Moderato conservatore, Camozzi Vertova sosteneva la monarchia come soluzione pratica per l’Italia, pur difendendo il progresso, la laicità e la moralità dei governanti. Si oppose al clericalismo e alla pena di morte e promosse un cristianesimo di sostanza, laico e pratico.
Biografia Nato a Bergamo, secondo dei dodici figli della famiglia Camozzi e Vertova, Giovanni Battista conseguì la laurea in medicina legale presso l'Università di Pavia. Sposò Maria Giovanna Giulini, sorella del conte Cesare Giulini della Porta, anch’egli senatore del Regno e membro del Governo provvisorio di Lombardia nel 1848. Concessogli il cognome della famiglia materna dei Vertova nel 1846, ottenne successivamente il titolo di conte con decreto reale del 27 febbraio 1887, rinnovabile anche in linea femminile.
Partecipò ai moti del 1848 come liberale e prese parte alla Seconda guerra d'indipendenza italiana, vivendo anche l’esilio in Inghilterra, Francia e Svizzera dopo la fallita insurrezione del 1848. Tornato in Italia nel 1856, sostenne economicamente Giuseppe Garibaldi e I Mille del 1860.
Fu il primo sindaco di Bergamo nell’Italia unita, dal 1860 al 1870, e senatore del Regno nominato da Cavour nel 1860 per la categoria dei contribuenti di grandi patrimoni. Durante il suo mandato sindacale gestì tra l’altro una grave epidemia di colera nel 1867-1868, affrontando critiche e difficoltà burocratiche. Fu inoltre sindaco di Costa di Mezzate e di Ludriano, e vice-presidente del Consiglio provinciale di Bergamo.
Dal 1867 al 1903 compilò con continuità le sue memorie giornaliere, registrando eventi pubblici, personali e familiari, riflessioni politiche e culturali. Questi diari rivelano la sua personalità generosa, schiva e indipendente, critica verso politici come Giovanni Giolitti e Giuseppe Zanardelli e attenta alle vicende cittadine.Le Memorie costituiscono una fonte importante per lo studio della storia bergamasca e nazionale del XIX secolo.
Oltre all’attività politica, Camozzi Vertova fu un importante mecenatre e uomo di cultura. Fu presidente dell'Ateneo di scienze lettere ed arti di Bergamo e dell'Accademia Carrara di Belle Arti, nonché socio della Società Geografica Italiana e membro della Commissione consultiva sulle istituzioni di previdenza e sul lavoro. Si interessò di araldica, storia economica e collezionismo, contribuendo alla valorizzazione di opere e biblioteche, come la Description d’Égypte donata da Jules Boselli alla Biblioteca Civica di Bergamo.
Onorificenze
Note
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Categoria:Senatori della VII legislatura del Regno di Sardegna Categoria:Ufficiali dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro Categoria:Commendatori dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro