Phryma leptostachya L., 1753 è una specie di pianta angiosperma appartenenti alla famiglia delle Phrymaceae.
Etimologia Il nome generico (Phryma) potrebbe derivare dal nome greco-latino "Phyrama" per un non meglio identificato composto della resina di un albero nord-africano. L'epiteto specifico (leptostachya) deriva da due parole: "lepto" (= piccolo, snello). e "stachus" (= spiga di grano)., quest'ultimo nome greco è stato usato da Dioscoride (Anazarbe, 40 circa – 90 circa), medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone, per piante come l'ortica bianca o il lamio.
Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778) nella pubblicazione "Species Plantarum, Edition 2 - 2: 838. 1763" del 1763. Il nome del genere è stato definito da Linneo nella pubblicazione "Species Plantarum - 2: 601. 1753" del 1753. Il nome della tribù è stato definito dal botanico ingleseThomas Hogg (1777-1855) nella pubblicazione "Vegetable Kingdom, The; or, the Structure, Classification, and Uses of Plants, Illustrated upon the Natural System... with Upwards of Five Hundred Illustrations. London" del 1858.
Descrizione Portamento
Il portamento di questa specie è erbaceo perenne. La pubescenza di questa pianta è formata da peli semplici e da minute ghiandole.... Radici La parte sotterranea della pianta consiste in rizomi verticali non aromatici, colorati di marrone e un po' carnosi. Le radici sono secondarie da rizoma. Fusto Il fusto è eretto, normalmente non è ramificato, affusolato alla base, ma a sezione quadrangolare nella parte alta a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici. Sopra i nodi inferiori il fusto è rigonfio, mentre sui nodi è pubescente. Foglie
Le foglie lungo il fusto sono disposte in modo opposto e sono picciolate. La lamina ha delle forme da ovate a ovato-ellittiche con margini grossolanamente e spesso doppiamente da dentati a crenati. L'apice è acuminato. La base delle foglie inferiori è bruscamente attenuato. La superficie è percorsa da venature (da 5 a 7) a forma pennata. Le stipole sono assenti. Lunghezza del picciolo: 2 – 4 mm: Dimensione delle foglie: larghezza 1,5 – 5 cm; lunghezza 3 – 10 cm. Infiorescenza
Le infiorescenze sono di tipo racemoso (a grappolo e lasse) sia in posizione ascellare che terminale. I fiori, da 20 a 40 per infiorescenza a disposizione alterna/subopposta, sono brevemente pedicellati oppure subsessili con una bratteola. L'asse fiorale è ispido. Lunghezza dell'infiorescenza: 15 – 35 cm. Lunghezza della brattea: 2 – 3 mm. Fiori
I fiori sono ermafroditi zigomorfi e tetraciclici (ossia formati da 4 verticilli: calice– corolla – androceo – gineceo) e pentameri (i verticilli del perianzio hanno 5 elementi). I fiori sono inoltre ipogini e quando portano il frutto diventano penduli, nettamente reclinati.
Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale: x K (5), [C (2+3), A 2+2], G (2), supero, capsula.
Il calice, zigomorfo e gamosepalo, è formato da un tubo campanulato terminante con 5 lobi: i tre posteriori hanno delle forme subulato-uncinate; i due anteriori hanno delle forme triangolari. La superficie, sparsamente ispida, in corrispondenza dei lobi è percorsa da 5 coste (non sono presenti angoli o ali). Il calice persistente può essere accrescente alla fruttificazione. Lunghezza del calice: 4 - 5 mm.
La corolla gamopetala è tubolosa (cilindrica o imbutiforme) e fortemente bilabiata (zigomorfa) con un tubo corto e struttura 2/3. Il labbro posteriore è smarginato, quello anteriore è più lungo e grande, più o meno orizzontale ed è formato da tre lobi. Il colore della corolla varia da bianco a lavanda, ma anche rosa. Lunghezza della corolla: 5 - 7 mm.
