Mugnano di Napoli, comunemente abbreviato in Mugnano (in passato, Mugnano di [a] CapodimonteCfr. Rinascenza Salentina, A. IV, n. 4, n.s., 1938, XVI, Lecce, 1938, pp. 295-296., Mugnano 'e Napule in napoletanoAntonio Altamura, Dizionario dialettale napoletano, 1968, 2ª ediz., Fausto Fiorentino (Napoli)) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania. È annoverato tra gli antichi casali del Regno di Napoli.
Geografia fisica Territorio Mugnano di Napoli si trova nella Zona Nord della città metropolitana di Napoli, occupa anche il settore nord-occidentale chiamato agro giuglianese o sub-flegreoContrariamente a quanto ritenuto in passato, dalle diverse eruzioni a partire dal VI secolo d.C. risulta che, la caldera flegrea occupasse una superficie molto più vasta. Rispetto ai precedenti limiti settentrionali fissati dalla Montagna Spaccata e Punta Marmolite, include i Comuni di Quarto e Villaricca prolungandosi verso Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, parte di Qualiano e Giugliano in Campania sino a raggiungere i confini della provincia di Caserta. Cfr. Ruocco G., I Campi Flegrei, studio di geografia agraria in Memorie di Geografia Economica, Vol. XI, n° VI, Napoli, 1954, pp. 10-11. incluso tra il versante meridionale della pianura campana e le falde settentrionali della collina dei Camaldoli.
L'altitudine è compresa tra le quote 101 e degradando progressivamente lungo la direttrice nord-sud. In direzione est-ovest l'area è pressoché pianeggiante con un dislivello di pochi metri.
La continua cementificazione del territorio ha reso Mugnano uno dei primi comuni della provincia con la maggiore superficie occupata da edifici.
Geologia La successione geologica s'inquadra nello schema generale della cintura metropolitana con depositi vulcanici che hanno origine dai Campi Flegrei e, parzialmente, dal sistema Monte Somma-Vesuvio.
La stratigrafia evidenzia materiali piroclasti quali pozzolanaLa pozzolana è il litotipo più comune risalente al Secondo e Terzo Periodo Flegreo, da 35.000 a 500 anni fa. humificata, tufo giallo, generalmente compatto, breccia, elementi di lava, xenolite e cinerite relativa alle eruzioni vesuviane e a quelle flegree degli AstroniEruzioni denominate Astroni I-II del Terzo Periodo Flegreo.. Concludono la sequenza, livelli di cenere, pomice granulare policroma, lapillo e sabbia.
L'orografia risulta favorevole in quanto svolge la funzione di spartiacque dell'assetto idrografico camaldolese. Quest'ultimo appare caratterizzato da ripidi corsi d'acqua i cui ammassi di fango o lave s'immettevano nel locale torrenteL'antico letto dell'alveo, conosciuto come il canalone, seguiva la direttrice Cupa dei Cani, via Ritiro del Carmine, piazza Dante, via Chiesa, via Armando Diaz, Piazza Cioto e via San Giovanni. Da quest'ultima proseguiva per Giugliano in Campania attraverso via Cristoforo Colombo, mentre per Melito di Napoli lungo via Giovanni Gentile, via Giovanni Verga, Cupa Cannito, oggi scomparsa, e Cupa di Melito. Cfr. Comune di Mugnano di Napoli. Ufficio tecnico comunale, Planimetrie catastali cosiddette «borboniche», levate 1881, 1882, 1884 e aggiornamenti 1960, 1962. percorrendo a nord la pianura sino alla confluenza nel fiume ClanioAnalogamente all'alveo Spinelli-Torricelli, l'antica Cupa del Pisciaturo citata in una novella di Giambattista Basile, che delimita il confine con Piscinola e Melito di Napoli. Cfr. Comune di Mugnano di Napoli, Ufficio tecnico comunale, L.R. 07.01.83: Piano Regolatore Generale-Indagini geologico-geognostiche della piana campana e del territorio di Mugnano di Napoli a cura di E. Cocco e P. De Rosa-Università degli Studi «Federico II» di Napoli, 1983..
La millenaria erosione delle acque torrentizie nei banchi di tufo ha generato solchi detti cupe e i cavòni, profondi valloni tra pareti a picco e costituiscono una nota dominante del territorio campanoCfr. De Pasquale V., Misteri e simbologia delle tombe a camera del IV-III secolo a.C. esistenti a Napoli, Irace Print s.r.l., Napoli, 1980, pag. 5..
