La lotta antisommergibile, lotta antisom o anti-submarine warfare (ASW o A/S) è quella parte della guerra navale che impiega naviglio di superficie (dotato di sonar – soprattutto fregate ma anche portaerei antisommergibile), aerei da pattugliamento marittimo, elicotteri ASW, oppure altri sottomarini d'attacco (SSK – submarine-submarine killer) per trovare, inseguire e quindi attaccare naviglio sommerso nemico.

ASW è anche la definizione data ai sistemi hardware e software per la guerra antisommergibile. Un sistema ASW ha il compito di gestire i sensori subacquei (sonar) e le armi sia di offesa, quali siluri e missili superficie/superficie (tipo il MILAS), che sistemi difensivi, di cui è un esempio il sistema antisiluro SLAT.

Prima guerra mondiale

All'inizio della prima guerra mondiale non esistevano mezzi di scoperta dei sommergibili totalmente immersi, quindi gli stessi potevano essere attaccati solo quando si trovavano in superficie. Per questo motivo le prime misure contro i sommergibili tedeschi, dopo che il 22 settembre 1914 lU-9 aveva affondato in una singola azione tre incrociatori corazzati, furono di organizzare cinquecento navi di piccolo tonnellaggio (pescherecci e navi da diporto), armate di un cannone di piccolo calibro e in alcuni casi di torpedini a traino, per sorvegliare tutte le acque britannicheHezelt, op. cit. p. 37. Questi mezzi antisom erano chiaramente di scarsa efficacia, tanto che nei primi tre mesi della campagna contro il traffico mercantile nel Mare del Nord la Germania perse solo cinque sommergibili sui ventuno che il 18 febbraio 1915 avevano iniziato la campagna e che avevano realizzato fino a quel momento 57 attacchi con i siluri e 93 attacchi con il cannoneHezelt, op. cit. p. 59.. All'epoca non esistevano sistemi di rilevamento dei sommergibili, quindi l'unico modo per rilevarne la presenza era di utilizzare reti che, incontrando il sommergibile, avrebbero segnalato la sua posizione alle navi (generalmente pescherecci) che le trainavano. Naturalmente questo metodo non poteva essere utilizzato in mari aperti, ma fu efficace per il blocco dello Stretto di Dover. Più efficace fu la creazione delle Q ship, cioè navi civetta, all'apparenza mercantili, ma con cannoni occultati a bordo. Dato che, dopo l'affondamento del Lusitania, che aveva sollevato contro la Germania l'opinione pubblica statunitense, i sommergibili tedeschi dovevano attaccare i mercantili stando in superficie, le Q ship nel periodo giugno settembre 1915 affondarono tre sommergibili tedeschi (su un totale di 11 persi nello stesso periodo)Hezelt, op. cit. p. 63..

Nel 1916 la Gran Bretagna mise a punto l'idrofono, che, essendo in grado di captare i rumori subacquei, poteva indicare, almeno in modo approssimativo, la posizione del sommergibile alle navi di superficie e la carica di profondità che permetteva di attaccarlo anche quando sommerso. Il 16 luglio 1916 il sommergibile tedesco UC 7, per la prima volta nella storia, fu localizzato con gli idrofoni e fu affondato con cariche di profonditàHezelt, op. cit. p. 71.. Il mese in cui si ebbero le maggiori perdite di sommergibili tedeschi fu il maggio 1918, in cui ne furono persi 55, di cui 23 per le bombe di profondità, 13 per mine e 19 per altre causeHezelt, op. cit. p. 118.. Sempre durante il primo conflitto mondiale fu impiegato come arma antisommergibile il cannone Davis, installato su cacciasommergibili statunitensi come la SC-17 e la SC-20. I britannici, sempre nell'ambito della lotta antisommergibile, lo impiegarono sperimentalmente su diversi aerei, tra cui un bombardiere Handley Page Type O e un Short S.81. Nell'ultimo anno di guerra, grazie al maggior numero di unità di caccia ASW messe a disposizione dall'alleato statunitense e dalla tattica del convogliamento, gli effetti della guerra sottomarina furono drasticamente ridotti e questo indusse gli alleati a pensare di aver arginato il precedente strapotere dell'arma subacquea.

