Il voto dei cittadini italiani residenti all'estero è un diritto sancito dal comma 3 dell'articolo 48 della Costituzione italiana che così stabilisce:

I successivi articoli 56 e 57 della Costituzione individuano il numero dei deputati e senatori eletti dai cittadini italiani all'estero.

Storia I cittadini italiani residenti all'estero hanno sempre avuto il diritto di voto in tutte le elezioni e referendum organizzati in Italia, come tutti gli altri cittadini italiani. Tuttavia, per poter esercitare il voto, gli emigrati italiani devono registrare la propria residenza all'estero presso il consolato di competenza ed essere iscritti nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE, istituito nel 1988); inoltre, fino al 2001, essi dovevano fisicamente ritornare presso il comune italiano nelle cui liste elettorali risultavano iscritti.

Prima di allora, l'unica eccezione a questa regola valeva per le sole elezioni del Parlamento europeo, in cui gli elettori italiani residenti in un altro degli Stati membri dell'Unione europea possono tuttora esprimere il proprio voto nel seggio speciale allestito dal consolato italiano più vicino. Sin dalla prima tornata elettorale diretta per il Parlamento europeo, nel 1979, i cittadini italiani all'estero possono parteciparvi con tre modalità alternative: scegliendo di votare la scheda nazionale del paese estero in cui si trovano (in tal caso devono formalizzare la richiesta e vengono inclusi nell'elenco del comune estero di residenza); oppure recandosi in Italia; oppure recandosi presso il consolato italiano di competenza: in questo caso viene consegnata all'elettore la scheda di una delle cinque circoscrizioni italiane per il Parlamento europeo.

Dopo numerosi anni di petizioni e aspri dibattiti, alla fine del 2001 fu approvata una legge che ha permesso ai cittadini italiani residenti all'estero di esprimere il proprio voto per corrispondenza alle elezioni del Parlamento italiano e ai referendum nazionali (mentre per le elezioni regionali e amministrative gli elettori devono ancora recarsi fisicamente in Italia). La legge prevede che, per esercitare questo diritto, gli emigrati italiani debbano registrare la propria residenza all'estero presso il consolato di competenza ed essere iscritti nell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE).

Il primo voto per corrispondenza degli italiani residenti all'estero si è avuto in occasione dei due referendum del 2003, mentre per le Camere si è avuto con le elezioni politiche del 2006.

La situazione precedente al 2001 Lo Stato italiano garantisce uno sconto ai cittadini residenti all'estero sul viaggio in treno, ma solo sul territorio nazionale (cioè dalla frontiera al comune in cui si trova il proprio seggio elettorale); gli ulteriori costi dal luogo di residenza alla frontiera italiana sono invece a carico dell'elettore. Per tale motivo, fino al 2001 gli italiani residenti in paesi lontani (quali Stati Uniti, Argentina o Australia) erano disincentivati dal prendere parte alle votazioni, al contrario, ad esempio, dei loro connazionali presenti in Germania, Svizzera, Francia e Austria.

Varie comunità di italiani residenti all'estero, in particolare negli Stati Uniti, hanno protestato spesso per la mancanza di adeguata rappresentanza politica benché continuassero a pagare tasse maggiorate su immobili di proprietà in Italia; in particolare, l'IMU è calcolata con l'aliquota della seconda casa anche quando si possiede una sola casa. Peraltro, l'elezione di parlamentari all'estero non è servita ad abolire la tassa, che è tuttora in vigore.

Altre richieste di emigrati italiani richiedevano l'applicazione degli stessi incentivi di viaggio concessi ai connazionali che vivono in Italia, ma al di fuori della penisola (ovvero ai cittadini di Sicilia e Sardegna), e l'esenzione dal canone Rai quando il residente all'estero paga già l'abbonamento a un bouquet televisivo straniero per vedere la Rai (da cui quest'ultima già percepisce un introito).