A causa delle continue inondazioni documentate sin dal XVII secolo, che apportavano ingenti danni a terreni e fattorie, con la dinastia reale dei Borbone venne realizzato un alveo artificiale detto Il Lagno, grande innovazione per l'epoca, che attraversa Mugnano di Napoli ad ovest per una lunghezza di circa 1,5 kmTra via Giuseppe di Vittorio e Corso Italia rasentando via Orazio. sfociando in mare tra Licola e Varcaturo:
Nonostante numerosi progetti di riqualificazione e recupero presentati, questo tratto è stato parzialmente coperto con interventi della Regione CampaniaCfr. Il killer Camaldoli da: Il Mattino del 21 giugno 1988..
Clima È presente il clima mediterraneo che risente fortemente degli influssi tropicali. Le estati sono lunghe e calde mentre gli inverni sono brevi, relativamente miti, ma con intense precipitazioni tra ottobre e febbraio a causa dell'aria umida proveniente dal Mar Tirreno.
La classificazione climatica di Thornthwaite è la seguente: C2 B'3sb'4 (clima da umido a subumido, terzo mesotermico con moderato deficit estivo). Nell'area in oggetto, il numero di giorni piovosi è, in media, di 87 l'anno, mentre la pioggia totale annua è di . I valori pluviometrici medi scendono al di sotto dei mensili, durante il periodo maggio-agosto, e possono risultare nulli, in alcuni anni, tra febbraio e ottobre.
Le temperature medie invernali sono di solito attorno ai 10 °C. Quelle estive sono di 26 °C con valori massimi di 30-32 °C. Un'eccezionale nevicata, la prima attestata, risale alla Domenica delle Palme del 1700 e si protrasse per quattro giorni. Nel corso della grande ondata di freddo e nevicata del febbraio 1956 e dell'ondata di freddo del gennaio 1985, sono state registrate temperature di . L'ondata di freddo del febbraio 2012 ha comportato fenomeni nevosi durati complessivamente cinque giorni. Le ultime grandi nevicate si sono avute nel febbraio 2018 con il Burian proveniente dall'Europa OrientaleNei giorni 26 e 27 febbraio sono stati registrati circa di neve e temperature minime di .
Storia Preistoria
Le alture dei Camaldoli, residuo di un grande edificio vulcanico detto Archiflegreo, furono sedi idonee allo stanziamento umano sin da epoca remota analogamente ai limitrofi pianori. Questi luoghi erano immersi nell'estesa macchia mediterranea tra boschi, selve, cedui, fratte, fossati naturali e canneti. La scelta di zone fertili ed il controllo d'importanti itinerari naturali consentirono una graduale evoluzione dalle connotazioni migratorie silvano-pastorali a quelle stanziali agresti.
Età antica Il periodo protostorico Le più antiche tracce locali di frequentazione umana sono state confermate, nel 2008, dal rinvenimento in contrada Pizzo Senza FegatoCfr. Comune di Mugnano di Napoli. Ufficio tecnico comunale, Soprintendenza BB.AA. di Napoli e Pompei, D.Lgs. nº 42/04: Vincolo conservativo località Senza Fegato-via Eugenio Montale, Luglio 2008. di ceramica del Bronzo Antico precedente la grande eruzione vesuviana delle pomici di Avellino verificatasi nel II millennio a.C.Eruzione avvenuta tra il 1880 e il 1680 a.C.. I reperti si inquadrano nella facies culturale di Palma Campania. Le attività di sussistenza erano basate prevalentemente sull'agricoltura, allevamento e cacciaCfr. Albore Livadie C., L'eruzione vesuviana delle Pomici di Avellino e la facies di Palma Campania, Edipuglia, Bari, 1999..
A poca distanza, la direttrice odierna via Antica di Chiaiano-via Bivio-Cupa Filanda ripercorre un antico tratturo, già percorso dal Neolitico, che metteva in collegamento l'area flegreo-napoletana e il circondario settentrionale.
Il periodo preromano In epoca classica (V secolo a.C.) il territorio si collocava in posizione strategica tra l'ambiente costiero e collinare, interessato dalle colonie della Magna Grecia, e l'entroterra campano occupato da autoctoni Italici ed Etruschi, gravitando intorno a Cuma, Liternum, Puteoli, Neapolis, Velsu o Verxa (ipotizzata nei dintorni di Aversa) e Atella.
Il modello demografico che si propone vede una distribuzione di nuclei rurali sparsi, necropoli adiacenti e santuari campestri con una massiccia frequentazione dalla metà del IV secolo a.C.