Seconda guerra mondiale La minaccia degli U-Boot: dicembre 1941 – giugno 1942

Durante la seconda guerra mondiale, prima dell'entrata in guerra degli USA, la campagna sottomarina tedesca era indirizzata contro il traffico mercantile indirizzato verso la Gran Bretagna, con successi che determinarono l'affondamento di più navi di quante se ne potessero mettere in acqua per rimpiazzare le perdite, mettendo a rischio la supremazia Alleata sui materiali garantita anche dal Lend-Lease Act con cui gli USA si erano impegnati a rifornire la Gran Bretagna di ogni tipo di necessità. Oltre a ciò, la minaccia tedesca inficiava anche la decisione presa dai leader anglo-americani (segnatamente, il primo ministro Winston Churchill e il presidente Roosevelt) nella conferenza di Arcadia, tenutasi a Washington tra la fine del 1941 e l'inizio del 1942, di sconfiggere le potenze dell'Asse attuando un inevitabile sbarco nell'Europa continentale dal canale della Manica..

La strategia degli U-Boot della Kriegsmarine (la marina militare della Germania nazista) era semplice: affondare il più alto numero di navi possibile in modo tale da limitare l'afflusso di truppe e rifornimenti al fronte e contrastando contemporaneamente la potenza navale Alleata. L'entrata in guerra degli USA (11 dicembre 1941 in seguito all'attacco di Pearl Harbor) diede nuovo slancio a questa strategia mentre, al contempo, la marina statunitense (US Navy) e il suo comandante in capo ammiraglio Ernest King non erano preparati a fronteggiare il pericolo data la scarsità di personale addestrato, unità di superficie specializzate nella lotta antisom e di aerei a lungo raggio. Come la marina anche l'United States Army Air Forces (USAAF – forze aeree dell'esercito degli Stati Uniti) del generale Henry H. Arnold era impreparata a condurre una guerra del genere: gli aerei (pochi per coprire tutti i ruoli propri di una forza aerea) difettavano di bombe di profondità, di radar e di ogni strumento di identificazione dei sommergibili e, soprattutto, di piloti addestrati alla lotta antisom..

La Kriegsmarine sfruttò questa impreparazione ed entro un mese dall'11 dicembre il primo U-Boot arrivò in acque statunitensi. Tra la metà del gennaio 1942 e la fine di giugno erano già colate a picco 397 navi Alleate (171 al largo della costa orientale, 62 nel Golfo del Messico, 141 nel Mare Caraibico e le restanti 23 in altre acque), prevalentemente petroliere. All'inizio di marzo l'ammiraglio Karl Dönitz, comandante della flotta sottomarina tedesca, mise in campo speciali sommergibili "cisterna" (le cosiddette Milchkühe - "mucche da latte") per rifornire in alto mare i sommergibili schierati in prima linea in grado così di effettuare pattugliamenti, che prima duravano cinque/sei settimane, di una lunghezza media di sessantadue giorni con un rifornimento o di ottantadue grazie ad un secondo rifornimento. La marina e l'aeronautica statunitense riuscirono ad alleviare la minaccia sottomarina nella East Coast ma il Golfo del Messico e il Mar dei Caraibi rimasero pericolosi per il naviglio Alleato, che nella prima metà del 1942 aveva perso tre milioni di tonnellate di imbarcazioni e cinquecento uomini.

Con il passare del tempo l'aeronautica statunitense reagì all'offensiva degli U-Boot sfruttando la loro necessità di emergere in superficie, solitamente di notte, per ricaricare le batterie, ventilare il battello e fare prendere aria all'equipaggio. Spesso gli equipaggi tedeschi facevano viaggiare il sommergibile a pelo d'acqua per navigare più velocemente (15 kn anziché i 3 kn sviluppati in immersione) o addirittura per sferrare attacchi sia con i siluri che con il cannone. I pattugliamenti aerei (in funzione di scorta ai convogli o liberi) avevano la funzione di prevenire proprio queste manovre in superficie.. Gli equipaggi aerei erano messi alla prova dalle centinaia di ore passate in navigazione senza avvistare nulla, dovendo però stare sempre pronti ad attaccare, in 15/35 secondi, un sommergibile sorpreso in emersione; la sorpresa infatti era cruciale e quando un U-Boot veniva individuato il pilota cercava di mettersi con il sole alle spalle per effettuare poi un attacco con un angolo variabile dai 15 ai 45°, oppure volando a bassissima quota (circa 15 metri) rilasciando di volta in volta gruppi di cariche di profondità entro 6 m dall'obiettivo, il tutto mentre gli addetti alle mitragliatrici cercavano di contrastare il fuoco antiaereo proveniente dal sommergibile.. Per risolvere i contrasti tra l'US Navy e l'USAAF circa chi dovesse comandare e organizzare le forze aeree nelle acque statunitensi il generale Arnold prese in mano la situazione e istituì, il 15 ottobre 1942, un proprio Antisubmarine Command con a capo il brigadier generale Westside T. Larson, formato da equipaggi provenienti principalmente dal I Bomber Command e dipendente dal dipartimento della Guerra; anche se il controllo operativo degli squadroni e dei gruppi antisom rimaneva all'US Navy, l'addestramento, l'amministrazione e la manutenzione dei mezzi diventarono più efficienti..

Uno degli aerei Alleati che più si prestò alla lotta antisom, specialmente nei teatri europeo-africano e medio-orientale fu il Consolidated B-24 Liberator, debitamente modificato per lo scopo, entrato nel conflitto nell'inverno 1942 in seno all'USAAF e al Royal Air Force Coastal Command. I circa 9.400 litri di carburante che poteva imbarcare gli davano la capacità di compiere pattugliamenti sia diurni che notturni estremamente lunghi (una media di dieci/dodici ore) lontani dall'aeroporto di partenza. Il radar di bordo in banda millimetrica ASV-10 (Airborne Surface Vessel Detection 10 millimetri) poteva identificare un sommergibile in emersione a più di 64 km di distanza e la sola torretta in emersione a 24/32 km. Altre apparecchiature elettroniche particolari erano uno speciale altimetro funzionante fino a 3 m di altitudine, un rilevatore di anomalie magnetiche utile in particolare, se usato assieme alla sonoboa in grado di captare i suoni del vascello nemico, per trovare sommergibili avvistati ma subito scesi in immersione, e il sistema di radionavigazione LORAN.. Per quello che riguarda l'armamento, i B-24 antisom trasportavano sei bombe di profondità da 227 kg l'una, tarate in genere per inabissarsi con lentezza ed esplodere a circa 8 m (ma erano possibili cambiamenti), quattro cannoni da 20 mm e sei mitragliatrici calibro .50; nel tardo 1943 in alcuni B-24 venne aggiunta una torretta di prua con quattro mitragliatrici per aumentare la potenza di fuoco.

La battaglia dell'Atlantico: luglio 1942 – maggio 1943

Quando era in corso la riorganizzazione delle forze antisom dell'USAAF era già in corso la battaglia dell'Atlantico, nel cui omonimo oceano l'ammiraglio Dönitz aveva rischierato gran parte dei suoi U-Boot a luglio del 1942. Gli Alleati risposero fornendo copertura aerea di scorta ai convogli che facevano la spola dalla costa orientale USA alla Gran Bretagna, lasciando però scoperto, per motivi di autonomia degli aerei, uno spazio di 805 km compreso tra i 25° O e i 45° O di longitudine (il cosiddetto "gap"). Fu proprio in questo spazio che si concentrarono i gruppi di sommergibili tedeschi, i cosiddetti "branchi di lupi"..