Legge Tremaglia

Le modalità di esercizio del diritto di voto per le elezioni del Parlamento italiano sono stabilite dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459, (meglio conosciuta come legge Tremaglia, dal nome del ministro per gli italiani nel mondo Mirko Tremaglia che si batté a lungo per il voto degli italiani all'estero) e dal relativo regolamento applicativo approvato con decreto del presidente della Repubblica 2 aprile 2003, n. 104.

Questa opportunità si concretizzò a partire dalle elezioni politiche del 2006, quando entrò in vigore la circoscrizione Estero, che così trovò la sua prima applicazione. All'appuntamento elettorale parteciparono circa un milione di italiani residenti in altri paesi del mondo: a loro erano stati riservati 12 dei 630 seggi della Camera e 6 dei 315 seggi del Senato. Precedentemente alla modifica costituzionale introdotta da Tremaglia votava un numero molto inferiore di italiani residenti all'estero, e i loro voti erano conteggiati assieme a quelli dei residenti.

La legge Tremaglia si applica solo alle elezioni parlamentari e ai referendum nazionali; non si applica, invece, alle elezioni del parlamento europeo, alle elezioni regionali e amministrative, né ai referendum regionali e comunali. Essa inoltre si caratterizza per la possibilità di esprimere un voto di preferenza, scrivendo sulla scheda il nome del candidato prescelto, come era possibile alle elezioni politiche in Italia dal 1946 al 1993.

Una delle principali innovazioni introdotte dalla legge Tremaglia è la procedura di voto nei paesi di residenza. Prima, infatti, i cittadini residenti all'estero potevano esercitare il diritto di voto nei collegi elettorali dei comuni in cui risultavano iscritti all'AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all'estero), ma solo recandosi in questi comuni. La legge Tremaglia ha mantenuto questa possibilità come opzione per il cittadino che intenda avvalersene, ma ha istituito per tutti gli altri una procedura di voto per corrispondenza tramite i consolati nei paesi di residenza. Di conseguenza, la partecipazione al voto da parte degli italiani residenti all'estero è considerevolmente aumentata.

Estensione agli italiani temporaneamente all'estero A partire dal 2016, la possibilità di voto dall'estero è stata estesa anche agli italiani che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano temporaneamente fuori dall'Italia per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento delle elezioni o del referendum (ovvero chi vi soggiorna per meno di 12 mesi e non è iscritto all'AIRE). Se interessato ad avvalersi di questa opzione di voto, il cittadino deve inviare apposita richiesta al comune italiano di iscrizione nelle liste elettorali entro i termini previsti dalla legge.

Ripartizioni della circoscrizione Estero La circoscrizione estero è suddivisa in quattro ripartizioni elettorali.

I seggi sono attribuiti in ragione di almeno un seggio assegnato ad ogni ripartizione sia per la Camera sia per il Senato, mentre i restanti seggi sono assegnati in base alla popolazione italiana residente e, nell'ambito di ciascuna ripartizione, assegnati alle liste tramite il sistema proporzionale col metodo dei più alti resti.

Fino al 2020, il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero era stato stabilito dalla legge Tremaglia in 12 deputati (su 630) e 6 senatori (su 315). A seguito dell'approvazione del referendum costituzionale in Italia del 2020, in materia di riduzione del numero di parlamentari, la circoscrizione Estero elegge 8 deputati (su 400) e 4 senatori (su 200).

Europa

La ripartizione Europa elegge tre deputati e un senatore. Comprende anche l'interezza di Russia e Turchia (dunque sia la porzione europea dei due paesi, sia quella asiatica), oltre a Cipro. Inoltre, in questa ripartizione rientrano tutti i territori geograficamente extraeuropei ma tuttora sottoposti alla sovranità di potenze europee, come la Francia d'oltremare, i territori d'oltremare britannici, la Groenlandia e le Faer Oer danesi, i Caraibi olandesi.

