Ricoprì il ruolo di capo di Stato (1918-1922) e primo maresciallo della Polonia (dal 1920), per poi assumere la carica di ministro della guerra, diventando leader de facto del Paese (1926-1935). Dopo il primo conflitto globale, esercitò un forte impatto nelle politiche della Polonia e rappresentò una figura illustre nello scacchiere internazionale. È considerato tra i padri della Seconda Repubblica di Polonia istituita nel 1918, ovvero 123 anni dopo la terza e ultima spartizione della Polonia ad opera dell'Austria, della Prussia e della Russia nel 1795...
Considerandosi un difensore della cultura e delle tradizioni della Confederazione polacco-lituana, Piłsudski credeva in una Polonia multietnica, identificando la fedeltà allo Stato come il principale fattore di coesione, indipendentemente dall'origine etnica dei cittadini... Il suo principale avversario politico, Roman Dmowski, guida del Partito nazionaldemocratico, al contrario, chiedeva a gran voce lo sviluppo di una Polonia limitata ai confini storici antecedenti alla grande divisione del 1138 e basata principalmente su una popolazione etnicamente polacca omogenea e sulla religione cattolica come fede nazionale.
All'inizio della sua carriera politica, Piłsudski divenne un esponente di spicco del Partito Socialista: credendo che l'indipendenza della Polonia passasse per un intervento militare, diede vita alle Legioni polacche. Nel 1914, predisse che un nuovo grande conflitto avrebbe sconfitto l'Impero russo e le potenze centrali.. Dopo lo scoppio della Grande Guerra nel 1914, le legioni di Piłsudski combatterono a fianco dell'Impero austro-ungarico contro la Russia. Nel 1917, quando la Russia viveva sul fronte condizioni difficili, egli ritirò il suo sostegno agli Imperi centrali e fu imprigionato a Magdeburgo dai tedeschi.
Dal novembre del 1918, quando la Polonia riconquistò la sua indipendenza, e, fino al 1922, Piłsudski assunse il ruolo di capo di Stato della Polonia; tra il 1919 e il 1921 diresse le truppe polacche in sei guerre di confine che ridefinirono le demarcazioni della nazione. Sull'orlo della sconfitta nella guerra polacco-sovietica nell'agosto 1920, le sue forze respinsero gli invasori russi sovietici nella storica battaglia di Varsavia, dipinta dai contemporanei come una vittoria decisiva. Nel 1923, con il governo dominato dai suoi oppositori, in particolare i nazionaldemocratici, Piłsudski si ritirò dalla politica attiva.
Tre anni dopo tornò al potere grazie al golpe del maggio 1926 e divenne l'uomo forte del regime di Sanacja ("risanamento") appena instaurato. Da allora fino alla sua morte nel 1935, si occupò principalmente di affari militari e esteri. Fu durante questo periodo che si sviluppò un intenso culto della personalità, continuato fino al XXI secolo.
Vari aspetti dell'amministrazione di Piłsudski, inclusa l'incarcerazione dei suoi oppositori politici nel campo di internamento di Bereza Kartuska, sono espressione delle tendenze autoritarie del suo periodo di governo, comuni del resto alle prassi politiche di molti paesi dell'Europa centrale ed orientale del periodo compreso tra le due guerre mondiali.
Ad ogni modo, il maresciallo resta un personaggio molto stimato nella memoria polacca ed è considerato, insieme al suo principale rivale Roman Dmowski, come uno dei fondatori della moderna Polonia indipendente.
Biografia Origini, gioventù e formazione
Józef Piłsudski nacque il 5 dicembre 1867 dall'aristocratica famiglia dei Piłsudski nell'edificio di loro proprietà vicino al piccolo centro abitato di Zalavas, oggi in Lituania..
Al momento della sua nascita, il villaggio faceva parte dell'Impero russo e lo era dal 1795. Prima di allora, era compreso nel Granducato di Lituania, che a sua volta rientrava nella Confederazione polacco-lituana rimasta in piedi dal 1569 al 1795.
Dopo l'occupazione polacca della parte orientale della Lituania, l'insediamento cadde sotto l'amministrazione polacca e fece parte della Polonia quando Piłsudski divenne primo ministro, mentre durante il secondo conflitto mondiale il villaggio entrò a far parte dell'URSS.