Le sepolture, in prevalenza a inumazione, sono costituite da lastroni di tufo, tegoloniDette anche a cappuccina per la tipica forma a spiovente. o semplici fosse terragne. I corredi funerari presentano, di norma, ceramica acroma di produzione locale e a vernice nera accanto alla più pregiata ceramica campana a figure rosse.
Di particolare interesse archeologico è una vasta area, oggetto di vincolo conservativo, compresa tra le contrade Napolano-Giordano, Torricelli, Fiore, Epitaffio e parte di Cannito PiccoloCfr. Comune di Mugnano di Napoli. Ufficio tecnico comunale, Soprintendenza BB.AA. di Napoli e Caserta, D.Lgs. nº 431/85: Localizzazione delle aree di interesse archeologico nell'area nord-ovest della provincia di Napoli-Area nº 12. Successivamente, DD.LL. del 20.06.94, 09.12.02 e 21.03.05 (aree vincolate) e D.Lgs. 42/04 artt. 10,13,15 (aree da sottoporre a vincolo conservativo)..
La prima scoperta archeologica documentata risale al 1829 presso contrada MonacoNei pressi di Villa Vulpes-Chianese in via Mugnano-Calvizzano. e consiste in alcune sepolture ascrivibili agli Italici Osco-Sanniti di inizi età ellenistica tra il IV secolo a.C. ed il III secolo a.C. All'interno furono rinvenuti vasellame e alcune monete di Napoli e della colonia romana di Suessa.Cfr. Ruggiero M., Degli scavi di antichità di terraferma dell'antico Regno di Napoli dal 1743 al 1876: Casandrino e Mugnano di Capodimonte 1761-1829, V. Morano, Napoli, 1888..
Al medesimo periodo risalgono i resti di un insediamento abitativo, unico esempio attestato in Campania, e una vasta necropoli composta da 70 sepolture, rinvenuti in contrada Paparelle dall'archeologo Davide Fabris nel 1998Cfr. Fabris D., Lungo il Torricello, un mausoleo di età romana in Mugnano di Napoli, Aurani, Giugliano in Campania (NA), 2000, pp. 21-22.. Tali vestigia sono parzialmente inglobate nel piano-cantinato della Scuola Media Statale Illuminato-Cirino che costituisce il Museo Ipogeo in fase di completamentoCfr. Comune di Mugnano di Napoli. Ufficio tecnico comunale, Soprintendenza BB.AA. di Napoli e Caserta, D.Lgs. nº 490/99: Vincolo conservativo località Paparelle, 08.01.01. Cfr. Comune di Mugnano di Napoli, Ufficio tecnico comunale, Progetto Culturale Polivalente «Oskoi-Arte e Cultura Napoli Nord» a cura dell'Associazione Studi Meridionali Onlus «N'Azione Napoletana» di Giugliano in Campania (NA), Delibera di Giunta Comunale nº 101 del 18.09.00..
Il periodo romano Durante la tarda repubblica romana (fine I secolo a.C.) l'area raggiunse la più alta densità demografica in seguito all'espansione della colonia marittima di Puteoli, con numerose ville rustico-residenziali e monumenti funerari collegati alla via Consolare Campana, garantendo uno sviluppo sociale ed economico sino alle invasioni barbariche del V secoloCfr. Camodeca G., Quarto Flegreo, ORPI Officina Grafica s.n.c, Napoli, 1980, pag. 5.. Questi edifici erano di proprietà di famiglie appartenenti alla classe dirigente cittadina, liberti di condizione agiata e collegi funerari.
Un mausoleo di epoca imperiale (I secolo d.C.)Descritto per la prima volta nel 1932 dal Regio Ispettore ai Monumenti Giacomo Chianese, il mausoleo presenta affinità con il coevo sepolcro denominato Ciaùrro situato nella villa comunale di Marano di Napoli. Cfr. Regia Soprintendenza alle Antichità della Campania e del Molise, Mugnano-Masseria Torricello. Relazione tecnica, 21.11.32 (Collezione privata Archeologo Davide Fabris). Cfr. Comune di Mugnano di Napoli (NA), Ufficio tecnico comunale, Sovrintendenza BB.AA. di Napoli e Caserta, Legge 1089/39: Vincolo conservativo Masseria Torricelli e mausoleo funerario, 20.06.94. è utilizzato come cisterna nella Masseria Torricelli (fine XVI secolo) situato in via Antica di Chiaiano.