Per gotico a Milano si intende l'esperienza artistica cittadina a cavallo tra la seconda metà del XIII secolo e la prima metà del XV secolo. Lo stile gotico, inizialmente introdotto nel territorio milanese dai monaci cistercensi, fu il principale linguaggio artistico del vasto programma mecenatesco e autocelebrativo dei Visconti, signori di Milano, al cui dominio sulla città viene solitamente associato il periodo gotico milanese.

Inquadramento storico

Come data convenzionale dell'inizio dell'esperienza gotica nel territorio della signoria di Milano viene spesso indicata la salita al potere della famiglia Visconti nel 1282.. La penetrazione delle nuove tendenze artistiche d'Oltralpe arrivò quindi in ritardo rispetto al centro Italia, dove il gotico cistercense aveva già prodotto quasi un secolo prima l'abbazia di Fossanova (1187) e l'Abbazia di Casamari (1203).. Questo ritardo nell'introduzione del linguaggio gotico nel milanese è spiegabile dalla forte e radicata presenza dell'architettura romanica, anche in virtù del legame tra questa architettura e l'Impero, che non per niente fu superata solo con il nuovo corso politico della signoria dei Visconti..

Allo stesso tempo però lo stile gotico non si diffuse in maniera apprezzabile nel territorio, peraltro con stilemi fortemente influenzati dal romanico, fino all'opera di Azzone Visconti tra il 1329 e il 1339, che introdusse presso la sua corte artisti pisani e fiorentini...

Il fitto programma di sostegno alle arti inaugurato da Azzone Visconti fu portato avanti dal suo successore Bernabò Visconti, ma soprattutto da Gian Galeazzo: sotto la sua signoria venne inaugurato il più grande cantiere gotico italiano per la costruzione della nuova cattedrale cittadina. Per tale opera, che nella mente del duca sarebbe stata monumentale e grandiosa, furono chiamati a Milano architetti e artisti da tutta Europa: il continuo confronto tra maestranze locali e straniere contribuì a portare a maturazione lo stile gotico lombardo, prima di allora ancorato alla forte eredità romanica, creando una sintesi tra l'architettura gotica italiana ed europea...

Dopo una battuta di arresto dovuta a un turbolento periodo politico dopo la morte di Gian Galeazzo Visconti, lo splendore artistico milanese riprese vigore sotto Filippo Maria Visconti che nella prima metà del Quattrocento trasformò la corte milanese in uno dei maggiori centri dell'umanesimo italiano, chiamando al suo servizio personalità come Francesco Filelfo, Pier Candido Decembrio, Gasparino Barzizza e Antonio da Rho. Negli ultimi anni della signoria viscontea, analogamente a quanto successo a Firenze, si ebbero poi i primi sentori della nuova arte rinascimentale con l'operato di Masolino da Panicale a Castiglione Olona..

La conclusione dell'esperienza gotica viene quindi indicativamente fatta coincidere col crollo della signoria viscontea nel 1447, con uno stile tardogotico che sarebbe stato innestato sulle precoci esperienze rinascimentali centro italiane a dar vita al rinascimento lombardo...

Architettura religiosa L'introduzione del gotico: le abbazie

A Milano, come in altri luoghi, il linguaggio gotico fu introdotto da monaci cistercensi provenienti dalla Francia: il primo esempio di gotico a Milano è l'abbazia di Chiaravalle, realizzata a partire dalla prima metà del XIII secolo per opera di monaci provenienti dall'abbazia di Clairvaux. La descrizione deve tenere conto della particolare complessità della sua storia, che vede interventi sulla chiesa dalla sua fondazione fino al XVIII secolo: ad esempio della facciata gotica rimane solamente l'ordine superiore in cotto decorato da un oculo e da una bifora racchiusi nel profilo della copertura a capanna decorato con archetti pensili..

La chiesa, costruita rispettando le indicazioni architettoniche per le chiese cistercensi fornite da San Bernardo, può essere definita per la sua struttura e parte della decorazione come un compromesso tra l'architettura lombarda duecentesca e il gotico cistercense, ovvero il primo edificio a rompere la tradizione romanica e a introdurre, seppur con forme molto mitigate dalla tradizione lombarda, le forme del gotico..