La tenuta figurava nella dote di sua madre, Maria, un membro della ricca famiglia dei Billewicz...
I Piłsudski, anche se stavano vivendo un periodo difficile, rimanevano molto legati alle tradizioni polacche e gli storici tendono a considerarli un tipico esempio di nucleo familiare polonizzato di origine lituana residente in Lituania.....Piłsudski a volte si definiva un lituano di cultura polacca (Davies (1986), p. 139). Per diversi secoli, dichiararsi sia lituani che polacchi costituiva una normalità, ma verso la fine dell'Ottocento la circostanza si fece più rara per via dello sviluppo dei nazionalismi. Timothy Snyder, che lo definisce un "polacco-lituano", osserva che Piłsudski non rientrava nella categoria di chi qualificava rigorosamente etnie e nazionalità come si faceva tipicamente all'inizio del XX secolo. Piuttosto, egli si considerava sia polacco sia lituano e indicava come sua patria la storica Confederazione polacco-lituana (). J. Piłsudski parlava molto bene la lingua lituana.
Secondogenito della famiglia, Józef, durante il periodo in cui frequentò il ginnasio russo a Vilnius, si distinse per essere uno studente particolarmente diligente. Uno degli studenti polacchi più giovani dell'istituto era anche il futuro rivoluzionario sovietico Feliks Dzeržinskij, in seguito divenuto uno dei principali oppositori di Piłsudski.. Insieme ai suoi fratelli Bronisław, Adam e Jan, Józef si avvicinò, grazie a sua madre Maria (nata Billewicz), allo studio della storia e della letteratura polacche, materie però bandite dalle autorità russe.. Suo padre, anch'egli di nome Józef, aveva partecipato alla rivolta di gennaio del 1863 esplosa in opposizione al dominio russo.
La famiglia appariva risentita dalle intense politiche di russificazione messe in atto dal governo di San Pietroburgo, non ultimo il rigido bando di stampa imposto in Lituania. Il giovane Józef non amava profondamente la forzosa partecipazione alle celebrazioni della Chiesa ortodossa e lasciò la scuola con un senso di avversione non solo per lo zar e l'Impero in generale, ma anche per la cultura russa, che conosceva bene.
Nel 1885 Piłsudski cominciò a studiare medicina all'Università di Kharkov (oggi Charkiv, in Ucraina), dove si interessò alle attività della Narodnaja volja, vicina al movimento culturale populista. Nel 1886 fu inizialmente sospeso per aver partecipato a manifestazioni studentesche, e respinto infine, a causa delle sue simpatie politiche, dall'Università di Dorpat (Tartu, Estonia).
Esilio in Siberia
Il 22 marzo 1887 subì un arresto ad opera delle autorità zariste con l'accusa di aver complottato con i socialisti di Vilnius per assassinare lo zar Alessandro III. Si scoprì in seguito che l'unico collegamento che riguardava Piłsudski era il coinvolgimento del fratello maggiore Bronisław, poi condannato a quindici anni di lavori forzati (katorga) in Siberia orientale.. Józef ricevette una condanna più mite: cinque anni di esilio in Siberia da scontare prima a Kirensk sul Lena, poi a Tunka. Durante il trasporto in un convoglio di prigionieri, Piłsudski fu trattenuto per diverse settimane in una prigione di Irkutsk.. Nonostante il suo futuro apparisse già scritto, decise comunque di aderire a una sommossa scatenatasi al momento nell'istituto penitenziario: dopo che uno dei detenuti aveva insultato una guardia e si era rifiutato di scusarsi, lui e altri prigionieri politici furono picchiati dalle guardie per punirli del loro gesto di sfida.. Piłsudski perse due denti e partecipò a un successivo sciopero della fame fino a quando le autorità ripristinarono i diritti dei prigionieri politici che erano stati sospesi dopo l'accaduto. Per il suo coinvolgimento, venne condannato nel 1888 a sei mesi di reclusione.. Trascorse la prima notte della sua incarcerazione nel freddo siberiano di 40 gradi sotto zero; la mattina successiva, sottoposto a visita medica, si scoprì che aveva contratto una malattia che lo stava quasi per uccidere, e che comunque causò problemi di salute che lo avrebbero afflitto per tutta la vita.
