Era figlio di Olderico Manfredi I e di Prangarda di Canossa, figlia di Adalberto Atto di Canossa. Ereditò la marca di Torino, estremamente estesa grazie all'abilità di Arduino il Glabro.

Biografia Divenuto marchese all'inizio dell'XI secolo, Olderico Manfredi II seppe consolidare il potere arduinico sulla marca, intromettendosi nella lotta tra Arduino d'Ivrea e l'Impero, riuscendo ad occupare, verso il 1015, vasti territori un tempo appartenuti alla potente marca d'Ivrea.

I suoi domini diventarono estremamente estesi: intorno al 1021 e al 1031 negli atti notarili di un prete (Sigifrido) si possono leggere i domini posseduti dal marchese Olderico: Torino, Ivrea, Albenga, Ventimiglia, Auriate, Tortona e Vercelli.

Per evitare gli scontri Arduino d'Ivrea ebbe con l'Impero, egli non si preoccupò tanto di estendere il proprio dominio con le armi, quanto piuttosto di gestire al meglio le terre in suo possesso per accrescerne il controllo e ila proprio potere.

Nonostante Torino fosse allora un piccolo borgo, Olderico vi pose la sede centrale della marca per la sua posizione strategica al centro dei suoi possedimenti; comunque per poter controllare e gestire al meglio i suoi domini Olderico preferiva non risiedere troppo a lungo in Torino, ma regolarmente si spostava nei vari centri. La figlia Adelaide decise invece di porre la sua residenza a Susa, abbandonando Torino e indebolendo i possedimenti paterni.

Tra i suoi meriti sono quello di aver fatto restaurare l'antica chiesa di Santa Maria Maggiore di Susa e il monastero della Novalesa, la fortificazione dei borghi di Exilles e Bardonecchia, la fondazione dei monasteri benedettini di Santa Maria a Caramagna nel 1028 e di San Giusto a Susa nel 1029, che negli anni successivi raggiungerà notevole potenza. Costruì anche il duomo di Pinerolo.

Matrimoni e discendenza Dalla moglie Berta di Milano, anche detta Berta d'Este, figlia di Oberto II, nipote di Adalberto II e bisnipote di Oberto I, ebbe quattro figli:

Adelaide di Susa, che sposò successivamente dapprima Ermanno IV di Svevia, poi Enrico di Monferrato ed infine Oddone di Savoia; un figlio (forse), conte di Mombaldone, citato soltanto dall'Annalista saxo, che recita per l'anno 1067 "Adelheidis que soror erat comitis qui agnominatus est de Monte Bardonis in Italia et Immule seu Irmingardis"; è però possibile che il termine "soror" sia un errore per "filia"; Immilla di Torino o Irmgard, che sposò dapprima Ottone di Schweinfurt e poi Egberto I di Meißen; Berta di Torino, che sposò Otto (o Teuto) di Savona Del Vasto, marchese del Ponente ligure.

Ascendenza

Note

Voci correlate Guglielmo III del Monferrato

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