I primi interventi a superare la transizione tra romanico e gotico furono i lavori per il chiostro meridionale della chiesa, con archi a sesto acuto in mattoni retti da colonne binate in pietra. Tuttavia l'intervento architettonico di gotico di maggior rilievo e che più caratterizza l'abbazia fu la costruzione della torre nolare: la torre ha forma ottagonale e poggia sul presbiterio a pianta quadrata a cui viene collegato mediante l'uso di pennacchi ad archi decrescenti. La torre ottagonale è composta da tre ordini verticali che si restringono al procedere verso l'alto: la torre è decorata da un'alternanza di bifore, monofore e quadrifore in cui decorazioni in cotto e in marmo bianco si alternano a creare un contrasto di colori..

All'interno, tra le decorazioni pittoriche più interessanti si possono citare i frammenti di affreschi trecenteschi degli Evangelisti nello spazio della cupola e delle sedici figure di Santi, di autore identificato come Primo Maestro di Chiaravalle.. Nella parte inferiore della cupola si trovano invece le Storie della Vergine, raffinata ed elegante composizione di gusto giottesco attribuita a Stefano Fiorentino e basate sulla Legenda Aurea di Jacopo da Varazze..

Fondata nel 1176, gran parte dell'abbazia di Viboldone fu costruita tra la fine del XIII e il XIV secolo. La facciata in cotto, conclusa nel 1348, ha una struttura a capanna delimitata da archetti pensili ed è divisa verticalmente in tre partiture definite da contrafforti. Il portale presenta una ricca decorazione in marmo con sculture della Madonna con Bambino fra santi di scuola campionese è fiancheggiato da due edicole pensili e da due strette monofore con cornici cuspidate in cotto; la decorazione dell'ordine superiore è composta da una finestre circolare e tre bifore, di cui le due laterali prettamente decorative in quanto non danno sulle navate laterali più basse. L'interno è diviso in tre navate con volta a crociera.

Successiva alla metà del '300 è quindi la decorazione pittorica interna: l'opera più antica è l'affresco della Madonna con Bambino e santi nell'abside di un anonimo Maestro lombardo dagli influssi toscani. Sempre sulle pareti absidali si trova il Giudizio Universale di Giusto dei Menabuoi in cui viene ripreso lo schema del Giudizio Universale di Giotto presso la cappella degli Scrovegni.. Si possono citare infine le Storie della vita di Cristo di un anonimo pittore lombardo in cui l'accuratezza naturalistica lombarda viene influenzata dall'uso del chiaroscuro di Giusto dei Menabuoi, e la Madonna in trono fra santi di Michelino da Besozzo..

Benché fuori dal territorio comunale, è indubbiamente correlata alla città l'abbazia di Morimondo, che come per le abbazie appena accennate è nata nella prima metà del XII secolo grazie all'arrivo di monaci cistercensi dalla Francia. Anche in questo caso ci si trova, nelle parti rimaste originali della chiesa, di fronte a uno stile gotico molto primitivo, ravvisabile ad esempio nelle proporzioni slanciate se paragonate a quelle dell'arte romanica. La facciata si presenta in cotto a vista con bifore e rosone, realizzata in maniera molto semplice come dettate dalle regole dell'architettura cistercense..

Il complesso dell'abbazia di Mirasole, tra i pochi esempi lombardi di architettura religiosa fortificata, fu fondato nel XIII secolo, mentre la chiesa risale alla fine del XIV secolo. La facciata è in cotto con decorazioni molto semplici, consistenti in un rosone, due monofore e un portale in cotto ad arco ribassato; l'interno si presenta con un'aula a navata unica che termina in un'abside quadrangolare dove si trova affrescata l'Assunzione della Vergine di un anonimo pittore probabilmente legato allo stile di Michelino da Besozzo..