America meridionale La ripartizione America meridionale elegge due deputati e un senatore. Non tutti i territori che fanno parte dell'area geografica sono inclusi: alcuni territori votano in altre ripartizioni in quanto dipendenze o ex-colonie di nazioni europee.

America settentrionale e centrale La ripartizione America settentrionale e centrale elegge due deputati e un senatore. Anche in questo caso, alcuni territori votano in altre ripartizioni in quanto dipendenze o ex-colonie di nazioni europee.

Africa, Asia, Oceania e Antartide La ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide elegge un deputato e un senatore. Anche in questo caso, alcuni territori votano in altre ripartizioni in quanto dipendenze o ex-colonie di nazioni europee.

I voti dei ricercatori temporaneamente presenti nelle basi scientifiche italiane in Antartide sono raccolti dall'ambasciata di Wellington e conteggiati con quelli della Nuova Zelanda. I territori antartici francesi, tuttavia, sono considerati parte della Francia e quindi inclusi nella ripartizione Europa.

La cosiddetta "Circoscrizione autonoma" si riferisce al territorio di competenza dell'ambasciata di Gerusalemme e dei "territori dell'Autonomia Palestinese", ovvero la Cisgiordania e la striscia di Gaza.

Altri paesi Non possono votare nella circoscrizione Estero gli elettori italiani residenti in stati con i quali il Governo italiano non ha potuto concludere accordi per garantire che il diritto di voto si svolga in condizioni di eguaglianza, di libertà e di segretezza, oppure in Stati la cui situazione politica o sociale non garantisce, anche temporaneamente, l'esercizio del diritto di voto secondo tali condizioni.

Numero di cittadini italiani residenti all'estero Al 31 dicembre 2024 il numero di iscritti nell'elenco aggiornato dei cittadini italiani residenti all'estero finalizzato alla predisposizione delle liste elettorali elaborato dal Ministero dell'Interno era di persone.

Il numero di parlamentari da assegnare a ciascuna delle quattro ripartizioni viene calcolato in base al rapporto tra il numero di residenti nella ripartizione e il numero complessivo di residenti nella circoscrizione estero.Il numero di residenti non va confuso con il numero di aventi diritto al voto: ovviamente, il primo è sempre maggiore del secondo. Tale rapporto può variare nel corso del tempo; ad esempio, a partire dalle elezioni del 2013, la ripartizione Europa ha perso un deputato, guadagnato dall'America meridionale. In ogni caso, la legge Tremaglia stabilisce che ciascuna ripartizione abbia sempre diritto ad almeno un deputato e almeno un senatore.

Ripartizione Numero cittadini Deputati SenatoriEuropa 5 2America meridionale 4 2America settentrionale e centrale 2 1Africa, Asia, Oceania e Antartide 1 1Totale 12 6Fonti:Decreto del Ministro dell'interno 21 aprile 2017 (per gli italiani all'estero al 31 dicembre 2016)Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2017 (per i parlamentari assegnati)

A seguito della riforma costituzionale approvata dal referendum del 2020, il numero dei parlamentari è stato diminuito, assegnando alla circoscrizione Estero 8 deputati e 4 senatori.

Ripartizione Numero cittadini Deputati SenatoriEuropa 3 1America meridionale 2 1America settentrionale e centrale 2 1Africa, Asia, Oceania e Antartide 1 1Totale 8 4

Procedura di voto Invio delle schede agli elettori all'estero

Entro 18 giorni dalla data fissata per la consultazione elettorale in Italia, le ambasciate e i consolati inviano agli elettori presenti nella loro giurisdizione un plico elettorale che contiene: una lettera informativa; una copia della normativa; la lista dei candidati delle elezioni parlamentari (non inclusa in caso di referendum); il certificato elettorale; la scheda elettorale (oppure, in caso di più votazioni contemporanee, una scheda diversa per ogni tipo di votazione)