Durante i suoi anni di esilio in Siberia, Piłsudski incontrò molti sybirak, ovvero i prigionieri coattivamente trasferiti nella regione, tra cui Bronisław Szwarce, uno dei principali fomentatori della rivolta di gennaio del 1863.. Poiché gli fu permesso di optare per la mansione da lui preferita, Piłsudski scelse di guadagnarsi da vivere insegnando matematica e lingue straniere ai bambini locali (sapeva esprimersi più o meno fluentemente in francese, tedesco e lituano, mentre russo e polacco erano gli idiomi in cui si esprimeva nella vita di tutti i giorni; in seguito, avrebbe appreso anche l'inglese a un livello basilare).. I funzionari locali decisero che, in quanto nobile polacco, non aveva diritto ai 10 rubli di pensione ricevuti dalla maggior parte degli altri esuli.. Durante l'esilio, presenziò all'ammutinamento di un prigioniero e perse due denti anteriori quando fu colpito dal calcio di una pistola: per coprire questo difetto estetico, conservò per quasi tutta la vita i suoi caratteristici folti baffi.
Adesione e militanza nel Partito Socialista
Nel 1892 Piłsudski fece ritorno dall'esilio e si stabilì presso la residenza Adomavas di sua proprietà vicino a Teneniai (distretto di Šilalė). Nel 1893 aderì al Partito Socialista Polacco (PSP) e collaborò all'insediamento della loro formazione politica in Lituania.. Inizialmente si schierò con le frange dei socialisti più radicali, ma nonostante l'apparente internazionalismo proletario del movimento socialista, rimase un nazionalista polacco.. Nel 1894, in qualità di caporedattore, riuscì ad imbastire la pubblicazione di un giornale socialista clandestino, il Robotnik ("Il Lavoratore"), figurando altresì tra i principali giornalisti che vi lavoravano e, all'inizio, anche come tipografo.. Nel 1895 divenne un esponente di spicco del PSP, sostenendo la necessità di porre in secondo piano le visioni divergenti e promuovendo una fusione tra le idee socialiste e il nazionalismo, poiché questa combinazione offriva la maggiore possibilità di ripristinare l'indipendenza polacca.
Il 15 luglio 1899, mentre aderiva ancora a formazioni politiche clandestine, Piłsudski sposò un'altra organizzatrice socialista, Maria Juszkiewiczowa, il cui cognome di nascita era Koplewska.. Secondo il suo principale biografo, Wacław Jędrzejewicz, il matrimonio si basava più su motivazioni pragmatiche che sentimentali, essendo entrambi assai coinvolti nei movimenti socialisti e indipendentisti. La tipografia di Robotnik aveva sede nel loro appartamento prima a Wilno, poi a Łódź e si immaginava che, celando l'attività dietro una normale vita familiare, si potessero sollevare meno sospetti. La legge russa tutelava inoltre la moglie dall'accusa per le attività illegali del marito.. Il matrimonio si deteriorò dopo che, diversi anni dopo, Piłsudski iniziò una relazione con una più giovane militante socialista, Aleksandra Szczerbińska. Maria morì nel 1921 e in ottobre Piłsudski sposò Aleksandra. La coppia aveva avuto due figlie, Wanda (1918-2001) e Jadwiga (1920-2014).
Nel febbraio 1900, dopo che le autorità russe trovarono la tipografia clandestina del Robotnik a Łódź, Piłsudski finì imprigionato nella cittadella di Varsavia. Dopo aver simulato di soffrire di incapacità mentale nel maggio 1901, riuscì a evitare la permanenza in un ospedale psichiatrico a San Pietroburgo con l'aiuto di un medico polacco, Władysław Mazurkiewicz, e con altri suoi conterranei fuggì dapprima in Galizia, poi nell'Austria-Ungheria e, dopo, a Leytonstone, a Londra, soggiornando assieme al compagno di partito Leon Wasilewski e alla sua famiglia.