Il periodo visconteo

All'inizio del XIV secolo il signore Azzone Visconti inaugurò un vero e proprio programma di mecenatismo che aveva il suo fulcro nell'architettura gotica. Tra le prime realizzazioni si può citare la chiesa di San Gottardo in Corte, realizzata come cappella ducale dedicata al santo protettore della gotta che avrebbe colpito Azzone, tuttavia molto rimaneggiata nell'aspetto nel XVIII secolo.. Dell'aspetto originale esterno si conservano la torre campanaria ottagonale e l'abside semiottagonale: la decorazione è realizzata alternando elementi in cotto, già tipici dell'architettura romanica lombarda, ed elementi in marmo bianco.. Elemento di spicco del complesso è il campanile ottagonale attribuito al cremonese Francesco Pegorari: l'uso del cotto è prevalente nei piani bassi del campanile per lasciare spazio al marmo bianco nelle parti più elevate fino al coronamento, probabilmente ripreso dalla torre nolare dell'abbazia di Chiaravalle e alla sommità del torrazzo di Cremona..

L'interno, secondo quanto descritto dalle cronache dell'epoca di Galvano Fiamma, era completamente affrescato da Giotto, chiamato a Milano da Azzone Visconti, e dalla sua scuola: del ciclo di pitture rimane al giorno d'oggi solo la Crocifissione attribuito da taluni direttamente al maestro toscano., mentre secondo un'altra ipotesi alcuni caratteri del dipinto, come il realismo e l'attenzione ai dettagli, suggerirebbero un anonimo, sebbene straordinario, maestro di sfera giottesca con influenze lombarde..

La chiesa di San Cristoforo sul Naviglio è composta dall'unione di due edifici risalenti rispettivamente alla fine del XII secolo e alla fine dl XIV secolo. La facciata, anch'essa divisa in due, presenta a sinistra un portale a sesto acuto in cotto con un rosone inscritto nell'arco, secondo alcuni interpretazione in chiave lombarda del portale laterale della chiesa di Santa Maria della Spina a Pisa, mentre a destra vi è un portale sempre a sesto acuto meno decorato ma dalle proporzioni più slanciate e affiancato da due finestre con archi a sesto acuto. Su entrambe le parti della facciata vi sono dei resti di affreschi. All'interno la parte destra della chiesa si presenta con un'aula forma rettangolare con copertura lignea e abside semicircolare, mentre la parte sinistra presenta una copertura a crociera con monofore sulla parete che forniscono l'illuminazione. Tra i frammenti di affreschi visibili nella chiesa si può citare la Crocifissione degli Zavattari...

Alla seconda metà del XII secolo risale la chiesa di San Lorenzo a Monluè, costruita dall'ordine degli Umiliati in uno stile molto semplice probabilmente mutuato dall'architettura cistercense. La facciata si presenta molto slanciata in cotto a vista, il portale molto semplice presenta un arco a tutto sesto sormontato da un finto protiro fiancheggiato da due strette monofore. Il campanile della chiesa, a pianta quadrata, è composta da quattro ordini orizzontali: l'ultimo piano è decorato con bifore con archi poggianti su colonnine in pietra.. L'interno molto semplice presenta una singola navata e aveva in origine una copertura a capriate in legno: sulle pareti sono presenti di resti di affreschi a tema di elementi vegatali, tipici della decorazione pittorica lombarda del primo Trecento..

La chiesa di San Marco fu fondata nel tardo XII secolo dai monaci agostiniani, tuttavia i pesanti interventi subiti dalla chiesa a partire dal XVI secolo ne hanno per gran parte sconvolto l'aspetto, recuperato in minima parte nell'esterno con i restauri ottocenteschi di Carlo Maciachini.. Della struttura originale si può vedere oggi la struttura a linea spezzata scandita verticalmente da contrafforti: originali sono anche il rosone in cotto e il portale in marmo bianco sormontato da tre statue dei Santi Agostino, Marco e Ambrogio.. Al primo Trecento risale il campanile quadrangolare in muratura, che riprende uno dei tipici modelli architettonici dell'area milanese dell'epoca già utilizzato ad esempio nell'abbazia di Mirasole e nell'arengario di Monza..