Shylock è un personaggio della commedia Il mercante di Venezia di William Shakespeare, nella quale egli, un ebreo veneziano che svolge l'attività di usuraio, ricopre il ruolo di principale antagonista. La sua sconfitta e la conseguente conversione al Cristianesimo rappresentano il climax della storia.
Il personaggio di Shylock è da secoli al centro di due correnti di pensiero contrastanti: l'una che considera il personaggio come il classico cattivo frutto della cultura cristiano-occidentale dei tempi di Shakespeare, tradizionalmente anti-ebraica, l'altra che considera Shylock come una figura tragica e controcorrente, nata dall'intuito shakespeariano. 1990 pp. 1-2
Nell'opera
Primo atto
Ne Il Mercante di Venezia, Shylock è un usuraio ebreo che viene interpellato da Bassanio, un gentiluomo veneziano, che necessita di un prestito in denaro per corteggiare Porzia, una ricca ereditiera di Belmonte. Bassanio, per rassicurare Shylock che il debito sarà onorato, usa come garante un ricco mercante veneziano, Antonio, suo caro amico. L'ebreo però resta dubbioso sapendo che le ricchezze di Antonio sono investite in operazioni rischiose che potrebbero fallire; alla fine però Shylock accetta chiedendo a Bassanio d'organizzare un incontro tra lui e Antonio.
Così i due si incontrano e, prima di iniziare a discutere, Shylock in un "a parte" confessa il suo odio per Antonio, dovuto all'usanza di quest'ultimo di prestare denaro gratuitamente, facendo abbassare i tassi d'interesse dell'usura a Venezia. Inoltre, lo disprezza per le continue calunnie e pubbliche umiliazioni che lui gli rivolge. L'incontro ha così inizio con Antonio che condanna Shylock per il suo mestiere d'usuraio e l'ebreo che ribatte giustificando il suo lavoro con una storia tratta dall'Antico Testamento. La conversazione prosegue e sembra che Shylock sia disposto a prestare a Bassanio 3000 ducati, da ripagare dopo tre mesi, avendo Antonio come garante.
Prima di concludere l'affare però l'ebreo chiede ad Antonio perché mai lui dovrebbe prestargli dei soldi, dopo che il mercante l'aveva ripetutamente condannato, ingiuriato e avergli sputato addosso mentre si trovavano entrambi a Rialto. Antonio allora gli risponde di non prestare loro il denaro come amici ma come nemici e in questo modo se il prestito non fosse stato rispettato, sarebbe stato più facile richiedere la penale. Così Shylock accetta e propone ad Antonio, per scherzo, che se il contratto non sarà onorato la penale sarà una libbra di carne da asportare dal corpo di Antonio; sentendo ciò, Bassanio cerca di far desistere Antonio ma, nonostante tutto, il mercante accetta, essendo sicuro di poter ripagare. Così i tre si separano dandosi appuntamento dal notaio, con Shylock che si dirige verso casa sua. 2012 pp. 29-41
Secondo atto
Ritroviamo così Shylock davanti a casa sua intento a discutere con il suo servitore Lancillotto, il quale ha deciso di abbandonare Shylock a causa della sua crudeltà e della sua avarizia per divenire servitore di Bassanio; in questo stesso frangente Shylock informa sua figlia Jessica che quella sera sarebbe stato a cena fuori e perciò le impone di chiudersi in casa serrando le finestre, dato che Lancillotto aveva detto loro che quella notte per strada ci sarebbero state delle mascherate in occasione del Carnevale. Però Jessica disubbidisce al padre e, appena cala la sera, dopo aver preso vari oggetti di valore fugge mascherata da torciere insieme a Graziano, Salerio ed al suo grande amore Lorenzo, un ragazzo cristiano, tutti e tre amici di Bassanio ed Antonio. 2012 pp. 93-99
Terzo atto
Passano così tre mesi e vediamo Shylock che incontra Salerio e Solanio (un altro conoscente d'Antonio) e chiede loro se sapessero della fuga di sua figlia; i due gli rispondono candidamente che sapevano tutto e che per giunta l'avevano aiutata. Poi però il discorso cambia con Salerio che chiede a Shylock se fosse a conoscenza della sorte delle navi di Antonio che, stando ad alcune notizie, sarebbero naufragate causando così la bancarotta del mercante. Shylock conferma che Antonio ha perso tutti i suoi averi ed ammonisce i due che il mercante dovrebbe preoccuparsi della penale che gli deve. Sentendo ciò Salerio chiede all'ebreo perché mai lui dovrebbe volere una libbra di carne umana da Antonio; Shylock allora risponde loro con il famoso monologo sulla somiglianza tra ebrei e cristiani in cui afferma che nonostante tutto quello che subiscono, gli ebrei sono esseri umani come i cristiani e dice che, come i cristiani che si vendicano se un ebreo fa loro torto, anche gli ebrei hanno diritto a vendicarsi.
