Biografia Stephen Kevin Bannon è nato a Norfolk, Virginia, figlio di Doris Herr e Martin Bannon, posatore di cavi telefonici. La famiglia faceva parte della classe lavoratrice cattolica di origine irlandese e democratica.
Ha lavorato come "capo stratega della Casa Bianca" nell'amministrazione del presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump durante i primi sette mesi del suo primo mandato. In precedenza ha fatto parte del consiglio di amministrazione dell'ormai defunta società di analisi dei dati Cambridge Analytica.
Bannon è stato ufficiale della Marina degli Stati Uniti per sette anni tra la fine degli anni 1970 e l'inizio degli anni 1980. Dopo il servizio militare ha lavorato per due anni presso Goldman Sachs come banchiere d'investimenti. Nel 1993 è diventato direttore ad interim del progetto di ricerca Biosfera 2. È stato produttore esecutivo a Hollywood, producendo diciotto film tra il 1991 e il 2016. Nel 2007 ha co-fondato Breitbart News, giornale on-line di estrema destra da egli stesso descritto come "la piattaforma per la destra alternativa".
Nel 2016 Bannon è diventato l'amministratore delegato della campagna presidenziale di Donald Trump ed è stato nominato "capo stratega" e "consigliere senior del presidente" dopo la sua elezione. Ha lasciato questo incarico otto mesi dopo e si è riunito a Breitbart. Nel gennaio del 2018 Bannon è stato sconfessato da Trump e ha lasciato Breitbart dopo la divulgazione, nel libro Fuoco e furia: dentro la casa bianca di Trump, di un commento in cui definiva la figlia e assistente del presidente, Ivanka, "stupida come un mattone".
Dopo avere lasciato la Casa Bianca Bannon si è opposto all'establishment del Partito Repubblicano e ha sostenuto candidati sfavoriti e controversi alle elezioni primarie repubblicane. La reputazione e le capacità di Bannon in quanto stratega politico sono state messe in dubbio quando il candidato Roy Moore, con il sostegno di Bannon, ha perso le elezioni al Senato degli Stati Uniti in Alabama nel 2017. Bannon ha dichiarato la sua intenzione di porsi come "architrave, a livello mondiale, dei movimenti populisti di tutto il mondo". Di conseguenza, ha sostenuto molti movimenti politici conservatori, populisti e nazionalisti, inclusa la creazione di una rete di partiti di destra ed estrema destra in Europa, nota come The Movement, tra cui spiccano Lega e Fratelli d'Italia.
Nell'agosto del 2020 Bannon è stato arrestato e accusato a livello federale, insieme a tre suoi associati, di cospirazione a scopo di frode postale e riciclaggio di denaro in relazione alla campagna "We Build the Wall". Si è dichiarato non colpevole e sarebbe dovuto andare a processo nel maggio del 2021, tuttavia il 20 gennaio, a poche ore dalla fine del suo mandato, il presidente uscente Donald Trump ha concesso a Bannon la grazia presidenziale. Lo Stato di New York ha deciso comunque di processarlo a livello statale. Nel 2022 ha ricevuto inoltre una condanna per oltraggio al Congresso degli Stati Uniti.
Attività Laureato in pianificazione urbana nel 1976 presso l'università Virginia Tech, consegue in seguito un master in studi sulla sicurezza nazionale presso la Georgetown University. Nel 1985 ottiene un MBA con lode presso la Harvard Business School. Dalla fine degli anni '70 ai primi anni '80 fu ufficiale di marina per circa sette anni, durante i quali prestò servizio sul cacciatorpediniere USS Paul F. Foster. Successivamente ha lavorato presso la Goldman Sachs come banchiere d'investimento, lasciando da vicepresidente. Inoltre, è stato un produttore esecutivo di Hollywood, producendo tra il 1991 e il 2016 diciotto film.
Prima di intraprendere la carriera politica è stato direttore esecutivo di Breitbart News, un sito di opinioni, notizie e commenti accusato d'essere di estrema destra, che lo stesso Bannon definisce la piattaforma internet del movimento alt-right.
È stato co-fondatore e vicepresidente del consiglio di amministrazione della società di analisi di dati Cambridge Analytica, la stessa società che ha lavorato alla campagna elettorale di Donald Trump utilizzando dati di utenti Facebook ottenuti illegalmente, finanziata principalmente dalla Mercer Family Foundation, comproprietaria di Breitbart.
Alla Casa Bianca con Trump Nel corso delle elezioni 2016 è stato direttore esecutivo della campagna elettorale di Trump e il 29 gennaio 2017 è diventato membro del Consiglio per la sicurezza nazionale della presidenza Trump.
Sollevato dall'incarico Il 5 aprile 2017 Steve Bannon viene rimosso dal Consiglio per la sicurezza nazionale. Gli osservatori hanno attribuito questa scelta a una vittoria della corrente moderata guidata da Ivanka Trump, figlia del presidente Trump, entrata a fare parte ufficialmente dello staff della Casa Bianca nella settimana precedente all'estromissione di Bannon.
Il 18 agosto 2017 Bannon viene sollevato dall'incarico di capo stratega alla Casa Bianca. Il giorno successivo Bannon è tornato come presidente esecutivo in Breitbart News.
Il 9 gennaio 2018 lascia Breitbart News; ciò a causa delle rivelazioni riportate nel libro "Fire and Fury" in cui lui criticava Ivanka Trump e suo marito Jared Kushner. La decisione derivò dalla minaccia di perdere il maggiore finanziatore della piattaforma, la miliardaria Rebekah Mercer, la quale non approvò le considerazioni di Bannon sulla famiglia Trump e sul Russiagate.
