La STS-115 è una missione spaziale del Programma Space Shuttle, la prima utilizzata allo scopo di riprendere la costruzione della Stazione spaziale internazionale (ISS) dopo il disastro del Columbia e la seconda missione di prova di "ritorno al volo". La missione, la 18° verso la Stazione spaziale internazionale e il volo di assemblaggio 12A, utilizza lo Space Shuttle Atlantis, il cui volo fu rimandato a causa dell'Uragano Ernesto. A causa dei diversi ritardi, la NASA fu costretta a chiudere la finestra di lancio per evitare un conflitto di docking (aggancio) con una Sojuz russa. Il decollo dell'Atlantis è avvenuto il 9 settembre 2006 alle 11:15 AM EDT dalla rampa di lancio 39-B al Kennedy Space Center.

Equipaggio

Scopi Consegna ed installazione di due segmenti a travatura reticolare (P3 e P4) Consegna e dispiegamento di due celle fotovoltaiche (4A e 2A) Due missioni nello spazio per collegare la travatura reticolare, rimuovere il contenitore delle celle fotovoltaiche e preparare la stazione per la successiva missione di montaggio, la STS-116

Statistiche della missione 147ª missione umana Americana nello spazio 116ª missione Shuttle 91ª missione dopo il disastro del Challenger 3ª missione dopo il disastro del Columbia 27ª missione dellAtlantis 19ª missione di assemblaggio della ISS

Stemma Lo stemma della missione STS-115 raffigura lo Space Shuttle che vola verso la Stazione Spaziale Internazionale, con il simbolo dellAstronaut Office come scia. Il sole sorge sullo sfondo e illumina il pannello solare, che rappresenta il carico della missione. In basso sono indicati il numero di missione "115" e il codice della sequenza di assemblaggio della stazione "12A". La Terra azzurra, nello sfondo, ricorda l'importanza della ricerca e dell'esplorazione spaziale per tutti gli abitanti del pianeta.

Missione Originariamente il volo dell'STS-115 venne programmato per l'aprile 2003. Tuttavia, il disastro del Columbia costrinse la NASA a sospendere tutti i voli al fine di determinare le cause dell'incidente. Successivamente la NASA lanciò due voli di test STS-114 e STS-121 per verificare la capacità dello Shuttle a continuare le operazioni della Stazione spaziale internazionale. L'equipaggio venne selezionato già nel 2002, venne tenuto in attesa per circa cinque anni. Nel caso fosse stata necessaria una missione di soccorso sarebbe stata pronta la STS-301 ma non prima dell'11 novembre 2006.

Cronologia 27 agosto - 7 settembre 2006 (ritardo)

LAtlantis venne trasferito il 24 luglio, 2006 dall'Orbiter Processing Facility al Vehicle Assembly Building. Venne situato successivamente sulla piattaforma di lancio mobile il 26 luglio, e portato al complesso 39B nelle prime ore della mattina del 2 agosto. Il rollout era previsto per il 31 luglio, ma un uragano nelle vicinanze del Kennedy Space Center causò un ritardo di due giorni. Vi era il timore che un fulmine potesse colpire l'orbiter causando danni irreparabili.

Nel weekend tra il 5 agosto e il 6 agosto 2006 gli ingegneri completarono il collaudo dei motori principali, (flight readiness), giudicandoli pronti per il lancio. L'equipaggio giunse al KSC il 7 agosto e per quattro giorni, fino al 10 agosto vennero impegnati in una simulazione di countdown e di lancio

Per la prima volta, i dirigenti della NASA decisero di posticipare il lancio dell'STS-115 per il 27 agosto per ottenere migliori condizioni per fotografare il serbatoio esterno. Una nuova finestra di lancio venne coordinata con la Sojuz TMA-9, verso la metà settembre, per il cambio di equipaggio della Stazione spaziale internazionale (ISS) e per i rifornimenti.

I Meeting della missione A causa di una perdita di schiuma dal serbatoio esterno venne organizzato un meeting straordinario il 13 agosto, perdita che avvenne anche durante la precedente missione la STS-121. I top manager della NASA organizzarono due giorni dopo un meeting per una Flight Readiness Review (Revisione di volo) tra il 15 agosto e il 16 agosto allo scopo di finalizzare la data di lancio.

