Teoria della prosa () è una antologia di saggi di letteratura del 1925 dello scrittore e critico letterario russo Viktor Šklovskij.
L'antologia, considerata il «testo basilare del formalismo»., raccoglie saggi dello stesso Šklovskij, il maggior teorico del formalismo russo.Ignazio Ambrogio, Formalismo e avanguardia, Roma, Editori riuniti, 1968, scritti essenzialmente dal 1917 al 1921.. La prima edizione in lingua italiana, effettuata sull'edizione russa del 1929., apparve solo nel 1966.. Nel 1983 Šklovskij curò una nuova edizione in lingua russa della sua antologia., notevolmente differente dalle due precedenti..
Storia editoriale Viktor Šklovskij fu, in giovane età, fra i protagonisti del vivace dibattito culturale che si svolgeva nell'Impero russo negli anni che precedettero la prima guerra mondiale e la Rivoluzione d'ottobre: frequentò circoli culturali cubofuturisti., allacciò contatti col Circolo linguistico di Mosca e fu uno dei fondatori dell'Opojaz.. Il suo opuscolo Resurrezione della parola del 1914 può essere considerato «l'atto di nascita della scuola formalistica russa». Gli anni della guerra civile russa furono molto difficili per la Russia e frenetici per Šklovskij il quale spesso si trovò «dalla parte sbagliata».. Eppure in questo periodo l'attività intellettuale di Šklovskij fu intensa: scrisse una grande quantità di recensioni e saggi critici, pubblicò articoli, opere di narrativa e libri "formalisti".. I temi principali delle sue riflessioni teoriche — sull'opera d'arte come "somma di procedimenti", sulle differenze fra il linguaggio quotidiano e il linguaggio letterario, soprattutto il linguaggio della poesia, le motivazioni di tecniche compositive quali il tempo della narrazione, lo straniamento, la differenza fra Fabula e Intreccio, il denudamento del metodo, i procedimenti ritardativi — furono esposti da Šklovskij su riviste o in piccole edizioni autonome essenzialmente dal 1917 al 1921, soprattutto nelle Raccolte di teoria del linguaggio poetico, che erano le prime edizioni della Opojaz., «sempre con quello stile funambolico e avanguardistico, che l’epoca richiedeva».. Una decina di saggi vennero pubblicati nel 1925 nel volume Teoria della prosa.. Quattro anni dopo sarà pubblicata una nuova edizione, pressoché invariata rispetto alla precedente.
A metà degli anni venti, tuttavia, il clima politico in Unione Sovietica iniziò a cambiare: i critici formalisti furono costretti a rinnegare i loro metodi, gli scrittori ad abbandonare i temi autobiografici per i grandi eventi della storia sovietica o mondiale. La letteratura, vista da Šklovskij fino ad allora come «arte della parola», mostrava di essere incompatibile con la critica marxista.. Nel gennaio del 1930 Šklovskij farà un'autocritica, dichiarando nell'articolo Monumento a un errore scientifico () pubblicato sulla Literaturnaja gazeta di gennaio 1930 che, per quanto lo riguarda, «il formalismo è una cosa del passato».. La traduzione in lingua italiana di Teoria della prosa, effettuata da Marija Olsuf'eva, fu pubblicata circa quarant'anni dopo la prima edizione in lingua russa. L'opera suscitò grande interesse e divenne «un libro necessario». Nel 1976 apparve una nuova traduzione, effettuata per Einaudi da Cesare G. de Michelis e Renzo Oliva, arricchita da una prefazione dello stesso Viktor Šklovskij scritta all'inizio del 1967.. I titoli in lingua italiana dei dieci saggi contenuti in quest'ultima edizione sono: «L'arte come procedimento», «Il legame tra i procedimenti di composizione dell'intreccio e i procedimenti generali dello stile», «La struttura della novella e del romanzo», «Com'è fatto il Don Chisciotte», «La novella dei misteri», «Il romanzo dei misteri», «Il romanzo parodistico», «La prosa ornamentale», «La letteratura estranea all'intreccio» e «Lo schizzo e l’aneddoto»..
