Il dialetto carrarese ('l cararìn o 'l cararés, voce dotta), è un dialetto apuano, parlato nella città di Carrara e nelle aree limitrofe.

Caratteristiche e storia Il dialetto carrarese, pur essendo la città di Carrara amministrativamente in Toscana, .

Perciò, il carrarese, pur trovandosi oggi in Toscana, non ha contatti di parentela con il toscano, da cui ha ricevuto pochissimi influssi e prestiti (ad esempio "il toc" - in toscano il tocco, la granata ecc.), tanto che i locutori del carrarese si sentono non toscani; difatti, un lunigianese o un carrarese o un massese, quando si sposta oltre Montignoso dice: "vado in Toscana".

Nella stessa area dialettale carrarese esistono comunque varie piccole sfumature che si possono dividere nel carrarese montano, cittadino, avenzino e marinello; questi ultimi due differiscono leggermente dai primi, dato che questi territori sono insediamenti più recenti e risentono più marcatamente di influenze liguri-lunigianesi. Per poter ascoltare la vera parlata carrarina stretta con i caratteristici e tipici vocaboli della 'lingua', è necessario consultare persone molto anziane. In alcuni dei suoi paesi montani il dialetto risente di particolari e storici influssi che lo diversificano rispetto al carrarino cittadino sia nella cadenza sia nel numero e nel tipo di suoni sia, infine, nella costruzione lessicale, come per esempio a Colonnata, mentre si possono definire dialetti carraresi ossia variazioni più o meno leggere del carrarese quelli dei paesi e località più vicine Fossola, Codena, Torano, Nazzano, nonché quelli già citati del piano (che sono più dolci). Mentre la popolazione dei paesi montani e della città di Carrara, dopo la seconda guerra mondiale, è diminuita in modo consistente, è invece cresciuta, quasi di pari entità, la popolazione del piano, cosicché il numero di residenti nel Comune non varia da più di mezzo secolo.

Accento Il dialetto carrarese appartiene alla cosiddetta area fonetica cacuminale apuana, una ristretta zona dell'alta Toscana in cui la parlata può ricordare l'accento ligure, in cui tratti caratteristici si pensa derivino direttamente dalla lingua delle popolazioni liguri-apuane che abitavano questo territorio (ciò non è esplicitamente suffragato da prove concrete, ma in alcuni scritti del X-XI sec. si fa riferimento alla strana parlata delle genti delle valli apuane)Cit, manoscritto Codice Pelavicino http://www.sarzana.org/citta/cultura/storia/codice_pelavicino/default.htm , poi amalgamatasi nel tempo con le lingue romanze. Del resto, va anche considerato che alcune comunità corse si insediarono sulla costa carrarese, favorite dagli scambi interni alla signoria del ramo adalbertino degli Obertenghi, marchesi di Massa-Corsica, nell X sec. e forse spinte dalle razzie di Mujāhid al-ʿĀmirī.

Il toscano, di fatto, ha dato pochissimi contributi alla fonetica del dialetto carrarino, mentre nel vicino dialetto massese l'apporto del tosco-versiliese è maggiore. Questo fenomeno si riscontra anche esaminando le differenti parlate delle genti di Casola in Lunigiana (MS) e Pieve San Lorenzo (LU). Queste località si trovano nel bacino del fiume Aulella, quindi entrambe in Lunigiana e vicinissime tra loro, ma la parlata della Pieve di San Lorenzo è stata pesantemente contaminata dalla vicina Garfagnana che ne ha prodotto un dialetto molto simile al Massese, mentre a Casola l'influsso toscano viene meno così che il dialetto e l'accento risultano essere molto simili al carrarino (Alta Valle Aulella. Storia dell'insediamento in Lunigiana Sagep,Genova, 1979).

Come riprova si osservi che questo accento non è peculiare della città di Carrara ma era parte integrante di quasi tutto il comprensorio delle Alpi Apuane. Le genti apuane, infatti, furono sconfitte dai Romani e massicciamente deportate nel Sannio, ma mai del tutto estirpate dal loro territorio.

Fenomeni linguistici

Il dialetto carrarese presenta alcuni dei fenomeni caratteristici, di cui alcuni tipici delle varietà dialettali settentrionali:

scempiamento consonantico: tutta → tuta Lo scempiamento è assente nelle varianti di Colonnata, Bedizzano e Bergiola Foscalina, ad esclusione di -rr- che segue invece l'esito comune dell'area. la caduta delle vocali atone in finale di parola tranne -a: cane → can, ma lana → lana la tendenza non-pro-drop: il soggetto viene esplicitato mediante un pronome clitico: a son arivat, i è arivat = io sono arrivato/egli è arrivato può verificarsi raddoppiamento del soggetto (forma tonica + forma atona clitica): lu i è cararìn, te t'sen cararìn = lui è carrarese, tu sei carrarese me a màgn = io mangio

Particolare invece la presenza di un fenomeno, detto di cacuminalizzazione, solitamente meridionale e siciliano ma anche della bassa Corsica (tipico anche dell'antonese e del fornese, parlati nelle frazioni montane di Antona e Forno, nel comune di Massa) come lo sviluppo di // in //, che si scempia poi regolarmente in //:

gallina → gadina capelli → capédi fratello → fratèd

Il fenomeno potrebbe forse spiegarsi come importato dai dialetti del Sannio: in seguito alla deportazione della popolazione ligure degli Apuani del 179 a.C. scambiati con altrettanti coloni sanniti.

Piuttosto rara è la sonorizzazione delle consonanti sorde intervocaliche, ovvero del passaggio di //, //, e // → //, // e //, fenomeno che è invece piuttosto produttivo nella vicina Massa, e ancor più in Alta Versilia, dove si registra anche il passaggio di // e // → // e //.

A Carrara si può però riscontrare il passaggio da [ci]- (//) e [gi]- (//) ad inizio di parola ad una sorta di [zi]- //:

cinque → zìnqui giù → zù

Questo fenomeno è abbastanza distintivo tra il dialetto della città e il dialetto di Marina di Carrara, dove [ci]- (//) e [gi]- (//) rimangono tali.

Nel dialetto carrarese, inoltre, non vi è traccia di metafonesi, di palatizzazione di -[a]- in -[è]- tipica dei dialetti dell'Emilia-Romagna:

sale → sal [≠ e non sèl] Di contro però vi è, contrariamente che nella vicina Massa, il fenomeno della "è" aperta, in parte dovuto a quel minimo influsso toscano ("bene"→bène), in parte dovuto sempre a quell'apporto "emiliano", difatti se si ascolta attentamente l'accento carrarino si può notare che le parole che finiscono con la consonante "e" ed "o" assumono un'inclinazione con "è" (ɛ) ed "ò" (ɔ) aperta. Tale fenomeno è diffuso in tutta la zona dialettale emiliana, mentre scompare completamente nella parlata lunigianese, salvo per le aree del pontremolese e zerasco. Esempi: mangiarɛ, berɛ, dormirɛ, sotɔ, fatɔ.

Altra particolarità (riscontrabile però solo nel dialetto avenzino influenzato dalla vicinanza della città romana di Luni dove la lingua latina prevedeva anche la forma neutra plurale) è che i plurali femminili italiani rimangono invariati rispetto alla parola al singolare (ossia vengono espressi nella forma neutra plurale latina) variando solo l'articolo che quindi ne fa capire la quantità:

Avenzino la carota → l' carota la gókia → l' gókia (ossia l'ago e gli aghi)

ma in Carrarino la carota → le carote la fasa → le fase ( ossia la fascia , le fasce ... il suono sc manca nel carrarino come del resto manca in quasi tutti i dialetti dell'Italia settentrionale mentre esiste nell'avenzino)

L'articolo singolare maschile è rappresentato da 'l // e non vi è presenza di un articolo neutro:

'l can; 'l tren; 'l me nonò, 'l vin..

I numeri 1 Un 11 Ondz 100 Zent2 Do 12 Dodz 1000 Mili3 Tre 13 Tredz 10000 Diézmìla 4 Quatr 14 Quatòrdz 5 Zìnqui 15 Quindz6 Sé 16 Sedz 7 Sèta 17 Dizisèta8 Ot 18 Dizòt9 Nòvi 19 Dizinòvi10 Diézi 20 Vinti

Elementi di grammatica

Articoli

l - la, singolare

i - l, plurale

un/'n - una/'na, articolo indeterminativo

Pronomi

Pronomi personali soggettoMe (io)Te (tu)Lu' - Le' (egli - ella)Noàltri (noi)Voàltri (voi)Lór (essi)

Verbi

Verbo essereVerbo avere (Me) a son(Me) a i ò(Te) t'sen(Te) t'à(Lu') i è - (Le') a l'è(Lu') i à - (Le') a l'à(Noàltri) a siańNoàltri avéń (abian)Voàltri sietVoàltri avet(Lór) i en - a l'en(Lór) i àn - a l'àn

Prima coniugazione: "pagàr" (pagare) Seconda coniugazione: "móv'r" (muovere) Terza coniugazione: "surtìr" (uscire) (Me) a pag (Me) a móv (Me) a sòrt(Te) t'pag (Te) t'móv (Te) t'sòrt(Lu) i pag (Lu) i móv (Lu) i sòrtNoàltri pagàń Noàltri movéń Noàltri surtìńVoàltri pagàt Voàltri movét Voàltri surtìtLór i pag'n Lór i móv'n Lór i sòrt'n

Note

Bibliografia Carla Marcato, Dialetto, dialetti e italiano. Il Mulino, 2004 Francesco Avolio, Fra Lingue e Dialetto D'Italia. Dispensa allegata al corso "Il Dominio Linguistico Italo-romanzo" dell'Università dell'Aquila Auda Fucigna, 'L cararin. Artigianelli, 1968 Luciano Luciani, Vocabolario del Dialetto Carrarese, 2 tomi (1766 pp), Fondazione CRC, Carrara, 2003 Daniele Vitali, Dialetti emiliani e dialetti toscani, I volume, Pendragon, 2020

Voci correlate Lingua emiliano-romagnola Lingua emiliana Dialetto modenese Dialetto parmigiano Dialetto bolognese Dialetto ferrarese Dialetto piacentino Dialetto reggiano Lingua romagnola

Altri progetti

Carrarese Categoria:Lingue e dialetti della Toscana Categoria:Carrara