La fine della missione Columbia avvenne durante il lancio a causa di un pezzo di schiuma, staccatosi dal serbatoio esterno e che colpì l'ala sinistra creando un foro ampliatosi successivamente in una breccia durante il rientro. Dalla breccia all'esplosione il passo fu breve. Durante il meeting si discusse inoltre della messa in sicurezza dell'antenna dello Shuttle, che era stata incorrettamente fissata. Durante i voli precedenti non aveva mai dato problemi.

Alla fine del meeting di due giorni, i dirigenti della NASA decisero di procedere al lancio per il 27 agosto 2006. Tuttavia, il 18 agosto la NASA decise di sostituire un componente dell'antenna, con l'Atlantis ancora sulla piattaforma di lancio. Non vi erano procedure per sostituzioni di questo tipo direttamente sulla piattaforma di lancio, ma il lavoro fu completato entro il 20 agosto senza compromettere la data di lancio. Il 25 agosto 2006, il più potente fulmine mai registrato al Kennedy Space Center, colpì il parafulmine situato in cima alla piattaforma di lancio. Per valutare i danni subiti, la partenza venne ritardata per altre 24 ore. Il 27 agosto, venne presa la decisione di posporre il lancio di altre 24 ore, a causa di un ritardo alla valutazione dei danni subiti dal fulmine e dalla possibile minaccia dell'uragano Ernesto.

A causa del peggioramento delle condizioni atmosferiche, il 28 agosto 2006 la NASA decise di rinviare sia il lancio che il rollback dello Shuttle, ma il giorno successivo, nel primo pomeriggio la NASA, grazie al miglioramento delle previsione meteorologiche, decise di muovere l'Atlantis sulla piattaforma di lancio. Le nuove previsioni attendevano una tempesta meno forte del previsto con venti inferiori a , limite sufficiente per mantenere all'aperto lo Shuttle.

Alle 2 am EDT del 31 agosto, passato l'uragano i tecnici grazie alle ispezioni alle strutture, individuando tre problemi, tutti molto semplici da riparare. Venne decisa la data di lancio per il 6 settembre alle 12:29 EDT, con l'opzione di altri due giorni di finestra, dopo che manager NASA e Russi decisero di estendere per almeno un giorno. Alle 8 a.m. del 3 settembre, finalmente iniziò il conto alla rovescia a 43 ore dal lancio, con 30 ore programmate. La finestra di lancio venne estesa di altri 10 minuti.

Venerdì 8 settembre (Lancio rinviato)

In un briefing alle 6:00 pm EDT del 6 settembre il Mission Management Team della NASA decise che era necessaria una sospensione del countdown di 24 ore, per analizzare un ulteriore problema alle celle a combustibile individuato la notte precedente. Il giorno successivo l'MMT annunciò durante una conferenza stampa un ulteriore tentativo di lancio per l'8 settembre alle 11:41 am EDT.

L'8 settembre 2006 alle 5:30 EDT, venne individuato un guasto agli interruttori dei sensori posti sul serbatoio esterno. Alle 10:54 la NASA annunciò ufficialmente un ulteriore ritardo di 24 ore al fine di scaricare il serbatoio esterno e di valutare il guasto.. Il sensore ECO n°3, indicava ancora la presenza di idrogeno liquido nonostante il serbatoio esterno fosse stato completamente svuotato. Gli altri 3 sensori funzionavano perfettamente; anche se l'Atlantis non poteva partire a causa del malfunzionamento, per la missione sarebbero stati sufficienti tre sensori ECO funzionanti.

Sabato 9 settembre (1º giorno, lancio)

Finalmente il 9 settembre, alle 11:15 am EDT (15:15 UTC), l'STS-115 venne lanciato dal poligono verso la Stazione spaziale internazionale, dopo che fu verificato che tutti i sensori dei motori funzionavano perfettamente.. Al momento del decollo, l'International Space Station si trovava a sopra il nord Atlantico, tra la Groenlandia e l'Islanda. Durante la salita verso l'orbita, il Controllo Missione ha chiesto all'equipaggio di riconfigurare l'impianto di raffreddamento, il Flash Evaporato System; nel sistema era stato trovato del ghiaccio, cosa non insolita ed avvenuto anche nella precedente missione.