Nel 1983 Šklovskij curò una nuova edizione in lingua russa di Teoria della prosa, un volume di 384 pagine, non ancora tradotta in italiano. In questa terza edizione sono mantenuti pressoché inalterati solo i primi due saggi presenti nelle edizioni degli anni venti; sono stati aggiunti saggi riguardanti la storia dell'Opojaz., lo strutturalismo., i romanzi cinesi., i fallimenti (per es., Dušečka, le carte geografiche di Cristoforo Colombo)., Le Memorie di un cacciatore di Turgenev., Sterne., Dickens., Raddoppi e parallelismi., il cinema., antiche scoperte e invenzioni., il problema del tempo., I polmoni, l'alta voce., La leggenda del grande inquisitore., "Come Davide sconfisse Golia" (Edipo, Shakespeare, Antigone, Cordelia, Anna Karenina)., un capitolo finale sul Don Chisciotte..
Contenuto
L'arte come procedimento
Il primo saggio, "L'arte come procedimento" () apparve nella seconda Raccolta di teoria del linguaggio poetico della Opojaz nel 1917; a sua volta il saggio è apparso anche nell'antologia sui formalisti russi curata da Tzvetan Todorov.. Nel saggio, giudicato da Erlich "il manifesto del formalismo russo"Victor Erlich, Russian Formalism: History-doctrine, Edizione 4 di Slavistic printings and reprintings, The Hague etc.: Walter de Gruyter, 1980, ISBN 9027904502, ISBN 9789027904508, p. 70 (Google book), Šklovskij si riallaccia alla definizione di arte (in russo: Iskusstvo) di Potebnja («L'arte è pensiero che si attua per mezzo di immagini»). Sebbene esistano dei tipi di arte "non immaginali" che si rivolgono direttamente alla sfera delle emozioni (per esempio la musica), la definizione di Potebnja si adatta alla poesia. Le immagini si trasmettono senza mutamenti. Il lavoro delle scuole poetiche si riduce all'accumulazione e alla chiarificazione di nuovi procedimenti per disporre ed elaborare i materiali verbali, più alla disposizione delle immagini che alla loro creazione. Il valore poetico di un oggetto è il risultato della maniera in cui lo percepiamo. Esistono due tipi di immagine: l'immagine prosaica, come mezzo pratico di pensiero, strumento per riunire in gruppi gli oggetti, e l'immagine poetica, strumento per rafforzare l'impressione. L'immagine poetica è uno dei mezzi del linguaggio poetico; invece l'immagine prosaica è un mezzo di astrazione. Inoltre, in poesia valgono dei principi economici, di risparmio delle energie creative. Le leggi generali della percezione suggeriscono che, diventando abituali, gli oggetti sono percepiti automaticamente, senza neppure apparire alla coscienza. Nel linguaggio poetico occorre introdurre artifici volti a disturbare l'automatismo della percezione; rendendo più difficile la percezione, se ne aumenta proporzionalmente durata e intensità. È quel che fa, per esempio, Tolstòj quando, col procedimento dello straniamento, consistente nell'estrarre le cose percepite dal loro contesto abituale, descrive un oggetto come se lo vedesse per la prima volta. Il vero protagonista della "artisticità" va individuato nel "procedimento", ossia nella serie di artifici in cui si organizza l'oscurità del linguaggio artistico. Nel linguaggio poetico l'artisticità consiste nella collocazione intenzionale delle parole e delle costruzioni semantiche per una percezione estratta dall'automatismo. Il linguaggio poetico è un «linguaggio-costruzione», e pertanto una lingua «difficile, difficoltosa, impedita». Quello della prosa è invece linguaggio consueto: economico, regolare, facile..