In seguito Shylock incontra Tubal un suo amico anch'egli ebreo che gli porta notizie sia di sua figlia, che della situazione finanziaria di Antonio; con l'alternarsi delle notizie di sua figlia che sperpera i suoi averi (tra i quali vi era anche un anello donatogli dalla sua defunta moglie Leah) e con le notizie su Antonio che sembra aver perso tutte le sue ricchezze, Shylock passa svariate volte da disperato ad euforico nel corso della discussione con l'amico.
Successivamente incontriamo l'usuraio davanti alla cella d'Antonio (incarcerato per debiti) con il mercante che chiede misericordia al vecchio ebreo senza però riuscire a scalfire il suo cuore. 2012 p. 123
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Quarto atto
Si apre così il processo alla corte di giustizia presieduta dal doge, con Shylock ormai quasi certo che otterrà la sua vendetta al punto da rifiutare il pagamento triplicato della somma che lui aveva prestato e Bassanio, Graziano e Salerio disperati per la sorte del povero mercante. All'improvviso però nella corte entra un giovane avvocato ed il suo assistente (in realtà sono Porzia ormai divenuta moglie di Bassanio, travestita da avvocato e Nerissa la sua dama di compagnia, sposa di Graziano, travestita da suo assistente). All'inizio il giovane avvocato chiede chi sia il mercante e chi l'ebreo rivolgendosi ad Antonio e Shylock e successivamente Porzia sembra dar ragione all'ebreo dicendo che il contratto è inattaccabile e che, se non fosse stato rispettato, la giustizia veneziana avrebbe perso credibilità con gli altri Stati.
Improvvisamente però l'avvocato dice che se Shylock si prenderà la libbra di carne che gli spetta di diritto, compirà un crimine contro un cittadino cristiano e perciò gli saranno confiscati tutti i suoi averi e sarà condannato a morte a causa del suo essere ebreo; quindi può prendersi la libbra di carne, ma senza versare alcuna goccia di sangue. Shylock trovandosi alle strette decide di accettare il pagamento triplicato della somma del prestito ma l'avvocato asserisce che all'Ebreo non spetta altro che la penale descritta nel contratto. Così Shylock ritira la denuncia contro Antonio, ma prima che riesca ad andarsene l'avvocato gli dice che secondo la legge Veneziana ciò che stava per compiere era un attentato alla vita di un cristiano e perciò lui dovrà essere condannato ed i suoi averi dovranno essere confiscati in parte dallo Stato, ed in parte da Antonio e la sua vita messa in mano al giudizio del doge.
Il doge così rimette la decisione allo stesso Antonio che dichiara che la parte dei beni di Shylock che gli spetta dovrà essere data in eredità a Lorenzo, lo sposo della figlia di Shylock. Inoltre il mercante risparmia la vita all'ebreo costringendolo però a convertirsi al Cristianesimo. Shylock accetta la sua sorte e lamentando un malore esce infine dalla scena. 2012 pp. 139-169
Il nome
"Shylock" non è un nome ebraico, né vi sono esempi di un suo utilizzo prima dell'opera di Shakespeare. Tuttavia, alcuni studiosi credono che Shylock probabilmente derivi dal nome biblico Shalah (in italiano Sela), che si pronuncia "Shelach" (שלח) in ebraico. Sela è il nipote di Sem ed il padre di Eber, i progenitori biblici del popolo ebraico. Tutti i nomi dei personaggi ebrei dell'opera, derivano da figure minori elencate nelle genealogie nel Libro della Genesi. È probabile che Shakespeare intendesse originariamente che il nome fosse pronunciato con una [ ɪ ] (fonema vocalico presente in inglese ad esempio nella parola bit "poco" ) invece che con una /iː/ (scrittura fonetica della " i " accompagnata dal segno diacritico " ː " che ad esempio possiamo trovare nella parola "sentii" /senˈtiː*/ ). La pronuncia inglese moderna è cambiata perché lo spelling tradizionale con una "y" comporta per i lettori l'uso d'una /iː/ trasformatasi in /aɪ/.
È da notare inoltre come Shakespeare abbia anglicizzato il nome dell'ebreo Veneziano; nelle sue "opere Italiane" non troviamo altri personaggi importanti come Shylock con un nome inglese, eccezion fatta per Sir Toby Belch nell'opera La dodicesima notte. È plausibile che le due sillabe "Shy" e "lock" fossero intese come riferimento alla concezione medievale inglese della natura degli ebrei; infatti la parola molto simile "Shycock" (gallo timido), proveniente dalla lotta tra galli, stava ad indicare le persone codarde che si tenevano nascoste per paura della polizia. 1963 p. 87
Contesto storico
In Inghilterra
L'Inghilterra ebbe una storia di antisemitismo medioevale, infatti a Norwich nel 1144 ed a Lincoln nel 1255 si registrarono due tra i primi casi d'accusa di infanticidio rituale a danno della comunità ebraica. Inoltre si verificarono due pogrom sotto il regno di re Riccardo Cuor di Leone a Londra nel 1189 ed a York nel 1190. 1990 pp. 140-141Al tempo di Shakespeare nessun ebreo risiedeva legalmente in Inghilterra da più di cento anni, a partire dall'Editto d'Espulsione del 1290 emanato da Edoardo I d'Inghilterra. Tuttavia lo stereotipo dell'Ebreo usuraio malvagio proseguiva sino allora dai tempi Medioevali. Il mestiere dell'usuraio era, storicamente, un'occupazione alquanto comune tra la popolazione Ebraica; in parte perché ai cristiani era proibito la pratica dell'usura (al tempo ogni tasso d'interesse fuori dalla norma applicato ad un qualsiasi prestito era considerato usura).
In Inghilterra come anche nei regni sul continente, era comune che i regnanti offrissero lettere di protezione agli ebrei in cambio del pagamento d'una speciale tassa e di un censimento dedicato solo ai cittadini ebrei; a tal proposito nel dipartimento del tesoro nazionale vi era anche un incarico speciale denominato "Exchequer of the jews" che in italiano si traduce come lo "Scacchiere degli ebrei" (il Cancelliere dello Scacchiere era l'antico titolo del ministro del governo britannico con responsabilità di Ministro delle Finanze); il guadagno regolare da questo dipartimento era sempre alquanto considerevole. 1963 p.37
Agli ebrei erano precluse molte tipologie di lavoro e le varie corporazioni nelle città di solito si rifiutavano di ammettere cittadini ebrei come apprendisti, inoltre la maggior parte dei re cristiani proibivano agli Ebrei di possedere terreni per l'agricoltura o di ricoprire incarichi politici. Perciò l'usura restava una delle poche occupazioni che gli Ebrei potevano praticare.
La fortuna dell'opera fu anche dovuta alla decisione di Shakespeare di portare in scena la commedia sull'onda del revival dellEbreo di Malta di Christopher Marlowe, avvenuto immediatamente dopo l'esecuzione del dottor Roderigo Lopez, un converso, medico reale della regina Elisabetta I accusato di voler avvelenare la regina; condanna che rinfocolò i sentimenti antisemiti del popolo inglese. 1990 p. 139
A Venezia