dei lavori della Commissione per l’edizione del Corpus Fontium Historiae Byzantinae, in «Rivista di studi bizantini e neoellenici», n.s. 5 (XV) (1968); Carile, Pertusi Agostino, in «Dizionario Biografico degli Italiani», 82 (2015); per il Symposium al Dumbarton Oaks cfr. A. Pertusi, Venezia e Bisanzio 1000-1204, in «Dumbarton Oaks Papers», 33 (1979), pp. 1-22; A. Nogara, Agostino Pertusi (1918-1979), cit., p. 28. Scomparve a Milano nel 1979, stroncato da un male incurabile ai polmoni.Silvio Paolo Bernardinello, rec. a PONTANI [MESCHINI] Anna, «Da Bisanzio all'Italia: a proposito di un libro recente», in Thesaurismata 25 (1995), 83-123, «Scriptorium. Bulletin codicologique» 1 (2017), 78*-79*.
Attività di ricerca La produzione scientifica di Agostino Pertusi è articolata e varia nei temi; include monografie ed edizioni critiche sia di letteratura greca sia di storia bizantina.
Numerosi i suoi saggi critici comparsi sulle principali riviste storiche. Non mancano recensioni ai grandi contributi di storia bizantina della sua epoca, senza tralasciare voci enciclopediche e profili critici prosopografici di antichi autori e umanisti. Lo studioso si occupò della società civile ed ecclesiastica, dei rapporti tra letteratura latina e letteratura greco-bizantina, della storia istituzionale e della storia della mentalità. Nel lemma specificamente dedicato alla Civiltà Bizantina per lAppendice (1938-1948) della Enciclopedia Italiana, Pertusi sottolineò il dinamismo degli studi riguardanti una disciplina che definì evoluta nei suoi vari aspetti artistici e nella complessità delle sue manifestazioni, delle sue istituzioni e della sua storia. La sua voce rispose in tal modo alla definizione di Giorgio Pasquali per la stessa Enciclopedia nel 1930: il Pasquali aveva infatti valutato la cultura bizantina come un complesso di valori estetici, caratterizzato soprattutto da un marcato immobilismo, in particolare il filologo obiettava l'assenza di personalità della letteratura bizantina e ne criticava la dedizione eccessiva alla tradizione passata.La citazione di Pertusi è tratta da Bizantina, Civiltà, in «Enciclopedia Italiana», App. II/1 (1938-48), Roma 1948, pp. 414 s.; la prima compilazione di un lemma attinente alla disciplina per lEnciclopedia risale invece a: A. Pernice, G. Ferrari, G. Pasquali, Ch. Diehl, E. Wellesz, Bizantina, Civiltà, in «Enciclopedia Italiana», VII, Roma 1930, pp. 120-167.
Per la collana dedicata allArte Antica Classica e Orientale della stessa Enciclopedia, Pertusi realizzò inoltre le voci prosopografiche relative ad Apollonio Rodio, Diogene Laerzio, Luciano e Paolino.Id., Apollonio Rodio; Diogene Laerzio; Luciano; Paolino; in «Enciclopedia dell’Arte Antica Classica e Orientale», I/III/IV/V, Roma 1958/1960/1961/1963, pp. 484 s./104s./718-20/940-3. In continuità con queste ricerche, rivolte a personalità storiche di rilievo, il Pertusi studiò la carriera del monaco calabro Leonzio Pilato (sec. XIV), ne esaminò la scrittura e identificò gli autografi in due manoscritti delle tragedie di Euripide (Laurenz. XXXI,10; S. Marco 226). Sulla base di questa ricerca riuscì a riconoscere la mano di Leonzio anche in due codici della Biblioteca Marciana di Venezia, contenenti l'Iliade e l'Odissea (Marc. Gr. IX, 2/29).La ricerca di Pertusi riguardante Leonzio Pilato è confluita soprattutto in A. Pertusi, Leonzio Pilato fra Petrarca e Boccaccio. Le sue versioni omeriche negli autografi di Venezia e la cultura greca del primo Umanesimo, Venezia-Roma 1964; Leonzio Pilato, in «Almanacco Calabrese», Cosenza 1969, pp. 95-104. Attraverso quest'analisi lo studioso riuscì ad approfondire la fortuna della grecità classica e della tradizione scoliastica bizantina in Petrarca e Boccaccio.
Allo studio della storia istituzionale e della mentalità pertiene l'interesse di Agostino Pertusi per il pensiero politico e sociale dell'Impero, in particolare nell'epoca giustinianea, della quale esaminò la concezione teocratica a fondamento dell'autorità imperiale, riconsiderando tutte le principali testimonianze e dottrine precedenti a supporto della “imitazione di Dio”, secondo le quali il basileús avrebbe guidato il cosmo per mandato divino e quindi avrebbe assunto in sé piena autorità civile e religiosa.A. Pertusi, L’imperatore Giustiniano. Storia e mito, in «Giustiniano e la cultura del suo tempo. Giornate di studio. Ravenna, 14-16 ottobre 1976», Milano 1978, pp. 181-99; Id., La concezione politica e sociale dell’Impero di Giustiniano, in L. Firpo (a c. di), Storia delle idee politiche, economiche e sociali, II/1, Torino 1985, pp. 541-583. Nell'analisi delle opere dedicate alla politica bizantina, lo studioso considerò la rilevanza in essa dell'arte strategica e ciò lo spinse a indagare con attenzione nella struttura amministrativa dell'Impero bizantino e di conseguenza nell'articolazione dell'esercito; volse così particolare attenzione alle province e all'origine dei “temi” bizantini, da cui scaturì l'edizione (1952) del trattato di Costantino Porfirogenito (sec. X) intitolato De Thematibus. Seguì, due anni dopo questa pubblicazione, un saggio che contribuì a definire ulteriormente il concetto di “tema”, unità inizialmente amministrativa e militare, poi soltanto militare, con funzione strategica. Nel saggio, apparso in Aevum e intitolato appunto Nuova ipotesi sull'origine dei “temi” bizantini, oltre a suggerire indagini lessicali sulla terminologia amministrativa e militare bizantina, Agostino Pertusi approfondì anche il concreto ordinamento dell'esercito.Id., Nuova ipotesi sull’origine dei “temi” bizantini, in «Aevum», n. 28 (1954), pp. 126-150; Id., La formation des thèmes byzantins, in «Berichte zum XI. Internationalen Byzantinisten-Kongress», I, Monaco 1958, pp. 1-40.