Il legame tra i procedimenti di composizione dell'intreccio e i procedimenti generali dello stile
Nel saggio "Il legame tra i procedimenti di composizione dell'intreccio e i procedimenti generali dello stile" () Šklovskij passa a indagare natura e funzioni di alcuni tra i più diffusi e fondamentali procedimenti della scrittura artistica, quali il motivo (russo: Motiv), la fabula (russo: Fabula), l'intreccio (russo: Sûžet), il ritardamento (russo: Zaderžanie). In particolare, sulla scorta dell'insegnamento di Veselovskij, Šklovskij introduce la distinzione fra fabula, cioè gli eventi della narrazione nel loro ordine temporale e causale, e l'intreccio, cioè il nuovo ordine convenzionale con cui l'artista combina ed espone la fabula. Šklovskij si cimenta quindi in un tentativo di classificazione degli intrecci. Come detto sopra, il logorio delle vecchie forme letterarie — "vecchie" allorché ricadono nell'automatismo percettivo — crea le condizioni di una nuova forma letteraria pronta a sostituire la precedente. Šklovskij analizza anche i caratteri della fiaba (russo: Skazka) e del racconto (russo: Rasskaz). In generale, canone della fiaba è l'esistenza di un rituale consistente nel superamento di prove, per esempio la soluzione di un indovinello. Lo schema del superamento di prove è stato trasmesso dalla fiaba al romanzo di avventura assieme ad alcune tecniche, ad esempio il ritardamento, che ha la funzione di frenare l'azione e complicare l'intreccio. Il ritardamento è fondamentale anche nel racconto. In genere nel racconto si realizza una combinazione di composizione "ad anello" (quando ad un'azione fa seguito una contrazione) o di composizione "a gradini" (quando la storia procede per aggiunte successive)..
Struttura della novella e del romanzo
Nella "Struttura della novella e del romanzo" ()., Šklovskij esordisce affermando di non avere una definizione per la novella, ossia di non sapere quali proprietà debba avere il motivo né come debbano combinarsi i motivi, perché ne derivi un intreccio.. Questo saggio è apparso anche nella citata antologia sui formalisti russi curata da Todorov.. Generalmente la novella rappresenta una combinazione delle costruzioni ad anello e a gradini, complicata da diversi svolgimenti.. Le novelle di Anton Čechov, piuttosto banali per la loro tematica, hanno tuttavia successo perché costruite su un intreccio nitido e uno scioglimento inatteso.. Un particolare procedimento per la costruzione di una novella è il procedimento "del parallelo"., molto adoperato da Tolstoj (per esempio il parallelo cavallo-uomo in Cholstomér o la morte di una signora, di un contadino e di un albero in Tre morti). In tale procedimento si attua uno "spostamento semantico", vale a dire la deviazione dalla norma, ai fini della rappresentazione poetica: l'artista «toglie un concetto dalla serie semantica in cui si trovava, e lo pone, con l'aiuto di un'altra parola (del tropo) in un'altra serie semantica, cosicché noi sentiamo la novità, la collocazione dell'oggetto in un'altra serie».. Il romanzo moderno è preceduto cronologicamente dalle raccolte di racconti. Tali raccolte sono caratterizzate da due procedimenti principali, denominati "a cornice" e "a infilzamento": il procedimento "a cornice" consiste nell'inserire i diversi racconti in un altro racconto, di solito quello introduttivo, che funge da cornice narrativa e ha lo scopo di «ritardare il compimento di un'azione»; nel procedimento "a infilzamento" il collegamento fra i racconti, aggiunti successivamente l'uno dopo l'altro, avviene tramite un protagonista comune e in base a un motivo il principale dei quali è «il viaggio, e in particolare il viaggio alla ricerca di un posto».. Per quanto riguarda i romanzi, Šklovskij analizza le tecniche compositive (per esempio, lo straniamento o il ritardamento), sia di opere letterarie appartenenti alla letteratura di consumo, sia di capolavori quali Don Chisciotte della Mancia. e Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo..
Com'è fatto il Don Chisciotte