Dopo avere lasciato la Casa Bianca Bannon ha dichiarato le sue intenzioni di diventare "l'infrastruttura, a livello globale, del movimento populista". A oggi Bannon sostiene molti movimenti di destra e populisti europei come il Rassemblement National francese, il Partito per la Libertà olandese, l'Alternativa per la Germania, la Lega italiana, e Fratelli d'Italia, oltre a Vox, al Partito della Libertà Austriaco, i Democratici Svedesi e l'UDC svizzera. Secondo Bannon, infatti, sarebbe in corso un sommovimento nazional-populista mondiale da assecondare e incoraggiare in tutte le maniere possibili.
Bannon crede che i precedenti movimenti, insieme al presidente del Brasile Jair Bolsonaro, il Giappone di Shinzō Abe, l'India di Narendra Modi, la Russia di Vladimir Putin, l'Arabia Saudita di Mohammad bin Salman, la Turchia di Recep Tayyip Erdoğan, il Regno Unito di Boris Johnson, l'Ungheria di Viktor Orbán, lo Stato di Israele di Benjamin Netanyahu, e naturalmente gli USA di Donald Trump, includendo anche i diversi leader di Egitto (Abdel Fattah al-Sisi), Filippine (Rodrigo Duterte), Polonia (Beata Szydło e Mateusz Morawiecki), Corea del Sud (Moon Jae-in e Lee Nak-yeon), Italia (Matteo Salvini e Giorgia Meloni), Francia (Marine Le Pen), Spagna (Santiago Abascal), Germania (Jörg Meuthen e Alexander Gauland), facciano parte di uno spostamento globale verso il nazionalismo e contro la globalizzazione.
Nel novembre del 2020 il suo account Twitter è stato sospeso permanentemente dopo che Bannon ha suggerito che Anthony Fauci, consigliere medico capo del presidente, e Christopher Wray, direttore dell'FBI, avrebbero dovuto "essere decapitati".
Vita privata Bannon si è sposato tre volte: con Cathleen Houff Jordan (fino al 1988) con cui ha avuto una figlia, Maureen; con Mary Louise Piccard (1995–1997), ex banchiere d'investimento (le loro figlie gemelle nacquero tra giorni dopo il matrimonio); infine con la modella Diane Clohesy (2006–2009).
Durante il procedimento di divorzio del secondo matrimonio, Marie Louise Piccard ha affermato che Bannon aveva fatto commenti antisemiti sulla sua scelta di scuole, dicendo che non voleva mandare i suoi figli alla Archer School for Girls perché c'erano troppi ebrei a scuola, e gli ebrei allevano i loro figli come "marmocchi piagnucolosi". Il portavoce di Bannon ha negato l'accusa, osservando che lui aveva scelto di mandare entrambi i suoi figli alla Archer School.
Suo fratello, Chris Bannon, è un produttore televisivo.
Controversie giudiziarie Molestie sessuali Nel 1990 una collega di lavoro accusò Bannon di molestie sessuali. Si dice che Bannon abbia detto alla querelante, mentre si riferiva a un'altra dipendente di sesso femminile, che si trattava di "una donna nel lavoro di un uomo", oltre a riferire "osservazioni oscene", "osservazioni sprezzanti sulle donne" e "osservazioni sessualmente allusive". Bannon ha dichiarato a BuzzFeed che la causa legale è stata ritirata e ha negato qualsiasi azione illecita, al momento dell'azione legale.
Arresto per frode e cospirazione Il 20 agosto 2020, mentre era nel Connecticut a bordo di uno yacht di proprietà del miliardario cinese Guo Wengui, viene arrestato su richiesta della procura federale di New York con l'accusa di frode, in relazione a una raccolta fondi on line a sostegno della costruzione del muro anti-migranti tra USA e Messico. Parte dei fondi (un milione di dollari sui venticinque raccolti) sarebbero stati trasferiti in un'altra società da lui controllata. Viene rilasciato l'indomani su cauzione di cinque milioni di dollari.
Insieme a tre suoi associati, è stato incriminato per cospirazione a scopo di frode postale e riciclaggio di denaro in relazione alla campagna "We Build the Wall". Si è dichiarato non colpevole e avrebbe dovuto essere processato nel maggio, ma il 20 gennaio, giorno della scadenza del mandato Donald Trump ha concesso a Bannon la grazia presidenziale coprente gli eventuali reati a livello federale. Nel 2022 lo Stato di New York ha deciso di processare Bannon per gli stessi reati, ma a livello statale.
Oltraggio al Congresso Nel 2022 è stato condannato a 4 mesi di reclusione e una multa per oltraggio al Congresso, a causa di dichiarazioni offensive verso i rappresentanti e i senatori, e il fatto di non essersi presentato dopo una richiesta di comparizione onde riferire sull'assalto al Campidoglio in primo grado con pena temporaneamente sospesa. Bannon ha ottenuto di ricorrere in appello. Nel 2024 il giudice distrettuale revoca la cauzione ordinando a Bannon di scontare la pena dal 1º luglio senza rimanere libero per l'appello. È tornato in libertà in concomitanza con la nuova elezione presidenziale di Donald Trump a novembre.
Convinzioni politiche e religiose
Steve Bannon è uno dei principali esponenti dell'alt-right, o "destra alternativa", e uno degli ideologi del trumpismo. Dal 2016 fu definito dai critici come "l'anima nera" o l'eminenza grigia dell'amministrazione Trump, oppure il "principe dell' oscurità" della destra americana ("prince of darkness"). Scherzando con un giornalista lui stesso ha detto che "l'oscurità è buona... è il potere".