L'androceo è formato da 4 stami didinami inclusi nel tubo corollino (il paio anteriore è più lungo). I filamenti in genere sono glabri e filiformi. Le antere, dorsofisse e unicellulari, sono formate da due teche da parallele a divergenti. La deiscenza è longitudinale. Il polline è tricolpato. Lunghezza dei filamenti: da 1 a 2 mm.
Il gineceo è bicarpellare (sincarpico - formato dall'unione di due carpelli connati) ed ha un ovario supero con placentazione basale e forme oblunghe. L'ovario inoltre è mono-loculare, mono-ovulare con ovuli emitropi (con nocella ricurva), tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule.), eretti e ortotropi. Lo stilo, glabro e persistente (dopo la scissione della corolla ma non alla fruttificazione), è filiforme e unico inserito all'apice dell'ovario con stigma bilobo (i due lobi non sono uguali). Lunghezza dell'ovario: 2 mm.
Frutti I frutti sono degli acheni indeiscenti con pericarpo liscio e glabro racchiusi nel calice persistente. I semi, dalla forma oblunga, hanno un tegumento rudimentale ed endosperma sottile (due strati di cellule); i cotiledoni sono convoluti.
Biologia Riproduzione Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama) o il vento (impollinazione anemogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat La distribuzione di questa specie è relativa al Nord America e Asia (dall'Himalaya alla Manciuria, Siberia, Giappone e Vietnam).
Tassonomia La famiglia Phrymaceae comprende 13 generi con meno di 200 specie. La tribù Phrymeae è una delle tribù nella quale è divisa la famiglia.
La posizione tassonomica di questa specie più volte è stata modificata nel corso del tempo. Mentre alcuni botanici (classificazione di Engler e Diels, oppure di Wettstein e Rendle) hanno circoscritto Phryma leptostachya nella famiglia Phrymaceae (ordine delle Tubiflorae) comprendente il solo genere Phryma sottolineando i caratteri peculiari e distintivi del gineceo, altri (Bentham, Hooker, Hallier e Hutchinson) hanno incluso la specie nella famiglia delle Verbenaceae giustificando il fatto che il gineceo uniloculare è derivato da un tipo di frutta simile trovato nelle Lantaneae e che anche la vascolarizzazione floreale di Phryma è simile a quella dei generi Lantana, Lippia, e Stachytarpheta (tribù Lantaneae, famiglia Verbenaceae). Solo in tempi recenti con i nuovi sistemi di classificazione filogenetica (classificazione APG) la tribù è stata definitivamente posizionata nella famiglia originale.
Il numero cromosomico di questa specie è: 2n = 28.
Varietà Per la specie di questa voce è riconosciuta la seguente varietà con distribuzione asiatica: Phryma leptostachya var. oblongifolia (Koidz.) Honda, 1936
Il genere Phryma (e quindi la specie Phryma leptostachya) comprende due popolazioni disgiunte tra il Nord America e l'Asia, trattate variamente come razze, sottospecie, varietà o anche specie separate. Anche se presentano alcune divergenze molecolari da un punto di vista morfologico sono un unico gruppo intercontinentale probabilmente separatisi tra i 2 - 6 milioni di anni fa.
Sinonimi L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più comuni:
Sinonimi della specie principale Leptostachya leptostochya (L.) MacMill. Phryma media Raf. Phryma parvifolia Raf. Phryma pubescens Raf. Priva mitchellii Endl.
Sinonimi della varietà Phryma asiatica (H. Hara) O. Deg. & I. Deg. Phryma esquirolii H. Lév. Phryma humilis Koidz. Phryma leptostachya var. asiatica H.Hara Phryma leptostachya subsp. asiatica (H.Hara) Kitam. Phryma leptostachya var. nana (Koidz.) H. Hara Phryma nana Koidz. Phryma oblongifolia Koidz.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni Phrymeae Crescent Bloom Database Phryma eFloras of China Database Phryma leptostachya eFloras of Pakistan Database Phryma leptostachya IPNI Database Phryma IPNI Database
Categoria:Phrymaceae Categoria:Taxa descritti nel 1763