Nel momento successivo allo spegnimento dei motori, 8,5 minuti dal decollo, Tanner e MacLean utilizzarono un computer portatile e una fotocamera digitale per documentare il distacco del serbatoio esterno dallo shuttle. Queste immagini, come per le immagini ottenute dalla videocamera dello shuttle poste sul serbatoio vennero trasmesse a terra per una revisione.

Domenica 10 settembre (2º giorno) Day 2: Animazione dell'ispezione del Canadarm

Durante il loro primo giorno nello spazio, l'equipaggio ha esaminato le condizioni della stazione mediante l'Orbiter Boom Sensor System, un'estensione lunga 15 metri del braccio robotico dello Shuttle. Il pilota Christ Ferguson e specialista di missione Daniel Burbank e Steven MacLean hanno eseguito una lunga e difficile ispezione ai pannelli rinforzati al carbonio della dritta dell'Atlantis e delle ali.

Il primo compito svolto dall'equipaggio consisteva nel preparare il complesso per l'attracco e per le tre attività extravicolari pianificate. Gli specialisti di Missione Joe Tanner e Heide Stefanyshyn-Piper hanno verificato le tute spaziali e la strumentazione, che Burbank e MacLean useranno durante le attività extraveicolari programmate per i giorni 4, 5 e 7. L'escursione esterna è stata pianificata per installare il segmento P3/P4, dispiegare le celle fotovoltaiche e prepararle al funzionamento.

Sulla stazione spaziale, l'ingegnere di Volo Jeffrey Williams ha preparato per il 3º giorno, il laboratorio orbitante per l'arrivo dell'Atlantis e la videocamera digitale per fotografare ad alta risoluzione lo scudo termico dello shuttle. Con l'aiuto del comandante Pavel Vinogradov, Williams ha pressurizzato il Pressurized Mating Adapter 2, (Adattatore di accoppiamento pressurizzato) situato al termine del modulo Destiny, dove attraccherà l'Atlantis. Vinogradov ha infine confezionato l'attrezzatura per il ritorno.

Lunedì 11 settembre (3º giorno) 3º giorno: animazione dell'attracco

Prima dell'attracco, Brent W. Jett ha pilotato l'Atlantis in orbita a circa 183 metri sotto la stazione spaziale. Il pilota ha concesso all'equipaggio della Expedition 13 di fotografare ad alta risoluzione lo scudo termico della navetta.

Alle 10:46 UTC, l'Atlantis ha attraccato alla Stazione spaziale internazionale; una volta aperto il boccaporto l'equipaggio fu calorosamente accolto alle 12:35 UTC, a bordo della stazione spaziale UTC Giorno 3: Animation Handoff.

Successivamente all'attracco, Ferguson e Burbank hanno fissato al Canadarm dello shuttle la travatura reticolare (P3/P4) di 17,5 tonnellate, l'hanno sollevata dall'ormeggio e consegnata a MacLeand e l'ingegnere Jeff William, che, mediante il Canadarm2 l'hanno agganciata al braccio robotico dello Shuttle. L'astronauta MacLean è il primo canadese a operare nello spazio con il Canadarm2 e il suo Mobile Base guidando il montaggio delle celle fotovoltaiche.

Tanner e Stefanyshyn-Piper hanno iniziato la preparazione ("campeggio"), dell'attività extraveicolare all'interno della camera di decompressione, consistenti nel controllo da parte della NASA dei dispositivi di aspirazione, per evitare problemi di embolia e di decompressione. La preparazione consiste nell'indossare una maschera di ossigeno e dormendo per tutta la notte nella camera di decompressione a (corrispondenti a 703 gxcm²), per acclimatare il corpo alla bassa pressione.

Martedì 12 settembre (4º giorno)

4º giorno: Animazione dell'Installazione dell'impalcatatura reticolare

Dopo aver installato l'intelaiatura reticolare (P3/P4), mediante il Canadarm2, Tanner e Stefhanyshun-Piper sono hanno iniziato la loro attività extraviecolare per attivarla esattamente alle 9:17 UTC. Durante la passeggiata spaziale hanno installato un alimentatore, e i cavi dati tra le intelaiature P1 e le P3/P4, una serie di altri compiti: configurare l'intelaiatura, e dare inizio alla sua attività. Dopo il successo dell'attività extraveicolare gli astronauti hanno eseguito tutta una serie di compiti, terminando alle 15:43 UTC.